Tante ragioni per non guardare più il TG

Spesso i buoni propositi di inizio anno si abbandonano strada facendo. Ma quello di non guardare o ridurre al minimo le varie edizioni dei Tg, ho già iniziato a farlo dallo scorso anno. E ho tutte le buone intenzioni di proseguire. Il 4 marzo, data delle elezioni, non è lontano.  Pertanto ben lo sappiamo quali siano i nostri reali interessi: stoppare l’immigrazione massiva, ridurre le tasse, ripristinare la sovranità perduta, avere una giustizia giusta, buone scuole e buona sanità e riprenderci la Sovranità sottraendoci agli eurogerarchi di Bruxelles.


I TG1, 2, 3 (e non parlo solo di quelli della Rai, ma anche di Mediaset e di La7) sono diventati peggio dei Minculpop ed è bene guardarli il meno possibile. Le notizie si possono anche reperire on line e ciò arreca numerosi vantaggi:  non ci si fa venire l’orticaria come dover sentire Bergoglio che fa le sue e quotidiane omelie sugli immigrati,  o guardare la Boldrini che corre a tagliar nastri di qualche residua associazione partigiana “per non dimenticare”, oltre a Gentiloni, Renzi, Grasso, Di Maio, e tanta altra pessima compagnia da far venire il mal di pancia.

Del resto quale sono i modelli di informazione televisiva attualmente in corso? Eccone uno:

Solitamente, quando non ci sono le “tragedie del mare” o incendi di impianti industriali più o meno dolosi e altre “calamità” (naturali e non)  si apre la pagina col teatrino della politica con risse all’interno del PD: correnti, frazioni, fronde e altre imbecillità da capponi di Renzi di cui non importa nulla a nessuno.  Per paradosso, nemmeno ai loro  stessi bovini elettori.

Poi c’ è la pagina esclusivamente renziana coi suoi tweet. Ovviamente c’è il contraltare, ma pur sempre de “sinistra” (l’unica opposizione consentita). E allora arrivano i 5 Stelle, Di Maio, Fico, Dibba, la Taverna, la Raggi e tutta la sarabanda di tsiprioti de noantri. Ora poi ci sono pure le “nuove” (si fa per dire) candidature: il giornalista Mediaset  ed ex direttore di Sky tg24 Emilio Carelli e Gigi Paragone, reduce da “La Gabbia” di La 7 di Cairo che corrono per i Pentagrulli. Il primo ha motivato la sua candidatura  indicando nei  5 Stelle  “un movimento che si ispira a principi come l’onestà, la trasparenza, il merito e la competenza”. Poffarbacco!
Un movimento gestito da un’Azienda privata (la Casaleggio Associati, attraverso l’associazione Rousseau) sarebbe in sé “trasparente”?
Il povero Salvini  in quota Lega arriva sempre in coda alle notizie,  trafelato con la panza de fuori e il cellulare in mano, gli occhi bassi mentre cammina. Vogliono presentarcelo come un povero “coatto del Giambellino”, mentre Di Maio, viene ripreso con l’aria di un  saccente abatino giacca e cravatta della domenica,  da oratorio campano, ma che la sa lunga.

Non può passare inosservata la pagina del Guilty Feeling, dedicata ai “migranti”: col titolo strappalacrime “ennesima tragedia del mare“. Arriva la Guardia Costiera con le mascherine, le cooperanti, la donna incinta che ha partorito a bordo, la testimonianza scelta nel mazzo ecc. Non bastasse la lunga pagina del Guilty Feeling (dai 4 ai 5 minuti che in tv è un tempo lunghissimo), ecco  sopraggiungere  Bergoglio  che versa ettolitri di benzina sul fuoco: scellerati! indifferenti,! ingrati! cinici! globalizzazione dell’indifferenza. E giù legnate contro una nazione  già in ginocchio proprio per colpa dell'”accoglienza”.
E allora che fa il Gesuita nelle edizioni successive? finge di cambiare disco dicendo ipocritamente: “Grazie Italia! fossero tutti gli altri come te” (sottinteso: accoglioni). Ma no, l’Austria ha un durissimo Kurz che fa orecchio da mercante, l’Ungheria un inflessibile Orban. La Germania si seleziona i siriani migliori, la Francia di Macron, chiude a Ventimiglia perché “ha già dato”.
Uhhh! che cattiveria e quanta crudeltà “globale”! Perché  mai non siete tutti “accoglioni” come l’Italia?
Il Gesuita argentino non riesce a  farsene una ragione e insiste, e va all’attacco e martella quotidianamente come le campane a martello.

Consiglio televisivo.
Se vi viene impedito di  spegnere l’apparecchio tv da qualche vostro familiare, fate una cosa: togliete l’audio alla pagina di Bergoglio. Vi sembrerà ancora più ridicolo,  un po’ come le comiche del muto.  Limitatevi a guardare i gesti:  intanto sapete già di cosa parla e vi eviterete il travaso di bile.

La pagina di attualità e di cronache è tutta incentrata su due battaglie “ideologiche”: il bullismo e il femminicidio. Se si parla di minori, sono tutti bulli, violenti, accoltellatori e praticano il cyber-odio via web.
Mentre gli uxoricidi (preferisco il termine latino a quello dell’ONU) sono prevalentemente bianchi, nativi e mostri domestici. Se la moglie viene  uccisa da immigrati, fa parte delle loro “tradizioni”. E poi la scellerata, voleva  pure “vestire all’occidentale”.

Non se la cavano meglio nemmeno le pagine dedicate allo spettacolo. Arrivano sul red carpet, le sfilate delle star in nero contro le molestie sessuali e gli stupri dei magnati dello star system. Sfrecciano attrici miliardarie  come Nicole Kidman, Meryl Streep, Emma Stone con abito di pizzo, merletto, taffetà, seta, raso in grande spolvero con spacco, ma tutte rigorosamente in nero che fa tanto trendy. “ME TOO, me too, me too…”. Si accettano outing e confessioni anche trent’anni e quarant’anni dopo…Dopotutto sono lacrime miliardarie e fruttano.
E i Tg rilanciano….Le attricette italiane?
Me too... Le idiozie, sono sempre…ehm…”virali” come si dice nel gergo.

La tv è un elettrodomestico da discarica e varrebbe la pena di  liberarsene e di ignorarla, se non fosse che il canone ti obbligano ormai a pagarlo in bolletta (lotta contro l’evasione, specie nel Sud – così si dice), qualche anziano in famiglia che sta lì a guardare ce l’hanno tutti (il famoso invecchiamento della popolazione), e   che sotto sotto, a molti italiani piace farsi del male.

Ma i TG e i talk di “approfondimento politico” (in realtà di sprofondamento con i Fabio Strazio, i Formigli, i Floris, i Vespasiani, i Santori, le Gruberberg, le Annunziate), beh, quelli si possono evitare. Tutto pattume, di cui è impossibile fare la raccolta “differenziata”.

Nostalgia canaglia e dispendiosa per un navigatore gps Garmin

Come avrete capito più che essere un motociclista che insegue l’ultima moto, sono un nostalgico che vive di vecchie cose che, in determinati momenti, e per dei periodi, gli hanno dato soddisfazioni.
Dopo il ritorno alla Deauville 650 (diversa nel motore e nei cavalli dalla 700 che avevo prima, e si sente…), mi è tornata la scimmia del vecchio navigatore…
Come già scritto in questo forum, me la cavo sia con un navigatore da poco cinese, che comunque fa quello che deve fare per quello che l’ho pagato.

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Il singolare modo della sinistra di abbassare le tasse

Dopo un centinaio di anni, la sinistra ha capito che i cittadini non gradiscono pagare le tasse.
Sappiamo tutti che un certo livello di contribuzione per il mantenimento dello stato è necessario e quel livello non abbiamo problemi a pagarlo, ma quando è troppo riteniamo legittimo applicare una autodifesa che si manifesta non solo cercando di evitarle, ma anche votando per quei partiti, di Centro Destra, che incarnano l’opposizione allo stato predone.
Adesso, a meno di due mesi dal voto, prima Renzi e poi Grasso ci hanno comunicato come intendono abbassare le tasse.
Il primo propone l’abolizione del canone rai, una delle tre tasse più odiate ed odiose (le altre sono quella sulla casa e il bollo auto) che lui stesso aveva imposto nelle bollette elettriche per farlo pagare a tutti.
L’altro invece vuole abolire le tasse universitarie.
Bene, bravi, bis, continuate a provarci, ma c’è un ma, anzi più di uno.
Ambedue intendono mettere a carico del bilancio pubblico il corrispettivo delle due tasse da erogare alla rai e alle università.
Ma metterlo nel bilancio pubblico significa farlo pagare, ancora una volta, agli Italiani tutti o aumentando altre tasse, o aumentando il debito pubblico.
I due furbacchioni, sapendo di non poter competere con le concrete proposte del Centro Destra in materia fiscale perchè non ne hanno il retroterra culturale, si trasformano nel mago Otelma, anzi si trasformano nel giocatore che propone, negli anfratti malfrequentati delle città, il gioco delle tre carte.
Con le loro proposte a perderci è sempre il cittadino che deve sempre pagare.
Il canone Rai va abolito senza compensazioni e sarà l’ente a predisporre i bilanci, come tutte le televisioni concorrenti, in base ad entrate autonome, con la pubblicità ed eventualmente con un abbonamento che, però, dovrà essere rigorosamente volontario.
Meglio ancora se la rai fosse privatizzata, evitando quindi ogni collusioni con i governi di turno.
Senza considerare che il livello della proposta renziana lo abbiamo se si considera che la ragione per inserire il canone nelle bollette della luce era fondata sulla larga evasione in molte zone d’Italia (essenzialmente nel sud) e così veniva fatto pagare a tutti.
Metterlo a carico del bilancio dello stato significa farlo pagare a chi già paga le tasse, liberando gli evasori  (contro cui Renzi e compagni si scagliano ogni giorno, a parole) anche da quell’obbligo.
Quanto alle università, l’abolizione delle tasse le renderebbe più che statali, governative, perchè dipenderebbero esclusivamente dalla buona volontà dei governi per il loro mantenimento.
Sarebbe la perdita totale di ogni autonomia con una classe docente totalmente asservita al potere.
Magari poi Grasso penserebbe anche ad un giuramento di fedeltà in cambio dei contributi (che, peraltro, saremmo sempre noi a pagare !) ?
Le due proposte sono solo fumo negli occhi, specchietti per le allodole di due modi di interpretare il governo fondati, alla pari, sul sopruso nei confronti dei cittadini ai quali far comunque pagare di tutto e di più, per tenerli sempre più soggetti al ricatto della regalia statale.
La vera libertà degli individui,invece, sta nella possibilità di gestire in proprio, quanto si guadagna dal proprio lavoro, senza prelievi predatori eseguiti con la forza dalle leggi fiscali, con i quali ognuno paga direttamente ciò che consuma e paga per ciò che consuma lui, non per quello che consumano altri.
Il primo passo nella giusta direzione è una flat tax che, abolendo e riunendo più tasse, riduca l’impatto fiscale sulle nostre tasche e anche il costo dei relativi adempimenti.

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Contro la disinformazione occorre un Centro Destra unito

I primi giorni di campagna elettorale vedono il pci/pds/ds/pd, sostenuto dai megafoni di regime della stampa, radio e televisione, raccontare la favola di una situazione migliore per merito suo.
Peggio ancora si attribuiscono azioni che non hanno fatto, come ridurre le tasse e si inventano partite di giro pensando di prendere in giro gli Italiani con la finta abolizione del canone, garantendo peraltro alla rai gli stessi soldi “da parte dello stato”, cioè quelli depredati sempre dalle nostre tasche con le tasse di ogni ordine e grado.
Il pinocchio cattocomunista cerca così di sollevare un polverone mediatico, nascondendo la verità e raccontando una storia che nessuno di noi vede.
Si conferma così la barzelletta sui talenti che Dio diede agli Italiani: onesti, intelligenti e di sinistra.
E a Pietro che gli obiettava come ne avesse dati solo due agli altri popoli, Dio dispose che confermava quei tre talenti, ma potevano coesistere solo due per volta nella stessa persona …
Davanti ad una mala informazione, che cerca di irretire anche Berlusconi lisciandolo per il verso del pelo come fanno Scalfari e l’ex direttore di Ecomunist che lo aveva sempre attaccato, il Centro Destra non può che essere unito, con una quarta gamba che non può essere l’infida ala centrista pronta a traslocare altrove “per responsabilità”, ma la Destra Radicale e patriottica di Casapound e Forza Nuova.
La prossima settimana si riuniranno Salvini, Berlusconi e la Meloni e così sapremo se dovremo scegliere il meno peggio oppure potremo gioiosamente scegliere il meglio.

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Da TeleKabul a TeleCorea (del Nord)

La sinistra, che non può vincere per le idee ed ha sempre necessità di un “aiutino” che sia quello della magistratura o dell’unione sovietica europea con lo spread forzato sennò resterebbe perennemente all’opposizione, può contare anche sull’untuoso, infido servilismo dei media.
La stampa, si sa, è schierata al 90% con la sinistra, come vogliono i padroni dei rispettivi giornali.
La televisione, a parte, con molto pudore, Mediaset … uguale.
Le trasmissioni di presunta informazione sono tutte orientate a dare spazio alle tesi del pci/pds/ds/pd.
Nella serata del 3 gennaio, Sky Tg24 economia si è prestato a continuare la sua opera di casa di risonanza dei cattocomunisti.
Cercando di impallinare il programma di Forza Italia (presenti un senatore di FI, una parlamentare renziana e un giornalista finto imparziale, con il solito sistema del due contro uno) con l”evidente scopo di seguire la linea de Il Sole 24 Ore che vorrebbe proiettare la percezione che non sia possibile fare nulla perchè costerebbe troppo la flat tax, costerebbe troppo ripristinare un’età di pensionamento decente, costerebbe troppo ridurre le tasse.
Certo, costerebbe troppo se il governo si inginocchia davanti all’unione sovietica europea, se invece facesse quello che, grandi e piccoli stati, fanno, prendendo quel poco di buono che viene da Bruxelles (ma non chiedetemi qual’è, perchè non mi viene in mente nulla, posso solo supporre, anzi sperare che qualcosa di buono ci sia da qualche parte) e seguendo solo l’interesse nazionale per tutto il resto, allora il programma del Centro Destra è realizzabilissimo.
Ieri sera, poi, sempre Sky Tg24 economia ha usato il sistema opposto per la sua cassa di risonanza.
Il conduttore con voce stentorea, come il banditore delle fiere dell’antico west che illustrava le qualità miracolose delle pozioni di acqua riscaldata, leggeva il bollettino della vittoria: diminuiscono le tasse (e chi se n’è accorto ?), aumenta la capacità di risparmio delle famiglie (beh, adesso che Banca Etruria non c’è più …) , tutto va bene, anzi benissimo.
Tre ospiti, solo uno, quello dei consumatori, con qualche perplessità subito rintuzzata dal conduttore, che esprimevano felicità per i risultati, ma grande preoccupazione per il dopo elezioni.
Il messaggio era semplicissimo: se il pci/pds/ds/pd perde e torna il Centro Destra, tutto questo Bengodi svanirà.
Ma facciamolo svanire questo tutto fatto di tasse (quella sui risparmi aumentata al 26% !) e di balzelli vari (veggasi i sacchetti del supermercato e gli aumenti delle bollette luce e gas).
Naturalmente non una parola sull’invasione degli immigrati.
In radio, poi, sembra che la velina sia quella di fare scudo, anche umano, contro le critiche sulle leggi cattocomuniste.
Ultima, a “sei su radio uno” delle sei del mattino del 5 gennaio, il penoso tentativo di sminuire la portata dell’ignobile provvedimento sulle buste da supermercato.
Hanno intervistato un tizio che, con voce impostata come se fosse divinamente ispirato, ha detto che la polemica è costruita sul nulla, sia per il costo (ma comunque un costo c’è) e poi tirando fuori una storia veramente fantasiosa.
Secondo il Solone di turno se andassimo al supermercato con i nostri sacchetti, qualora si verificasse un caso di intossicazione alimentare, il supermercato si difenderebbe dicendo che è colpa del consumatore che ha portato sacchetti non igienici.
Quindi, udite ! udite !, far pagare al consumatore il sacchetto è nell’interesse del consumatore.
Una volta avevamo TeleKabul, ristretta al solo Tg3, adesso, come una metastasi, si è diffusa a tutta l’informazione (e osano parlare delle fake news, imputandole agli “altri” ?) e abbiamo una informazione da TeleCorea (del Nord).
Un suggerimento.
Fino al 4 marzo, smettiamola di guardare telegiornali e trasmissioni di informazione, tanto sappiamo benissimo che il nostro interesse è ridurre le tasse, cacciare i clandestini e riprenderci la Sovranità sottraendoci agli ukase di Bruxelles.
E quindi sappiamo benissimo anche come votare.
Sicuramente non a sinistra.

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I "più migliori" Auguri di buona Epifania

Emma, indossa bene quel velo! 

La Bonino non cessa di stupirci. Dopo aver somministrato nel corso della sua vita “cloro al clero” (quello cristiano-cattolico, si intende), si genuflette davanti agli ayatollah.  E che inchino! Dal turbante all’hijab, ha fatto progressi, non c’è che dire.

Dopo aver fatto della raccolta di firme, banchetti e gazebi la sua ragion di vita radicale e spericolata, pretendeva addirittura che facessero una leggina-scorciatoia  “ad personam” espressamente per lei, senza dover subire la trafila dei banchetti, tanto per permetterle di presentare liste. La sua lista del resto ha un nome che è  tutto un programma: PIU’ EUROPA. Ovvero più rapina, più usura, più tasse, più espropri, più immigrati, più eutanasia, più aborti, più tutto insomma. 
Tutto ciò le ha valso il titolo nobiliare di “mammana d’Italia”. E’ il caso di dire che una mammana non è una mamma. Quasi peggio di una matrigna.  Se ne deve essere accorto perfino Renzi e altri piddini che con un partito che si richiama a questo angoscioso principio del “più Europa” come rimedio ai mali, non si va da nessuna parte, perché Emma la Gracchiante alla fin fine non ha trovato reali sponde nemmeno nel Pd (porta pochissimi voti) e ha dovuto accettare l’ospitalità nella lista del vecchio democristo Bruno Tabacci, evitando la raccolta delle 25.000 firme. E’ proprio vero che nella vita non si può mai dire ” io a quella fontana non ci berrò mai”. Perfino Tabacci il Dc, divenuto poi Udiccino e il suo “centro di gravità mobile e impermanente”, le va bene pur di candidarsi.

Passiamo alla seconda delle quota rosa. Come è noto il 2017 che ci ha appena lasciato è stato l‘annus horribilis della Fedeli. Le tristi e meschine figure da pedicurista a suo carico, non si contano nemmeno più. Sapevamo che la ministra aveva qualche problema con la lingua di Dante, ma non potevamo immaginare che per agevolare il suo  ornato eloquio di chi è usa sciacquare e risciacquare manzonianamente i  panni nell’Arno, decidesse di eliminare la  nostra lingua italiana dai progetti del  MIUR, il ministero dell’Università e della Ricerca.   

 L’Italiano, già mortificato in diverse occasioni dalle gaffe della titolare del Miur, è stato definitivamente accantonato per volere dello stesso Ministero dell’Istruzione”. Quest’anno, infatti, le domande per partecipare all’attesissimo “Prin”, acronimo di Programmi di Ricerca  di Interesse Nazionale, il bando per il finanziamento dei progetti universitari di interesse nazionale, dovranno esser redatte solo in Inglese e, “a scelta del proponente, può essere fornita anche un’ulteriore versione in lingua italiana”. Come a dire: “Se proprio si ha tempo da buttare”… (fonte il Giornale)
Ma ecco dunque la piccata reazione del prof Claudio Marazzini dell’Accademia della Crusca nell’intervista concessa alla Nazione della quale consiglio la lettura integrale. 
«Non eravamo mai arrivati all’abolizione della nostra lingua. Eppure la Corte Costituzionale con la sentenza numero 42/2017 ha definito le regole d’equilibrio tra inglese e italiano nell’università».

Un bel tacer non fu mai scritto. Se non altro si evitano gli strafalcioni

Chiedo, hic et nunc,  una promessa anticipata alle forze politiche del centro-destra: in caso di vittoria elettorale, eliminare tassativamente questa grave iniquità e ridare alla Lingua Italiana  tutta la dignità che merita, rendendola lingua veicolare nei progetti universitari. Come al solito, nessun paese-membro della Ue si abbassa a tanto ed è sempre la nostra classe politica,  la peggiore.

Beh, tenuto conto che domani è il giorno dell’Epifania, e che le Befane d’Italia che siedono in parlamento non fanno che somministrarci carbone, rospi e carbonazzi (nel senso di bisce nere),  è il caso di porgere  i miei “più migliori” Auguri di Buona Epifania alle due “quote rosa” di cui sopra. Non so voi, ma io davanti a queste due signore, ho come delle visioni “epifaniche”: che possano essere sbalzate per aria dai riottosi cammelli dei Re Magi per poi venir opportunamente scaricate e abbandonate nel deserto. Quello vero però, non quello del Presepe.

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!

Cantonate

Un vescovo, quello di Como usa la chiesa per i suoi comizi contro i “populisti”  che, poi, sarebbero i partiti e i movimenti patriottici come la Lega, Forza Nuova, Casapound e Fratelli d’Italia.
Abbiamo così la conferma che la gerarchia della chiesa non fa l’interesse dell’Italia e degli Italiani.
E nel leggere di tutti questi preti che si affannano a mostrarsi in linea con il “pensiero” bergoglione, non proviamo tutti un po’ (tanto) disgusto in tale evidente piaggeria ?
Il 4 marzo potremo votare anche per dare il benservito a simili personaggi e ricordiamocene anche quando andremo a fare la dichiarazione dei redditi e le nostre offerte in beneficenza: neanche una lira ai preti.

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Sessanta giorni per la rinascita Italiana

Siamo a sessanta giorni dal voto del 4 marzo, fondamentale per il futuro dell’Italia e degli Italiani.
Noi elettori siamo chiamati a scegliere tra una miriade di “offerte” e “proposte”, ma sappiamo perfettamente che sono poche quelle che ci consentirebbero di sperare in un futuro migliore per noi e per i nostri figli e nipoti.
Sono le scelte Nazionaliste, Sovraniste e Identitarie le uniche che potrebbero dare alla nostra Gente la percezione che l’Italia può tornare ad essere quella Grande Nazione erede di Roma che, nel nostro animo, sappiamo che è.
I sondaggi ci dicono che il Centro Destra è ad una manciata di seggi dalla maggioranza assoluta.
Nessuno ci dice cosa faranno Casapound e Forza Nuova i cui voti potrebbero essere determinanti per superare quel 40% che ci regalerebbe un (piccolo) premio di maggioranza.
La corsa alla formazione delle liste e delle coalizioni è appena iniziata e leggiamo di tanti ricattini che i piccoli partitini e microliste spuntate per l’occasione formano ai partiti più strutturati, alla ricerca di qualche seggio sicuro.
A fine gennaio la situazione sarà più chiara e sapremo su chi puntare tra la Lega, Fratelli d’Italia, Forza Nuova e Casapound.
Nel frattempo non smettiamo di ripetere come un mantra le tre emergenze che dovranno essere affrontate dal nuovo governo di Centro Destra:
immigrazione, per bloccare gli arrivi ed espellere chi già è qui illegalmente, ripristinando il Valore della Identità Nazionale;
tasse, per cancellare quattro governi di predoni che hanno saputo rifilarci solo fregature e per introdurre il principio della flat tax che, consentendoci di trattenere più denaro nostro nelle nostre tasche onora il Valore della Libertà Individuale;
europa, per ritornare ad essere padroni a casa propria, riaffermando il Valore della Sovranità Nazionale piena e non limitata, c’è una sola strada, quella già percorsa dal Regno Unito, ricominciando anche a battere moneta nazionale.

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Franceschini e gli immigrati

Altri soldi degli italiani che vengono buttati via. Giorgia Meloni ce lo fa sapere dal suo facebook:
“Per il Pd non bastavano i miliardi di euro spesi ogni anno per pagare vitto e alloggio a centinaia di migliaia di clandestini e foraggiare l’enorme business dell’accoglienza: ora il ministro della Cultura Franceschini stanzia un altro milione e mezzo di euro per finanziare “progetti di cinema e teatro” sugli immigrati e sui “nuovi italiani”. In pratica, si sono inventati la versione cinematografica dello ius soli, ovviamente con i soldi pubblici. Non se ne può più, la misura è colma. Quando andremo al Governo cancelleremo una ad una queste porcate della sinistra: per me e Fratelli d’Italia vengono PRIMA GLI ITALIANI.