Bertinotti ? Coerente,come Leonilde Iotti !

Ma perchè scandalizzarsi se Bertinotti ha fatto gli auguri a Fidèl Castro ? In precedenza abbiamo avuto un Presidente della Camera come Leonilde Iotti nota nella Mia Romania per le prefazioni ai libri di Nicolae Ceausescu; Conducator che molti altri politici del PCI esaltarono prima della caduta del Muro e della Rivoluzione del Dicembre 1989.

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Un regalo per Fidel.

Non sarebbe ora di dare le dimissioni ed uscirsene di scena in silenzio, liberando i prigionieri politici ?

A volte, tirar troppo la corda porta male. Anche Nicolae era sicuro dell’ affetto popolare, della Securitate, del suo esercito personale formato da orfani ed ex-bambini di strada. Ma sappiamo come andò a finire…

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E i castristi livornesi si gemellano coi titini.

Con un comunicato stampa (ma chi dà loro un’ importanza tale da emettere tali comunicati ?), gli Ultras del Livorno hanno annunciato che non tiferanno Italia nell’amichevole del 16 Agosto tra Italia e Croazia allo Stadio Picchi.

Non ne avevo dubbi, e mi domando come sia stato possibile, tra gli innumerevoli guai combinati dalla Federcalcio, pensare di organizzare una partita nella città labronica, nella cui curva, tra bandiere cubane ed effigi del criminale assassino Che Guevara, si è sentito in passato insultare i Carabinieri ed i Martiri di Nassirya.

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Italasia.

Gli amici comunisti al governo ce la stanno mettendo tutta, e memori delle amicizie tra il leader minimo e molti paesi del fondamentalismo islamico, non vogliono essere da meno.

Padova sta per essere forse abbandonata dagli Italiani, come dimostra la costruzione del Muro che è come una premessa di resa da parte dell’ amministrazione comunale di sinistra.

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Un’ Italiana prigioniera a Cuba.

Il 26 Ottobre 2005 il cittadino Italiano Gaetano Nese viene ucciso a Cuba nell’abitazione della moglie, Carmen Hortensia Del Valle, che viene picchiata e violentata. L’inchiesta sull’omicidio brancola nel buio, ma non è questo il punto. Alla signora Del Valle non viene riconosciuta la cittadinanza italiana dalle autorità cubane, che gli sequestrano il passaporto Italiano ed il 3 Agosto di quest’anno le sequestrano pure l’abitazione, ufficialmente come luogo di un delitto; in realtà alla villa pare essere interessato un Generale cubano.

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La libertà di stampa a Cuba.

Ecco una prima lista di giornalisti incarcerati e condannati a Cuba:

Víctor Rolando Arroyo, UPECI – condannato a 26 añosPedro Argüelles Morán, director de la CAPI / condenado a 20 añosMajail Bárzaga Lugo, periodista independiente / condenado a 15 añosCarmelo Díaz Fernández, APSIC / condenado a 15 añosOscar Espinosa Chepe, periodista independiente, CubaNet / condenado a 20 añosAdolfo Fernández Saínz, Agencia Patria / condenado a 15 añosMiguel Galván Gutiérrez, Havana Press / condenado a 26 añosJulio César Gálvez, periodista independiente / condenado a 15 añosEdel José García, periodista independiente / condenado a 15 añosRoberto García Cabrejas (prisión domiciliaria), ICD PressJorge Luis García Paneque, agencia Libertad / condenado a 24 añosRicardo González Alfonso, presidente de la Sociedad de Periodistas Manuel Márquez Sterling y director de la revista De Cuba en La Habana / condenado a 20 añosLuis González Pentón / condenado a 20 añosAlejandro González Raga, periodista independiente / condenado a 14 añosNormando Hernández, director de la CPIC / condenado a 25 añosJuan Carlos Herrera Acosta, periodista independiente / condenado a 20 añosJosé Ubaldo Izquierdo, Grupo de Trabajo Decoro / condenado a 16 añosHéctor Maseda, Grupo de Trabajo Decoro / condenado a 20 añosMario Enrique Mayo / condenado a 20 añosJorge Olivera, director de Havana Press / condenado a 18 añosPablo Pacheco Avila, Agencia Patria / condenado a 20 añosFabio Prieto Llorente, periodista independiente / condenado a 20 añosJosé Gabriel Ramón Castillo, ICD Press, condenado a 20 añosRaúl Rivero Castañeda, director de CubaPress y vicepresidente regional de la Comisión de Libertad de Prensa e Información de la Sociedad Interamericana de Prensa / condenado a 20 añosOmar Rodríguez Saludes, director de Nueva Prensa Cubana / condenado a 27 añosOmar Ruiz Hernández, Grupo de Trabajo Decoro / condenado a 18 añosManuel Vázquez Portal, Grupo de Trabajo Decoro / condenado a 18 años

Come mai i vari giornalisti democratici italiani, così solerti a denunciare nei 5 anni di governo della CdL il monopolio dell’informazione e gli abusi di Berlusconi, non manifestano e non si stracciano le vesti davanti al Consolato Cubano per la libertà di questi loro colleghi ?

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La stampa a Cuba ed in Italia.

Apprendo che il viceministro dell’ Economia Vincenzo Visco, non pago della bella legge donata agli Italiani in compagnia del prode Bersani, ha dato mandato al proprio legale di querelare il quotidiano Libero che aveva riproposto la vicenda della villa a Pantelleria con relativa sentenza di Cassazione con condanna.

Siccome in Italia, come a Cuba, vige la libertà di opinione,voglio esprimere anch’io la mia:

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Come a Cuba, avremo il Grande Fratello ? Chiedetelo a Visco.

A Cuba si chiama Seguridad. Nell’ex-DDR si chiamava Seguritmi, in Romania Securitate.

Dove c’è un regime comunista, ogni cittadino è spiato, schedato, pedinato, intercettato, con ogni mezzo possibile. Spesso il fratello, l’amico, il collega è lo spione di turno, a volte costretto a forza.

Anche in Italia, dove pur tra mille difficoltà, stiamo vedendo nascere un regime comunista, presto, grazie alla Legge Bersani-Visco, saremo tutti tracciati, ogni nostro acquisto, malattia, divertimento sarà schedato e sottoposto al burocrate di turno che deciderà se possiamo permettercelo.

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I PRIGIONIERI DI LA PRIMAVERA DI CUBA, UN SCANDALO PER TUTTI.

Sono già tre anni di ingiusta prigione in condizioni inumane che scontano i Prigionieri della Primavera di Cuba. È un controsenso utilizzare la parola “commemorazione” perché non stiamo parlando di un fatto del passato ma è solo accaduto tre anni fa. Stiamo parlando di un’ingiustizia del presente. In questa data pesano tre anni di sofferenza per loro e le loro famiglie ed ogni giorno che passa è un scandalo maggiore, perché si prolunga questa ingiustizia.

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