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Lettera di un sindacalista rosso !!

Lettera di  un sindacalista rosso, esasperato dall’essere inascoltato, ha scritto al direttore del
 “il giornale” con questa premessa:
“Egregio direttore, ho 44 anni e da circa 5 sono segretario di Rsa della Filt- Cgil dell’ azienda in cui lavoro. Anche se sono un “comunista” spero mi dia almeno lei spazio nella sua rubrica, altrimenti, beh, pazienza….”
Lettera di Ivano Bosello, segretario Rsa Filt-Cgil di una Azienda di Mestre.
Stamattina ho scritto una mail alla mia Rsa spiegando il motivo per cui non aderirò allo sciopero proclamato  dalla Cgil per il 6 di Settembre. Secondo la mia personale opinione in questo momento storico così delicato serve unione e non divisione. Lo sciopero crea comunque divisione e sicuramente non ne abbiamo bisogno.  Servono invece idee concrete e non fumosi proclami.
Lo sciopero farà perdere soldi alle persone, (la maggior parte degli iscritti Cgil sono pensionati di conseguenza non così rappresentativi per il mondo del lavoro) e non potrà spostare di un millimetro l’asse della manovra economica. Lo sciopero in questo momento rappresenta più irresponsabilità che responsabilità, più debolezza che forza.  La Camusso avrebbe potuto ribadire con forza la sua posizione ma in un momento di grande crisi come questo era più sensato dire che per una scelta di grande responsabilità verso il Paese non avrebbe dichiarato sciopero ma avrebbe cercato soluzioni condivise con le altre parti sociali e politiche. Fare (ipocritamente) i “duri e puri” può creare solo danni e l’orgoglio a volte fa più vittime di una guerra. La Cgil avrebbe sicuramente trasmesso una immagine  diversa.
Temo che la Camusso e lo staff dirigenziale della Cgil sia identico  allo staff Politico. Sono vecchi, vecchi dentro e fuori e non rappresentano più nessuno. In realtà sono lo specchio dell’Italia. Non è una critica ma una fotografia. Come sempre la base ha più idee dei vertici, un vertice che non accoglie le idee della base non è partecipativo e non conosce la base. La proposta della base è semplice ed è applicabile, un’idea da condividere con Cisl e Uil e forze politiche. I privati cittadini devono poter scaricare le spese (con dei minimi e dei massimi tabellari) come se fossero piccole aziende, in realtà i cittadini lo sono perché spesso muovono più denaro di piccole imprese. Chiediamo allo stato di poter scaricare tutte le spese, telefono, auto, casa, mobili, abbigliamento, tutti i costi di manutenzione e ristrutturazione ecc.. Per poterlo fare servono fatture. Mai un artigiano alla richiesta di pagamento in nero ci farà lo sconto più del 50% altrimenti non gli converrebbe più fare il lavoro . Potendo invece scaricare la fattura non ci sarebbe più la convenienza a fare il lavoro in nero, saremmo costretti a chiedere la fattura perché ci converrebbe di  più e l’artigiano sarebbe costretto a farcela.
Il collaborazionismo tra le due parti verrebbe meno ed aumenterebbero enormemente gli introiti dello stato, tempo qualche anno e si potrebbe anche diminuire davvero la pressione fiscale . Queste sono le idee della gente e dei lavoratori, non proclami contro il Governo che sono più sfoghi ormonali che altro.
                                                                                                     Segretario Rsa Filt-Cgil
                                                                                                     Di un’azienda di Mestre