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Napolitano uber alles

Come ben sanno i lettori di questo blog, non ho nessuna simpatia per Giorgio Napolitano. L’abbiamo sentito più volte proferirsi per “un nuovo e più giusto Nuovo Ordine Mondiale” e ormai sappiamo bene in che cosa consista detta formula, al di là della retorica apparente. L’abbiamo sempre sentito difendere l’immigrazione incontrollata, anche grazie al suo passato di firmatario di una pessima legge che porta anche il suo nome (la Turco-Napolitano). Ma soprattutto non è un mistero che sia il mandante più accreditato della Casa Bianca, per far digerire agli Italiani una cosa che nessuno di noi vuole: la guerra contro la Libia. Al punto che oggi viviamo in un’anomala republichetta presidenzial-monarchica di Re “Umberto” Napolitano e che Berlusconi è stato di fatto, esautorato alla stregua di un’anatra azzoppata, come ho già espresso in altri post.

Cosa ci frutta questo conflitto in corso? Nulla di buono:  sangue, morti, stragi incontrollate dai bombardamenti “intelligenti” con bambini e innocenti uccisi dalle forze Nato, rischio rappresaglie terroristiche; ma soprattutto flotte di sbarchi di profughi senza fine, che quei cervelletti ristretti  come l’attrice Angelina Jolie (una star che si è distinta per aver interpretato il robot Lara Croft e non certo per qualità artistiche) ci costringe ad accettare in veste di ambasciatrice Onu. Perché la Jolie non se ne va a casa sua per costringere il suo governo ad accettare le migliaia di immigrati che premono dal Messico? Eccome che loro invece li applicano, i respingimenti!
Insomma, con Napolitano diventato protagonista, querulo, petulante, esternatore e servile nei confronti dei potentati stranieri, noi Italiani siamo sempre più a sovranità limitata. Ci vuole una bella faccia tosta per venire a pontificare che noi siamo in Libia per ottemperare a una missione di pace calpestando invece l’art. 11 della Costituzione secondo il quale l’Italia ripudia la guerra. Chi scrive non è una pacifista né pacifondaia né pacifinta. Ritengo che ogni stato sovrano abbia il diritto di difendersi se attaccato, e in questo senso detto articolo può rappresentare un limite alla nostra difesa. Ma non si può magnificare la Costituzione (come egli fa di solito) solo quando fa comodo ma conculcarla gettandola alle ortiche quando non serve. Qui, è evidente che si vuole ribaltare la realtà e la verità nascondendosi dietro la solita soluzione ONU che parla chiaramente di no fly zone e non di massacri mirati. Intanto la Libia sarà l’ennesimo “pantano” all’americana. E va detto che Obama non è passato nemmeno dal Congresso per ottenere il via, perché non lo avrebbe mai ottenuto, dato che non ci sono coperture economiche.
E allora che si fa Oltreatlantico? Si elude la via parlamentare per fare pressione direttamente sui “satelliti” delle forze Nato.
La Lega deve ostinarsi maggiormente anche perché con Berlusconi sa di sfondare una porta spalancata, dal momento che come ha fatto filtrare il cronista Francesco Verderami del Corriere, lui è stato costretto direttamente da Napolitano e da Frattini, sempre più supini e proni della Casa Bianca, ad entrare in conflitto con un paese con cui eravamo in pace e  avevamo in corso degli ottimi affari. Stupisce anche la determinazione interventista del duo Frattini-La Russa e le loro conseguenti dichiarazioni contro le giuste perplessità della Lega.
Intanto in Usa finiscono i soldi e l’ipotesi di una  guerra-lampo sta naufragando miseramente, come viene ben descritto in questo articolo da Italia Oggi di Piero Laporta.  E del resto, quale paese sovrano si arrenderebbe così miseramente senza difendersi da incursioni aeree così violente, a casa propria? E’ evidente che Gheddafi resisterà fino all’ultimo respiro.  Risulta quindi ovvio che gli Usa utilizzano sempre la solita strategia della destabilizzazione permanente che consiste nel “convertire il debito in guerre perpetue e le guerre in debito perpetuo“, nei confronti degli stati aggrediti.

Ma quel che stupisce è come Napolitano, che ieri faceva il sciuscià (lustrascarpe) per Mosca e l’Urss, oggi si impegni con analogo zelo nei confronti degli Usa e della sua fallimentare politica. Sempre dalla parte sbagliata.