La quadratura del cerchio

Come gli acrobati da circo Renzi e la sua compagnia di improvvisatori descrivono un’Italia che non c’è e promettono provvedimenti di elargizione senza sapere dove prendere i soldi.
Così non possono fare altro che partite di giro contabile, come qualsiasi ragioniere di aziende senza liquidità.
Se vogliono dare 80 euro ai propri clientes (elettori) devono depredare i risparmi di altrettanti elettori (che però non voterebbero per Renzi salvo rincoglionimenti).
Se la Lagarde pretende che si incentivi il lavoro femminile, ecco che tagliano le detrazioni per il coniuge a carico, così da obbligare al lavoro entrambi i coniugi e contribuendo allo sfascio della famiglia.
L’ideologia comunista vuole che tutti siano pagati, ecco che viene proposto il salario minimo (edizione minore e provvisoria dell’aberrante “salario di cittadinanza” che Grillo vorrebbe attuare ma senza dire con i soldi di chi) con gli imprenditori che non lo rispettassero in galera (i clandestini liberi e gli imprenditori in galera: ottima scelta per il Benessere e la Sicurezza degli Italiani, è così che si fa ripartire l’economia nazionale !).
Poichè però anche un comunista come Morando si picca di essere liberale, ecco che compensa la sua esternazione con l’ipotesi di contratti di secondo livello che possano derogare a tutti gli articoli del CCNL, così da rendere quest’ultimo senza alcun valore.
Il punto è che i soldi non ci sono.
Neppure dei rapinatori da strada possono pensare di continuare a depredare i nostri redditi, risparmi e proprietà senza rischiare una rivolta.
Ma, soprattutto, il punto che pudicamente tutti nascondono è che ogni ricchezza, ogni benessere è, da sempre, fondato sull’acquisizione di bene e servizi che altri, meno fortunati, sconfitti in guerra o provenienti da un’evoluzione civile più lenta, producono, sotto la direzione altrui, a costi contenuti.
Roma divenne quel grande Impero che abbiamo conosciuto dai libri di storia grazie a due fattori: gli schiavi che costavano solo vitto e alloggio e lo sfruttamento delle terre conquistate.
La supremazia dell’Impero Britannico fu fondata sullo sfruttamento intensivo delle colonie, venute meno le quali il Regno Unito è diventata una piccola isola con un grande passato (e, almeno, a differenza degli Italiani, con la consapevolezza di tale gloria).
Gli stessi BRICS, tanto esaltati dai terzomondisti (tranne la “R” …) hanno visto l’esplosione del proprio PIL  grazie allo sfruttamento intensivo dei loro stessi poveri, obbligati a lavorare senza regole, senza tutele, senza sicurezza per produrre a costi ben inferiori a quelli occidentali, tanto da attrarre le nostre stesse produzioni.
Allora ogni tentativo di far quadrare il cerchio è destinato al fallimento, con sempre maggiori oneri per i cittadini Italiani che verrebbero espropriati sempre più delle loro proprietà, redditi e risparmi.
La politica del bulletto fiorentino non solo non risolve questa contraddizione, ma anzi aggrava e avvita la crisi italiana, nonostante le quotidiane elegiache marchette della stampa italiana (Libero e Il Giornale a parte) genuflessa davanti al messia venuto dall’Arno.



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Sforbicia Italia

Il Forrest Gump degli slogan gira la ruota e, privo di fantasia com’è, scimmiotta Monti (bell’esempio !) e conia “sforbicia Italia“.
Come non essere d’accordo ?
L’Italia torni ad essere quella espressione geografica che sembra essere la sua dimensione migliore e il Sud sia restituito ai Borboni (e questa sarebbe la sforbiciata più consistente !).
L’Alto Adige vuole essere Sud Tirolo ?
Zac !
Il Veneto Indipendente è una realtà morale, di coscienza e di sentimento, quindi sia cancellato l’infame trattato di Campoformido e restaurata la Serenissima Repubblica di Venezia.
La Lombardia con l’Austria e il Piemonte ai Savoia.
La Toscana lasciamola pure a Renzi, che tanto ci penseranno i suoi concittadini a conciarlo per le feste.
Bologna ?
Bologna non ha scampo o con il papa o con i rossi (da suicidio, ma non per me, per ius sanguinis …).
Roma al papa.
Con una decina di sforbiciate, abbiamo risolto tutti i  problemi.



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Il governo dei nominati

Le elezioni ?
Un fastidio, quindi eliminiamole o, se non possiamo cancellarle tutte, riduciamole.
In compenso nominiamo gli amici.
Così Napolitano nomina prima Monti (anche senatore a vita) poi Letta e infine Renzi che, a sua volta, miracola un gruppo di ministri improvvisati e redige riforme con le quali vorrebbe che il senato fosse di nominati e pure le province.
Si capisce, quindi, perchè i magistrati (nominati per concorso pure loro e poi nominati alle sedi dal csm) arrestino quei pericolosi Patrioti Veneti dieci giorni dopo il referendum online che aveva visto trionfare l’idea del Veneto Indipendente e, nel contempo, l’Italia si schieri contro il referendum in Crimea che ha riportato quella regione nella casa madre Russia.
Mentre Napolitano, Renzi e compagni si nominano a vicenda, ai nostri confini preme un esercito di invasione di seicentomila clandestini, pronti ad occupare la nostra terra ed a sfruttare i nostri risparmi che Renzi vuole depredare assieme ai nostri redditi e alle nostre proprietà.
Fine dell’Italia.



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Il Veneto Indipendente spaventa i parrucconi di stato




Una repubblichetta da barzelletta non può che esprimersi con provvedimenti da barzelletta, così ieri sono stati arrestati 24 pericolosissimi terroristi eversivi la cui colpa è quella di volere l’Indipendenza del Veneto, come oltre il 70% dei Veneti stessi.
Così nel giorno in cui diventa legge l’abolizione del reato di clandestinità e si aprono ancora di più le porte ad una immigrazione devastante per l’Identità Nazionale, la repubblichetta che lascia liberi i no tav che devastano opere pubbliche e i no global che devastano città (anzi, punisce gli Uomini delle Forze dell’Ordine che cercarono di tenere sotto controllo la situazione) si mostra feroce con chi osa manifestare un pensiero di Libertà ed una opinione che non appartiene a quella massificante del politicamente corretto in salsa statalista ed europea.
Probabilmente perchè, con un solo neurone (malamente) funzionante, chi reprime le libere opinioni non è in grado di valutare altro che un pensiero unico e omologato.
Chi oggi reprime la Libertà di opinione arrestando chi vorrebbe l’Indipendenza per la sua Patria, fa parte della stessa combriccola che persegue le idee altrui con provvedimenti che vorrebbero punire l’omofobia, il negazionismo, la discriminazione territoriale o, più semplicemente, chi ragiona con la propria testa e non con gli articoli dei quotidiani servi del pensiero unico.
E si capisce anche perchè costoro si sono subito accodati a quanti strepitano contro la manifestazione di libera volontà popolare in Crimea: non sia mai che dopo il Veneto anche le altre regioni, del Nord e del Sud, pretendano di riavere la propria Libertà e Indipendenza, meglio reprimere.
La solita risposta di chi non ha argomenti.
Ma anche in questo frangente non tutto viene per nuocere.
Adesso sappiamo per chi votare alle prossime elezioni.
Non essendo candidato Berlusconi e neppure uno dei suoi figli, dopo l’esibizione muscolare dello stato di ieri non ci resta che votare LEGA.
Basta euro.
Basta con questo stato centralista e senza Identità.



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Renzi il Craxi contemporaneo

Molti dicono che Renzi sia un clone di Berlusconi, ma io vedo molte più analogie con Craxi.
Nel 1976 un Craxi quarantenne sfruttò la sconfitta elettorale dei vecchi socialisti capeggiati da De Martino, li rottamò, come si direbbe oggi e assunse la guida del Psi.
Nel 2013 un Renzi quarantenne sfruttò la sconfitta elettorale e politica di Bersani e dei vecchi brontosauri comunisti, per sfilar loro il partito comunista oggi denominato “pd” dopo aver fatto altri due passaggi come pds e ds.
Craxi si è occupato di politica per tutta la vita, di lui non si conoscono professionalità, attività imprenditoriali o da lavoratore dipendente, professionale o autonomo.
Renzi è in politica sin da bambino, non ha ancora quaranta anni ed ha già fatto per cinque anni il presidente della provincia di Firenze e il sindaco della medesima città.
Non si conosce alcuna sua professionalità, attività imprenditoriali, meriti lavorativi.
Craxi e Renzi sono ambedue ambiziosi e presuntuosi, il loro atteggiamento, le loro parole, la loro stessa postura denuncia l’alta opinione che hanno di se stessi.
Craxi e Renzi non conoscono il senso dell’umorismo, non riescono ad inserire la “battuta” nelle loro conferenze stampa, sono troppo compresi nel loro ruolo.
Come Craxi Renzi si circonda di figure scolorite, che senza il traino del loro mentore non avrebbero avuto alcuna possibilità di emergere (Signorile, Martelli, Amato, Boschi, Pinotti, Mogherini).
Ben diversa la figura di Berlusconi che entra in politica quasi sessantenne, dopo aver creato una azienda leader come Mediaset, aver rotto il monopolio televisivo della Rai e dimostrato doti superiore da imprenditore e lavoratore.
Berlusconi che sa come alleggerire e stemperare anche i momenti più aspri con una barzelletta o una “battuta”.
L’unico aspetto che può accomunare i tre è l’essere circondati di figure non all’altezza dei ruoli cui vengono designati, ma sicuramente le analogie tra Craxi e Renzi sono maggiori di quelle tra Berlusconi e Renzi, il tutto a danno del putto fiorentino, perchè, come ben sa chi mi conosce, la mia opinione su Craxi era e resta molto critica e negativa, esattamente come la considerazione (?) che posso avere di Renzi.

P.S.: La caduta di Craxi ha provocato il dissolvimento del psi, se la caduta di Renzi farà altrettanto con il pci/pds/ds/pd allora si potrà dire che non tutti i mali vengono per nuocere.



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Ma Grasso non ha torto

Sappiamo tutti che l’attacco di Grasso è strumentale e, forse, persino ispirato dal suo superiore gerarchico.
Ma le argomentazioni esposte hanno sicuramente pregio più di quanto non abbiano le tesi renziane .
Abbiamo bisogno di una seconda camera ?
No.
Ma se la si vuol conservare , tanto vale delimitarne il perimetro e le competenze, ma non può essere composta da nominati, perchè sindaci e consiglieri regionali sono stati eletti per amministrare comuni e regioni, non per esprimere una rappresentanza generale della nazione.
Renzi, come un bambino tignoso, pesta i piedi e pretende il gelato, nella fattispecie l’abolizione del senato elettivo.
Magari ha promesso a qualche sindaco di poter esibire il titolo di senatore, ma i risparmi, la riduzione del numero dei parlamentari si può ottenere ugualmente riducendo il numero dei componenti di camera e senato, fino a “risparmiare” 315 unità, lasciando che i sindaci svolgano il loro compito nei comuni (e solo per quello dovrebbero avere giornate di cinquanta ore !) e i consiglieri regionali nelle loro regioni.
Se la camera fosse ridotta a 430 membri e il senato a 215, il risparmio sarebbe uguale a quello di un senato di nominati.
E, poi, stendiamo un velo pietoso sulla proposta del partitino di Monti che vorrebbe nominare nel senato anche i “componenti della società civile”.
E quale sarebbe quella “società civile” ?
I bocconiani ?
Giornalisti proni al potere ?
Gnomi finanziari ?
Lasciamo perdere, il senato resti elettivo e se questo dovesse “costarci” il prepensionamento politico di Renzi … ce ne faremo una ragione.
Magari il putto fiorentino comincerebbe a lavorare come un qualsiasi cittadino (o è una vana speranza ?).



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La Destra con Berlusconi

La politica è l’arte del possibile e dopo aver tentato una strada autonoma per ricostituire un partito che desse piena rappresentanza alla comunità di Destra, ottenendo il miglior risultato nel 2008 grazie all’impegno profuso da Daniela Santanchè come candidata premier, La Destra di Storace si accorda per presentarsi in comune con Berlusconi e Forza Italia.
Condivido la scelta di Storace, perché porta più Destra in Forza Italia, cioè il partito guida del Centro Destra, il partito che dovrebbe portarci a sconfiggere Renzi e il pci/pds/ds/pd alle prossime politiche.
Più Destra in Forza Italia consentirà anche di portare al parlamento europeo un gruppo più disponibile collaborare con i gruppi antieuropeisti che auspicabilmente il 25 maggio potranno conquistare un buon bottino, almeno tale da contrastare Schultz e gli gnomi dell’eurocrazia tirannica.
La scelta di Storace deriva da oggettive difficoltà a ricostruire il vecchio MSI, sia per ruggini personali, che per le priorità nei programmi.
La scelta di Storace mi sembra correttaperché, come giustamente ha dichiarato, la politica di Fini ha disperso un patrimonio umano e politico che ha ritrovato un suo Leader nella persona di Silvio Berlusconi che rappresenta l’unità del Centro Destra ed al quale gli elettori di Destra guardano come un riferimento, valutazione, peraltro, che non si estende a Forza Italia o, almeno, a quella parte di Forza Italia troppo succube delle parole d’ordine del politicamente corretto e che insegue la sinistra sul femminismo, sull’omosessualità, sulla liberalizzazione delle droghe, sull’aborto, sul divorzio, sulla manipolazione genetica, sull’eutanasia e che solo grazie alla presenza del Cavaliere ha il silenziatore..
Semmai il problema di una Destra organizzata si potrà porre quando si aprirà il dopo Berlusconi, non adesso, ma nel frattempo la permanenza sotto lo stesso tetto con una “unione personale” come quando nel passato due territori e due popoli trovavano unità grazie alla figura unificante del medesimo monarca, rappresenta un reciproco vantaggio.
Tanto più che i temi maggiormente qualificanti della Destra sono ormai appannaggio di altri movimenti che li hanno sottratti ai loro legittimi proprietari, sviluppandoli e rilanciandoli.
Così vediamo che la battaglia contro le tasse è propria sia della Lega che di Forza Italia, mentre quella contro l’europa e l’euro è appannaggio sempre della Lega e ora anche di Grillo (almeno a parole).
Ma anche bandiere più identitarie sono state abbandonate dalla Destra che appare sostenerli con voce flebile e con troppi distinguo:
  • contro l’immigrazione, lo ius soli, la cittadinanza e il voto agli immigrati;
  • contro il “matrimonio” omosessuale e tutti gli altri “must” del politicamente corretto (divorzio, aborto, eutanasia, manipolazione genetica);
  • contro la droga che non esiste “leggera” o “per uso personale” ma che dovrebbe vedere puniti in egual modo fruitore e spacciatore di qualunque tipo di sostanza.
E anche su queste materia spicca la Lega di Salvini, più che i Fratelli d’Italia di una Meloni sempre meno incisiva o di un Alemanno bollito.

Allora ben venga la scelta di Storace, perché Berlusconi è e resta il Leader del Centro Destra e perché, così, si può organizzare il futuro di una vera Destra che, però, non potrà escludere quel movimento che è Forza Nuova e che rappresenta il cuore in cui viene conservata la Tradizione della Destra e che, come è in Francia per il Front National, dovrà essere, meglio prima che poi, integrato nel gioco politico complessivo.


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Un Fronte Nazionale per l’Italia

La chiarezza paga.
Ecco il succo del risultato positivo del Fronte Nazionale al primo turno delle amministrative francesi che lancia la volata a Blue Marine per le europee del 25 maggio.
In Italia siamo ancora in tempo a sostenere un movimento che dica, con chiarezza: fuori dall’euro, riprendiamoci la Sovranità, l’Indipendenza, la Libertà e la Dignità Nazionale.
La Lega, timidamente, ora con Salvini con più decisione, ha imboccato la strada giusta, ma ancora non basta.
La Meloni di Fratelli d’Italia ha parlato ugualmente di uscita dall’euro, purtroppo condizionandola al comportamento dei burocrati europei.
Berlusconi è tentato, ma è fortemente condizionato da chi lo circonda e non si decide a sostenere con vigore il ritorno alla Lira.
Gli altri, tutti gli altri, sono, chi più chi meno, in ginocchio davanti agli gnomi europei.
Grillo ?
A quello non andrà mai bene nulla.
Pur di avere spazio e far casino se decideremo di uscire dall’euro, lui strillerà come un assatanato per restarci, insultando tutto e tutti coloro che organizzeranno il ritorno alla lira.
Una elezione la si può perdere nell’ultimo mese (Bersani docet) ma sicuramente non la si vince in un mese.
Occorre da subito che il Centro Destra sia chiaro, a prescindere dal risultato immediato del 25 maggio: il primo punto del programma è uscire dall’euro.
Gli Italiani devono essere convinti che appena sarà formato il nuovo governo di Centro Destra il primo provvedimento sarà di riprendere a stampare moneta nazionale.



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Quanto resterà a galla Renzi ?

Grillo lo chiama bamboccio e tale appare in televisione.
Un nerd goffo e ripetitivo (quante volte è risuonata la frase “non lo facciamo perchè ce lo chiede l’europa ma perchè ce lo chiedono i nostri figli” ?).
Renzi ha indubbiamente saputo vendere il prodotto che porta il suo nome, ma resterà a galla ?
E’ entrato a Palazzo Chigi per fare le riforme: istituzionali, elettorali, fiscali, per il lavoro e per imporre la visione dell’Italia in europa.
Le prime due potrebbe anche riuscirci se reggerà l’asse con il Cavaliere, diversamente la melassa della burocrazia ingoierà anche lui come già ha fatto con tutti i suoi predecessori.
In europa, abbiamo visto che già dal suo primo appuntamento suscita ironici sorrisini che, prima di essere rifilati a Berlusconi attesero quasi venti anni e la definizione di un colpo di stato che lo avrebbe rimosso (e avrebbe rimosso i suoi veti all’asse franco tedesco), tanto che Renzi ha già cambiato registro.
Lo spazio di manovra che gli resta è molto limitato e circoscritto a questioni che non possono interessare gli gnomi europei e della consorteria finanziaria internazionale.
Non può infatti interessare dove Renzi prenderà i soldi per mantenere gli impegni.
Che sia l’esproprio della casa, il taglieggiamento dei redditi, un fisco predatorio sui risparmi o tagli alla spesa, è indifferente.
Non lo è però per noi Italiani.
Come non è per noi indifferente se Renzi, per “fare” qualcosa, si dedicherà a perseguire una politica legislativa di deriva morale che porterebbe all’approvazione di leggi favorevoli all’eutanasia (già sollecitata da Napolitano), al “matrimonio” omosessuale, al passaggio dallo ius sanguinis allo ius soli per concedere cittadinanza e voto alle migliaia di immigrati che arrivano sempre più numerosi grazie alle Boldrini ed ai Bergoglio.
Alla fine, dopo tutte le parole, le slides, le chiacchiere che Renzi ha propinato in questo periodo, tireremo le somme sul nostro personale bilancio: quanto abbiamo guadagnato dalla politica di Renzi ?
Oppure abbiamo perso altri soldi ?
Le scadenze sono dietro l’angolo.
L‘imu/tasi avrà a giugno una prima rata e sapremo se pagheremo più o meno dello scorso anno.
Ogni operazione che facciamo sui nostri risparmi viene gravata da una pluralità di imposte.
Ogni mese abbiamo il polso del nostro reddito, di quanto incassiamo e di quanto ci tocca spendere, quindi di quanto rimane per noi stessi.
Tirando le somme, Renzi potrà anche manifestare l’intenzione di far sorridere le famiglie italiane, ma se non taglia veramente gli 800 miliardi di spesa annui intervenendo sugli statali, sulla sanità e sull’istruzione, cioè le principali fonti di spesa, se non rinuncia a nuovi capitoli di spesa che derivano dalla inconsulta politica dell’accoglienza o dalla estensione di diritti quali l’assistenza sanitaria o la reversibilità pensionistica a presunti “coniugi”, a sorridere continueranno ad essere i Barroso e i Van Rompuy.



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