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E questi chi li ha mai eletti?

Ore di convulse e febbrili consultazioni, scenari in spostamento, pressioni su Napolitano riconosciuta massima autorità presidenziale  dalle élites eurocratiche, forse perché è l’unico che si fa sempre fotografare coronato di dodici stelle sul drappo azzurro come la Madonna della Guardia. Mai è stata varata una riforma per trasformare la nostra Repubblica Parlamentare in Repubblica Presidenziale. Ma non importa. Quando è questione di banchieri centrali si spalancano in fretta tutte le porte e tutte le finestre possibili, si fa carta straccia della Costituzione, dei rituali parlamentari che vogliono che  il Presidente del Consiglio presenti  formali dimissioni prima di avviare a nuove consultazioni. Ora invece, si lavora pure di sabato e perfino di domenica.
Ma il settimo giorno Iddio si riposò – si obbietterà.
Chissenefrega? c’è un altro Padreterno che si affaccia sul mondo e che ha fretta : il mercato finanziario.
Ergo per lunedi i giochi devono essere fatti. Forse a qualcuno sarà sfuggito che il vero giorno del Signore, adagio adagio  è diventato il lunedi.
E’ spuntata pure quella camola albina di Hermann Van Rompuy presidente del Consiglio Ue in corsa da Napolitano. Che vuole la camola mai eletta? Rosicchiare, of course. Non appena giunto in Italia si è messo a dettare le linee della nostra politica interna, tanto da affermare che “questo Paese ha bisogno di riforme, non di elezioni” . Siamo ormai all’Italia militarizzata e allo spread come arma di distruzione di massa. E non è finita. Dopo le risatine con la Merkel, il Sarkonano che si credeva gigante, si è offerto pure di venire in Italia a fare da mediatore per farci accettare Monti,  per amore o per forza. Siamo all’esercito invasore di Carlo VIII è solo che mancano i Pier Capponi, in grado di rispondere a tono. Ditemi, che cos’è se non un golpe finanziario, con lo spread quale arma segreta di destabilizzazione ?
Intanto prelevo dal blog Liberty Soldier uno specchietto degli emolumenti assunti da  questi parassiti, da prendere con beneficio d’inventario. :
Allo scopo di ben far comprendere chi saranno gli uomini che chiederanno al popolo altri soldi da sperperare in cocaina, trans e ovviamente, consulenze esterne, pubblico gli stipendi di costoro:

GIULIANO AMATO, ad esempio è un signore che riceve una pensione mensile di 22.048 euro lordi dall’INPDAP, alla quale aggiunge un tantino di stipendio parlamentare da 9363 euro lordi e un terzo stipendio, dalla Deutsche Bank che non è dichiarato nella tabella che ho. Ci chiederà i sacrifici. LUI.

Altro simpatico signore è
LAMBERTO DINI che riceve da Bankitalia (cioé da noi, 18000 euro lordi al mese, più 7000 euro al mese di INPS e un modesto stipendio parlamentare di 19053 euro al mese….

ANTONIO DI PIETRO è andato in pensione alla veneranda età di 44 anni e riceve 2260 euro lordi al mese solo di pensione da allora. Però si pensa di aumentare le pensioni di vecchiaia..
Comunque Di Pietro resta un pezzente, se si considera che il buon comunista e amico dei lavoratori (nonché ecologista e gay che fa sempre molto chic) Alfonso Pecoraro Scanio è in pensione dall’età di 49 anni e prende 8836 euro al mese lordi.

Noi andremo in pensione a 67 anni a cifre che non voglio neppure ricordare.

Monti non so come sia messo, ma in compenso ho i dati di un altro “benemerito” banchiere italiano, osannato a più riprese.
MARIO DRAGHI il quale colleziona uno stipendiuccio di 37500 euro mensili lordi da Bankitalia (sempre noi) ai quali aggiunge 14843 euro mensili di pensione INPDAP.

Si accettano successive integrazioni del quadro sinottico di cui sopra. Intanto  lassù dall’Eurotower, qualcuno ci odia perché pure la Lagarde del FMI ci intima il suo “fate presto” : il denaro oltre che insonne, non può aspettare. E’ il governo mondiale dei manigoldi. Anzi, dei many Goldman.
PS:  Non poteva mancare il  consueto lancio di monetine contro l’uscente Presidente del Consiglio da parte degli untori multicolor (in livrea viola, davanti al Quirinale in questo caso)  servi della Finanza: la sinistra di sempre.