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Come andare al potere senza vincere le elezioni

Ma sciorbole ragassoli  uhé, ma lo sapete veh, che noi c’ abbiamo un bel progettino per privatizzare l’acqua ma ce lo teniamo nel cassetto per noialtri e ve lo applichiamo quando butteremo giù quel Berluskaiser dell’Ostia? ghe pensi mi, con tanto di maniche di camicia rimboccate“.
Poi dopo aver ascoltato le cifre uscite dalle urne, Culatello è uscito allo scoperto a fare il bagno di folla. “Oh ma questo – veh! –  è un referendum sul divorzio! Sì, il divorzio degli Italiani dal Berluscone. E ora bisogna  che lui salga al Colle dal Napolitano per sloggiare in fretta”.
In tutta questa ridda di percentuali di quorum uniformi (ma dove sono i NO e gli astenuti? ) che più uniformi non si poteva, così uniformi da far credere che anche le schede non ritirate, siano state conteggiate nei quorum,  la figura più grottesca è quella di Culatello Bersani, quello che parla come se addentasse un buon insaccato misto e ci bevesse sopra un bicchiere di Bonarda dei colli piacentini.
Non che io vada pazza per Di Pietro, ma almeno lui e la sua Italia dei Valori s’è fatto un mazzo grosso tanto nelle piazze per raccogliere le firme del Comitato Promotore e insistevano presso gli elettori di centrodestra perché firmassero qualcuno dei loro quesiti referendari. Ma il Bersani da cani, si è messo a cantare vittoria di una vittoria non sua, e senza aver fatto nemmeno un po’ di gavetta in piazza e nei gazebi, per ottenerla.
Così è già iniziato il dissidio interiore tra lui e Tonino: calma e gesso, Culatello! la vittoria non è tua ma dei cittadini. Anche di quelli che non ti voteranno mai, che per fortuna sono ancora la maggioranza.
Ma il Bersanone mica si dà per vinto, no! Va avanti, lui, e manda in trincea quella bellona e simpatica  (nonché oltremodo intelligente) della Pulzella d’Asinalonga, l’ aulentissima Rosy.
Qualcuno spieghi a questi ignobili spazzini della democrazia che per andare al potere bisogna vincere le elezioni politiche, metterci la faccia, uno straccio di programma e non mescolare la propria beltà e la propria crapapelata con l’acqua e  il nucleare. I cittadini non gradiscono.