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Giorgio Vasari, 500 anni

(Giorgio Vasari “Autoritratto”)

Il Giardino delle Esperidi non poteva non occuparsi, almeno brevemente, di questa importante e variegatissima figura, nel cinquecentesimo della nascita, importante per l’arte italiana, europea e mondiale, anche se, come spesso accade, non sono in molti a ricordarsene al di fuori dell’ambito degli studiosi e specialisti di Storia dell’Arte.
Giorgio Vasari (Arezzo, 30 Luglio 1511-Firenze, 27 Giugno 1574) è stato in qualche modo “Artista totale”, pittore, architetto rinascimentale dalle fittissime invenzioni, scenografo e architetto teatrale, e scrittore prolifico, e in quanto tale, fondatore della moderna Storia dell’Arte, a struttura biografica ma con notazioni critiche e metodologiche-interpretative.
Per la sua formazione pittorica furono importanti gli influssi del primo Manierismo, Raffaello, Michelangelo, ma frequentò anche Andrea del Sarto, Baccio Bandinelli, Rosso Fiorentino, Francesco Salviati. La sua pittura è stata talvolta accusata di velocità d’esecuzione (da Michelangelo stesso), si tratta di uno stile che riassume i maestri locali spesso per sfociare in un elegante manierismo, anche se rimane particolare il suo senso della prospettiva: la sua abilità architettonica rimase proverbiale e ha segnato un’epoca, e palazzi che hanno fatto la storia.
Fonda nel 1563 l'”Accademia e Compagnia delle Arti e del Disegno”, (tra i primi rettori, lo stesso Cosimo I, e Michelangelo) sotto la protezione del Granduca Cosimo I, prima tra questo tipo di istituzioni in Europa.

Scrittore di Storia dell’Arte, critico sistematico: Qui l’edizione online completa delle famose e importantissime “Vite” (per esteso “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, da Cimabue insino a’ tempi nostri”) del 1550, rieditato con aggiunte nel 1568, presso l’editore ducale Torrentino.
L’opera, preceduta da un’introduzione di natura tecnica e storico-critica sulle tre Arti Maggiori (architettura, scultura e pittura) è un testo fondamentale della storiografia artistica, con vita e opere di oltre 160 artisti. Uno dei concetti base dell’opera, che lo rende interprete del proprio tempo, è la consapevolezza che gli artisti fiorentini hanno fatto rinascere l’arte dopo il Medioevo attraverso una rivoluzione estetica totale.
Molti artisti toscani devono la loro celebrità internazionale all’opera di valorizzazione di Vasari, prima che si cominciassero ad individuare altre scuole, ed è dovuta al Nostro la fissazione del termine “Rinascita” per definire il momento storico-artistico privilegiato, anche se se ne parlava fin dai tempi di Leon Battista Alberti.

(Vasari, Pala “L’Assunzione della Vergine”)

Per l’occasione, ad Arezzo, nei mesi scorsi si è tenuta l’iniziativa “Vasari, 500 anni. Una finestra sul restauro” assistendo in diretta al restauro della Pala “L’Assunzione della Vergine” della Badia del Monte San Savino, del 1539, presso la Corte d’Onore del Palazzo Comunale.
In programma nella seconda parte di quest’anno anche una mostra negli Stati Uniti (o al Metropolitan Museum a NY o alla National Gallery di Washington DC).
Per rimanere informati su tutte le iniziative vasariane, con appuntamento in luoghi svariati, è stato creato un sito apposito.
Per chi ama i repertori esaurienti, è stata molto saggiamente pubblicata qui l’opera omnia (figurativa, con ben 585 schede) di Vasari, che invito a sfogliare, di facile e immediata consultazione.

(una veduta degli Uffizi)

Tra le rassegne di questo periodo,“Vasari, gli Uffizi e il Duca”alla galleria degli Uffizi a Firenze, fino al 30 ottobre 2011, spiega la fondazione del museo come un complesso architettonico a scala urbana, una collaborazione tra il DucaCosimo I de’Medici, e il Vasari architetto. La mostra si concentra sulla personalità dei protagonisti, il Duca e l’artista, studia l’assetto urbano fiorentino tra Palazzo Vecchio e l’Arno prima della costruzione degli Uffizi; poi illustra le tappe della costruzione del complesso, il cui cantiere è il più impegnativo del Cinquecento a Firenze.
Si noterà che Cosimo I pensò gli Uffizi come luogo per le istituzioni di governo, le Magistrature o Arti. L’intesa tra il Duca e Vasari condizionò un’epoca della storia e tutta la città di Firenze, insieme ai pittori e scultori sostenuti dal mecenatismo di Cosimo I, Pontormo, Bronzino, Cellini.
Vasari architetto fu però all’opera già nel 1552 anche per Villa Giulia a Roma, commissionata da Papa Giulio III; per la cupola della Madonna dell’Umiltà a Pistoia, e Le Logge ad Arezzo.

(Casa Museo Vasari ad Arezzo, magnificamente decorata, e sotto nella stessa,
Sala del Trionfo della Virtù)

Altri luoghi sono segnati dalla presenza di Vasari (in realtà sono molti di più): la Casa Museo Vasari ad Arezzo, (sopra) decorata da Vasari in persona con opere proprie;
Il Monastero di Camaldoli a Poppi (Ar) ornato da tele vasariane.
Sempre a Firenze invece, vanno ricordati a Palazzo Vecchio gli splendidi affreschi nel Salone dei Cinquecento:

Per la sua particolarità, va almeno menzionato sempre a Palazzo Vecchio lo Studiolo di Francesco I (sotto), punta del Manierismo fiorentino, a cura di Giorgio Vasari e sue maestranze con Vincenzo Borghini.
Si tratta di un ambiente piccolo, dedicato a Francesco I de’ Medici, dove il granduca si ritirava per coltivare la passione scientifica, e chimico-alchemica, poi destinato alle collezioni, e ricoperto di opere.

Ancora affreschi vasariani sono nella Cupola di Santa Maria del Fiore; da ricordare anche il Corridoio Vasariano(detto “Percorso del Principe”, il suggestivo cammino che da Palazzo Vecchio conduce fino al Giardino di Boboli: il corridoio progettato da Vasari e costruito in cinque mesi nel 1565, su commissione di Cosimo I de’ Medici, permise alla famiglia granducale di muoversi da Palazzo Vecchio alla residenza di Palazzo Pitti senza essere perennemente in vista).

(Interno della Cupola di Brunelleschi di S. Maria del Fiore a Firenze, con affreschi di Giorgio Vasari e Federico Zuccari)

Seguono “Battaglia di Lepanto” (Roma, Sala Regia Musei Vaticani), “Gesù, Madonna con Angeli: Pietà”, e “Ritratto del Duca Alessandro de’ Medici”



Aggiungo in chiusura che in occasione dei 500 anni vasariani, il Vaticano ricorda l’artista con l’emissione di un aerogramma da 2 euro, su fondo azzurro, che rappresenta l’affresco della Battaglia di Lepanto. Vasari dipinse tre cappelle in Vaticano: la Cappella di San Michele, San Pietro Martire e Santo Stefano; contemporaneamente avviava la decorazione della Sala Regia.

Curiose (o tremende, a seconda di quanto amiate l’arte) invece le notizie dopo le vicissitudini che hanno impegnato la cronaca per anni sulla telenovela dell’archivio Vasari.

Josh