mercoledì, 02 agosto 2006 Un piccolo uomo, un dittatore feroce.

Lìder minimo, dovrebbero chiamarlo. Ma in Italia i solito pessimi maestri ed i barbudos nostrani sono già pronti a stracciarsi le vesti, con delegazioni allarmate ed allertate in caso di dipartita di Fidèl.

Eh si, perchè dopo la caduta del muro, le rivelazioni su Pol Pot, la fucilazione di Ceausescu, il pensionamento di Gorbaciov, l’impresentabilità dei dittatori bielorussi e birmani, le aperture della Cina al capitalismo (ma non ai diritti umani), questo piccolo uomo rappresenta ancora la speranza che il comunismo, rifrullato in salsa sudamericana dei nuovi presidenti zapatisti/zaparetisti , possa alla fine trionfare, per la gioia degli ex-brufolosi orfani del ’68, magari clonando il messia dei rivoluzionari ed icona dei pubblicitari furbetti, quel criminale terrorista che risponde al nome di Che Guevara.

Continue reading

Questa non è una guerra contro il terrore è una lotta contro i nemici dell’America

musulmani in preghiera

Al tempo in cui mi occupavo dell’occupazione russa dell’afganistan, scendevo a volte per Jalabad e attraversavo il confine con il Pakistan per trovare un po’ di riposo a Peshawar. Negli ambienti cupi e sporchi del vecchio Hotel Intercontinental battevo le mie storie su un telex sofferente accanto ad un ufficio che recava sulla porta la scritta “Capo Contabile”.…

Continue reading

Happy Birthday, America!

On July 4, 1776, we claimed our independence from Britain and Democracy was born. Every day thousands leave their homeland to come to the "land of the free and the home of the brave" so they can begin their American Dream.

Happy Birthday, America!

In CONGRESS, July 4, 1776

The unanimous Declaration of the thirteen united States of America

When in the Course of human events, it becomes necessary for one people to dissolve the political bands which have connected them with another, and to assume among the powers of the earth, the separate and equal station to which the Laws of Nature and of Nature’s God entitle them, a decent respect to the opinions of mankind requires that they should declare the causes which impel them to the separation.…

Continue reading

Demolizione controllata? 7

Riprendiamo una scena del crollo delle torri. La sequenza è stata ripresa con una macchina fotografica motorizzata, quindi gli scatti sono successivi uno all’altro. Volendo si può anche calcolare la velocità di scatto e quindi, quella iniziale di caduta della torre. I complottisti affermano che le torri sono state demolite intenzionalmente provocando un crollo controllato.…

Continue reading

Demolizione controllata? 6

Continuiamo con l’avvicinamento al WTC7 Dalle mappe e dalle foto esposte nei precedenti articoli abbiamo visto che i crolli delle torri non sono avvenuti verticalmente perchè sono stati coinvolti anche tutti gli edifici facenti parte del WTC (World Trade Center). Adesso passiamo ad analizzare il perimetro esterno del WTC e cioè quella serie di edifici identificati col nome di WFC (World Financial Center).…

Continue reading

E la menzogna continua su un DVD

I complottisti non stanno con le mani in mano e continuano con la loro campagna menzognera sui fatti dell11 settembre. La capacità di queste persone di sfruttare delle disgrazie altrui per fini politici propagandistici è stupefacente, persino le iene e gli sciacalli qualche volta lasciano in pace i morti. Ma l'la cosa più incredibile di tutte è che trovino persone che gli danno credito credendo a fantasiose ricostruzioni pseudoscientifiche fatte da REGISTI, TEOLOGI, FILOSOFI, CHIMICI dell'ACQUA, SCRITTORI, ed io ci aggiungo, giullari, saltimbanchi, acrobati, scimmie e pappagalli addestrati che confutano prove scientifiche di studi fatti dai migliori laboratori americani, dalle migliori università, dai più grandi ed affermati studi di architettura, addirittura il grande Piano si è sbilanciato in un'affermazione positiva sul lavoro fatto.…
Continue reading

La peggio gioventù VII

NOVEMBRE 1969.
1 Novembre: Roma, bomba al cinema Brancaccio.
Linea ferroviaria Treviso-Udine, attentato dinamitardo.
4 Novembre: Torino, ordigno esplosivo contro la scuola religiosa “San Giuseppe”.
Prato, bombe contro un’ industria tessile.
5 Novembre: Torino, sette studenti di sinistra arrestati per attentati vari.
Milano, violenze alla Bracco, Lagomarsino e IBM Italia.
6 Novembre: Torino, violenti incidenti provocati dai comunisti; feriti il vice-questore, un ufficiale di polizia e 33 agenti.…
Continue reading

Brigate Rosse – Settima parte – Le BR-PCC

La liberazione del generale Dozier e quanto ne conseguì si abbattè sulle Brigate Rosse come un tornado, a subirne le conseguenze non fu solo la colonna veneta ma tutti i tronconi della oramai frammentata organizzazione. Tre dei quattro terroristi catturati “decisero” di collaborare, le loro rivelazioni, sopratutto quelle di Antonio Savasta, permisero di effettuare centinaia di arresti in tutta Italia –
Interrompo brevemente la narrazione, come avete notato ho virgolettato il “decisero”, il perché è presto detto, tutti i testi da me consultati riportano quel episodio con le stesse scarne parole: “Quattro militanti delle BR-PCC sono catturati e torturati”, sempre identiche seguite da un punto e da nessuna spiegazione.
Continue reading

Gli anni ’70…i miei. (9)

Vivevamo blindati. Nelle scuole che frequentavamo i professori avevano un atteggiamento che andava dalla chiusura più totale a qualche sprazzo di discussione. Ricordo il mio professore d’italiano che mischiava un’intolleranza per i ‘fascisti’ in generale, con un’apertura verso la sottoscritta, studentessa abbastanza brillante ed attenta: guardava con sorpresa il mio abbigliamento sportivo (meglio non andare a scuola coi tacchi…) ed il mio piglio testardo.…
Continue reading

Brigate Rosse – Sesta Parte – Le colonne Walter Alasia e 2 Agosto

La colonna milanese Walter Alasia nel dicembre 1979 si era rifiutata di distribuire il comunicato numero 9 “Sulle grandi fabbriche” perché non ne condivideva il contenuto e ne elaborò uno proprio, nel Luglio 1980 si riunì a Roma la direzione strategica delle BR nel tentativo di ricomporre lo strappo, ma senza giungere a nulla, infine nel Novembre 1980 i membri della WA presero la decisione di staccarsi unilateralmente dall’organizzazione.…
Continue reading