Demolizione controllata? 7

Riprendiamo una scena del crollo delle torri. La sequenza è stata ripresa con una macchina fotografica motorizzata, quindi gli scatti sono successivi uno all’altro. Volendo si può anche calcolare la velocità di scatto e quindi, quella iniziale di caduta della torre. I complottisti affermano che le torri sono state demolite intenzionalmente provocando un crollo controllato.…

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Demolizione controllata? 6

Continuiamo con l’avvicinamento al WTC7 Dalle mappe e dalle foto esposte nei precedenti articoli abbiamo visto che i crolli delle torri non sono avvenuti verticalmente perchè sono stati coinvolti anche tutti gli edifici facenti parte del WTC (World Trade Center). Adesso passiamo ad analizzare il perimetro esterno del WTC e cioè quella serie di edifici identificati col nome di WFC (World Financial Center).…

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E la menzogna continua su un DVD

I complottisti non stanno con le mani in mano e continuano con la loro campagna menzognera sui fatti dell11 settembre. La capacità di queste persone di sfruttare delle disgrazie altrui per fini politici propagandistici è stupefacente, persino le iene e gli sciacalli qualche volta lasciano in pace i morti. Ma l'la cosa più incredibile di tutte è che trovino persone che gli danno credito credendo a fantasiose ricostruzioni pseudoscientifiche fatte da REGISTI, TEOLOGI, FILOSOFI, CHIMICI dell'ACQUA, SCRITTORI, ed io ci aggiungo, giullari, saltimbanchi, acrobati, scimmie e pappagalli addestrati che confutano prove scientifiche di studi fatti dai migliori laboratori americani, dalle migliori università, dai più grandi ed affermati studi di architettura, addirittura il grande Piano si è sbilanciato in un'affermazione positiva sul lavoro fatto.…
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La peggio gioventù VII

NOVEMBRE 1969.
1 Novembre: Roma, bomba al cinema Brancaccio.
Linea ferroviaria Treviso-Udine, attentato dinamitardo.
4 Novembre: Torino, ordigno esplosivo contro la scuola religiosa “San Giuseppe”.
Prato, bombe contro un’ industria tessile.
5 Novembre: Torino, sette studenti di sinistra arrestati per attentati vari.
Milano, violenze alla Bracco, Lagomarsino e IBM Italia.
6 Novembre: Torino, violenti incidenti provocati dai comunisti; feriti il vice-questore, un ufficiale di polizia e 33 agenti.…
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Brigate Rosse – Settima parte – Le BR-PCC

La liberazione del generale Dozier e quanto ne conseguì si abbattè sulle Brigate Rosse come un tornado, a subirne le conseguenze non fu solo la colonna veneta ma tutti i tronconi della oramai frammentata organizzazione. Tre dei quattro terroristi catturati “decisero” di collaborare, le loro rivelazioni, sopratutto quelle di Antonio Savasta, permisero di effettuare centinaia di arresti in tutta Italia –
Interrompo brevemente la narrazione, come avete notato ho virgolettato il “decisero”, il perché è presto detto, tutti i testi da me consultati riportano quel episodio con le stesse scarne parole: “Quattro militanti delle BR-PCC sono catturati e torturati”, sempre identiche seguite da un punto e da nessuna spiegazione.
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Gli anni ’70…i miei. (9)

Vivevamo blindati. Nelle scuole che frequentavamo i professori avevano un atteggiamento che andava dalla chiusura più totale a qualche sprazzo di discussione. Ricordo il mio professore d’italiano che mischiava un’intolleranza per i ‘fascisti’ in generale, con un’apertura verso la sottoscritta, studentessa abbastanza brillante ed attenta: guardava con sorpresa il mio abbigliamento sportivo (meglio non andare a scuola coi tacchi…) ed il mio piglio testardo.…
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Brigate Rosse – Sesta Parte – Le colonne Walter Alasia e 2 Agosto

La colonna milanese Walter Alasia nel dicembre 1979 si era rifiutata di distribuire il comunicato numero 9 “Sulle grandi fabbriche” perché non ne condivideva il contenuto e ne elaborò uno proprio, nel Luglio 1980 si riunì a Roma la direzione strategica delle BR nel tentativo di ricomporre lo strappo, ma senza giungere a nulla, infine nel Novembre 1980 i membri della WA presero la decisione di staccarsi unilateralmente dall’organizzazione.…
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Cuori Neri

Dal rogo di Primavalle alla morte di Ramelli 21 delitti dimenticati degli anni di piombo.

IL MASTER
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Brigate Rosse – Quinta Parte – Dalle divisioni fin quasi alla fine

Gli anni 80 continuarono come erano iniziati, nel sangue! A Roma il 15 Febbraio 1980 fu ucciso il presidente del consiglio superiore della magistratura Vittorio Bachelet e il 18 Marzo quando era oramai certo di essere nominato direttore generale degli istituti di prevenzione e pena cadde Girolamo Minervini. Il 12 Maggio a Mestre, mentre si sta occupando dell’organizzazione della riunione dei capi di stato dei paesi più industrializzati, il dirigente della Digos Alfredo Albanese fu colpito Mortalmente dalle BR, il 19 Maggio 1980 a perdere la vita in occasione del battesimo del fuoco della neonata “colonna di Napoli” fu all’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione, il democristiano Pino Amato.Nonostante questo sfoggio di efficienza militare le BR erano sempre più lacerate da dissidi interni, per cercare di porvi rimedio il 5 Agosto 1980 in provincia di Roma si riunì la direzione strategica, dopo la presa di posizione dei prigionieri del luglio 1979 era fondamentale affrontare la questione dell’organizzazione delle evasioni e quella operaia nel tentativo di recuperare il consenso perduto nelle grandi fabbriche.…
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Gli anni ’70… I miei. (8)

Di quegli anni ricordo ancora il senso di instabilità. Allora la propaganda si faceva con i volantinaggi (sì certo, quelli stampati col ciclostile…) ed andare a distribuire i volantini davanti alle scuole voleva dire innestare un sistema perfetto di attacco: dopo pochi minuti arrivavano ‘loro’…quasi mai studenti, quasi sempre a volto coperto, un piccolo esercito che stava ‘sempre pronto’ la mattina dentro qualche sede partitica dell’estrema sinistra (non il PCI, allora stava facendosi una verginità ‘dirigenziale’ e non partecipano direttamente ai pestaggi organizzati; si limitavano a trarne giovamento parlando di ‘strategia della tensione’).…
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