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Strauss Kahn: diario di una cameriera

Troppo smaccatamente evidente e impudente per essere vero. Così ho pensato fin da subito  che quello ordito contro Dominique Strauss Kahn e la cameriera negra (o nera secondo la correctness  terminologica americana del “black”)  fosse un bel trappolone surettiziamente montato per l’uopo, a carattere mediatico-giudiziario. Intendiamoci, le debolezze e i vizi sessuali dell’uomo costituiscono di per sé un ottimo retroterra per inciampare nelle  trappole e essere vittima di ricatti.  Tuttavia,  una cameriera che si inserisce col passepartout in una suite di un grand Hotel per potenti della terra manco fosse un alberguccio a gestione familiare, con all’interno un cliente di riguardo, è alquanto sospetto.
Lui che la rincorre in veste adamitica di Priapo con il fallo sguainato è poco credibile.
La crisi greca alle porte e la sua amicizia per Papandreu, al quale DSK aveva promesso di attivarsi e prodigarsi, sono circostanze che possono non aver trovato il consenso degli Usa. Le sue dichiarazioni fatte nel 12 febbraio scorso (quindi in tempi non ancora sospetti) sulla non solvibilità del dollaro e riportate in questo articolo di Attilio Folliero,   ripreso poi dal giornale on  line Rischio calcolato, sono alquanto allarmanti.
Mettiamoci pure nel conto le elezioni presidenziali contro il suo rivale Sarkozy, e la sua altrettanto provvidenziale messa fuori gioco “per motivi giudiziari”, anche se la sottoscritta propende più per la “pista finanziaria” relativa all’imminente caduta del dollaro, che  a detta di molti dovrebbe essere sostituito con l’amero. Pare che gli americani non abbiano gradito le anticipazioni  di DSK al riguardo.  Da  qui,   il pesante processo  a suo carico preceduto da una vergognosa campagna mediatica di sputtanamento globale, con lui esposto al ludibrio mondiale, messo ai ferri e  trascinato in tri­bunale.  Con Tim Geithner che dopo l’arresto,  commenta asciutto  e gelido che DSK non può più presiedere il FMI, dato che non è nemmeno in grado di badare a se stesso. Per inciso, Geithner, segretario al Tesoro di Obama, è uomo di fiducia della FED, è un ex uomo della Banca Mondiale, non uno qualsiasi. Che grande lezione di democrazia marchiare d’infamia un individuo senza nemmeno aspettare i gradi di giudizio della sentenza, basandosi esclusivamente sulla testimonianza di una cameriera! Altro che poteri forti, qui siamo ai poteri marci.
Osserviamo ora con attenzione  il curriculum vitae di Cristine Lagarde, la neoeletta presidentessa del FMI, una “bilderberger” del tutto vicina agli interessi americani.
Ora è stato smontato l’impianto accusatorio di DSK ad onta delle rivoluzioni “colorate” delle cameriere nere inferocite davanti al Tribunale che ripetono slogan femministi (qui il video)  e DSK potrebbe essere riabilitato, rifondato della sua cauzione onerosa  e prosciolto da ogni accusa. Tuttavia è stato un deprimente spettacolo di razzismo all’ incontrario, la rivincita del “black” contro il bianco ricco e potente da linciare moralmente, all’insegna di quella “democrazia multikulti” all’americana che lavora  ormai per l’estinzione dei diritti propugnati dai suoi stessi Padri Fondatori.  
Tempo al tempo e ne sapremo di più, arrivando a capire chi ha perso con la defenestrazione di DSK e chi invece ha guadagnato con la repentina promozione in campo della Lagarde.