Home » politica interna » I $oldi degli Altri

I $oldi degli Altri

Prelevo dal blog di M. Foa questo divertente specchietto di Fausto, un lettore che è transitato anche qui su questo blog.
il 12 agosto la manovra conteneva:
– contributo di solidarietà (raddoppiato per i parlamentari)
– abolizione delle province sotto i 300 mila abitanti
– festività infrasettimanali «non concordatarie» spostate a domenica
– via gli enti di ricerca e cultura sotto i 70 dipendenti
– tredicesima degli statali a rischio per amministrazioni che non abbiano centrato i risparmi attesi
Al 3 settembre, invece, tutto cambiato:
– via il contributo di solidarietà (tranne che per parlamentari – ma non è più doppio – e dipendenti pubblici)
– abolizione delle province rimandata all’approvazione di una legge costituzionale
– ripristino delle feste del 1 maggio, 25 aprile e 2 giugno
– restano gli enti di ricerca e cultura sotto i 70 dipendenti
– la tredicesima degli statali non è a rischio.
Nel mezzo alcune idee sono nate e morte nel giro di poche ore:

– ulteriore prelievo sui ulteriore prelievo sui capitali scudati (16 agosto)
– tfr in busta paga (17 agosto)
– scudo fiscale-bis (17-18 agosto)
– dismissioni del patrimonio dello Stato (19 agosto)
– modifica del contributo di solidarietà (con quoziente familiare; sopra i 200 mila euro)
– modulazione delle pensioni di «chi non ha mai lavorato» (25 agosto)
– intervento sul riscatto degli anni di leva e università nel computo delle pensioni di anzianità (29-30 agosto)
Mentre altre sono spuntate dal nulla dopo il 29 agosto:
– eliminazione dei privilegi fiscali delle cooperative
– carcere per chi evade oltre 3 milioni di euro
– maggiorazione dell’Ires del 10,5% per le società di comodo

– pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi online.
Dopo questo ameno riassuntino,  auspichiamo che tra le tante metamorfosi ci sia anche il ritiro definitivo della scellerata decisione di mettere on line (ovvero “in piazza” e alla pubblica berlina) le dichiarazioni dei redditi che già vengono firmate con firma e dati verificabili, visto che i Caf e i commercialisti le tengono già sui monitor dei loro computer . Non c’è quindi bisogno di metterle sul web (ovvero sulla piazza informatica) per la felicità dei ladri, dei guardoni del sociale e di ogni altro malintenzionato.

Questa è una mossa da DDR, una mossa da totalitarismo assoluto che Ida Magli interpreta in questo modo:

Ieri, con la disinvolta decisione di “mettere in rete” le dichiarazioni dei redditi di tutti, è stato dato il colpo di grazia: il “patto” non esiste più perché i governanti hanno dichiarato che la parola dei cittadini non è valida, che la firma che essi appongono ai propri atti non ne garantisce la veridicità. Sarà la “piazza” a farlo. Si tratta, insomma, di una decisione talmente fuori da  qualsiasi ordinamento civile da far supporre (o almeno voglio sperarlo) che i governanti non si siano resi conto delle sue implicazioni, delle sue conseguenze. Un sistema politico, qualunque esso sia, anche non fondato sulla democrazia rappresentativa, se si libera delle proprie funzioni di regolamento e di controllo della legalità e della giustizia, consegnandole alla “piazza” (internet è appunto questo: la “piazza”), perde esso stesso ogni qualifica di civiltà, segnala l’approssimarsi di quello stato che un tempo chiamavamo “barbarie”, ma che in realtà si è più volte riprodotto nella nostra storia anche recente, nei momenti di massima angoscia collettiva e di massimo degrado delle istituzioni: quelli del “dopoguerra”.
Inoltre la Magli mette in guardia dal pericolo di una nuova Inquisizione e della  “prigione dei Debitori”, un vecchio strumento medievale che credevamo relegato ai periodi oscurantistici della storia:
La “prigione per i debitori”, vecchio strumento medioevale, percepito già nei cosiddetti secoli bui come troppo incivile per poterlo sopportare, è ritornato. Il limite fissato in base alla ricchezza non ne cambia né il principio né il significato. Allora furono  i predicatori popolari, proprio in Italia, rimasti unici “rappresentanti” del popolo e suoi difensori nel generale degrado del potere, a denunciarne la barbarie e a creare i Monti di Pietà pur di non consentirne la presenza.
Oggi possiamo soltanto constatare che il pericolo della barbarie è sempre dietro l’angolo e che, se non ci sarà un soprassalto di dignità e di consapevolezza da parte di tutti, dobbiamo prepararci a vivere un nuovo secolo buio.
Qui tutto l’articolo.  In nome delle “privatizzazioni” e del “liberismo” ci propinano in realtà  il peggior comunismo su scala planetaria. Cosa non si fa per la vil pecunia!