Preghiera per ottenere l’umiltà

Santa Teresa di Lisieux O Gesù, quando eri pellegrino sulla terra hai detto: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete riposo delle anime vostre”. O potente sovrano del cielo, l’anima mia trova il riposo nel vederti, rivestito della forma e della natura di schiavo, abbassato fino a lavare i piedi […]

Fabrizio De André, principe libero

Il film dedicato al poeta di Genova: Fabrizio De André, principe libero, visto da uno che gli ha dedicato concerti in onore e memoria nella loro città, Genova, e capitoli del libro del quale è autore: NATO NEGLI ANNI CINQUANTA. Da Genova a Vittoria, da Vecchioni a De André, dal monte Ararat a Capo Nord, tra incubi e realtà.

Ieri sera ho visto la prima parte del film, non me lo sarei perso per niente al mondo.

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Qualcosa di buono resterà

I giornalisti e gli “esperti” (soprattutto di economia, quelli che sanno tutto … dopo che è accaduto) che vanno al loro traino si stanno sgolando per denunciare una campagna elettorale piena di promesse che non possono essere mantenute.
Si preoccupano dei limiti europei e del debito pubblico come mai prima d’ora (soprattutto quando Renzi e Gentiloni spendevano e spandevano per dare mance elettorali come il rinnovo del contratto degli statali che, guarda che caso !, farà arrivare gli arretrati con la busta paga di febbraio a sette giorni dal voto).
Nessuno che dica che avendo fallito la politica dell’austerità, così come è fallita la politica dell’aumento limitato ma costante della spesa pubblica attuata da Renzi e Gentiloni, è giusto provare la terapia d’urto di stampo trumpiano.
Quanto alle promesse elettorali, tutti sappiamo che il Centro Destra ha promesso di bloccare l’invasione degli immigrati e il loro accesso nella nostra società, di riprendersi la sovranità da Bruxelles e di ridurre le tasse tramite una flat tax.
Aggiungiamoci pure l’aumento delle pensioni minime e l’abolizione della Fornero, la revisione delle unioni omosessuali e l’abolizione del limite al contante, la liberalizzazione della legittima difesa e l’abolizione del bollo auto.
Forse anzi, probabilmente non raggiungeranno tutti gli obiettivi.
Dirò di più: sono disponibile anche ad accettare che nessun obiettivo sia raggiunto al cento per cento.
Però, come già è accaduto nel 1994, nel 2001-2006 e nel 2008-2011, ci proveranno, si incammineranno sulla strada giusta il che significa effettuare una decisa inversione ad “U” rispetto all’attuale andazzo figlio di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.
In quegli anni fu abolita la tassa di successione, fu abolita la tassa sulla prima casa, furono ridotte le aliquote fiscali, l’Italia sedeva al tavolo con Stati Uniti e Regno Unito surclassando Francia e Germania, l’immigrazione era stata rallentata e la legittima difesa ampliata.
Tutta quella attività non raggiunse il 100% di quanto avrei potuto desiderare, ma ne aveva impostato la direzione.
Anche oggi il Centro Destra potrà cominciare a bloccare gli immigrati ed a ripulire le strade, trattare in prima persona i nostri interessi all’estero e ridurre le tasse in modo sensibile.
Potrà iniziare anche a toccare quei santuari che sono le unioni omo e l’eccesso di garantismo per i criminali, i divieti al contante e le pensioni minime ferme, guarda caso, dal 1994 di Berlusconi.
Anche solo iniziare ad indirizzare l’Italia su una strada diversa da quella percorsa negli ultimi sette anni sarà già un successo e un miglioramento rispetto ad oggi.
Quindi, ancora una volta, non si deve credere alla manipolazione mediatica di interessati operatori della notizia, perchè anche dalle promesse che loro tacciano di essere irrealizzabili qualcosa di buono resterà.

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Basta piagnistei sui rapinatori abbattuti

Ho letto che Renzi avrebbe dichiarato che non si può lasciare la parola alle armi.
Non so se il suo intervento fosse stato preparato in relazione all’azione di Luca Traini contro gli immigrati nigeriani di Macerata, ma è uscita in concomitanza con un nuovo caso che scuote le coscienze e vede, ancora una volta, la sinistra contro chi si difende e un magistrato indagare la vittima.
A Napoli un gioielliere spare, abbatte un rapinatore, un altro è catturato da un carabiniere in borghese e un terzo riesce a fuggire.
E’ora di finirla con i piagnistei sui rapinatori uccisi “sul lavoro”, con i loro parenti che fanno causa alla vittima per ottenere un risarcimento e con i magistrati che perseguitano chi si difende invece di dare la caccia ai rapinatori complici che sono fuggiti.
In un “paese normale”, come piace dire ai cattocomunisti, le Forze dell’Ordine tutelano i cittadini onesti e le loro proprietà ma questi hanno la possibilità, perchè non ci può essere sempre un poliziotto a portata di mano, di difendersi senza poi essere trattati, loro, da criminali, subendo processi e costi irrecuperabili.
Credo che l’Italia sia l’unico stato in cui una fetta, sempre la solita, sempre a sinistra, della politica chiuda gli occhi davanti alla realtà di un sistema criminale che sfrutta le pieghe della legge per offendere al riparo da ogni possibile reazione.
Il 4 marzo potremo votare anche per restituire agli Italiani il diritto di difendersi dalle aggressioni.
Il diritto di possedere e portare armi.

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Una pessima campagna elettorale

Se  è vero che la politica è la prosecuzione della guerra con altri mezzi (von Clausewitz), questa campagna elettorale  è stata finora  combattuta con mezzi sporchi: quelli di negare l’agibilità politica a forze parlamentari che dispongono di un loro elettorato, un bacino di utenza che li ha legittimamente e democraticamente eletti. Parlo della Lega di Salvini e di FdI di Giorgia Meloni. Ogni occasione è buona per i cespugli che fanno capo alla sinistra, per provocare e gettare tutto in  caciara. Lo scopo è sempre quello: trascinare nelle risse e nelle pesti per poi avere il pretesto di creare una reazione retributiva al danno, fare le vittime e poter dire: “Visto che sono fascisti? La nostra violenza è giusta, la loro no”.

Lancio di pietre e molotov a Rovereto contro il comizio di Salvini

Ovviamente questa teppaglia rossa ha dei burattinai anche fuori dall’Italia e tira acqua al mulino del PD che i sondaggi danno fortemente perdente. A Piacenza alcuni  figli di buona donna, mimetizzati da  “democratici” e “pacifici” manifestanti, hanno preso a calci, botte e sprangate un carabiniere (il militare avrebbe potuto anche morire), e nonostante fossero stati inquadrati dalle telecamere, perciò identificabili, mi risulta che siano ancora a piede libero. Stasera il solito Minniti ha finto di smarcarsi e di dire che questi teppisti non c’entrano con la “democrazia”  e la libertà di manifestare. Sì, ma 10 carabinieri per 400 manifestanti sono  già condannati al macello. E non si venga a dire che non potevano mandare rinforzi. E’ evidente che se uno di quei militi avesse sparato alla disperata per difendere il compagno o sé stesso, avrebbe passato “l’anima dei guai”, esattamente come il povero Placanica con il martire santificato Carlo Giuliani durante il G8, il quale benché fotografato con in mano bastoni ed un estintore pronto per essere lanciato sui carabinieri, è stato così canonizzato dalla sinistra da intitolargli un’aula parlamentare. Un abominio!

Ci vuole solo una sinistra moralmente  abietta e miserabile per creare tutti questi scenari ansiogeni e patologici. Che vergogna, vedere forze dell’ordine ridotte in questo stato! Altro scenario patologico è quella del gioielliere che a Napoli spara per difendersi dall’ennesimo rapinatore, con una magistratura che applica seduta stante, la giustizia di Pinocchio: vittima perseguita.
  

Quella stessa magistratura, la quale se trova una testa rasata con un  “Mein Kampf” bell’e pronto nel cruscotto di un’auto, lo caccia subito in galera, getta la chiave e parla di “strage nazista” per tre pusher nigeriani con precedenti penali, feriti e non morti. Viceversa se trova un nigeriano pusher vivisezionista di professione che fa a pezzi una ragazzina, si fa scrupolo di non voler sbattere il “mostro in prima pagina”  e di non essere abbastanza “garantista”. E allora si prende tutto il suo tempo. Siamo al delirio!
La Segre appena insignita da Mattarella neosenatrice  a vita propone in tempi altamente sospetti, di eliminare dall’art. 3 della Costituzione la parola “razza”. Bella trovata! Così siamo tutti uguali di fronte al crimine. Che volete mai?  Il nigeriano (o i nigeriani visto che  ora si parla di quattro ) avrebbero benissimo potuto essere dei norvegesi scesi dai fiordi, venuti fin qui per delinquere. Perciò, a Macerata siamo ai neri per caso,  e l’etnia non c’entra. Eppure esistono i trattati di etnologia-antropologia che parlano finanche di episodi di cannibalismo: si può dire?
Leggete qui  e anche qui in Nigeria e Sierra Leone, a proposito di stregoni che praticano sacrifici umani (i cosiddetti ritualistics). 

Non poteva mancare Bergoglione che non va mai in astinenza da cazzate, il quale entra a scarpone pesante e gamba tesa nella campagna elettorale e  salta fuori a dire che gli stupratori sono bianchi e che è la cattiva propaganda ad attribuirli agli immigrati. Sentite come scagiona il branco delle  bestiacce a Rimini, i quali se la sono cavata con pene lievi, grazie al rito abbreviato:
“Alcuni mesi fa – ha aggiunto – ho visto su un giornale un titolo…Una piccola città dell’Italia si diceva: Questa è la città dove ci sono stati più stupri quest’anno e il 40% di stupratori erano migranti. È un modo di sporcare i migranti – ha sottolineato -. Io mi domando e l’altro 60% chi erano? Italiani…”. (fonte: Libero).
Se questo è un Papa….
Ma la vera vergogna sono le tre più “alte” cariche istituzionali che rappresentano il livello osceno a cui quest’ infame e fallimentare  repubblica è sprofondata. Il Ministro dell’Interno corre ai ripari (si fa per dire) solo a misfatti compiuti. Interrompere la campagna elettorale per una “visitina” ai caramba pestati, non costa nulla. 
La polizia? Fascista. I carabinieri? Fascisti, perciò si possono malmenare. La Meloni? Non può fare il suo comizio a Pontedera, perché “fascista“. Salvini? Fascistone: non vuole immigrati. Massì lanciamogli pietre e macigni al comizio. Ieri era il Duomo aguzzo in faccia al Berlusca, oggi cambiano i bersagli e gli oggetti contundenti. Intanto, uccidere un “fascista” non è reato. Il gioielliere che si difende? Difendersi è  fascista. 
E se non c’è il fascio giusto al momento giusto, beh…lo si inventa.

Ora poi ci sono i FA e gli AntiFA mondiali: tutti anche le più collaudate democrazie possono avere dei FA, perciò è bene “prevenire” con “gli anticorpi”, o antiFA.

Non so a voi, ma a me viene la nausea. Che arrivi in fretta questo 4 marzo, possibilmente senza incidenti, anche se tutto lascia presagire che invece ce ne saranno, dato che fanno di tutto per volerli e provocarli.

Un’ultima cosa: aspettiamoci brogli, c’è anche il voto all’estero, dopotutto.
Una pessima campagna elettorale, forse la peggiore. Con il paradosso di essere proiettata nel futuro solo per quel che riguarda i modi informatici del comunicare, ma tutta concentrata sul passato quando si entra nel merito delle questioni “ideologiche” da trattare. Manco fossimo nel ’48: il passato che non passa, e il futuro che non c’è.

La manifestazione antifascista

Ricordiamo che i cittadini di Macerata, NON hanno aderito in alcun modo alla pagliacciata di sabato. La pagliacciata era organizzata da Potere al popolo, ovviamente, hanno aderito i centri sociali, il “movimento” di Bonino e Liberi e uguali (ricordatelo il 4 marzo). In prima fila c’erano Vauro (che si fa pagare 1000 euro a vignetta), Kyenge (che per quanto siamo razzisti, le abbiamo dato un ministero e un posto in parlamento ue) e Pietro Grasso. Alcuni gruppi, hanno cantato in favore delle foibe e inneggiato a Nassirya. Posto solo una immagine significativa che parla da se.

Ah, poi, il direttore del settimanale Grazia, si permette di scrivere un articolo contro l’immigrazione incontrollata e, la solita Lucarelli la sputtana pubblicamente sul suo facebook. Perchè chi la pensa diversamente, non è più tollerato. E blaterano di ritorno al fascismo…

Continua il bavaglio contro il Centro Destra

Sabato, alle 18,30, Giorgia Meloni è stata intervistata su Sky da Maria Latella.
Il solito tentativo di spostare la discussione sull’antifascismo e la solita aggressività che la Latella sfodera, guarda caso, sempre contro quelli del Centro Destra (o i grillini) mai con un esponente della sinistra.
A maggior ragione la Meloni ne è uscita rinforzata, con risposte e affermazioni chiare e nette come quando, all’ultima domanda che la Latella ha posto a due secondi dalla fine, ha risposto che no, Forza Nuova e CasaPound non sono movimenti xenofobi, lasciando la Latella stordita e incapace di reagire, perchè si aspettava che anche la Meloni si prostrasse alla vecchia liturgia antifascista e antirazzista.
La ottima figura che la Meloni ha fatto e che anche Salvini riesce a fare (anche se dovrebbe migliorare l’aspetto, indossare la cravatta e tagliarsi la barba) sono le ragioni per cui sono invitati nelle trasmissioni solo quando non possono evitarlo.
Altrettanto dicasi per gli economisti della Lega come Borghi, Bagnai e Siri, che ogni volta che vengono (o venivano ? E’ un po’ che non li si vede …) invitati da Sky Tg24 economia, ridicolizzavano le affermazioni degli avversari, nonostante questi fossero sempre un numero superiore (in un rapporto solitamente di due contro uno, ma anche di tre contro uno, tipico degli “antifascisti” sin dagli anni settanta, del resto l’uno contro uno lo scansano proprio, come i calciatori meno dotati  …).
E se i giornali radio e televisivi sono obbligati a dar conto in egual misura delle varie forze politiche, ecco che per occupare gli spazi del Centro Destra evidenziano le differenze tra Berlusconi e Salvini sul dopo voto e tra la Meloni e i primi due sulla manifestazione anti inciucio, mentre per i grillini ricordano le varie incongruenze sui rimborsi e altro.
E’ un’altra forma di bavaglio per orientare il voto in modo subdolo e infido.
Ma non sembra che abbiano il seguito sperato.
Nonostante la cagnara antifascista e antirazzista dopo il cosiddetto “raid” del Traini a Macerata e nonostante nascondano tra le parole il fatto che siano dei nigeriani, in branco, ad essere gli autori delle atrocità contro la povera Pamela, alla domanda posta sabato sera se ritenevano utili le manifestazioni antifasciste e antirazziste svoltesi in giornata, il 55% degli spettatori rispondeva di no.
E questa tendenza si conferma nei sondaggi che, per quanto possano valere e per quanto possano essere addomesticati (ma non certo dal Centro Destra) nonostante tutto lo schieramento (dalla chiesa cattolica agli “intellettuali”, dal mondo delle canzonette a quello della stampa e sindacale) a favore della sinistra, indicano come il Centro Destra continui a riscuotere la maggioranza dei consensi e i cattocomunisti arranchino alla pari con i grillini, mentre i veterocomunisti sprofondino a poco più della soglia di sopravvivenza.
Tutto questo deve stimolare il Centro Destra a spingere, con ancora maggior forza, su eventi che diano visibilità, anche se si dovesse andare sopra le righe.
Bene, quindi, la manifestazione antinciucio della Meloni, alla quale vorrei che partecipassero anche Salvini e Berlusconi.
Bene la successiva manifestazione di Salvini, credo il 24, a Milano.
Ma vorrei che, tutti assieme, anche con CasaPound e Forza Nuova, venisse organizzata, a Roma, una grande manifestazione contro l’immigrazione, contro le tasse e contro la sudditanza a Bruxelles.
Perchè quelli sono i problemi da risolvere e solo il Centro Destra può non risolverli, perchè nessuno ha la bacchetta magica, ma far incamminare l’Italia sulla strada giusta che è esattamente in direzione opposta a quella in cui ci hanno condotto Monti, Letta, Renzi e Gentiloni con tutta la loro corte dei miracoli della sinistra e dei “cattolici adulti”.
E proprio questo vogliono evitare che emerga dalle efficaci parole della Meloni e di Salvini (per non parlare poi di Forza Nuova e CasaPound di cui parlano sempre e sempre male senza mai avere la decenza di invitare un loro esponente per ascoltare in diretta le loro tesi).

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Antifascismo e antirazzismo per nascondere la realtà

Ha ragione Nessie quando scrive che i cattocomunisti, con i loro rigurgiti antifascisti e antirazzisti, marce e marcette, insulti e slogan contro un Italiano che non ha ucciso nessuno e tacendo sugli immigrati spacciatori, squartatori e forse anche assassini, “stanno provocando per avere un pretesto di buttar tutto in caciara per poi dare la colpa ai soliti “fascisti”.
Ma le loro caciare, il loro berciare che, a parte qualche intemerata di cariche istituzionali che rischiano il ridicolo, vengono appaltati alla bassa manovalanza degli attempati sessantottini, dei loro famigli e degni epigoni e delle nuove masse da sfruttare di immigrati (infatti ieri alla marcetta di Macerata, con in testa la Chienge, c’erano numerosi immigrati proprio in contemporanea con la chiusura delle indagini per l’omicidio di Pamela e il coinvolgimento di altri due nigeriani !), serve anche per coprire il mostruoso vuoto che esiste tra le loro due orecchie.
Un vuoto di Ideali, di Valori, di Progetti.
Un vuoto che sanno che il Centro Destra, pur nelle sue sfaccettature, può colmare restituendo agli Italiani quegli Ideali, quei Valori, quei Progetti che la sinistra non ha e non può avere.
Non può avere perchè tanto i comunisti quanti i loro alleati “cattolici adulti” (che si sono messi ormai assieme nella sinistra) sono storicamente e per dna contro la Nazione Italiana, contro la Patria, guardando da sempre gli uni verso un internazionalismo ideologico marxista e gli altri ad una improbabile “chiesa universale”, snobbando (da sine nobilitate …) quindi le loro Radici Identitarie e Nazionali.
E’ così che con le loro urla e le loro marce, con i loro pomposi discorsi da parrucconi paludati di nulla, berciando di antifascismo e di antirazzismo cercano di stornare l’attenzione dai veri problemi che ci impediscono di fare dell’Italia quella grande nazione che merita di essere.
Perchè l’antifascismo e l’antirazzismo non sono un problema, non sono una questione rilevante, anzi non sono neppure una questione.
Un problema da risolvere, con le buone o con le cattive, è l’immigrazione che nell’immediato pone seri problemi alla sicurezza delle nostre persone e delle nostre proprietà, costa tanto e, nel medio termine, recide le nostre Radici, inquinando e alterando la nostra Identità.
Un secondo problema da risolvere è quello delle tasse, troppe, che depredano noi Italiani per alimentare una burocrazia e una macchina statale che, come stiamo ascoltando dall’allarme lanciato dall’associazione del medici di famiglia, non ci garantirà neppure l’assistenza di base: dove finiscono i nostri soldi ?
Non sarebbe meglio se a spenderli ci pensassimo noi, con lo stato che dovrebbe essere mantenuto da un minimo sindacale per Forze Armate e Forze dell’Ordine ?
Un terzo, ma non ultimo, problema, è quello della Sovranità che caratterizza ogni stato.
Non possiamo pensare che una organizzazione sovranazionale faccia i nostri interessi come li faremmo noi, quindi dobbiamo fare patti chiari che salvaguardino il principio per cui l’ultima parola la deve avere il parlamento italiano.
E in tale ambito rientra necessariamente anche uno dei pilastri della Sovranità di uno stato, cioè la Sovranità monetaria.
Non ci sono solo questi problemi, ma sono i primi e più impellenti.
Il Centro Destra a questi problemi fornisce una risposta in linea con gli interessi degli Italiani.
La sinistra che non ha risposte o, se le ha, sono di appiattimento sulle tesi globaliste finanziate dalle consorterie che hanno testa e portafoglio – non certo il cuore che non hanno – fuori dall’Italia vista solo come un limone da spremere, quindi contrarie agli interessi degli Italiani (come lo ius soli …) non trova di meglio che fare come le squadre di categoria inferiore che gettano il pallone in tribuna sperando che la partita finisca presto per ricominciare a tramare alle nostre spalle.
Il modo dei cattocomunisti di gettare il pallone in tribuna, da sempre, è berciare sull’antifascismo e sull’antirazzismo, cioè sul nulla.
Ma dobbiamo ricordare che il voto del 4 marzo significa voler o non voler dare risposta ai tre problemi principali: immigrazione, tasse, europa.

E la risposta confacente ai nostri interessi è:
– via gli immigrati
– flat tax
– riprendersi una piena sovranità, anche monetaria.

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Ricordare, onorare e agire

Onorare il Giorno del Ricordo dei nostri Martiri trucidati dalla ferocia comunista è, alla vigilia di una importante scadenza che potrebbe segnare il futuro dell’Italia, ancor più importante.
I nostri Fratelli che furono barbaramente assassinati dai titini gettandoli, ancora vivi, nelle grotte carsiche denominate foibe, furono uccisi perchè Italiani e perchè non comunisti (e probabilmente, visto il livello dei macellai titini, presero in mezzo anche qualche comunista che si sentiva al sicuro).
Ma, soprattutto furono assassinati perchè Italiani e in quanto tali ostacolavano il progetto comunista di occupare e rivendicare il dominio sull’Istria e la Dalmazia, nostre terre tuttora da rivendicare come Italiane.
Non furono quindi uccisi perchè, nel nome di una religione o di un costume di vita, costituivano una sorta di stato nello stato che rispondeva prima di tutto alla religione o alle usanze arcaiche e solo dopo allo stato.
No, furono uccisi perchè Italiani e rappresentavano i legittimi proprietari di quelle terre.
Oggi, nella furia innescata dalle parole d’ordine, sempre uguali, dei cosiddetti antifascisti e antirazzisti, quei nostri morti vengono assassinati una seconda volta, questa volta da altri italiani, ma con la “i” minuscola.
Allora ricordare è onorare, ma agire è un onorare al quadrato.
Noi possiamo, con il nostro voto il 4 marzo, onorare i Martiri delle Foibe, facendo in modo che non siano mai più dimenticati e che non possa mai più essere imposto il silenzio alle voci delle Idee, dei Pensieri e delle Opinioni Libere e, soprattutto, stonate rispetto alla pretesa massificatoria della storia manipolata, riscritta e reinterpretata che la sinistra ci vuole propinare.

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Perché è importante ricordare le Foibe

I ricordi e le memorie sono un dovere civile che dovrebbe far parte della memoria collettiva di un popolo allo scopo di unirlo e unificarlo.  Purtroppo viviamo in un’epoca di “memorie imposte”e di opinioni sempre più in manette.  E tra le tante giornate della memoria, quella delle Foibe, la cui terribile verità è relativamente recente, rischia di passare  quasi inosservata, nel migliore dei casi. Nel peggiore, invece, succede quanto è appena accaduto ieri  a Pavia

Eravamo in attesa – si legge in una nota dell’Associazione Culturale Recordari – di spostarci verso Piazza Italia per ricordare i Martiri delle Foibe, quando siamo stati assaltati da un gruppo di antifascisti”. Da una strada laterale una cinquantina di persone ha tentato l’aggressione ai partecipanti della commemorazione. Le forze dell’Ordine presenti sul luogo si sono mosse per arginare l’attacco, respingendo i partecipanti della manifestazione fuorilegge.

“È inammissibile che durante una commemorazione – scrivono dall’Associazione – che si è sempre svolta senza causare incidenti, venga messa a rischio l’incolumità dei tanti cittadini, tra cui bambini ed anziani, che intendevano prendere parte all’iniziativa“. Il gruppo dei manifestanti infatti si è scagliato anche contro la polizia al grido di “pezzi di merda”, “figli di troia venite qua”. Ma anche “via i fascisti e la polizia”. Come se le intenzioni violente – arginante solo dalla polizia – non bastassero, i manifestanti, una volta allontanati dei partecipanti alla commemorazione hanno intonato: “Me l’hanno insegnato, uccidere un fascista non è reato”. E ancora: “Fascisti via, tornatevene nelle Foibe”.


Oggi questi nostri poveri morti, vengono assassinati due volte. 
Nel febbraio del 1947 l’Italia ratifica il trattato di pace che pone fine alla Seconda guerra mondiale: l’Istria e la Dalmazia vengono cedute alla Jugoslavia. Trecentocinquantamila persone si trasformano in esuli. Scappano dal terrore, non hanno nulla, sono bocche da sfamare che non trovano in Italia una grande accoglienza. La sinistra italiana (o meglio i comunisti del PCI) li ignora: non suscita solidarietà chi sta fuggendo dalla Jugoslavia, da un paese comunista alleato dell’URSS, in cui si è realizzato il sogno (o meglio, l’incubo) del socialismo reale. La vicinanza ideologica con Tito è, del resto, la ragione per cui il PCI non affrontò mai il dramma, appena concluso, degli infoibati. 
E così, mentre abbiamo 100, 1000, milioni di  giornate del 25 aprile che ci vengono  imposte quasi ogni giorno (e non solo ad aprile) e  in ogni occasione (sabato a Macerata si ululerà al solito “antifascismo” con la scusa di “disubbidire” a un sindaco che in realtà voleva solo mettere la sordina ai cittadini inorriditi dal delitto di Pamela Mastropietro), viceversa il ricordo dei nostri cari Fratelli scaraventati ancora vivi nelle grotte carsiche, rei dei essere solo degli Italiani,  passerà in secondo piano.  A Macerata domani non si troverà nulla di meglio che organizzare l’ennesima campagna antifascista magari per proclamare le bestie selvagge “innocenti a prescindere”. Mentre chi vorrà ricordare la tragedia delle Foibe, verrà ignorato, dileggiato o come nel caso di Pavia, addirittura preso d’assalto.  Come li chiamiamo questi “raid”?

Ecco perché invece,  occorre rinnovare il ricordo delle Foibe, rinnovando  con esso , la Speranza che da questo regime comunista “mai morto”, ma solo trasformato in un orrendo Mutante globalizzato, si esca quanto prima.  Noi non vogliamo ministri comunisti che accorrono ai capezzali degli spacciatori nigeriani, ignorando le vittime dei treni dei pendolari, ignorando le vittime dei Kabobo, glissando sull’atroce tragedia di una fanciulla sventurate tagliata a pezzetti. Noi non vogliamo ministri comunisti che creano una nuova STASI informatica di Polizia  con la scusa delle “fake news”. Noi non vogliamo sguaiati premier nemmeno eletti  che si vantano di “salvare vite” lontane, quando in realtà mettono in precarietà  e pericolo  le nostre vicine, con politiche migratorie dissennate e scriteriate, nel nome di una nuova Internazionale pseudoumanitaria. 
Il 4 marzo è ora di cambiare e di mandarli a casa, ma non culliamoci sugli allori. C’è molto, troppo, da cambiare e il voto non basterà. Però potrebbe essere un inizio incoraggiante.

Segnalo alla lettura questo magistrale articolo di Marcello Veneziani, dal titolo “Le foibe, il ricordo, l’oblio”: 

http://www.marcelloveneziani.com/articoli/le-foibe-ricordo-loblio/

Come volevasi dimostrare, Macerata  10 febbraio con manifesto inneggiante gli assassini del regime comunista.