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Se lo dice il Sole, allora è Britannia 2

C’era una volta un piccolo grande naviglio di reale schiatta, il Britannia. Correva l’anno 1992 e quel panfilo reale si trovava a navigare nelle acque al largo di Civitavecchia. Da lì, nacquero i propositi di (s)vendere molto del nostro patrimonio industriale, propositi messi poi in atto nei modi che sappiamo.   
E quei pochi coraggiosi che ne parlavano sul web, nel silenzio assoluto della stampa, si beccavano pure la nomina di “complottisti” e “cospirazionisti”. Termini che francamente mi hanno sempre fatto sorridere, tenuto conto che per chi ha studiato un po’ di storia,   i complotti di una nazione ai danni di un’altra e le cospirazioni politiche di una classe sociale o di un gruppo politico, rispetto ad altri sono sempre stati all’ordine del giorno. Così va la Storia…. Perciò non vedo le ragioni per rifilare comode lettere scarlatte.

 Dunque ricapitoliamo. Ora corre l’anno 2011, esattamente 19 anni dopo. Quasi un ventennio dopo, salta fuori un articolo del Sole 24 ore, il quotidiano della Confindustria e cosa scrive?  Leggete voi stessi:  Tremonti sdogana il piano Britannia 2.  del 13 settembre scorso. Confesso che a suo tempo questo articolo m’era sfuggito. Ma se lo scrive il Sole, dev’essere vero. Anzi… chiaro come il Sole.

Caspita, ma allora il Britannia esiste! E  quei coraggiosi complottisti hanno detto il vero, tant’è  che ora si replica sullo stesso  soggetto. Se lo chiede anche il blog APPUNTIAMO.

Resta da capire una cosa: perché quelli del Sole  ora escono così allo scoperto. E allora azzardo tre ipotesi:
  • Si sentono ormai inattaccabili perciò  fanno gli smargiassi e parlano chiaro
  • Si vuole legare il nome di Tremonti a una solenne nuova iniquità per bruciarlo e toglierlo dalla scena.
  • E’ in atto una guerra tra consorterie: quelle legate alla Ue contro quelle legate ad ambienti d’Oltreatlantico, laddove Tremonti apparterrebbe alle prime.
Altro non saprei dire. Dirò solo che si replica la svendita all’incanto del nostro Paese, pezzo per pezzo. E allora ecco l’EVENTO: patrimonio immobiliare, utilities locali, allertando per l’uopo Comuni e Regioni, Il tutto  sotto la supervisione delle principali banche commerciali e d’affari nazionali (si fa per dire). Ma soprattutto internazionali . Non ultime, le compagnie di assicurazioni.  Il nobile scopo? L’abbattimento  (l’ennesimo) del debito pubblico. Beato a chi ci crede!