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Strage norvegese: dalla pista islamica a quella cristiana

Molti elementi della strage norvegese continuano a non quadrare. Lo stragista è stato condannato a soli 21 anni, poiché da quelle parti si continua a praticare “l’amore universale” con tanto di  poliziotti disarmati, anche per gli assassini di 76 persone in giovane età. Mentre scrivo non so ancora se ci sarà una sollevazione popolare in Norvegia per inasprirgli la pena. Per il momento possiamo (anzi posso, visto che parlo per me) permanere assai dubbiosa sulla velocità con cui siamo passati con disinvoltura dalla pista islamica, a quella cristiana. Con l’incompatibilità tra il grembiulino di massone e quel Cristianesimo che Anders Breivik dice di propugnare. Con l’incompatibiltà dell’etichetta “fondamentalista cristiano” (un’antinomia visto che il cristianesimo nasce come cesura profonda dall’Antico Testamento: esso è  la religione della “parola” e del  “logos”, un’evoluzione rispetto a quelle abramitiche del “libro”).
Con tutti i dubbi se una sola persona può sdoppiarsi come un Terminator in due stragi distinte: quella di Oslo e quella dell’isola di Utoya.
Ma perché dobbiamo sempre trovare una “trama” o una “pista” o un “disegno” o un “complotto” dietro all’infinita gratuita idiozia del Male?  – si chiede Claudio Magris sulle pagine del Corsera di oggi. Esistono purtroppo anche gli Unabomber, i Jack gli Squartatori, gli assassini seriali, le stragi dell’Oklahoma. E’ una bella domanda.
Ma Magris dovrebbe anche chiedersi come mai due neri (padre e figlio, nascosti in un bagagliaio  una lunga station wagon) hanno potuto far fuori decine e decine di bianchi con armi da tiro ad alta precisione, senza che in questo caso, nessuno osasse parlare di strage a sfondo “razzista”, mentre un biondo, bianco vichingo dai freddi occhi cerulei, può essere immediatamente classificato “nazista”, “nazistoide” “razzista” o “islamofobico”. Chiamatelo assassino seriale, in mancanza di altre prove, e aspettate di saperne di più.

Inoltre non è una novità che spesso gli omicidi  del “pazzo isolato” cadano nei momenti “topici” della Storia. Fu così per il delitto di Sarajevo, fu così per l’assassinio di Lincoln;  e potrei citare molti altri esempi storici di “killer” considerati  “pazzi isolati”.

Ecco però alcune iniziative prese dalla Norvegia che possono non essere state completamente gradite alle élites globaliste qui su Rischio Calcolato nell’articolo “Coincidenze” di Johnny88?  :  “il trattato di Murmansk firmato a settembre dello scorso anno tra Norvegia e Russia. Il trattato di Murmansk pone fine a 44 anni di contese tra Russia e Norvegia sul mare di Barents. Trattasi di un bacino di 175mila chilometri quadrati sotto cui giacciono enormi giacimenti petroliferi. Si parla di 10 miliardi di potenziali barili di petrolio. Senza contare la presenza di gas naturale, e lo sfruttamento per la pesca. Un accordo quello chiuso da Stoltenberg con la Russia che viene definito come l’evento più importante della storia recente norvegese dopo l’entrata nella NATO“.
Non è tutto. Perché pochi istanti dopo la strage Obama e la Clinton si sperticavano a fare appelli salvifici  del genere, tutti insieme contro “il terrorismo internazionale”, quando in questo caso, eravamo al serial killer della porta accanto? perché i giornali italiani hanno corretto per ultimi la “pista islamica” della Jihad?  Perché Guido Olimpio, sul Corriere di oggi parla di Breivik come dell'”Osama cristiano”? Non è forse  stolto dare ad un “islamofobo” l’etichetta di uno sceicco wahhabita?
Tutti gli altri interrogativi, a questo punto sono legittimi, dato che le cose non sono mai come appaiono.