E osano chiamarla "democrazia"

Ieri tutti i giornali hanno riportato che alcuni fondi di investimento stranieri stanno speculando contro l’Italia.
Pare che siano pronti a vendere fino a dieci miliardi del mercato azionario nazionale, scommettendo, dicono loro, sull’instabilità.
Gli stessi quotidiani che riportano la notizia, tranne i tre o quattro di area Centro Destra, però poi fomentano quell’idea dell’instabilità riportando sondaggi e proiezioni di seggi con commenti a dir poco allucinanti.
Il Centro Destra è avanti, anche solo con una parte dei seggi classificati “in bilico” otterrebbe la maggioranza assoluta, ma quei giornali e quei telegiornali fanno a gara per martellare lettori, ascoltatori e spettatori annunciando l’impossibilità di formare un nuovo governo, incentivando così la speculazione dei rapaci fondi esteri.
Una speculazione che ricorda tanto quel che accadde nel 2011 quando la Deutsche Bank e altri istituti tedeschi, obbedirono all’ordine della Merkel di vendere i titoli di stato italiani per mettere in crisi, come riuscirono con la scusa dello spread, Berlusconi e sostituirlo con il ben più domestico Monti.
Con la complicità della sinistra italiana che nulla fece per sostenere il governo oggetto di un attacco dall’estero.
Quei signori che cercano di alterare la legittima espressione di voto degli Italiani con l’uso di inchieste e cavilli giuridici, con la propaganda svolta dalle colonne di quotidiani un tempo blasonati e con spregiudicate operazioni speculative unicamente finanziarie, dicono di rappresentare la democrazia.
E hanno pure la faccia di bronzo per chiamare tutto ciò “democrazia”.
Sconfiggere i loro alleati italiani raccolti intorno al pci/pds/ds/pd è sconfiggere la loro arroganza e riprendere nelle nostre mani il nostro futuro, come hanno fatto gli Inglesi con la Brexit.

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Quanti voti porta a Salvini la Boldrini ?

Le polemiche tra pupazzi dati alle fiamme ed episodi tragici di cui sono protagonisti negativi degli immigrati e vittime degli Italiani (e più spesso delle Italiane) ha sancito la figura di Matteo Salvini come paladino della Patria, contro quella di Laura Boldrini come paladina degli immigrati.
Poichè il sentimento verso gli immigrati è noto e pervade, legittimamente e giustificatamente, una grande maggioranza di Italiani (anche di sinistra) c’è da domandarsi quanti voti stia portando la Boldrini in questi giorni a Salvini e alla Lega.
Certo, non voti di quella sinistra che vorrebbe devastare l’Italia con il barbaro ius soli o che vorrebbe accogliere chiunque, ovviamente pagandogli, dopo il trasporto sulle nostre navi militari, anche vitto, alloggio, cure e istruzione.
Ma voti di chi si sarebbe astenuto o, all’interno della coalizione di Centro Destra, avrebbe votato Forza Italia e adesso vede in Salvini il vendicatore nei confronti di una signora che per cinque anni ha occupato la terza carica dello stato grazie ai voti altrui.
Mi auguro che continui ad esternare a favore dell’immigrazione, così anche gli Italiani meno informati sapranno chi è che li vuole tassare per gratificare gli stranieri e chi, invece, difende la Italianità che è un Valore, prima ancora che una utilità per tutti noi.

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Sul delitto di Pamela Mastropietro

Parliamone. Siamo ancora nella presunzione di innocenza o di colpevolezza, fate voi. Continuano a dire che no, non sono tutti uguali… Ma arrivano tanti, troppi criminali. Le femministe tacciono e tace anche il comitato 5 luglio che tanto tuonò contro Amedeo Mancini.

Nigeriano, 29 anni, con il permesso di soggiorno scaduto. È il profilo di Innocent Oseghale, l’uomo fermato con l’accusa di aver ucciso la 18enne Pamela Mastropietro. Il giovane, con precedenti di polizia per spaccio di stupefacenti, è domiciliato proprio a Macerata, in via Spalato 124, la stessa dove la ragazza è stata vista viva l’ultima volta martedì 30 gennaio.
I carabinieri sono riusciti a risalire al nigeriano anche grazie alle immagini delle telecamere della zona. Dai video si è potuto riscontrare che la 18enne era ancora in vita nelle giornate del 29 e del 30 mattina. Da lì si è ricostruita la sequenza temporale degli spostamenti della giovane, le cui tracce, nella tarda mattinata del 30 gennaio si perdevano in via Spalato, a Macerata.
A incastrare il 29enne, che continua a dirsi innocente, non ci sarebbero solo le immagini delle telecamere, ma anche diverse testimonianze. Dalle indagini dei militari è emerso che il 29enne nigeriano è stato l’ultimo ad avere avuto contatti con la Pamela. Nell’abitazione del ragazzo sono stati trovati “i vestiti della vittima, sporchi di sangue, e altre tracce ematiche, nonché uno scontrino di una farmacia, poco distante da lì dove la vittima aveva precedentemente acquistato una siringa”. Secondo i carabinieri “con tutta probabilità, la ragazza sarebbe stata uccisa e sezionata” nella casa del nigeriano.

Censura

Dopo la censura (senza motivazione e nè avviso preventivo) del facebook Sinistra cazzate e libertà, ora diventata SCL, la scure arriva anche (stesso metodo di cui sopra) al facebook di Tommaso Longobardi. Tommaso, ieri sera scriveva: “Da circa un’ora la mia pagina principale (650.000 like) è stata oscurata. Ancora non mi è stata data motivazione della chiusura, solo che “alcuni post non rispettano gli standard di Facebook”, senza naturalmente segnalarmi quali siano. Ho potuto fare appello, per il resto non so nulla. Questa è la terza chiusura immotivata della mia pagina. Vi terrò aggiornati su questa pagina di riserva.” 
E queste sono solo due le pagine a subire la censura dittatoriale, mi chiedo quante ancora ne verranno chiuse per far tacere chi si oppone ad un simile schifo. Possono chiudere le pagine web ma non possono cancellare le idee… e si chiamano democratici…

Uno spettro si aggira per l’europa

Salvini fa paura.
Non certo a me e non perchè sia una “minaccia per la democrazia“, ma perchè ha in mano le carte per sbugiardare tutti i Soloni dell’unione sovietica europea, dimostrando che “un’altra economia è possibile” ma, soprattutto, la flat tax è giusta.
Gli stessi Soloni che avevano riso e deriso Trump e oggi devono masticare amaro per il successo che ha il suo piano di riduzione delle tasse, temono che con Salvini al governo possano nuovamente venire smentiti dai fatti, dimostrando che la loro non è una elaborazione intellettuale dei sistemi economici, bensì una ben più prosaica obbedienza al padrone, cioè alle consorterie affaristico finanziarie che hanno tutto l’interesse a lasciarci nella linea di confine tra benessere e sofferenza.
Lo spettro che si aggira per l’europa, oggi, è la flat tax, cioè una nuova concezione di intendere il rapporto tra stato e cittadino, per restituire ai singoli Individui una parte del tanto che è stato sottratto con destrezza in decenni di sempre maggiore invasività dello stato.
Stato che, poi, continua a tener bordone alle consorterie finanziarie, come accade con le tariffe telefoniche che, quando le bollette furono portate a ventotto giorni, quindi aggiungendo un tredicesimo mese, si sgolarono per dire che “la tariffa rimaneva uguale” (già, però aumentava il numero delle volte che la si pagava) e adesso, adeguandosi ad una legge che ha lasciato un portone aperto, si sgolano a comunicarci che “il costo annuale rimane invariato”, giustificando in questo modo l’aumento delle singole bollette di ben l’8,86%.
E il governo di Gentiloni e Renzi cosa fa ?
Nulla.
E Renzi resta a guardare, avrebbe titolato Cronin.
Allora la flat tax è quella che ci vuole per restituire qualcosa a tutti noi, facendo fare una bella cura dimagrante allo stato ipertrofico ed è lo spettro che terrorizza i burocrati di stato e dell’unione sovietica europea: non sia mai che funzioni e, allora, non avranno più bisogno di noi ?

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Fuck the News!

C’è un termine che mi suona totalmente insopportabile e che evito di adottare: fake news. Sembra che nel pronunciarlo in inglese lo si carichi di verità assolute e inconfutabili.  Se  si dice con disprezzo “fake news” significa forse che perché è detto in inglese, la notizia risulta ancora più falsa? Se non esistesse il  corrispettivo italiano, potrei anche capirlo. Ma costa tanto chiamarle “notizie false”? O “bufale”? No, qui nel paese di quel Job’s Act che non dà lavoro, si preferisce chiamare con disdegno “fake news” ogni notizia non omologata ai media ufficiali di regime e alle testate ammiraglie, guarda caso, loro sì, principali propagatori di falsità, mistificazioni, veline, filtri, omissis. 
FUCK THE NEWS!- verrebbe voglia di rispondere a questi minus habentes sgovernativi. E dato che le disgrazie non vengono mai sole, il duo Boldrini e Fedeli va per le scuole a decondizionare gli alunni a queste  “fake news”, apportando la fiaccola della verità (la loro).  
Sul sito Voci dall’estero  c’è la traduzione  in Italiano di un articolo di Daniel Funke da  Poynter Instituteuno dei principali centri internazionali di analisi e documentazione sul giornalismo e leader nel campo della formazione, un articolo decisamente critico sul portale creato dal governo italiano contro le cosiddette fake news, iniziativa certamente spinta da timori e preoccupazioni in merito agli esiti delle prossime elezioni. Il prestigioso istituto non nasconde il suo giudizio negativo sul fatto di affidare alla polizia il controllo sulla falsità o la verità delle notizie, cosa che in un regime democratico spetterebbe al giornalismo, quello vero naturalmente. E’ interessante nel leggerlo, notare come ci stiano già classificando un “regime di polizia” dove con la scusa  di valutare il VERO e il FALSO  sul web, Minniti instaura un vero e proprio Ministero della Verità.  Un ministero post-orwelliano basato sulla sistematica delazione e segnalazione da parte di  eventuali detrattori di fonti non gradite; alla comunista, per intenderci. Udite udite!….

Nel tentativo di affrontare le fake news prima delle elezioni di quest’anno, il governo italiano ha creato un portale online in cui le persone possono segnalare bufale.

Il portale, annunciato giovedì dal Ministro dell’Interno Marco Minniti, invita gli utenti a fornire il loro indirizzo email, un link alla disinformazione che stanno segnalando e qualsiasi social network su cui abbiano trovato la notizia.
Quindi le segnalazioni vengono trasferite alla Polizia Postale, un’unità della polizia di stato che indaga sul crimine informatico, che le controllerà e – se le leggi sono state infrante – procederà per via legale. Nei casi in cui nessuna legge fosse infranta, il servizio si avvarrà comunque di fonti ufficiali per negare le informazioni false o fuorvianti.

L’esempio fornito da Minniti questo giovedì risale al mese scorso, quando l’ex vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, affermò che la Russia aveva influenzato il referendum costituzionale italiano del dicembre 2016 – una pretesa che avrebbe potuto venire smentita ricorrendo alla testimonianza dei funzionari dei servizi segreti davanti al Parlamento.


Particolarmente inquietante è  “il fatto che la Polizia Postale non dà una definizione di “fake news” da nessuna parte; il comunicato stampa ufficiale si riferisce in modo opaco a “notizie false e tendenziose”. Diffondere quel tipo di contenuto potrebbe essere contrario alla legge se si traduce in una “turbativa dell’ordine pubblico”, e questo lascia alla polizia un forte potere discrezionale su quale genere di informazione sia perseguibile online.”

“Questa è una linea molto sottile sulla quale muoversi: in caso di reato, i responsabili possono rischiare fino a tre mesi di prigione“. “Vogliono cercare quelli che diffondono notizie false? E se a farlo fossero giornali importanti e non solo oscure pagine Facebook? ” Così dichiara il giornalista Giovanni Zagni allo stesso POYNTER INSTITUTE.

Non è una scoperta né una novità che si voglia mettere le mani sul web, reo di influenzare “menti deboli” e di propagare “bufale” e patacche per l’etere. Gli oligarchi globalisti fautori del Pensiero Unico nel loro   utopico (per noi distopico) Governo Mondiale, hanno riserve molto ristrette sulla rete. Cominciamo con Jacques Attali con la sua celebre dichiarazione:

« L’Internet représente une menace pour ceux qui savent et qui décident. Parce qu’il donne accès au savoir autrement que par le cursus hiérarchique. »
“L’Internet rappresenta una minaccia per coloro i quali  sanno e decidono (parla degli Illuminati). Poiché dà accesso al sapere in modo alternativo al percorso gerarchico” .

Proseguiamo con George Soros nell’ultimo incontro al World Economic Forum di  Davos  se l’è presa con i social network e le loro piattaforme:  dichiarando  tra l’altro: “la loro straordinaria redditività è in gran parte funzione del fatto che evitano responsabilità per i contenuti – che non pagano – delle loro piattaforme. E si è spinto anche nel dettaglio: i social media “ingannano i loro utenti manipolando la loro attenzione e dirigendola verso i propri obiettivi commerciali, provocando deliberatamente la dipendenza ai servizi che forniscono, il che è molto pericoloso soprattutto per gli adolescenti”. Ma non è solo questo: “Nella nostra era digitale le social media company stanno inducendo le persone ad abbandonare la loro autonomia. E le persone senza libertà di pensiero possono essere manipolate con facilità. È un pericolo attuale e ha già svolto un ruolo importante nelle elezioni presidenziali americane”.
Ovviamente  lo speculatore ungherese fa il gran sociologo e lo psicologo anti-social non certamente perché ha a cuore la nostra igiene mentale e fisica (e cioè,  che a causa di  questi marchingegni, la gente trascorre molte ore di sedentarietà).
“Soros non sarebbe probabilmente così indignato per il ruolo dei giganti del Web, se questi non fossero accusati, un giorno sì e l’altro pure, di aver “contribuito” alla vittoria di Donald Trump. Visto che tutti i media, inclusa Fox News, erano contro la sua candidatura, la vittoria del presidente repubblicano è stata spiegata come effetto del passa parola sui social network. Da allora, si rincorrono le famigerate “fake news” e si studiano modi per mettere sotto controllo la rete più informale dei social media. Del presidente Usa, Soros dice senza mezzi termini: “Penso che l’amministrazione Trump sia un pericolo per il mondo (sic!)” (…)

“Adesso si capisce anche il perché dei toni sempre più autoritari delle formazioni politiche (come +Europa di Emma Bonino) da lui sponsorizzate: è una vecchia sinistra che ritiene di sapere cosa sia la libertà dei cittadini, meglio dei cittadini stessi. E quindi, nel nome della libertà, finisce col sopprimerla”. (La Nuova Bussola). 

Concludo con l’ultima trovata di Twitter già denunciata da Marcello Foa. Quello del cosiddetto “shadow banning” ovvero una “censura ombra” o, più propriamente, invisibile, che permetterà di escludere un utente senza che egli se ne accorga ovvero: voi continuerete a twittare ma nessuno vedrà più i vostri cinguettii. Progetto a cui si accompagna l’algoritmo che consente di individuare e di schedare gli utenti in base alle idee politiche , con le conseguenze che potrete facilmente immaginare: quelle gradite all’establishment avranno visibilità, quelle sgradite e anticonformiste saranno confinate in una bolla, private della virtù di Twitter: la viralità. 
Anche Facebook dispone di un sistema di policy repressivo: un apposito algoritmo con parole-chiave, vi escluderà dalle chat se non ritenute “in linea”.  Prima offrono alle masse i loro giocattolini; poi in fieri, ne cambiano le regole a gioco iniziato.  Ovviamente non criminalizzo i social che in alcuni casi sono serviti a far rimbalzare  rendendo “virali”, notizie che  i canali ufficiali avrebbero ignorato. 
Vorrei  però aggiungere qualcosa che può sembrare ovvio, ma che in fondo non lo è. I Padroni del Vapore sono Lorsignori e possono promuovere ma anche censurare, bannare, oscurare, marginalizzare, cambiare l’algoritmo del sistema di policy come vogliono. Dopotutto twitter, FB, Instagram, google+ e altre diavolerie, sono privati e  quotati in Borsa. 
Noi però possiamo fare moltissimo: ignorarli, boicottarli se è il caso, e liberarci dai loro moduli e modelli di comunicazione. O quanto meno utilizzarli  con discernimento. 

Cerchiamo pertanto di renderci meno prevedibili e meno controllabili possibile. Un buon sistema è quello di non farsi prendere dalla smania dei modelli di ultima generazione di smartphone, dato che più siamo “attuali”,  più siamo controllabili.

Inoltre chi insegue troppo il Progresso è destinato ad essere obsoleto. E’ questo uno dei crudeli paradossi della Modernità. 

Liste di ascari

Quando l’Italia, per merito del Duce (a proposito di “cose buone” …) divenne potenza coloniale, potendo così giocarsela alla pari con Gran Bretagna, Francia e altre nazioni anche minori, integrò (a proposito di “integrazione”, quella vera e con reciproco interesse …) molti combattenti, soprattutto eritrei, nelle proprie truppe.
Quei valenti soldati si contraddistinsero per la loro fedeltà.
Erano gli Ascari.
Da allora, però, il termine “ascaro”, inizialmente rappresentando una scelta nobile, assunse una valenza sempre più negativa, per definire chi si presta al servizio di qualcun altro, di un potente, di un capo politico.
Le liste, come poco alla volta vengono rivelate al Popolo che dovrà votare, sembrano fatte con il medesimo criterio.
In Forza Italia, Lega, pci/pds/ds/pd e grillini è apparso evidente il filtro fortissimo del vertice sulle candidature e soprattutto sulla collocazione dei candidati nei collegi.
Presumo però che, anche se hanno dato minori motivi di pettegolezzi, anche l’estrema sinistra e Fratelli d’Italia abbiano agito in modo da garantire al proprio segretario, una pattuglia di eletti pronti a seguirlo, fedeli e compatti, in ogni passaggio.
E non sarebbe un male, viste le esperienze recenti (da Fini ad Alfano, in lista meglio cento “ascari” nella moderna accezione del termine che un Fini o un Alfano) che hanno rappresentato il palese tradimento di una linea politica e di un mandato elettorale, oltre che di una persona.
Il male, invece, arriva se tale spirito di fedeltà dovesse lui prestarsi a tradire il mandato elettorale per seguire qualche azzardato minuetto del proprio leader.
E il pensiero corre inevitabilmente alle “larghe intese” tanto sollecitate dagli ambienti affaristico finanziari, dalla stampa, dall’unione sovietica europea (e se qualcosa piace a quei  grigi burocrati allora vuol dire che per noi è una solenne fregatura) al punto da mettere in giro romanzate dietrologie di incontri segreti per spingere i protagonisti uno nelle braccia dell’altro e forse anche per alienare qualche voto al Centro Destra.
Sì, perchè se il martellamento continuasse, potrebbe accadere che qualche elettore che, ultimamente, si fosse nuovamente convinto a votare Centro Destra, possa cambiare idea e tornare all’astensione o a Grillo, disgustato dall’ipotesi di un governo che veda assieme Renzi e Berlusconi con l’aggiunta, ancor più ripugnante di D’alema, Grasso e della Boldrini.
Non credo che Berlusconi possa buttar via tutto quello che ha costruito in venticinque anni di politica, pagata sia economicamente che con persecuzioni giudiziarie (che ancora sta pagando).
Però Berlusconi a settembre compirà 82 anni e la sua prospettiva è necessariamente di breve respiro.
Ma c’è un modo per impedire che l’infame inciucio possa realizzarsi.
Scegliere in massa il Centro Destra senza ascoltare le interessate “notizie” dei media e votare Lega o Fratelli d’Italia per dare molta più forza all’ala sovranista, identitaria e non inciucista della coalizione.

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Votare CasaPound in spregio alla Boldrini ?

Dopo l’orgia retorica della giornata della “memoria” (adesso, per par condicio, aspetto altrettanto, ivi incluso un film a reti unificate, per il “Giorno del Ricordo” in omaggio ai nostri Connazionali trucidati dai comunisti nelle Foibe titine) la ciliegina sulla torta arriva dalla Boldrini che chiede di non votare CasaPound.
Come resistere ad un tale invito ?
Però, un momento, non è che la Boldrini, ben sapendo che le sue parole hanno un effetto contrario, non voglia invece veramente portarci a votare CasaPound e disperdere un voto che, se dato alla Lega, potrebbe meglio ribaltare l’attuale andazzo ?
Dare un dispiacere alla Boldrini, mi farebbe molto piacere, ma mi domando se per la Boldrini sarebbe uno smacco maggiore portare CasaPound in parlamento (cosa, peraltro, molto, molto difficile visto lo sbarramento al 3%) oppure dare la maggioranza ad un Centro Destra, sicuramente più moscio di CasaPound, ma nel quale la Lega potrebbe fare da traino per ottenere alcuni risultati sull’immigrazione, sulla moneta, sulla Sovranità e sulle tasse ?
Un mese di tempo (poco più) per risolvere il dilemma.

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Un paio di cose

La Bonino non ha voluto raccogliere le firme e si è aggregata ad un partito cattolico. Giorgio Cremaschi invece, le firme le ha raccolte e gli sono bastate per fondare un partito dal nome “Potere al popolo”. Ci si preoccupa del ritorno al fascismo e invece, nei links che posto, c’è un orrore ben peggiore: qui, Tommaso Longobardi ci racconta cosa vorrebbe fare “potere al popolo”, qui, il loro manifesto nel dettaglio e qui, domande e risposte di pazzi scatenati. Però, Madonna Boldrini ha la pretesa di non volere Casa Pound in parlamento.

"Sporcarsi le mani"

Lo spettacolo dei partiti (massimamente cattocomunisti pci/pds/ds/pd e grillini) con le candidature è disgustoso.
Sarebbe però facile scrivere peste e corna dei nostri politici, ma sarebbe anche facile porre poi la domanda: e tu cosa fai ?
Perchè non partecipi in prima persona, visto che sei così bravo a giudicare ?
E’ la domanda che si è posta Andrea Cangini, da oggi ex direttore de Il Resto del Carlino che, con il suo ultimo editoriale, ha annunciato di lasciare la direzione del quotidiano bolognese per accettare la candidatura al parlamento.
Non lo ha scritto, ma correrà per Forza Italia.
Come Giancarlo Mazzucca (che non ho mai votato) e Gabriele Canè (che votai come presidente della regione) prima di lui.
Fa bene, a prescindere dal partito per il quale è candidato.
Fa bene perchè l’impegno personale è fondamentale anche per poter poi criticare ed è azzeccatissimo il titolo del suo editoriale “sporcarsi le mani” che, doverosamente virgolettato, ho posto anche in capo al mio commento.
Perchè i condizionamenti saranno tali e tanti che, se mai dovesse raggiungere un ruolo decisionale, dovrà necessariamente scendere a compromessi, sporcandosi le mani (e la coscienza).
Ma quella è la politica.
La Bonino che viene salvata da un cattolico che le dona il simbolo che trascina il diritto a presentare liste senza dover raccogliere firme, cosa cui invece sono obbligati CasaPound e Forza Nuova, ancora una volta tristemente divisi ed ancor più tristemente esclusi dal Centro Destra dove invece hanno trovato posto i “figlioli prodighi” (ma lo sarano per tutti e cinque gli anni ?) dei centristi e persino il candidato a perdere Parisi.
I grillini, il presunto “nuovo”, che prima fanno le “parlamentarie” e poi decidono in due o tre chi candidare e chi escludere.
I cattocomunisti di Renzi il rottamatore che si comportano come negli anni più bui del più bieco “centralismo” di staliniana memoria.
Ancora una volta il meglio lo si trova nel Centro Destra, dove peraltro Berlusconi non trova di meglio che difendere l’infame legge Fornero, giustamente bacchettato sulle nocche da Salvini che gli ricorda il programma.
Eppure sarebbe molto semplice dividere l’Italia in tanti collegi quanti sono i parlamentari da eleggere, evitare la raccolta di firme, ma imporre una fidejussione per pagare una sanzione economica qualora un candidato non raggiungesse una quota prestabilita (ad esempio il 10%) e votare, con la vittoria e il seggio che arriva al primo classificato, senza paracaduti, senza pluralità di candidature e senza segreterie di partito nel ruolo di censori.
Sarebbe un’Italia migliore, che, però, ha bisogno che tutti noi ci sporchiamo le mani e non solo per digitare in una tastiera.

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