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Grecia, di crisi si muore

Mi spiace dover interrompere così presto la tregua natalizia, ma mentre ci sentiamo appesantiti per il troppo cibo e magari un po’ alticci per i brindisi di spumante nei raduni tra amici, nella vicina Grecia si svolge quel che i giornali non dicono. Ormai per chi sa drizzare le orecchie non è più un segreto che i Greci cominciano a morire di fame. Siamo abituati (o meglio, ci hanno abituato) a credere che gli unici che se la passano male sono gli africani? ci hanno commosso con le immagini dei bimbi africani coi piccoli ventri gonfi per la fame e gli occhioni grossi così? Ebbene da oggi cambia la geografia della denutrizione. Si crepa di fame anche nel ricco ed opulento occidente. L’importante è che non si sappia in giro. Specialmente dopo che Monti in un suo celebre filmato all’Infedele di Lerner, ha elogiato l’euro come una grande “opportunità” per il popolo greco. Il Papa non dedica nessuna omelia a questi nuovi diseredati a noi così vicini. Tutto preso com’è a fare messaggi rivolti all’ “orbi”, si dimentica dell “‘urbi”. E cioè di un cristianissimo paese, culla della civiltà e del pensiero occidentale, già antico progenitore dell’Italia (per l’appunto, la Magna Grecia), situato a due passi da casa nostra. Leggete il rendiconto sull’ ANSA per il tramite del blog Crisis? What crisis?  Eccone un significativo passaggio:
sono stati registrati circa 200 casi di neonati denutriti perche’ i loro genitori non sono in grado di alimentarli come si deve”, mentre gli insegnanti delle scuole intorno all’istituto da lei diretto fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni che non hanno da mangiare. Il ministero della Pubblica Istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come “propaganda”, si e’ visto costretto a riconoscere la gravita’ del problema.Come hanno detto alcuni insegnanti al quotidiano To Vima, il problema di denutrizione esiste e viene individuato piu’ facilmente nelle scuole a pieno tempo: “Molti ragazzi vengono in classe senza il pranzo e dicono di averlo dimenticato a casa perche’ si vergognano di dire la verita’”. E non mancano nemmeno i casi di pazienti che, dopo essere guariti, non vogliono lasciare l’ospedale perche’ non hanno dove andare a dormire.

I Greci le hanno passate tutte: la crisi e con essa  la paura che le banche negassero i loro sudati risparmi, il ritiro frettoloso del contante sotto il materasso. I ladri che vengono a rapinarli perché sanno che magari c’è chi ha messo in serbo qualcosa per sé e i suoi cari: cibo o denaro o altra scorta. Insomma, uno scenario da incubo che non è ancora finito. Ma naturalmente per l’algido Bocconiano l’euro è una preziosa risorsa. Ricordate le scempiaggini dette all’Infedele? Eccone un replay: http://www.youtube.com/watch?v=Qq7omxEXhR8
Quel che  Gold-Monti non ci dice è che la Grecia è, ex aequo con l’Italia, il primo esperimento pilota di un banchiere (o meglio, di  un bankster) al governo. Che il “trilaterale” suo collega Lucas Papademos ha truccato i bilanci dei Greci per farli entrare obtorto collo nell’eurozona, impedendo poi con vergognosi metodi dittatoriali di uscirne (è stato negato loro il referendum per l’uscita dall’euro). E che si è instaurato direttamente al governo con lo stesso metodo Monti-Napolitano che abbiamo dovuto subire noi :  ovvero, senza essere stato eletto. E non basta.
Il  “non eletto” banchiere centrale ora ha aumentato l’ICI instaurando un clima da dittatura per quelle famiglie indigenti che ricorrevano allo sciopero fiscale quale arma di protesta: chi non paga avrà per ritorsione,  i fili della corrente elettrica tagliata. Per saperne di più, leggere la notizia pubblicata sul Sole 24 ore.