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Disinformazione collettiva sui referendum

Per dovere di cronaca, mi limito a ricordare che il Pd, che ora suggerisce di votare SI a entrambi i quesiti, ha depositato un ottimo progetto di legge che consente l’ingresso dei privati e la remunerazione del capitale investito, ciò che invece, il secondo quesito esclude. Perché questa contraddizione? E si tratta di una contraddizione dal punto di vista politico più generale? Queste domande ci consentono di passare alla seconda categoria di referendum, quelli coi quesiti complicati, ma con un chiaro significato politico. Evidentemente il PD è convinto che l’insieme dei referendum – e non solo quello sul legittimo impedimento, che è ovviamente contro Berlusconi – abbiano un chiaro significato di delegittimazione del governo. Non stiamo a sottilizzare, direbbe Bersani: “quattro SI” è uno slogan semplice e la Parigi di una spallata, val bene la messa di una piccola contraddizione”.
Ogni tanto anche nel Pd c’è qualche persona onesta e specchiata che dice la verità. Si tratta di Michele Salvati economista ed editorialista del Corriere, di cui raccomando di leggere per intero l’articolo
Ma la consultazione non sia occasione di battaglia politica“. Salvati merita un plauso per l’onestà manifestata. Anche contro il suo stesso partito. In ogni caso la gestione “mista” con all’interno i privati nella gestione cosiddetta pubblica su tutti i servizi  di pubblica utilità (non solo l’acqua) , ce la impone l’Europa. Tanto per cambiare. E allora, la mia impressione è che siamo in presenza della solita povera mucca perplessa davanti alla “Libertà di scelta” del mattatoio. Left or Right, Yes or NO?
To go or not to go?

Domani, pertanto,  mi riserverò il diritto di votare, di non votare, di buttar per aria e di contraddire quel che avevo detto nel post precedente,  di rimescolare i miei Si i miei No, i miei non so, poiché qui non c’è nulla di chiaro.
Altro articolo di interesse sul tema,  Piero Ostellino:  “Non darò consigli, cerco di dirvi come stanno le cose“.