Agenda ERGA OMNES? No grazie!

 
 
 
 
Il Vitello d’oro scalcia furioso e non dorme mai. Nemmeno il giorno di Natale, nel quale hanno fatto quell’oscena proposta di tenere aperti i negozi con la scusa delle privatizzazioni e di voler favorire il commercio. Balle! Il movente è a carattere politico-ideologico-religioso. Qualche città pilota ha aderito, seppur con magri affari. Monti, rappresentante del Gran Vitello d’Oro mondiale, ha tenuto la sua conferenza stampa il 23 dicembre, gesticolando con quelle manacce ad artiglio del Demonio. Le avete guardate le sue mani? Hanno le dita adunche e affilate come cesoie, come se volessero spogliarci degli ultimi spiccioli che abbiamo nelle tasche, come se volessero strangolarci. Le avete ascoltate le domande dei giornalisti cosiddetti “accreditati”? Sono stata con le orecchie più dritte di un pastore tedesco, aspettando qualche domanda scomoda. Eppure nessuno gli ha chiesto conto dei nostri soldi dell’IMU finiti una parte nel deficit della Montepaschi, un’altra nel fondosalvastati. E quando la domanda scomoda ha tentato di farla il giornalista de Il Fatto, è stato subito liquidato. In compenso ha sbalordito la sua proposta di un’agenda detta Erga Omnes, dove sarebbero i partiti politici, magari con l’imprimatur del risultato elettorale, ad aderire ai suoi desiderata. Ovviamente ha infiocchettato la sua agenda lodando se stesso : “E un programma che non e’ ne’ di destra ne’ di sinistra, dobbiamo uscire da questi vetero confini, mi auguro che ci sia un grande richiamo della societa’ civile“.
Ovvio, un Salvatore della Patria come lui non può essere né di destra né di sinistra, ma autocollocarsi in alto, sul cupolone papale. Si dà il caso però che l’Agenda Erga Omnes sia stata scritta da un uomo di punta della sinistra “renziana”, il giuslavorista Pietro Ichino. Leggere qui, gli antefatti. e qui i fatti. Manco capace di compilarsi un’agendina da solo, il prof. bocconiano. Chessò, un’agendina tecnica tecnicuccia, senza scopiazzare i compiti da un politico.

Dopo che gli hanno rimproverato di usare troppi anglicismi, ecco che ora l’Androide che venne dal Nord si butta sui latinismi: Transeunte, ex abrupto, erga omnes! Non poteva dire “per tutti”? Eh no, erga omnes è più sacrale. Veniva infatti impiegato nelle encicliche papali. Ma allora, habemus Papam e non lo sapevamo. Il che equivale quasi al rischio  “per omnia saecula et saeculorum”. E del resto la sua, è stata una benedizione natalizia, urbi et orbi.
Certo che di palle ce ne ha raccontate in quella conferenza! E tante. Eravamo sull’orlo del baratro ma poi sono arrivato io. Potevamo finire in Grecia (ma non era una risorsa per l’Euro?) ma poi sono arrivato io… Sì, giusto in tempo per sospingerci a subire analogo destino. Ma il radioso sol dell’Avvenire del suo programma, pardon Agenda, è stato quando ha detto che grazie a lui, l’Italia è diventata un’avanguardia molto imitata nel mondo. E ha esortato a guardare gli Usa e il fiscal cliff. E ci risiamo con l’Inglese. Peccato che non tutti gli Italiani sappiano che significa Baratro fiscale. Essì, ora le sue ambizioni smodate sono chiare: fare dell’Italia, un’avamposto del NWO allo scopo di trascinarci nel…baratro fiscale mondiale. Subito dopo ha aggiunto che ora anche gli Usa saranno costretti a imitare il modello politico italico del Trio Monnezza ABC con tanto di tripla fiducia al Premier. Nel loro caso, Dem-Rep. Ovvero Asinelli ed Elefanti tutti insieme appassionatamente per combattere una crisi, da Lorsignori medesimi provocata ad hoc, allo scopo di costringere a cedere sempre più sovranità (Usa inclusi) e a rottamare i Parlamenti. A quanto pare, è un modello d’esportazione format.
Quanto a lui, è in attesa che dalle urne del 24 febbraio, saltino fuori maggioranze elettorali risicate, litigiose e posticce, per succedere comodamente a sé stesso. Nel mentre, va spacchettando tutti i partiti in cerca di venduti tra i venduti, che aderiscano alla sua agenda Erga Omnes. Così, Ichino si sfila dal Pd insieme ad altri “renziani”; Frattini, Mario Mauro e qualche altro ciellino, dal Pdl. E via coi salti della quaglia e le rottamazioni prossime venture. Quando certa gentaglia parla, è più importante quello che non dice, di quel che dice. E difatti, alla faccia degli scribacchini di varie testate, di varie agenzie giornalistiche, i suoi VERI piani mica li ha svelati. Per lui, però, parlano le sue manacce adunche che si ritorcono su se stesse. Monti si conferma un saccentone borioso e rancoroso intriso di gelido sarcasmo. Può sembrare anche calmo, freddo e compassato, privo di emozioni, ma le sue mani acuminate  da artigli del Demonio sempre in tensione, hanno in mente una cosa sola: derubarci ancora. O dar mandato a qualche servo che salterà fuori dalle urne elettorali, di farlo per suo conto. Erga omnes et amen!
Come cantava Mina in una celebre canzone, forse svanirà la tua immagine, ma non scorderò le tue mani. Sì, mani di uncino, da cleptocrate.

 

 
 

La fine del Monti che si loda e si imbroda

Venerdì 21 dicembre 2012 aspettavamo
la fine del mondo prevista erroneamente dai Maya ( del resto se
avessero azzeccato la fine del mondo sarebbero anche riusciti a
sconfiggere chi, invece, li annientò
) e invece abbiamo avuto la fine
del Monti
.
Ho brindato.
Non è mai troppo tardi per ravvedersi
e Berlusconi ha saputo farlo.
Monti non doveva neppure vedere la luce
e Berlusconi non avrebbe mai dovuto dimettersi e ancor meno
appoggiare il gauleiter della Merkel.
Purtroppo cosa fatta, capo ha, il “figliol prodigo” (del consenso elettorale ricevuto) è tornato in grande spolvero e dicendo quel che
esattamente voglio sentirgli dire e adesso guardiamo avanti, al
prossimo appuntamento elettorale con schieramenti ancora non ben
chiariti.
Poche parole per i comunisti che hanno
messo assieme la solita coalizione estremista e ideologica che potrà
vincere solo con le divisioni del Centro Destra.
Il programma comunista, per ammissione
dello stesso candidato premier Bersani, è fondato su:
patrimoniale e tasse
“matrimonio” degli omosessuali
cittadinanza e voto per gli immigrati.
Qualunque persona di buon senso
voterebbe per qualsiasi alternativa fosse proposta rispetto a tali
aberrazioni che non possono certo creare benessere, ricchezza,
sicurezza e libertà, anzi ne sono la negazione perché sono il
presupposto per la miseria (morale e materiale)
.
Il Centro Destra si sta assestando con
uno “spacchettamento” guidato e già ha visto la luce un partito
di Destra, guidato da La Russa, Crosetto e Meloni che spero avrà
modo di unire le forze con La Destra di Storace.
A destra da osservare quel che faranno
Forza Nuova e la neonata Alba Dorata che, anche qui, dovrebbero unire
le forze per dare alla Naziona anche una opzione di Destra estrema.
Purtroppo la Lega, anche a causa delle
fisime personalistiche di un Albertini rancoroso che continuando sulla strada
intrapresa si assumerebbe una grave responsabilità che lo
condannerebbe alla damnatio memoriae, si mette di traverso contro una
nuova candidatura di Silvio Berlusconi e con tal atteggiamento
rischia di regalare non solo il governo centrale, ma anche quello di
Lombardia, Piemonte e Veneto ai comunisti
.
Incerta la posizione dei cosiddetti
filomontiani” del PdL, generali spesso senza truppe (l’unico
che potrebbe averne è Alemanno ormai partito per un viaggio che lo
porta sulle stesse orme di Fini
) che aspettano che  Monti decida cosa fare.
Una incertezza che tiene sulla corda
Casini, Montezemolo, Fini, Pisanu e tutti gli altri residuati della
prima repubblica, degni di un posto  più che al parlamento, negli scantinati di Madame Tussaud .
E qui occorre soffermarsi sulla
conferenza stampa di Monti che ne ha svelato la bassezza e lo
squallore
.
Un attacco a senso unico contro
Berlusconi
, senza contraddittorio, utilizzando una occasione
istituzionale per esporre considerazioni di parte, faziose e
fondamentalmente contrarie agli interessi dell’Italia e degli
Italiani
.
Monti infatti ha esposto, nella sua
immensa presunzione,
una sorta di “decalogo” che rappresenta
essenzialmente la fine della Libertà, Indipendenza e Sovranità
dell’Italia e degli Italiani
che, nei progetti montani dovrebbero
continuare a mettere mano al portafogli, farsi espropriare la casa il
tutto ridendo e ringraziando come servi della Germania e di una
unione europea sempre più sovietica e sempre meno liberale
.
Monti sicuramente ha una pessima opinione degli Italiani, considerandoci degli allocchi, degni solo di
essere asserviti ad un potentato estero, come quando, divisa in tanti
staterelli, chi voleva emergere si appoggiava alle baionette
straniere.
Monti non ha però sciolto la “riserva”
e questa è un’ulteriore conferma dello scarso spessore umano e
politico di un soggetto che si muove solo sul sicuro tanto d
a nascondersi sempre dietro qualche potente (organizzazione come la Bildernergo la Goldman o persona come la Merkel), non
rinunciando, sempre facendo “onore” a tale suo animo spregevole,
ad un vergognoso attacco a Berlusconi, nel modo più infimo, curiale
e infido possa esserci.
Ma torniamo alla coalizione seria,
quella di Centro Destra
che deve vedere alleati il PdL, la Lega,
Fratelli d’Italia, La Destra
, perché solo così può ancora
impedire la deriva marxista della nazione, fondata sulla triade
tasse-omosessuali-immigrazionismo
ed ormai evidentemente complice con
Monti e i centrini.
Berlusconi, in meno di un mese, è
riuscito a mettere all’angolo Monti, strappandogli la maschera
“super partes” , obbligandolo a mostrarsi per quell’essere infimo e menagramo che è, oltre a rivitalizzare il partito, un po’ come fece
durante la campagna elettorale del 2006.
Le idee espresse da Berlusconi restano le migliori:
basta tasse, abrogazione per sempre di qualsiasi tassazione sulla
casa, riforma costituzionale e della giustizia.
Se avrà i numeri potrà riuscirci,
almeno in parte,
almeno sul versante tasse che Monti ci ha portato al
più alto livello del mondo, assieme ad un debito ed una spesa
pubblica in aumento, una disoccupazione da record, una povertà in
costante crescita e un totale asservimento all’unione sovietica
europea e, in particolare, alla Merkel.
Ci credo che abbia buona stampa
all’estero, ben lieti di un’Italia prona e serva,  visto che Monti e solo Monti ha ridotto l’Italia al livello di uno
stuoino internazionale
come dimostra il caso dei nostri Marò
sequestrati da uno stato canaglia al quale si è pure versata una
cauzione di quasi un milione di euro per comprare due settimane di
“licenza”.
Comunque la si pensi, sotto Berlusconi
si stava meglio
:
meno tasse,
più soldi nelle nostre tasche,
più occupazione,
meno debito e spesa pubblica,
più ricchezza
più fiducia nel futuro
più ottimismo
più influenti nel mondo anche
scontando la ovvia ostilità di Francia e Germania, che è invece un viatico di Sovranità e Indipendenza, ma potendo
capeggiare una larga coalizione di stati che non vogliono un’europa
germanocentrica.
Comunque la si pensi, ancora una volta
la proposta più credibile e sana è quella di Berlusconi.
Mi auguro che anche personaggi stizzosi
e fondamentalmente dannosi con il loro comportamento come Albertini e
Maroni
se ne facciano una ragione e ne accettino la strategia.
Nell’interesse della Nazione e di
tutti gli Italiani.

Buon Natale.





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Bersani abbaia, Napolitano segue

Fino a due giorni fa Bersani, quello con la pelata da Lenin e le sopracciglia da Breznevvoleva che la legislatura finisse ad aprile e Napolitano si rammaricava della sua affrettata chiusura.
Oggi Bersani sente sul collo il fiato del ritorno del Cavaliere e vuole sbrigare frettolosamente la pratica elettorale temendo che più gli Italiani potranno ascoltare anche la versione di Berlusconi, più gli elettori di Centro Destra (che sono maggioranza) tornino a dargli fiducia e Napolitano pretende una campagna elettorale brevissima.
Beati i tempi in cui i presidenti della repubblica non aprivano bocca e si limitavano a mandare telegrammi di condoglianze o di felicitazioni !





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Come ridurre il Parlamento italiano in una Duma Ue

 
 
Ultimo doveroso post prima della consueta pausa natalizia.  Leggendo il titolo, qualcuno obietterà: ma il Parlamento italiano è già una burla. E’ vero, ma finora trattasi di burletta nostrana. Quando dico Duma Ue intendo una farsa  europea che è già tragedia continentale.
Monti non molla anche a costo di farsi scaricare da Napolitano che gli ha detto chiaro e tondo che non si presterà più ad un nuovo governo di “nominati”, ma che dovranno essere eletti (ovvio, ora sa che vinceranno i suoi). Ma intanto il parricidio durante il loro recente incontro, sembra essersi consumato.
A questo punto Monti pensa di poter dettare un’agenda a cui i partiti eletti, dovranno attenersi. In realtà il Grigiocrate è l’emissario speciale dei desiderata di Bruxelles, i quali vorrebbero “normalizzare” il parlamento italiano secondo una fotocopia Ue: un PPE da una parte e un PSE dall’altro. Come dire che gli Italiani si ritroverebbero a scegliere tra marionette  omologate simili a Barroso  e a kapò Schulz. E’ l’essenza della democrazia gravemente malata nella sua fase terminale.
 
La sparata di Berlusconi su Monti capo-cordata che alcuni “ultimi giapponesi” berlusconiani vogliono vedere come una fine “tattica”, in realtà è solo uno stolto peccato di presunzione. Lui forse pensa che toccare Monti e cooptarlo in un rassemblement di “moderati”  significhi usarlo in funzione “antisinistra”. Ma che vuol dire poi “moderato” in un contesto dove la moderazione non è certo la cifra di questo governo? E’ forse moderata la Fornero? E’ moderato impadronirsi di un governo mediante un golpe (a colpi di spread) di non eletti? E sono  forse moderate, quelle manovre finanziarie che abbiamo subito a mitragliata ininterrotta in tutti questi faticosi mesi?
Un perfetto cavaliere idiota! Manco fosse re Mida in grado di trasformare in oro la m…..a. E gli Italiani che in questi giorni prenatalizi stanno soffrendo non vogliono avere ancora tra i piedi un Robot gelidamente criminale usato come grimaldello per la solita tifoseria del derby destra vs. sinistra.
 Lo spiega con uno dei soliti guizzi di genio, la prof. Ida Magli nel suo sito:
I sondaggi dicono che sette italiani su dieci non vogliono un nuovo governo Monti, ma Berlusconi (e insieme a lui la platea quasi al completo dei politici e dei giornalisti che contano in Italia e in Europa) lo vuole tanto da affermare: io rinuncio purché si faccia avanti lui (…)
 
I dati dicono che la disoccupazione è cresciuta, che le industrie sono ferme, che il mercato delle abitazioni è crollato, che gli italiani hanno venduto anelli e collanine per pagare le tasse di fine anno, ma Berlusconi ritiene che l’unica vera disgrazia sia per l’Italia l’eventuale vittoria della Sinistra alle prossime elezioni e che deve essere Monti a salvarci da tale disgrazia.
Sarà necessario dunque spiegargli che è l’Europa la “Sinistra”. Come ha affermato diversi anni fa l’esule russo Bukowski, l’Unione Europea è come l’Unione Sovietica. Infatti persegue l’internazionalizzazione mondiale eliminando gli Stati nazionali e ha basato l’Unione sul trattato di Maastricht, ossia sul primato delle strutture economiche, attraverso le quali si ottiene la soggezione e il controllo di ogni comportamento dei cittadini.
Se non si vedono i fucili è soltanto perché nelle democrazie non ce n’è bisogno: tutti obbediscono. Si suicidano magari, ma obbediscono.

 
Monti non ha dunque bisogno della ridicola cooptazione berlusconiana così come di nascondersi dietro ai Casini e ai Montezemolo.  Sta cercando, su mandato europeo, il suo spazio di manovra per blindare definitivamente quel che resta del parlamento italiano ancora troppo variegato, rissoso e in fondo imprevedibile con le sue conventicole, i suoi particolarismi, con  i suoi mille e passa emendamenti e senza una corretta (si fa per dire) legge elettorale secondo i desiderata degli eurocrati che vorrebbero la diarchia PPE-PSE, per tutti i paesi-membri.  
Via le estreme, piazza pulita dei populismi (considerati i “mali assoluti”) e per tutto il resto, calma piatta. In che modo e con quale alchimia non mi è ancora dato di saperlo, ma il progetto, potrebbe essere questo.
Prima o poi i fili di questa lurida trama (l’ennesima) per renderci più schiavi, saranno più evidenti. Magari con un po’ di fantasia, arriverebbero ai dieci minuti a testa di intervento all’anno per ogni parlamentare e   tanti sbadigli, come per l’attuale Duma bolscevico-europea.
 
 
Qualcuno penserà: ma è mai possibile che il Parlamento italiano già conciato com’è, possa addirittura peggiorare? Ebbene sì. Una volta depredato e desertificato il paese e la sua economia reale, occorre passare alla fase due: annientare quel che resta delle istituzioni in un blindato bipartitismo speculare l’un l’altro.

Una cosa è certa: Monti comunque si muova,  non scenderà in politica per il bene dell’Italia, ma dell’Euro. E la Costituzione sempre più conculcata anche nel corso di questa crisi, mai formalizzata dal Parlamento è diventata, come fa rilevare anche Marcello Pera, in una lettera al Direttore di Libero,  solo un miserrimo canovaccio per sguaiati lazzi di giullari al servizio del Monarca assoluto Napolitano, come Benigni. C’è poco da ridere.

Rigori mon(r)tiferi e altre rapine

 
 
Mentre gli osservatori stranieri come Evans Pritchard sul Telegraph si interrogano su chi ce lo fa fare di rimanere dentro all’eurozona a farci scannare come capretti pasquali, continua il coro all’unisono di giornali e forze politiche pro Monti. E’ una processione col cero in mano, un mesto pellegrinaggio che va da Casini (“dopo Monti c’è ancora Monti…”) a Montezemolo, Fini, Schifani,  Alfano, a Bersani (agenda Monti, con qualcos’altro..) fino a Berlusconi con il suo rassemblement di moderati con alla testa Monti. Insomma… Noi vogliam Monti che è nostro padre noi vogliam Monti che è nostro Re.. .
Facciamo quattro conti di che cosa ci ha fruttato il “rigore montifero”? Presto detto.
 
  • Debito Pubblico : dopo un anno di governo Monti siamo alla catastrofe:
  • 126% e’ il peso del debito, in rapporto al Pil, in netto aumento
  • 93 miliardi di euro di aumento del debito pubblico in 11 mesi di governo, nemmeno il Berlusca fece tanto.
  • 10, 8% disoccupazione dal 8,5%
  • -3,2 % consumi dal +1%
  • 363 % Spread dal 570% unico“successo” , ma che successo è mai  se, dati Istat:
100 mila individui hanno perso lavoro nel corso dell’ultimo mese, come rilevato nell’ultimo Rapporto ISTAT
tasso di disoccupazione giovanile(superiore al 30%)
Fallimenti imprese in aumento e 100 crisi industriali in atto.
(specchietto forse ancora ottimista e non aggiornato preso dal blog di Marista. Vedere anche quello di Johnny Doe).
 
Ma la lista nera non finisce qui. Vi ricordate la fretta e la furia con cui il ministro Vittorio Grilli, quello dal pallore mortale, dagli occhi di ghiaccio inquietante, ci ha intimato di versare l’IMU tassativamente entro e non oltre lunedi 17 dicembre? Perché tanta premura? Ce lo spiega l’ex ministro Tremonti a Radio 24. .
Oggi in Parlamento c’è un provvedimento sul Monte dei Paschi di Siena che estrae dal bilancio pubblico 3-4 miliardi, esattamente il valore dell’Imu prima casa: in un Paese normale cosa si fa? Si toglie l’Imu sulla prima casa o si danno 4 miliardi al sistema bancario? Perché dare i soldi ai Monti dei paschi? A che titolo?
Riprende lo stesso argomento Il Fatto quotidiano con in più un altro interessante dettaglio circa i favori di questo governo alle banche:
Un favore, peraltro, che si vorrebbe fare pure alla chetichella: l’emendamento per annacquare la Ttf, infatti, non è ancora arrivato nella commissione Bilancio del Senato ed è atteso per venerdì notte o sabato, ultimo giorno utile. L’esenzione non dichiarata dalla tassa sulle transazioni finanziarie non è peraltro l’unico conto con le banche che l’esecutivo tecnico salda in questi ultimi sette giorni di legislatura: nel ddl stabilità finiranno infatti anche i cosiddetti Monti bond, i 3,9 miliardi che il governo presterà al Monte dei Paschi di Siena accettando di farsi rimborsare gli interessi, in caso di insolvenza, con nuovi titoli di debito a carico dello Stato. Usciti dal decreto Sviluppo per una questione procedurale, finiti in un testo ad hoc (il “salva-infrazioni” ) che non ha nessuna speranza di essere approvato in tempo, ora entrano in una legge che è obbligatorio approvare. Anche questo emendamento non è ancora stato depositato, ma tranquilli: c’è ancora una settimana.

 

Già, tra una settimana è Natale e questa maledetta filibusta ha deciso di trasformarlo in un Christmas Nightmare fatto di rapine ed estorsioni continue ai danni degli Italiani. A proposito delle quali cito anche quella dei terremotati dell’Emilia costretti a pagare l’IMU delle case in rovina. E pure quella dei vecchi all’ospizio che pagano come seconda casa, la propria casa d’abitazione. Come se la casa di riposo fosse un servizio gratuito esente dal pagamento delle rette, vero?
 
 
Ma non è tutto. E’ previsto per l’anno nuovo, la ristampa di nuovi verdoni da parte di Draghi-BCE con nuovi colori e nuovi formati da 50, 100, 200, con la scusa di fare nuove “banconote anti-contraffazione”.  Naturalmente correrà l’obbligo tassativo di portare in banca le vecchie banconote accumulate entro un termine  da loro stabilito. Fine del materasso, della mattonella, degli scantinati o dei solai per chi si è creato una piccola fortuna, idonea a  sopravvivere nel caso di fine del cimitEuro.
Fine del piccolo tesoretto legittimamente messo da parte, ma nuovo riaccumulo e riliquidità di contante prezioso e pregiato per le banche. Fino a quando non ci hanno tolto gli ultimi spiccioli, fino a quando non ci hanno ridotto a razzolare nei cassonetti dei mercati ortofrutticoli in cerca di qualche foglia buona di cavolo scartato, questi dannatissimi occhiuti Scrooge, non sono contenti.
Si è svegliata per l’uopo,  perfino la camomillifera Palombelli in questo articolo, concludendo amaramente:
La novità è che quando il mondo è governato dai banchieri, loro sono spesso più furbi e veloci dei risparmiatori .
 
 
Le grandi Carognate di Natale, sono la specialità di bin Loden. Carognate costruite in sequenza di matriosce russe, così toste, così crudeli e complicate, che ogni volta che ne apri una, ti salta fuori una brutta sorpresa. E tra queste è già prevista la calza della Befana 2013. Perciò, à suivre…

La mostruosa balena bianca

Sebbene Mario Monti sia stato incoronato leader del futuro governo da un endorsement corale che va dai poteri forti dell’Eurozona all’Economist, ad oggi una lista a sostegno del Professore non c’è ancora. Ieri sera il ministro Andrea Riccardi, Pier Ferdinando Casini, Luca Cordero di Montezemolo ed Andrea Olivero hanno convenuto che fosse meglio attrezzarsi per una raccolta di pre-firme, anche se non si può siglare liste in assenza di un nome, di un simbolo e del candidato. In attesa delle decisioni di Monti, hanno pensato di raccogliere elenchi di nominativi di persone che, al momento opportuno, siano disponibili ad andare effettivamente a mettere una firma per “Verso la Terza Repubblica”. Un escamotage che diventerebbe utile nel caso in cui fosse necessario procedere a sostegno di Monti con una formazione a “tre gambe” che vede, fianco a fianco, il Terzo Polo, il movimento di Montezemolo e i “montiani” del Pdl che, domani, dovrebbero uscire allo scoperto alla convention di “Italia Popolare”.
Gli accordi sulla lista unica non sono affatto chiusi. “Ci sono tanti che hanno creduto nella rivoluzione liberale del ’94 e che negli anni si sono allontanati, come me, per una questione di fondo, perché i loro valori non erano in vendita”, ha spiegato Casini in una intervista al Corriere della Sera ribadendo la necessità di costruire un nuovo centro che sostenga le politiche iniziate l’anno scorso dai tecnici. Tuttavia, Casini continua a insistere perché anche Gianfranco Fini sia della partita, sebbene Montezemolo sia profondamente contrario temendo di perdere i voti del Pdl in libera uscita. Non solo. Mentre il leader dell’Udc si tiene ancora una porta aperta con il Pd di Pier Luigi Bersani, Riccardi ha detto chiaramente che lo schieramento a sostegno di Monti deve essere “alternativo” alla sinistra. “Questa idea del rassemblement nasca dall’esperienza che stiamo facendo nella società italiana – ha spiegato il ministro in una intervista a Repubblica – il governo dei tecnici ha riacceso la voglia di fare politica della società civile”. Su un punto, tuttavia, sia Riccardi sia Casini si sono trovati d’accordo, ovvero che la ricetta proposta da Monti non è compatibile con quella di Silvio Berlusconi. Di tutt’altro avviso è, invece, Franco Frattini che punta, invece, a costruire “una federazione di liste che concorrano tutte insieme al successo” del Professore.
Il vertice dei montiani, galvanizzati dal blitz europeo di Monti, è stato ancora interlocutorio. Cosa incredibile, visto che tra una settimana le Camere potrebbero essere sciolte così come la riserva del Professore. Secondo indiscrezioni, il progetto potrebbe essere definito il 22 dicembre quando la lista “Verso la Terza Repubblica” si dovrebbe trasformare in quella Monti, apparentandosi così con l’Udc. Casini sta, infatti, lavorando alla convention del 20 dicembre e continua a nutrire ottimismo sulla possibilità di una convergenza dei centristi su Monti. Resta, comunque, il timore che il Professore possa, infine, optare per un ruolo super partes o scegliere un endorsement soft predisponendo magari un documento, una sorta di bussola europeista e riformista far sottoscrivere ai moderati. In questo modo, però, Monti sarebbe un mero esecutore del completamento delle riforme dell’attuale esecutivo.

Gli pneumatici termici di Passera

Avevano presentato emendamenti per modificarli radicalmente tutti i partiti alla Camera dei deputati. Ma il decreto crescita di Corrado Passera non è stato cambiato nemmeno in una virgola, perché il governo ha dovuto mettere la fiducia sul testo uscito dal Senato (approvata ieri con 295 sì, 78 no e 114 astensioni), e così sono restate immutate due norme che rischiano di creare problemi notevoli sia ai cittadini consumatori che a gran parte delle imprese italiane. La prima è quella che renderà obbligatorio l’uso esclusivo delle gomme da neve (al posto delle catene e di altri sistemi antisdrucciolo) ogni volta che sarà prevista una nevicata notevole, indipendentemente dal luogo di Italia in cui questo avverrà. La seconda è quella che anticipa di oltre 3 anni l’entrata in vigore di una direttiva europea sui ciclomotori, imponendo il sistema di frenaggio Abs con cilindrate superiori ai 125 cc. Sono due norme davvero incomprensibili, che per lo più facilitano imprese straniere ai danni di quelle italiane, e che quindi più che fare crescere il Pil rischiano di creare danni. Quella sulle gomme da neve può fare felice forse la Pirelli di Marco Tronchetti Provera, ma certo aiuta anche tutti gli altri produttori di pneumatici che italiani non sono (tedeschi, americani e giapponesi i più famosi). Di sicuro rischia di mettere ko tutti i produttori di catene da neve, a questo punto inutilizzabili: sono di norma piccole imprese, molto forti in alcuni distretti industriali della Lombardia, del Piemonte e del Veneto, che rischiano di chiudere i battenti grazie al decreto crescita. Per l’obbligo di modelli di ciclomotori con Abs la stangata sarebbe oltre che sui consumatori, praticamente su tutti i produttori nazionali: c’è una sola impresa che oggi commercializza scooter dotati di quel sistema frenante, ed è la Honda. Tutti gli altri produttori, in testa la Piaggio dei Colaninno, dovranno adeguare la produzione e ovviamente rivedere i listini, mettendo a rischio anche il magazzino che si è già formato prima della immatricolazione ovviamente senza Abs. A fare festa sono i detentori della tecnologia oggi richiesta, e fra i primi i tedeschi della Bosch. Anche al suo epilogo dunque il governo di Mario Monti conferma tristemente la chiave della sua politica economica: fare crescere sì, ma la Germania, e non l’Italia che ne diventa sempre più preda.
Le norme su cui è stata chiesta la fiducia sono in contrasto evidente con altra normativa, anche di rango superiore. Sul caso Abs l’ufficio studi della Camera ha spiegato in un dossier come la previsione della nuova normativa Ue sia solo sulla carta, visto che deve ancora essere approvata dal Consiglio. Ma soprattutto oggi l’immatricolazione di scooter e motorini è regolata da una precedente direttiva- del 2002- e quindi sarebbe illegale non procedere, come direbbe il decreto, alla immatricolazione di nuovi modelli privi di Abs nella loro gamma, perché le norme europee oggi non lo vietano affatto. Essendo tutti i gruppi parlamentari d’accordo per fare saltare le due norme, ma non avendone la possibilità, qualcuno ieri ha provato a compilare ordini del giorno interpretativi che reintroducano le catene da neve dalla porta principale e alleggeriscano l’obbligo di Abs così anticipato (e anche i vecchi motorini avranno due anni di tempo per essere a norma). Ma quando una norma è scritta nella legge, l’ordine del giorno interpretativo lascia il tempo che trova. Il ministro dello sviluppo, Corrado Passera, per tenere tutti calmi ha detto che escogiterà qualche soluzione da inserire nella legge di stabilità. Ma è difficile possa mantenere quella promessa: la materia è assai estranea alla legge di bilancio, e dovrebbe essere inammissibile, e soprattutto anche lì si prefigura un voto di fiducia blindato che renderà impossibile ogni modifica.

Ultime dal cielo…

Mentre un tornado s’invortica sull’ ILVA di Taranto, abbattendone le ciminiere proprio nel giorno in cui il governo si appresta a decidere il futuro del cancrificio della famiglia Riva, segno di un destino beffardo o piuttosto del fatto che gli strumenti di controllo climatico hanno ormai raggiunto una perfezione in grado di stupire anche il “complottista” più consumato, l’Italia intera continua a girare in tondo, senza trovare una sola coordinata alla quale potersi aggrappare… I dati oggettivi provenienti dalle più svariate fonti, seppur edulcorati nel nome del politicamente corretto, raccontano un paese che sta crollando su sé stesso, vittima di una demolizione controllata messa in atto con cura certosina. Crollano i redditi delle famiglie, crollano i consumi, crollano i posti di lavoro, crollano le imprese, crolla la qualità e la quantità dei servizi pubblici, crollano le prospettive occupazionali e la capcità di arrivare a fine mese attraverso qualche alchimia, crolla la fiducia nel futuro e perfino il convincimento che sia possibile averlo, un futuro. I banchieri golpisti diretti dall’usuraio Mario Monti continuano a dispensare le riforme necessarie per la demolizione controllata, mentre i camerieri politici, recentemente degradati al ruolo d’impiegati le “firmano” senza proferire parola.
Dopo avere eliminato il “fardello” delle pensioni, creando il dramma degli esodati e quello ben più grande di tutti coloro che pur pagando i contributi una pensione non la vedranno mai, lo stesso Monti sembra intenzionato a volgere la sua attenzione verso il sistema sanitario, da lui giudicato economicamente insostenibile per le casse dello stato. Quello stesso stato che senza porsi alcun problema dissipa miliardi per la guerra e per le grandi opere di “mafia” ( gli F35 ed il TAV sono solo due esempi), ma nonostante una pressione fiscale fra le più alte al mondo sembra aver deciso che per garantire la sopravvivenza dei cittadini non c’é più una lira (o meglio un euro), ragione per cui é giunta l’ora che inizino ad arrangiarsi in qualche modo. Smantellate le pensioni e smantellata la sanità pubblica, tramite cessione ai privati, in un paese dove non c’é lavoro e quel poco esistente diminuisce quotidianamente, le prospettive attraverso le quali “arrangiarsi” non sembrano poi molte e il ventaglio delle scelte finisce per ridursi a quella di mettersi un cappio al collo volontariamente o lasciare che l’inedia e le malattie lo facciano per te.
Ma mentre i tornadi imperversano, scuotendo il paese fin nelle fondamenta, il popolo italiano sembra non accorgersi di nulla e continua ad eseguire pedissequamente tutto ciò che gli viene ordinato dalla TV. S’infervora dinanzi alle campagne elettorali dei camerieri degradati, che quando torneranno in parlamento non avranno alcuna voce in capitolo, così come non ne hanno oggi. Corre a milioni alle urne per regalare due euro ad una pletora di buffoni senza arte nè parte. E soprattutto si recherà a votare in primavera una delle congreghe di faccendieri che lavorano per Mario Monti e una volta insediatasi nel consiglio di amministrazione della “banca Italia” di euro ne pretenderà molti ma molti di più, fintanto che il cappio non sarà ben chiuso e la persona deprivata di ogni avere potrà venire smaltita in quanto rappresenta un peso “insostenibile” per la società. In fila per tre, dai qua i due euro, cosa vuoi, Legacoop Bersani, liberista Renzi, reduce della sinistra Vendola, faccia pulita ambientalista Puppato o democristiano pentito Tabacci? Spicciati che il tempo é denaro e tanto si tratta di attori che non valgono un cazzo, vincerà Bersani e la commedia é venuta pure male. Avanti i prossimi, in fila per tre, due euro qui e muovete quelle ginocchia che fra pochi giorni inizia la sceneggiata del PDL e si ricomincia daccapo.
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E mentre succede tutto questo, complottisti o no, il signor Johannes Jooste dice che: “Le prossime elezioni politiche rappresentano un “rischio potenziale” per l’Italia, con i mercati finanziari che sarebbero rassicurati dalla conferma di Mario Monti alla presidenza del Consiglio.” E la rai, (esattamente su rai uno) tv di stato pagata coi nostri soldi, in prima serata trasmette un faccia a faccia di ben 105 minuti di becera propaganda stalinista… delle primarie fuffa del pd. Intanto, la strada verso il baratro è corta e dritta e siamo arrivati. Ah, si, inoltre, qualche notizia in più sull’ ILVA e sulla famiglia fondatrice. Ancora una notizia, per la sanità non ci sono soldi… ma per le (nuove e ulteriori probabili) missioni all’estero, si?

Befera, Befana malefica degli Italiani

 
 
2013, anno nuovo vita nuova? Macché, anno nuovo, vecchie scelleratezze. Sì, perché per chi non lo avesse ancora capito il redditometro (che molti italiani chiamano già rabbiosamente il “merdometro”) è un vecchio arnese inventato da Visco e Padoa Schioppa prima che schioppasse durante un brindisi. Ovvero le due vecchie sanguisughe del fu governo Prodi. Ora che ci sono i tecnici al governo, tutto il ciarpame viene riesumato, dal momento che opposizione parlamentare non ce n’è. La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte? Si dà il caso che le scarpe rotte dovremo calzarle noi se si va avanti in questo modo. Questa Befana non reca innocuo carbone nella sacca, ma nuove angherie fiscali. Befera (600.000 euro lordi all’anno), sta approntando una sorta di algoritmo chiamato redditest: se si accende un semaforino verde, la nostra spesa è compatibile con le entrate, in caso contrario si accende il rosso e risulta..incoerente. La vita imita l’algoritmo, molto più di quanto l’algoritmo non imiti la vita. E se hai una gragnuola di spese impreviste e le uscite superano le entrate? Beh…l’algoritmo te le boccia perché non compatibili. Ma se sei un poveraccio disoccupato e le bollette le devi pagare lo stesso? idem. Ma se i tuoi parenti e familiari ti aiutano economicamente con del denaro brevi manu? Brevi manu un tubo, sei un evasore! Tutto il potere ai Soviet moderni: cioè alle banche ed è lì che devono poter circolare i denari, non di padre o di madre in figlio. Del resto i Soviet Banksters la famiglia non la possono soffrire e la vogliono smantellare in tutti i modi: niente matrimonio, niente patrimonio. No Marriage, no Estate.
E’ già fiorita molta letteratura al fiele sui vari blog, riguardo questo ennesimo strumento da Inquisizione nonché di moderna Tortura. Sì, perché non sembri un’esagerazione, ma di tortura psicologica trattasi, dato che la gente colpita da queste vessazioni, perde la pace, il sonno e non di rado viene sospinta e indotta al suicidio. Equitalia è il vero stalker dei nostri giorni, ma non c’è un tribunale che lo inquisisca. E lo scenario sul futuro Calvario nei confronti di tanti piccoli imprenditori e lavoratori autonomi vittime di redditest e redditometri è ben descritto in questo articolo.
 
 
Inoltre il software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (redditest) “ presenta gravissimi problemi di sicurezza e di privacy. Ne sconsigliamo caldamente l’utilizzo, in quanto essa non garantisce la tutela dei dati degli utenti contribuenti. Dopo essere stato installato, infatti, il software sviluppato dall’Agenzia delle Entrate richiede di accedere alle informazioni contenute nel computer dell’utente. Questo non è corretto nei confronti del contribuente”. Qui il resto del pezzo su tutte le controindicazione del caso, preso dal sito Indipendenza. Non fatelo, è inutile e dannoso, i nostri dati l’Agenzia delle Entrate ce li ha già, perciò questo è solo uno strumento di sottomissione e di sudditanza psicologica.
Siamo noi squallidi gabellieri Equitalici, incapaci di accertare i redditi prodotti? Allora inseriamo il nodo scorsoio al collo delle nostre vittime. O meglio, facciamoglielo fare direttamente a loro, ai contribuenti. La Grande Sanguisuga parassita strapagata, esigerà inoltre che teniate gli scontrini del parrucchiere, della palestra ginnica, dell’orefice se vi recate ad acquistare una catenina della prima Comunione quale regalo, della merceria, del bottegaio, i biglietti del cinema, del teatro  se ci andate, i caselli autostradali e così via…Fino a trasformare la vostra casa in un archivio cartaceo tale  da far vacillare la mente. Sì, perché questa porcheria è pure retroattiva dal 2009, in sfregio ad ogni diritto costituzionale. E alzi la mano chi ha tenuto tutti gli scontrini del 2009.  Questo è il futuro che ci attende se non siamo capaci di fare giorno e notte un bel cordone sanitario non stop di protesta davanti agli uffici di Equitalia, città per città. Nel mentre, gli Istituti di Credito (Banca Intesa, Unicredit, MPS e molti altri eccellenti nomi) con un clic di mouse stornano somme ingenti verso il Lussemburgo, Montecarlo, Svizzera e per altri paradisi  fiscali sprofondandoci all’inferno. I veri evasori, esigono sacrifici umani e subumani dai cittadini. Come insaziabili cannibali.
E’ l’ora della Ribellione!