E poi le scuse…

È un mezzo passo indietro quello che Catherine Deneuve fa in una lettera aperta pubblicata dal quotidiano francese Liberation, in cui torna a parlare del tema delle molestie, dopo avere messo il suo nome nell’elenco di cento persone firmatarie di un appello finito sulle pagine di Le Monde e che difende la “libertà di importunare”, parlando di una “caccia alle streghe” avviata dopo l’emergere del caso Weinstein.

“Lo stupro è un crimine, ma tentare di sedurre qualcuno, anche ostinatamente o in maniera maldestra, non lo è, come la galanteria non è un’aggressione machista”, si leggeva nell’appello. Ma se la Deneuve ribadisce “sono libera, e lo resterò”, la fiumana di critiche che le si è rivolta contro dopo avere firmato l’appello la porta ora a correggere la rotta, spiegando il perché e che cosa significasse per lei aderire.
“Saluto fraternamente tutte le vittime di atti odiosi che possono essersi sentite offese. È a loro e soltanto a loro che presento le mie scuse”, spiega l’attrice francese, dopo che anche Le Monde ha dovuto pubblicare un articolo in cui argomentava la sua decisione di pubblicare l’appello. E dice che se avesse ritenuto che ci fosse alcunché sul tema delle molestie “non l’avrebbe firmato”, condannando al contempo “un’era dove le semplice accuse sono sufficienti a ottenere punizioni, dimissioni… e spesso un linciaggio mediatico”.
La lettera aperta della Deneuve arriva dopo commenti sui media da parte di alcune delle donne che hanno firmato l’appello, per nulla in linea con il suo modo di vedere. In molte l’hanno condannata, a partire da Asia Argento, che sui social ha criticato le firmatarie: “La loro misoginia interiorizzata – ha scritto – le ha lobotomizzate fino a un punto di non ritorno”. Altrove sono arrivate invece dimostrazioni di sostegno. “Senza le avances – ha detto Claudia Gerinifinisce il mondo”-
Ora la Deneuve chiarisce: “Vorrei dire ai conservatori, razzisti, tradizionalisti di ogni bordo che hanno trovato strategico darmi il loro sostegno, che non sono sciocca. Non avranno la mia gratitudine né la mia amicizia, anzi”.

L’inganno dell’europa

Grazie ai compiacenti e servili megafoni dei media, l’unione sovietica europea, dietro alla quale si celano le consorterie affaristico e finanziarie prive di scrupoli, valori e principi e preoccupate solo di arricchirsi a prescindere dai danni che compiono, si millanta l’europa come il Bengodi della Civiltà, contrapposta ai biechi “populisti” che sono anche Nazionalisti.
Come se il Nazionalismo fosse un difetto e non quella grandissima virtù per la quale migliaia di persone hanno donato la loro vita (e non mi risulta che ci sia qualcuno che abbia sacrificato la sua vita per l’unione sovietica europea, tanto da rendere attualissimo il detto che se uno non è disposto a morire per le sue idee o non vale nulla lui o non valgono nulla le sue idee: i Nazionalisti sono morti per le proprie idee, nessun europeista lo ha fatto).
Le ultime due uscite pro europa sono sintomatiche di una propaganda ingannatrice dei cittadini.
E’ stata strombazzata la decisione di Bruxelles di imporre una tassa (non arrivano oltre a vietare, sanzionare e tassare !) sulla plastica.
La motivazione è di quelle che fanno spuntare una lacrimuccia da coccodrillo, i telegiornali ci hanno mostrato tartarughe soffocate nel mare per aver inghiottito plastica, spiagge deturpate dalle bottiglie di acqua vuote e i quotidiani hanno riportato l’ormai orchitica fotografia del cavalluccio marino che ha in bocca uno di quei bastoncini per pulirsi le orecchie.
Com’è brava questa europa che si preoccupa di limitare l’uso della plastica !
Poi si scopre che sì. “è anche per fare cassa“, in previsione della perdita, nel bilancio europeo, dei dodici miliardi che versava il Regno Uniti che si avvia felicemente a riconquistare la sua Sovranità Nazionalista.
Tagliare le spese non è proprio venuto in mente a quei Soloni di Bruxelles, perchè avrebbero dovuto cominciare con le loro immeritate prebende, allora cosa fanno ?
Fanno pagare noi cittadini, con l’ennesima tassa che si aggiunge (non che si sostituisce !) a quelle nazionali.
Naturalmente il tutto condito da un mieloso buonismo per ingannare i più creduloni.
La seconda vicenda che in questi giorni viene propagandata come una grande iniziativa a beneficio dei cittadini è il divieto alle commissioni sull’uso delle carte di credito e la riduzione della franchigia per i rimborsi sugli usi fraudolenti (il tutto sotto il nome di PSD2 che sembra quasi una loggia segreta …).
Ah, che bello !
Come sono buoni loro che tagliano le unghie alle banche !
Ma credete davvero che sia così ?
Quella è la facciata e i pochi che avevano carte con commissioni rilevanti e i pochissimi che si facevano beffare dai ladri di bancomat, potranno ottenere rimborsi e risparmiare qualcosina.
Ma non saranno le banche a pagare, perchè sarà sufficiente che si aumenti, anche di un euro, la commissione annuale per il rilascio e il possesso della carta/bancomat, ed ecco che, ripartendo il costo sui milioni di utilizzatori, a pagare non sono più le banche (che magari aumenteranno con quella scusa i ricavi) ma tutti i cittadini.
Una partita di giro unicamente per alimentare la propaganda europeista.
Un inganno, insomma.
L’inganno dell’europa.

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I pretoriani della sudditanza

Giornalisti, “intellettuali”, “esperti” dell’economia e politici di sinistra, tutti rigorosamente “europeisti”, sono stati precettati dalla consorteria affaristico finanziaria per influenzare il voto degli Italiani in senso favorevole al mantenimento della sudditanza a Bruxelles.
Sbraitano tanto per le presunte interferenze russe nelle elezioni americane e nel referendum della Brexit, rispolverano vecchie fake news antirusse anche per le elezioni italiane, ma gli unici che interferiscono sono loro.
In modo smaccato con la marchetta di Micron a Gentiloni (se non è interferenza quella, pari al sostegno di Obama – con un ottimo risultato, veramente ! – al “remain” nel Regno Unito …) o in modo subdolo quando nelle trasmissioni televisive radiofoniche che, inevitabilmente, almeno in parte si ascoltano, chiamano una sfilza di parrucconi che, senza contraddittorio o contrapposti nella misura di tre contro uno, sbeffeggiano il programma di Centro Destra.
Ma cosa c’è da sbeffeggiare e perchè mai non dovrebbe essere attuabile l’abolizione della Fornero, la flat tax e la cacciata dei clandestini ?
L’abolizione della Fornero costerebbe solo 8 miliardi, meno dell’un per cento delle spese in bilancio e pari al costo delle mancette a pioggia di Renzi.
La flat tax restituirebbe agli Italiani più soldi in tasca con i quali pagare i servizi migliori, consentendo allo stato di ridurre le spese, uscendo dalle nostre vite, ad esempio vendendo e privatizzando la rai (quindi non più canone, bollette elettriche più leggere e denaro fresco che entra in cassa).
La cacciata dei clandestini, la fine del servizio taxi con la Marina Militare, farebbe risparmiare alle casse dello stato circa due miliardi all’anno.
Perchè non si potrebbe fare ?
La verità è che i parrucconi hanno paura che si faccia, perchè ci sgancerebbe dalla sudditanza dall’unione sovietica europea e dimostrerebbe che ha ragione, ancora una volta, Trump quando antepone l’interesse del suo popolo a quello degli altri.
Ma la fine della sudditanza sarebbe anche la fine dei parrucconi nostrani che, nella servile acquiescenza degli ukase europei, hanno costruito il loro status, pagati per strologare per iscritto e a parole in modo avulso alla realtà, con l’arroganza e la supponenza di chi si ritiene chiamato a “educare” il prossimo, quando dovrebbe invece essere rieducato lui, magari con il modello cinese della rivoluzione culturale.
Sconfiggere il 4 marzo i parrucconi, significa sconfiggere la consorteria affaristico finanziaria che vorrebbe guidare il mondo elargendo il nuovo oppio dei popoli tramite facebook, twitter e roba simile e cercando di soffocare le voci indipendenti, come quelle di Trump e, a casa nostra, quelle della Lega e di Fratelli d’Italia, che dicendo pane al pane e vino al vino, smontano e ridicolizzano la costruzione del “mondo perfetto”, buonista e politicamente corretto che ci vogliono far pagare con la perdita della nostra Libertà, Identità e Indipendenza.

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Ai politici ed intellettuali ottusi e buonisti.

Dalla pagina Facebook di Chiara Bianchi

Dedicato a politici ed intellettuali ottusi e buonisti.
Paola Giacobbi

Federico De Palma (residente in Tunisia)
 
“Amerei che questo post navigasse. In questo momento sembra che siano solo i tunisini a terrorizzare. Sapete perché? Io ho vissuto la rivoluzione e come in tutte le rivoluzioni del pianeta tra le prime cose che si fa c’é lo sfondamento delle carceri. Sono evasi quindi a migliaia pazzi e criminali e sono «migrati» subito per l’italia. Un’italia che accetta chiunque anche senza documenti pur di incassare denari per politici e soci. E che nessuno mi venga a dire che non si sapeva. Cosi é stato per Egitto, Libia, Siria… Il terrorismo li recluta tutti tra le sue fila con piacere. Parliamo di carceri e manicomi criminali signori. Per questo girano anche nudi. E SONO DECINE DI MIGLIAIA.”
 
Noi già da tempo lo sapevamo, ma questo avviso arriva direttamente da un testimone che vive in quel paese.

Salvini ha ragione anche sui vaccini

In Italia (e non solo, basti guardare a quello che accade negli Stati Uniti contro Trump solo perchè dice pane al pane e vino al vino) molti politici, non solo di sinistra, ma soprattutto molti “intellettuali”, si professano “democratici” e persino “liberali” ma, in realtà, hanno un animo stalinista.
In democrazia, quella vera, le imposizioni contro l’Individuo si riducono al minimo, tendenzialmente devono essere azzerate.
Lo stalinismo, invece, pretende di regolare tutto, fin nei minimi particolari, non lasciando alcuno spazio all’Individuo, comprimendone la Libertà perchè di un Individuo Libero lo stalinista ha paura: non sia mai che ragioni in modo autonomo !
La vicenda delle vaccinazioni rappresenta esattamente il discrimine tra chi ha il dna stalinista e chi ha il dna liberale.
I primi vogliono imporre le vaccinazioni a forza, sanzionando chi vi si oppone e interferendo in modo infame sulla conduzione di una Famiglia, dove lo stato non dovrebbe mettere becco.
I secondi, invece, puntano sulla informazione, lasciando comunque pienamente liberi i cittadini di decidere cosa fare, come è giusto che sia, soprattutto nei confronto dei figli, perchè per mio figlio decido io, non lo stato !, cosa sia più giusto fare.
Salvini nell’annunciare che abolirà l’obbligo di vaccinazione (undici vaccini !!!) ha mostrato di essere un vero liberale e un autentico democratico rispettoso della Famiglia come nucleo fondamentale della nostra Società.
Romani, appiattendosi sulle posizioni della Lorenzin (della Lorenzin, capiamoci bene !) ha dimostrato di avere, quanto meno, delle venature staliniste nel suo dna.
Un altro punto a favore del voto per la Lega.

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Perchè, Maroni ?

Non amo le dietrologie, però, al netto delle infami e faziose marchette giornalistiche, che Maroni abbia rinunciato a correre per la presidenza della Lombardia, una corsa probabilmente vinta in partenza, mi puzza alquanto.
Soprattutto se si accoppia con l’onore delle armi che gli viene tributato dalla stampa serva della sinistra, dalle parole che lui stesso ha pronunciato contro Salvini e quindi in un quadro dove tutti gli organi di presunta informazione tendono a erodere il consenso e la credibilità del Centro e, soprattutto, della Lega.
E’ voce comune che “gli investitori” e l’unione sovietica europea facciano il “tifo” per le larghe intese, a parole smentite da tutti.
La mossa di Maroni oggettivamente indebolisce la Lega e lancia una ciambella di salvataggio ad un candidato cattocomunista che non aveva speranze di vittoria, tanto che persino l’estrema sinistra pensa a coordinarsi con il pci/pds/ds/pd nella speranza di sfilare la Lombardia al Centro Destra.
Ma questo dipenderà dai lombardi che già si sono lasciati menare per il naso concedendo Milano prima a Pisapia e adesso a Sala.
La campagna elettorale è senza esclusione di colpi e il fuoco concentrico di televisioni, radio e giornali, tutti assieme a criticare sempre e soltanto il programma della Lega e del Centro Destra, mentre esaltano la millantata “serietà” di Renzi, mi dice che l’ordalia del 4 marzo sarà quella finale.
E, allora, perchè Maroni ha creato ulteriori difficoltà con la sua decisione ?
Cosa vuole, in realtà ?
Cosa gli hanno promesso ?
PERCHE’ ?
Probabilmente lo sapremo solo dopo il 4 marzo.

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Je suis Catherine Deneuve

Innanzitutto una precisazione: il manifesto ospitato da Le Monde  e firmato da 100 donne francesi che rispondono alla campagna #me too smarcandosi dalla caccia alle streghe contro il maschio molestatore, non è stato redatto da Catherine Deneuve. Le redattrici sono delle scrittrici e delle giornaliste che appaiono tra le prime firmatarie della lettera: Sarah Chiche ( scrittrice, psicalista e psicologa clinica) , Catherine Millet (critico d’arte, scrittirce), Catherine Robbe-Grillet (attrice e scrittrice), Peggy Sastre (autrice, giornalista e traduttrice), Abnousse Shalmani (giornalista e scrittrice). Lei si è limitata soltanto a firmarlo e a metterci come suol dirsi “la faccia”, ovvero un volto e un nome famoso, insieme ad altri 100 nomi.  Ma pur limitandosi a questo,  apriti cielo! Se cliccate su google il nome e cognome  dell’attrice francese in queste ore vi compaiono i titoli delle più importanti testate al mondo con articoli della serie “bruci la strega”. Tutto ciò è semplicemente sconcertante!

 Fare la “testimonial” per un manifesto non in linea con la pessima e mefitica aria dei tempi non è come farlo per il profumo Chanel N.5.  E’  quasi peggio che farlo per un pacchetto di sigarette (“il fumo uccide anche te”) o per una pelliccia  “non ecologica”.  Chissà se ne esistono ancora, dato che di questi tempi  si rischia la lapidazione solo a indossarne una.
Ho letto e riletto in originale detto documento e la sostanza può essere sintetizzata in queste righe:

Le viol est un crime. Mais la drague insistante ou maladroite n’est pas un délit, ni la galanterie une agression machiste.
Lo stupro è un crimine. Ma rimorchiare con insistenza e in modo maldestro non è un delitto, né la galanteria un’aggressione machista“.

Tutto questo ha fatto rosicare e  inacidire ancora di più le “nuove” (si fa per dire) femministe puritane made in USA convinte di parlare a nome di “tutte le donne del mondo”. Le donne francesi e quelle italiane, nonostante il lavaggio al cervello, non pensano all’americana; non sanno cos’è l’isterismo e il puritanesimo e amano le galanterie e il corteggiamento da parte maschile, quando sta  nei limiti. Si rifiutano, pertanto, di vedere in ogni uomo uno stupratore, un violento e un omicida.
Si cerca  con queste campagne “mondiali” di omologare gusti, disgusti, opinioni,  di dirigere i rapporti tra uomini e donne in modo da scatenare una rabbiosa guerra tra i sessi, di  creare una vasta Inquisizione Globale all’insegna del Pensiero Unico e del Comportamento Unico.
Tuttavia qualcosa nell’ingranaggio si sta  inceppando…
Non si  può concepire che al mondo la pensiamo  a comando tutti quanti allo stesso modo!
Qui l’intero testo della lettera tradotta in Italiano della quale riporto altri significativi passaggi :

“In seguito al caso Weinstein una legittima presa di coscienza delle violenze sessuali esercitate sulle donne ha avuto luogo, in particolare nell’ambito professionale, dove certi uomini abusano del loro potere. Era necessaria. Ma questa liberazione della parola oggi si ritorce contro se stessa: veniamo intimati di parlare come si deve, di tacere quello che fa arrabbiare, e quelle che rifiutano di piegarsi a tali ingiunzioni vengono considerate delle traditrici, delle complici!”

“Tuttavia questa è la caratteristica del puritanesimo di utilizzare, in nome di un cosiddetto bene comune, gli argomenti della protezione delle donne e della loro emancipazione per meglio incatenarle a uno statuto di eterne vittime, di povere piccole cose sotto l’influsso di demoni fallocrati, come ai vecchi tempi della stregoneria.”

Per le cento firmatarie “questa febbre d’inviare il ‘porco’ al mattatoio”, non aiuta le donne ma “serve in realtà gli interessi dei nemici della libertà sessuale, gli estremisti religiosi e i peggiori reazionari”. In più, proseguono, l’intera campagna rischia di “incatenare le donne al loro status di eterne vittime”.

Catherine e le altre confermano solo che la terra non è piatta e che le foglie in primavera e in  estate sono verdi, ma tutto ciò è bastato ad attizzare polemiche a non finire sui mainstream internazionali, sul web, sui social, presso i gruppi di femministe italiane e francesi (che ripeto, non sono TUTTE le donne, ma la solita minoranza rumorosa) organiche ai partiti come Ségolène Royal:

«Peccato  che la nostra grande Catherine Deneuve si unisca a questo testo costernante», ha twittato con sdegno l’ex-ministro  socialista Ségolène Royal,  dichiarando di voler indirizzare il suo pensiero «alle vittime della violenza sessuale, schiacciate dalla paura di parlarne» (fonte:Libération).

Ma la Royal l’ha letto bene il documento, o vuole che glielo traduciamo noi? Non c’è scritto  in nessuna riga che  le firmatarie plaudono ai violentatori e agli stupratori: semmai cercano solo di frenare questa deriva da caccia alle streghe (in questo caso della caccia al  “porco da esporre”, tenuto con che l’hashtag femminista francese è #balancetonporc) dalla quale non ne  può sortire niente di buono. Questo dell’ex “moglie” di Hollande è il solito spirito da Piagnoni di Savonarola tipico della sinistra: chi non è con noi è contro di noi.
La Deneuve in passato è stata vicina ai socialisti di Mitterand e all’allora ministro della cultura Jack Lang di cui era amica (foto sotto). Ma le diserzioni alla chiesa rossa  non  vengono perdonate facilmente, specie nello star system. E con ogni evidenza,  il “non allineamento” non si addice ad un’attrice famosa. Non è la sola. Anche alla Bardot  i media non perdonano la  sua grande amicizia per Marine Le Pen,  e  ancor più, il  suo matrimonio con Gérard d’Ormale, grande amico di Le Pen  padre.

Catherine Deneuve e l’ex ministro della cultura Jack Lang 

Già Catherine fu  quasi messa all’indice quando prese le difese dell’amico e collega Gérard Depardieu allorché volle emigrare in Russia e chiedere la cittadinanza a Putin, dopo la legge Hollande contro i ricchi e il 76% di prelievo fiscale a loro carico, secondo uno strano bolscevismo made in France. Ma come? Catherine amica di un evasore fiscale? – le sibilò contro,  la stampaglia di regime.

Ah, questi ricchi!  Ma perché non restano tranquilli in Francia a farsi portare via i loro soldi nel nome della liberté, egalité e fraternité e  della Patria? Allons enfants de la Patrie…

Ma andiamo avanti con i social. Non poteva mancare l’insopportabile Asia Argento sempre volgare e inacidita:

“Catherine Deneuve e altre donne francesi – scrive – spiegano al mondo come la misoginia che hanno interiorizzato le abbia lobotomizzate fino al punto di non ritorno”.

Il Fatto ha pubblicato il tweet dell’Argento sul Guardian, ma ecco la replica di un lettore: 
Dr. Giuseppe ●

– Catherine Deneuve si conferma una donna di classe e di buon senso, oltre che una grande attrice,aliena dal vittimismo esasperato e capace di vedere al di là della facciata il rigurgito di ipocrisia bigotta travestita che c’è dietro questa vicenda e; fa piacere vedere che molte donne condividano, anche nei commenti, le sue sagge opinioni. Per quanto riguarda Asia Argento, per un uomo è meglio incontrare un personaggio dei film di suo padre che lei (Morgan avrebbe molto da dire in proposito). O è lobotomizzata lei o pensa che lo siano gli altri a credere ai suoi patimenti col produttore predatore, col quale però ha avuto una per lei conveniente relazione di cinque anni.
La Deneuve davanti al  busto della Marianna coi suoi tratti
Chi di tweet ferisce, di tweet perisce.  Ma poi, che carriera ha costruito Asia Argento, pur andando a letto col “porco” Weinstein, dal quale si smarca decenni dopo? Qualcuno ricorda i film di costei?  Forse rosica perché Catherine Deneuve (nata Dorléac, da una famiglia di doppiatori cinematografici) si  è costruita una  solida e apprezzabile carriera con grandi registi come Jacques Démy (“Gli ombrelli di Cherbourg”, “Les demoiselles de Rochefort”), Luis Buñuel  (“Bella di giorno” e “Tristana”),  François Truffaut (“La mia droga si chiama Julie”, “L’ultimo metrò”), Roman Polanski (“Repulsion”) Marco Ferreri (“La Cagna”), Mario Monicelli (“Speriamo che sia femmina”), Dino Risi (“Anima persa”), Tony Scott (“Miriam si sveglia a mezzanotte”), François Ozon (“Otto donne e un mistero”), Lars von Trier (“Dancer in the dark”) e  tanti altri film,  lavorando sodo, vincendo prestigiosi premi di riconoscimento, diventando un simbolo di seduzione, eleganza e charme, al punto che dopo BB, divenne  la seconda Marianna di Francia.

E’ pure probabile che nel suo lungo percorso professionale di attrice, le sia capitato di dover togliere qualche mano di troppo dal ginocchio, senza bisogno di dover trascinare il molesto in tribunale, né di vestirsi di nero a comando come le colleghe d’Oltreatlantico,  né di fare la vittima; scegliendosi sempre con cura film di qualità, registi e partner nonché ruoli adatti a lei. In fondo,  la classe non è acqua e il suo  “oui, je suis Catherine Deneuve” non è solo lo slogan pubblicitario della Lancia, dato che la personalità conta qualcosa.

Abolire la Fornero

Intesa come legge (non che la persona sia particolarmente gradevole, peraltro …).
Alla proposta di Salvini, si agitano le vestali delle tasse: costa troppo !
Poi ci dicono, come se avessimo l’anello al naso al pari di chi presta loro attenzione, che sono ben 350 miliardi in … 40 anni !!!
In 40 anni ?
Già, in 40 anni, cioè poco più di otto miliardi l’anno, la metà della cifra che viene sperperata per rispettare le “clausole di salvaguardia” imposte dall’unione sovietica europea, pari al costo dell’aumento di stipendio ai dipendenti di quell’azienda fallimentare che è lo stato, il costo di quattro anni di “accoglienza” (che Bergoglio si guarda bene dal rimborsarci e la Boldrini dal pagarla di tasca sua).
E quanto bene farebbe ?
Gli Italiani potrebbero andare in pensione prima, quando ancora da un lato possono godersela e, dall’altro, contribuire con la propria attività alla gestione della famiglia.
Si aprirebbero nuovi posti per i giovani che darebbero inevitabilmente maggior impulso produttivo e ci affrancheremmo dai despoti di Bruxelles e dai loro modelli matematici.
Perchè non si potrebbe fare ?
Abbiamo un bilancio di spesa annuale di quasi 900 miliardi, di cui gli 8 per l’abolizione della Fornero rappresenterebbero meno dell’1 per cento.
Possibile che non si riesca a trovare spazio in un simile, mostruoso bilancio per una voce che ne rappresenterebbe meno dell’1 per cento ?
No, non è possibile, è solo una scusa dei professionisti della disinformazione la cui linea è ormai consolidata: creare angoscia per limitare le perdite del pci/pds/ds/pd e obbligare Forza Italia all’inciucio infame.
Votiamo Lega o Fratelli d’Italia e aboliremo la Fornero, impedendo il governo contro natura tra forzisti e cattocomunisti.

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I professionisti della disinformazione

Uno dice: ma perchè continui ad ascoltare la radio se critichi sempre il contenuto dei programmi ?
Posso rinunciare ai telegiornali e limitarmi ai film e telefilm registrati, alla lettura di quei tre quotidiani che leggo ogni giorno, ma non ad ascoltare la radio che accendo ogni mattina come seconda attività che svolgo (la prima è guardare l’ora).
E preferisco ascoltare una radio generalista che alterni varietà a informazione.
Del resto, non vivendo sotto una campana sono costretto ad ascoltare, vedere e giudicare.
Quindi sì, ascolto la radio e critico i programmi, soprattutto il modo con il quale vengono proposte le notizie.
Ieri mattina, ad esempio, tutti i giornali radio da quello delle cinque, hanno riportato due notizie vere.
Il bulletto di Rignano è andato a farsi ossequiare su La7 e Maroni ha rinunciato al bis come Governatore della Lombardia.
Ma come sono state proposte ?
E’ stato mandato in onda uno spezzone del comizio di Renzi e ripetuto più volte che i cattocomunisti possono recuperare, hanno la squadra migliore (capeggiata da Renzi ?!?!?) , faranno la campagna sulle “cento cose fatte” (male) e sulle cento da fare (fra cento anni, si spera).
Insomma, pur usando solo le parole di Renzi e riportandole, la notizia sul pci/pds/ds/pd è stata tutta improntata ad un tono positivo ed entusiasta.
Come invece hanno trattato la notizia su Maroni ?
Hanno parlato di spaccatura all’interno della Lega e tra Salvini e Berlusconi che non vorrebbe Fontana come successore (come non voleva Zaia al posto di Galan in Veneto ?).
E tutta la notizia era riportata in modo da dipingere quei mentecatti del Centro Destra, litigiosi, gretti, divisi.
La stessa cosa accade quando parlano (ad esempio su “sei su radio uno”) della flat tax e sull’abolizione della Fornero, centrando tutto sul costo (lunedì sera ho ascoltato un tizio che blaterava di un costo di 360 miliardi in … quaranta anni ! Già, però non ha detto che in quaranta anni, smettendo di farsi usare come taxisti, albergatori gratuiti, cuochi e servitori degli immigrati si risparmierebbero già 80 miliardi ? E che dire dei miliardi che risparmieremmo se privatizzassimo la Rai ? Forse in quaranta anni ci ripagheremmo l’abolizione della Fornero e ci resterebbe anche qualcosa per la flat tax !) e non sulla maggiore disponibilità che avranno i cittadini di denaro e di tempo, denaro e tempo unici fattori che possono riattivare il ciclo economico virtuoso.
Ed altrettanto fanno quando parlano di Trump e, come già fecero con Reagan, cercano di instillare il dubbio che non sia sano di mente, così da giustificare un eventuale colpo di stato.
Emuli del peggior comunismo che è quello che elimina chi vi si oppone mandandoli in manicomio.
Comunque è un bene ascoltare simile spazzatura, perchè mi motiva sempre di più a votare, senza neanche turarmi il naso, per la coalizione di Centro Destra nonostante la “quarta gamba”.
Tutta quella mefitica flatulenza che promana da una così faziosa espressione di “informazione” mi ricorda sempre chi è il nemico da combattere e da battere.
Senza se e senza ma.

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Più che un Caimano è un orsacchiotto Panda

Il vertice di ieri ad Arcore tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, ci obbliga al meno peggio, rinviando il meglio ad un prossimo futuro.
Eppure, questa volta, non ho particolari dubbi.
Dobbiamo fermare la deriva bergogliona e boldrinesca e quindi siamo costretti a far buon viso alla coalizione che ha le migliori possibilità di vincere, nonostante abbia imbarcato gli infidi centristi.
Berlusconi, sempre accusato di essere un “caimano”, si dimostra un orsacchiotto panda nei confronti di chi lo pugnalò e lo abbandonò nel momento del bisogno, un perdono degno di un re, ma che in questo caso sarebbe stato meglio evitare e comportarsi come un vero caimano.
Salvini e la Meloni non sono sicuramente degli sprovveduti e avranno fatto bene i loro conti che potrebbero contemplare l’eventualità di eleggere una manciata di possibili transfughi ma, grazie ai loro voti, assicurarsi una maggioranza tale che li renderebbe inoffensivi e nel momento in cui non fossero determinanti, non avrebbero alcun motivo per andare altrove.
In ogni caso, con questa pessima legge elettorale, il voto uninominale, coatto a prescindere dal candidato, ha una influenza minoritaria rispetto a quello proporzionale di lista dove esiste uno sbarramento del 3% che i centristi difficilmente supereranno.
E, comunque, spetterà a noi votare Lega o Fratelli d’Italia (oppure entrambi, uno al senato e l’altro alla camera) per rafforzare l’ala Sovranista e Identitaria della Coalizione.
Spiace veder dispersi i voti dei Patrioti della Destra Radicale.
Almeno li avessero presi come quinta gamba, sarebbero stati un momento di riequilibrio verso i centristi, offrendo anche una affidabilità di gran lunga superiore.
Anche in questo caso: sarà per la prossima volta.
E come scrisse Montanelli quarantadue anni fa, perchè ci sia una prossima volta senza che tutto sia perduto, anche turandoci il naso, nonostante la presenza dei centristi, dobbiamo votare per il Centro Destra.
Perchè, quand’anche non facesse nulla (ma credo che la legge Fornero venga srivista e una ritoccata verso il basso delle tasse vi sarà) sarebbe sempre utile impedire la prosecuzione di una legislazione che ci stava persino portando il barbaro ius soli.
Cominciamo ad accontentarci del minimo sindacale per fermare il declino e poi potremo anche pretendere che si cominci a risalire dal precipizio in cui ci hanno precipitato Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.

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