Home » politica interna » L’assedio di Milano

L’assedio di Milano

Sapessi come è strano….trovarsi trombati a Milano. Intendiamoci, le docce fredde a volte fanno bene e svegliano. Non si può vivere solo di rendite di posizione. Nulla è un “diritto acquisito”, figuriamoci il voto dei cittadini. Ora  a palazzo Marino si stracciano le vesti e cercano di “fare autocritica” degli errori commessi, ma diciamo la verità: la Moratti è una giraffa freddina che non sa creare feeling coi milanesi. La sua campagna elettorale, un disastro nell’ambito della comunicazione.
Inoltre, i cittadini vogliono sentir parlare di problemi concreti legati alla loro città: viabilità funzionale,  vivibilità della città, zone verdi, aria disinquinata,  strade senza buche, servizi sociali e sanitari operativi,  assistenza agli anziani, stop alle cementificazione ecc. Mentre invece di tutto si è parlato, tranne di quanto sta loro veramente a cuore.
Berlusconi ha gigioneggiato alla grande,  mettendosi troppo in esposizione. Inoltre gli errori in politica interna ed estera, vanno a riverberarsi fatalmente anche su quella amministrativa (la guerra in Libia e l’appiattimento sulle decisioni americane circa i bombardamenti, la politica migratoria, certe strane dichiarazioni sugli immigrati simili alla sinistra,  ecc.).
Giuliano Ferrara a botta calda ha detto cose ragionevoli sui risultati:  i cittadini di Milano si sono stufati dei monologhi del Cav contro i magistrati e contro i soliti comunisti. Monologhi oltretutto, privi di un vero contradditorio. Inoltre personalizza troppo campagne elettorali amministrative facendone un’ordalia della serie, o con me o contro di me.
Ora però sarebbe ingeneroso dare tutta la colpa solo ed esclusivamente alla Moratti, quando  è spesso il Cav che “scende in campo” a politicizzare anche le amministrative con i voti  di “preferenza” sulla sua persona. Ed è un vistoso errore.
Consideriamo anche i “mal di pancia” della Lega sulla Moratti che non hanno giovato, “mal di pancia” dovuti a quell’Ecopass che i leghisti non hanno mai digerito. La Lega ha tenuto un basso profilo e non è stata calda col candidato-sindaco; ma ora il Carroccio,  oltre a non essere stata premiato (non è avanzato più di tanto nelle provincie lombarde nelle quali  fece incetta di voti e ha subito una debacle a Milano), si ritrova anche sotto assedio da parte di una cordata di sinistra capeggiata da Nichi Vendola, il principale sponsor di Pisapia.
Ora però i Milanesi si ritrovano un programma di 33 pagine di Pisapia che avrà anche una faccia onesta finchè si vuole,  e sarà pure un distinto avvocato, ma che a pag. 27 del suo programma scrive che “Milano ha bisogno di un grande centro islamico”. Inoltre ecco un’altra sua singolare dichiarazione: “E’ importante – ha spiegato – anche in vista dell’Expo 2015”. “Non si può pensare di avere in città milioni di visitatori senza che ci sia per loro la possibilitá di avere un proprio luogo di culto dove pregare, come peraltro sancisce la Costituzione”.
Cominciamo male. Con tutti i problemi che ha già la città ambrosiana, non ci mancherebbe che questo.
Curioso in questa “vittoria del primo turno” l’atteggiamento da mosca cocchiera del Pd: Pisapia vince, e Culatello Bersani se ne attribuisce il merito, mentre la sicula Finocchiaro fa già la “sciura milanese”.
Ci rivedremo a Filippi. Cioè al ballottaggio, dove ne riparleremo. Milano non merita di cadere in mano agli ascari dell’immigrazionismo.