Cinque figli per cinque circoscrizioni

Al richiamo del pci/pds/ds/pd che ha tremato all’ipotesi di Berlusconi candidato alle europee, i magistrati sono scesi in trincea e, con la solita velocità che li contraddistingue quando si tratta del Cavaliere, hanno posto una pietra tombale sulla possibilità di vederlo capolista il 25 maggio.
Posso anche dare per scontato che ad aprile altri magistrati faranno in modo di far eseguire la pena contro Berlusconi nelle condizioni peggiori per poter partecipare alla campagna elettorale e così l’assist alla sinistra sarebbe completato e Renzi può solo perdere di suo come già è accaduto al suo predecessore.
I quotidiani proni al bulletto hanno già intonato il de profundis per Forza Italia e per la presenza politica del Centro Destra, eppure una soluzione ci sarebbe.
Berlusconi ha cinque figli e cinque sono le circoscrizioni elettorali per le europee.
Un figlio capolista in ogni circoscrizione.
Non sarebbe una investitura, ma solo la presenza di un nome che, votandolo, significherebbe manifestare concretamente la propria volontà di Autonomia dalle consorterie finanziarie internazionali, Indipendenza di giudizio dai magistrati e sostegno alla Sovranità del Popolo, unico titolare del diritto di decidere da chi possa essere rappresentato.



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Renzi come Monti e Letta

Ricordate quando Monti fu insediato a palazzo Chigi, con un colpo di mano ispirato da coloro presso i quali nei giorni scorsi Renzi è andato in pellegrinaggio ?
I quotidiani intonavano il Te Deum e sembravamo alla vigilia di una nuova età dell’oro.
Il risultato lo abbiamo toccato tutti, nessuno escluso, con mano: più poveri.
Depredati i risparmi, taglieggiati i redditi, tassata anche la prima casa.
Risultati: zero.
Il debito pubblico è aumentato e siamo qui ancora a dover rattoppare i buchi.
Letta fu una meteora, anche lui però salutato dal Te Deum dei soliti noti, abituati alla piaggeria di regime che, oggi, ripetono verso il bulletto fiorentino.
La Merkel ha praticamente salutato il putto con le stesse parole di Monti e di Letta che ha liquidato senza tanti complimenti: non sono più utili ai suoi scopi.
Non mi sorprendono i lecchini in servizio permanente effettivo, mi sorprendono i sondaggi che indicano quasi il 60% di fiducia verso Renzi.
O i sondaggi sono taroccati o l’Italia, con tanti creduloni, si merita Renzi e un’altra stagione di rapine ai propri redditi, risparmi e proprietà.
Intanto viene millantata come una riduzione delle tasse, la detrazione di ottanta euro a soli 8,5 milioni – su 35 milioni di lavoratori !!! – di Italiani (l’altro 1,5 milione per arrivare alle dieci milioni di baionette renziane è di immigrati ai quali Renzi regala i soldi che sottrae dai nostri risparmi).
Balla colossale.
L’unica riduzione delle tasse si ha quando ne viene cancellata una senza inventarsene o aumentarne un’altra per continuare a spendere.
Tutto il resto è un deja vu che appartiene alla tradizione del partito delle tasse, cioè il pci/pds/ds/pd, cioè il partito di cui Renzi è segretario e di cui Renzi incarna perfettamente il dna.


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I ragazzi del coro

Con una unanimità che, di suo, è sospetta e induce alla diffidenza, la gran parte della stampa italiana ha accolto con atteggiamento servile e dispendio di salivagli spettacoli che hanno visto come produttore e mattatore il bulletto di Firenze.
Anche i ponderosi editoriali della domenica, che hanno visto in campo i direttoroni più allineati, non hanno fatto eccezione.
Persino i giornali che dovrebbero contrastare Renzi, Il Giornale e Libero, sono molto cauti nella loro opposizione e se, da un lato, organizzano una meritoria campagna di raccolta firme per vedere Berlusconi candidato alle europee e dall’altro forniscono utili indicazioni per acquistare quei titoli (emessi da organismi finanziari internazionali come BEI, BERS etc.) che continueranno a subire la trattenuta del 12,5% (disinnescando l’aumento della imposta sui risparmi di Renzi) oltre ad evitare di finanziare il debito italiano, sul complesso della sceneggiatura renziana si trincerano dietro il “sarebbe bello, ma dove li trova i soldi”.
Mi aspetterei invece una maggiore incisività informativa non solo da parte del Giornale e di Libero, ma anche di tutti gli altri quotidiani, perché quella è la loro sola ragion d’essere.
E allora sottolineo come venga occultata, dietro le mirabolanti fandonie della fiction scritta per il putto, la cruda realtà.
Le tasse, lungi dal diminuire, crescono, perché quegli ottanta euro a 8,5 milioni di Italiani (il restante 1,5 è di immigrati che beneficeranno dei nostri soldi) saranno presto assorbiti dagli aumenti delle irpef locali e dei prezzi che chi non beneficerà degli aumenti (commercianti, artigiani, autonomi) dovrà porre in essere per sopravvivere.
Gli altri venti milioni di Italiani che non beneficeranno di alcun ritorno economico, vedranno ridotta la loro capacità finanziaria tanto dai predetti aumenti, quanto dalla rapina sui risparmi.
Renzi ha detto una balla colossalequando ha parlato della prima grande diminuzione delle tasse, perché non vi è alcuna diminuzione , ma solo una detrazione limitata e circoscritta ad una minoranza di contribuenti.
Ben diverso sarebbe stato se avesse decapitato le aliquote, così da farne beneficiare tutti i contribuenti, come fece Berlusconi nel 2002 e nel 2005, quando la sinistra irrise ai 40 euro in più.
Ma erano quaranta euro del 2005 (nove anni fa !) ed erano per TUTTI, non solo per alcuni.
Poi ci pensò Prodi a ripristinare le aliquote vergognose che ancora oggi sono applicate per depredare i nostri redditi e che Renzi si è ben guardato dal toccare.
Ma anche ammettendo (e non è così) che Renzi riesca a pareggiare le detrazioni e l’irap con la rapina sui risparmi e i “risparmi” sulla spesa pubblica, quindi ottenendo un saldo zero, come farà con i 68 miliardi della restituzione dei debiti della pubblica amministrazione ?
Come compenserà i costi dell’edilizia scolastica ?
Come compenserà i costi della nuova indennità di disoccupazione ?
Come pagherà gli incentivi per le assunzioni ?
A margine dell’abboccamento con Hollande, Renzi ha parlato di uno 0,4% di margine nel rapporto deficit/pil, quindi la possibilità di aumentarlo dal 2,6% al 3 %.
Ma questo significherebbe aumentare il debito pubblico e tutti sono capaci di farsi belli aumentando i debiti che poi altri dovranno pagare.
Viene così ad essere sbugiardata anche la bella frase ad effetto che il bulletto fiorentino pronuncia in ogni circostanza da almeno dieci giorni: noi manteniamo sottocontrollo il debito non perché ce lo chiede l’europa, Hollande o la Merkel, ma per rispetto verso i nostri figli.
Che bella frase !
Peccato che la sua politica realizzi esattamente il contrario.
Per rispetto verso i nostri figli dovremmo ridurre, azzerare, il debito pubblico, perché che nasce non debba essere ancora gravato di un debito di 37mila euro (74 milioni di lire) al primo vagito.
Ricordo che nei primi anni settanta, quando si cominciavano a fare questi conti, il debito pro capite era di 20 milioni di lire, siamo oggi a quattro volte quel debito e Renzi ci propone di aumentarlo ancora.
Sì, perché non c’è alcun programma per tagliare veramente gli ottocento miliardi di spesa annui, anzi tutte le proposte di Renzi vanno nel senso di incrementare la spesa pubblica, semmai compensandola con un accresciuto ladrocinio sui nostri redditi, risparmi e sulle nostre case.
Di tutto questo non si legge nulla su una stampa che già aveva salutato Monti come un salvatore, salvo poi deriderlo per la figuraccia elettorale e quindi incensato in Letta il secchione della politica che ci avrebbe fatto uscire dalla crisi, salvo poi archiviarlo senza un fiato quando si è dimostrato privo di quelle “palle d’acciaio” di cui si era vantato.
Ora l’ordine di scuderia è diesaltare Renzi tacendo sulle tante e prevalenti ombre dei suoi copioni.
Non sia mai – e questo deve essere il timore serpeggiante nelle cancellerie e tra gli gnomi europei – che gli Italiani tornino a votare per il Cavaliere Nero.
Una ragione in più per sostenere la campagna che vuole Berlusconi candidato in tutte le circoscrizioni nelle europee.

Ve l’immaginate la faccia della Merkel qualora si trovasse a Strasburgo, quale capo del più numeroso raggruppamento del suo PPE, proprio Berlusconi ?

P.S.: A proposito di tagli della spesa.
Ascolto il giornale radio e sento che Renzi, ALfano e la Pinotti vorrebbero tagliare le spese per le Forze dell’Ordine (caserme, presenze di presidi) e le Forze Armate (Carabinieri e F35).
Esattamente le uniche spese che andrebbero aumentate, per la Sicurezza di tutti noi e perchè rappresentano il core business di uno stato che si rispetti.


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Napolitano è una sicurezza

Se abbiamo dei dubbi se qualcosa, un evento, un comportamento, una scelta, possa essere utile, giusta o equa, abbiamo una sicurezza rivolgendo la nostra attenzione a quel che dice Napolitano.
Se quel che pensiamo è il contrario di ciò che ci viene propinato dai suoi sermoni, allora siamo nel giusto.
Ex contrario, se quel che dice Napolitano corrisponde al nostro pensiero, allora dovremmo preoccuparci e ripensare alle nostre opinioni.
Anche ieri, a Cassino, Napolitano ne ha dette due che mi confortano.
L’elogio sperticato dell’unione europea e la contrarietà allo spirito secessionista.
Con la prima Napolitano si appiattisce (come dubitarlo ?) sulle consorterie finanziarie internazionali che vorrebbero trasformare l’Italia in una loro colonia da dove attingere la propria servitù.
E l’esibizione di Renzi di ieri a Parigi è pedissequamente sulla stessa linea servile e priva di novità.
Con l’ostilità alla secessione, Napolitano rispolvera il suo spirito comunista la cui natura vuole impedire al Popolo Sovrano di decidere, per imporgli invece le scelte assunte da una ristretta gerontocrazia burocratica, preoccupata più del proprio interesse e di compiacere i potentati economici, che del benessere dei cittadini.
Non siamo mai stati peggio che con l’unione europea e l’euro, eppure Napolitano e i suoi Monti, Letta, Renzi non fanno altro che dirci quanto bella sia questa unione.
E non potendo più sostenere che l’euro sia stato un bene, ci raccontano la favoletta per cui se siamo andati in crisi è perchè c’è poca europa e dobbiamo metterne dosi ancora maggiore.
Sarebbe come curare un eroinomane aumentandogli la dose … ah, già, Napolitano e Renzi stanno con la stessa parte politica che vorrebbe liberalizzare le droghe con speciose e ridicole distinzioni tra “pesanti” e “leggere”, “uso personale” o meno …


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Se Berlusconi fosse candidato

Io lo voterei.
Lo voterei perchè sarebbe il più sonoro schiaffone, la più evidente presa di distanza dalle consorterie “politicamente corrette” che hanno i loro tentacoli 
nelle toghe rosse, 
in Napolitano e nei suoi compagni eternamente  falce e martello senza speranza di redenzione, 
nella stampa servile, 
negli imprenditori proni al potere, 
nei sindacati obsoleti, 
nei “no tutto” in servizio permanente effettivo per distruggere e devastare le proprietà altrui, 
nelle consorterie finanziarie internazionali che sostengono la Merkel e gli gnomi di Bruxelles.
Lo voterei quindi “contro”, anche se è ancora troppo morbido verso l’uscita dall’euro e il rientro nella lira e troppo accomodante verso la politica predatoria assassina del ceto medio del nuovo tassatore mascherato, il bulletto fiorentino.



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La grande svendita

Gli uomini che il Cavaliere aveva elevato a ruoli che neppure avrebbero mai potuto immaginare di riuscire a ricoprire e poi lo hanno pugnalato e abbandonato nel momento del bisogno, sono ora disperatamente aggrappati alla poltrona, obbedendo senza fiatare agli ordini del Feldmaresciallo Renzi.
Non bastava essere alleati con i comunisti, votare assieme a loro, sedere  in consiglio dei ministri assieme ad una estimatrice di Arafat, adesso sono anche costretti a svendere quello che doveva essere il loro patrimonio ideale e culturale.
Patetico Alfano che, con i dentoni in bella evidenza, scandisce quanto sia bella la manovra di Renzi fatta di “meno tasse pagate da meno spese”.
E l’aumento delle tasse sui risparmi ?
Non sono forse più tasse contro il suo stesso elettorato, il ceto medio ?
E il pagamento (assolutamente doveroso,peraltro) dei debiti delle pa, l’indennita di disoccupazione, non sono forse più spese ?
E che dire dell’ultimo provvedimento sulle droghe che, rinnegando anni di lotta alla perversione indotta dalle sostanze stupefacenti, torna a distinguere tra droghe pesanti e presunte droghe leggeri, senza tener conto che le droghe sono droghe e basta ?
Quando vedremo Giovanardi firmare la legge sullo ius soli e sul “matrimonio” omosessuale, trovando ampie giustificazioni in merito.
Come è possibile pensare che il Popolo, che dovrà pagare più tasse e vedere lo stato aumentare il debito pubblico, possa sostenere costoro ?



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#renzicirubairisparmi

Alimentata da giornalisti servili, inutili e presuntuosi, abbiamo subito l’offensiva propagandistica del bulletto fiorentino, dalla tipica facondia toscana tanto alluvionale quanto povera di contenuti positivi.
I bravi soldatini della stampa di regime hanno quindi mosso la testolina come facevano i cagnolini di pezza che negli anni sessanta venivano posizionati sul lunotto posteriore delle utilitarie Fiat.
I sindacati, credendo di avere a che fare con degli imborniti, hanno messo il cappello sulla manovra e la segretaria della cgil Camusso ha affermato, seguita a ruota da Bonanni della cisl che forse non ne ha compreso l’insussistenza, che i lavoratori dipendenti vedranno ridotte le tasse.
Ma quando mai ?
A “beneficiare” di detrazioni, non di riduzioni delle aliquote che sarebbero andate a vantaggio di tutti, saranno solo una minoranza di cittadini, meno di un terzo dei lavoratori Italiani e meno del 40% dei lavoratori dipendenti (semprechè le cifre di Renzi siano esatte e ne dubito ).
Le detrazioni saranno quindi pagate con i tagli alla spesa che secondo Renzi ammonteranno a sette miliardi e secondo il tecnico chiamato a disporli solo a tre.
Poi c’è il taglio dell’irap che Renzi pensa di coprire con un aumento delle tasse sui risparmi, cioè Renzi impoverisce gli Italiani, sottraendo loro quanto sono faticosamente riusciti a salvare dal taglio dei redditi e dalle tasse sulla casa, sulla benzina, sulle utenze e ancora sui risparmi, aumentando fino al 26% la tassazione quando si vendono, con guadagno, titoli.
E questo si aggiunge ai bolli sui depositi (non potendo più chiedere il titolo materiale da tenere sotto il materasso siamo obbligati a depositarli in banca) e alla tobin tax che punisce qualsiasi operazione, anche in perdita.
La politica di Renzi diventa quindi comunista a tutto tondo, visto che, impoverendo il ceto medio, tartassandolo, impedendogli di utilizzare il proprio denaro che gli viene sottratto non solo alla fonte, ma anche carpito con ogni tipo di tassazione, persino sulla proprietà e sui risparmi, raggiunge l’obiettivo di parificare tutti.
Al livello più basso.
Esattamente il contrario di quel che vorrebbe una autentica politica di crescita e benessere che, tenendo conto che siamo diversi e che se qualcuno ha qualcosa o molto in più, nella maggior parte dei casi è perchè lo merita, vorrebbe e dovrebbe elevare chi è in basso a livelli più alti, senza togliere nulla alle possibilità di chi già sta bene di stare ancora meglio.
La politica di Renzi, in questo perfettamente allineata alla filosofia delle “quote rosa“, è di penalizzare e punire il merito, le competenze e le capacità, per massificare e spegnere l’unica forza propulsiva di una società, di una civiltà: la volontà e la speranza di crescere e di migliorarsi.



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Il pasticcio alla Renzi

Anche se la camera ha, per ora, sventato la sciocchezza dell’obbligo per legge di pari candidature tra uomini e donne, la legge elettorale di Renzi resta un pasticcio immangiabile.
Non bastavano i quattro quorum (di lista, di coalizione, di liste coalizzate, per conseguire il premio di maggioranza) e le eccezioni clientelari per il partito degli altoatesini e quello dei valdostani, ecco spuntare gli algoritmi per la distribuzione dei resti.
Come per tutte le attività umane, linearità, chiarezza e semplicità sono anche sinonimo di onestà ed efficienza.
La legge elettorale di Renzi è tutto tranne lineare, chiara e semplice.
Ovviamente mi auguro che il senato non la cambi, ma la bocci tout court e faccia saltare questo governo senza arte nè parte e ce ne accorgeremo presto, visto che con il famigerato mercoledì del consiglio dei ministri Renzi ha fatto il primo passo per il grande furto dei nostri risparmi.



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Le due tribù

Non ricordo l’autore, nè il titolo esatto.
Dovrei spulciare un centinaio di numeri della rivista libro Nova SF* per ritrovarlo e magari lo farò, prima o poi.
Mi ricordo però molto bene di un racconto che narrava di due tribù nel futuro, che è regredito molto nel passato, che si combattevano, non si sapeva più perchè, pur conoscendo, ma non sapendo il perchè, che il futuro dell’Umanità dipendeva dallo stare assieme.
Questo finchè i capi delle due tribù, dopo aver studiato i sacri e antichi libri, individuarono una caverna nella quale solo loro due avrebbero potuto entrare per ripetere i riti descritti nei libri.
Con molta diffidenza le due tribù si ritrovarono, alfine, davanti all’ingresso della caverna e i due capi vi entrarono seguiti dal silenzio delle rispettive tribù per provare i riti sacri.
Dopo qualche minuto si udì un grido e i guerrieri delle tribù si lanciarono dentro la grotta uccidendo i rispettivi capi e facendo così fallire il tentativo di salvare l’Umanità con i vecchi riti.
Così ripresero ognuna la propria strada, opposta l’una all’altra, la tribù degli Uomini e la tribù delle Donne.

A volte la fantascienza comprende più di qualche parlamentare che dopo le votazioni di lunedì era livida in volto come i bianchi vestiti che indossava.



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Povertà e pochezza renziana

Da uno cresciuto a quiz e Fonzie non ci si possono aspettare alti e nobili propositi, ma solo chiacchiere vuote e prive di un qualsivoglia radicamento nella Cultura della Nazione.
Renzi, infatti, si è presentato in un turbinio di parole, con atteggiamenti strafottenti e con il biglietto da visita di schierarsi 
per lo ius soli
per il “matrimonio” omosessuale
per l’aumento della tassazione sui risparmi
per una politica che accentua la spesa pubblica invece di tagliarla.
I suoi primi provvedimenti sono la logica contnuazione della politica predatoria di Monti e  Letta:
aumento delle accise sulla benzina
aumento della tassa sulla casa al limite dell’esproprio per i proprietari di seconde case con la scusa di consentire il permanere delle detrazioni per chi prima non pagava l’imu (una assoluta minoranza dei proprietari di prime case)
regalie di centinaia di milioni ad un comune tecnicamente fallito come Roma
genuflessione verso la Merkel e l’unione sovietica europea.
Tutto ciò ci porta sulla strada della povertà.
Povertà ideale.
Povertà progettuale.
Povertà morale.
Povertà intellettuale.
Povertà economica.
Come se non bastasse Renzi ha sottoscritto un accordo con Berlusconi e, invece di mantenerlo, provoca uno stillicidio di modifiche provocatorie, l’ultima delle quali sono le “quote rosa”.
Se i comunisti ci tengono tanto alle quote rosa, che le applichino a casa loro.
Perchè noi dovremmo limitare la nostra libertà di scelta per la loro ennesima paturnia veterofemminista ?
Io non voterò i partiti che dovessero votare per le quote rosa.



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