Più che un Caimano è un orsacchiotto Panda

Il vertice di ieri ad Arcore tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, ci obbliga al meno peggio, rinviando il meglio ad un prossimo futuro.
Eppure, questa volta, non ho particolari dubbi.
Dobbiamo fermare la deriva bergogliona e boldrinesca e quindi siamo costretti a far buon viso alla coalizione che ha le migliori possibilità di vincere, nonostante abbia imbarcato gli infidi centristi.
Berlusconi, sempre accusato di essere un “caimano”, si dimostra un orsacchiotto panda nei confronti di chi lo pugnalò e lo abbandonò nel momento del bisogno, un perdono degno di un re, ma che in questo caso sarebbe stato meglio evitare e comportarsi come un vero caimano.
Salvini e la Meloni non sono sicuramente degli sprovveduti e avranno fatto bene i loro conti che potrebbero contemplare l’eventualità di eleggere una manciata di possibili transfughi ma, grazie ai loro voti, assicurarsi una maggioranza tale che li renderebbe inoffensivi e nel momento in cui non fossero determinanti, non avrebbero alcun motivo per andare altrove.
In ogni caso, con questa pessima legge elettorale, il voto uninominale, coatto a prescindere dal candidato, ha una influenza minoritaria rispetto a quello proporzionale di lista dove esiste uno sbarramento del 3% che i centristi difficilmente supereranno.
E, comunque, spetterà a noi votare Lega o Fratelli d’Italia (oppure entrambi, uno al senato e l’altro alla camera) per rafforzare l’ala Sovranista e Identitaria della Coalizione.
Spiace veder dispersi i voti dei Patrioti della Destra Radicale.
Almeno li avessero presi come quinta gamba, sarebbero stati un momento di riequilibrio verso i centristi, offrendo anche una affidabilità di gran lunga superiore.
Anche in questo caso: sarà per la prossima volta.
E come scrisse Montanelli quarantadue anni fa, perchè ci sia una prossima volta senza che tutto sia perduto, anche turandoci il naso, nonostante la presenza dei centristi, dobbiamo votare per il Centro Destra.
Perchè, quand’anche non facesse nulla (ma credo che la legge Fornero venga srivista e una ritoccata verso il basso delle tasse vi sarà) sarebbe sempre utile impedire la prosecuzione di una legislazione che ci stava persino portando il barbaro ius soli.
Cominciamo ad accontentarci del minimo sindacale per fermare il declino e poi potremo anche pretendere che si cominci a risalire dal precipizio in cui ci hanno precipitato Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.

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Il singolare modo della sinistra di abbassare le tasse

Dopo un centinaio di anni, la sinistra ha capito che i cittadini non gradiscono pagare le tasse.
Sappiamo tutti che un certo livello di contribuzione per il mantenimento dello stato è necessario e quel livello non abbiamo problemi a pagarlo, ma quando è troppo riteniamo legittimo applicare una autodifesa che si manifesta non solo cercando di evitarle, ma anche votando per quei partiti, di Centro Destra, che incarnano l’opposizione allo stato predone.
Adesso, a meno di due mesi dal voto, prima Renzi e poi Grasso ci hanno comunicato come intendono abbassare le tasse.
Il primo propone l’abolizione del canone rai, una delle tre tasse più odiate ed odiose (le altre sono quella sulla casa e il bollo auto) che lui stesso aveva imposto nelle bollette elettriche per farlo pagare a tutti.
L’altro invece vuole abolire le tasse universitarie.
Bene, bravi, bis, continuate a provarci, ma c’è un ma, anzi più di uno.
Ambedue intendono mettere a carico del bilancio pubblico il corrispettivo delle due tasse da erogare alla rai e alle università.
Ma metterlo nel bilancio pubblico significa farlo pagare, ancora una volta, agli Italiani tutti o aumentando altre tasse, o aumentando il debito pubblico.
I due furbacchioni, sapendo di non poter competere con le concrete proposte del Centro Destra in materia fiscale perchè non ne hanno il retroterra culturale, si trasformano nel mago Otelma, anzi si trasformano nel giocatore che propone, negli anfratti malfrequentati delle città, il gioco delle tre carte.
Con le loro proposte a perderci è sempre il cittadino che deve sempre pagare.
Il canone Rai va abolito senza compensazioni e sarà l’ente a predisporre i bilanci, come tutte le televisioni concorrenti, in base ad entrate autonome, con la pubblicità ed eventualmente con un abbonamento che, però, dovrà essere rigorosamente volontario.
Meglio ancora se la rai fosse privatizzata, evitando quindi ogni collusioni con i governi di turno.
Senza considerare che il livello della proposta renziana lo abbiamo se si considera che la ragione per inserire il canone nelle bollette della luce era fondata sulla larga evasione in molte zone d’Italia (essenzialmente nel sud) e così veniva fatto pagare a tutti.
Metterlo a carico del bilancio dello stato significa farlo pagare a chi già paga le tasse, liberando gli evasori  (contro cui Renzi e compagni si scagliano ogni giorno, a parole) anche da quell’obbligo.
Quanto alle università, l’abolizione delle tasse le renderebbe più che statali, governative, perchè dipenderebbero esclusivamente dalla buona volontà dei governi per il loro mantenimento.
Sarebbe la perdita totale di ogni autonomia con una classe docente totalmente asservita al potere.
Magari poi Grasso penserebbe anche ad un giuramento di fedeltà in cambio dei contributi (che, peraltro, saremmo sempre noi a pagare !) ?
Le due proposte sono solo fumo negli occhi, specchietti per le allodole di due modi di interpretare il governo fondati, alla pari, sul sopruso nei confronti dei cittadini ai quali far comunque pagare di tutto e di più, per tenerli sempre più soggetti al ricatto della regalia statale.
La vera libertà degli individui,invece, sta nella possibilità di gestire in proprio, quanto si guadagna dal proprio lavoro, senza prelievi predatori eseguiti con la forza dalle leggi fiscali, con i quali ognuno paga direttamente ciò che consuma e paga per ciò che consuma lui, non per quello che consumano altri.
Il primo passo nella giusta direzione è una flat tax che, abolendo e riunendo più tasse, riduca l’impatto fiscale sulle nostre tasche e anche il costo dei relativi adempimenti.

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Contro la disinformazione occorre un Centro Destra unito

I primi giorni di campagna elettorale vedono il pci/pds/ds/pd, sostenuto dai megafoni di regime della stampa, radio e televisione, raccontare la favola di una situazione migliore per merito suo.
Peggio ancora si attribuiscono azioni che non hanno fatto, come ridurre le tasse e si inventano partite di giro pensando di prendere in giro gli Italiani con la finta abolizione del canone, garantendo peraltro alla rai gli stessi soldi “da parte dello stato”, cioè quelli depredati sempre dalle nostre tasche con le tasse di ogni ordine e grado.
Il pinocchio cattocomunista cerca così di sollevare un polverone mediatico, nascondendo la verità e raccontando una storia che nessuno di noi vede.
Si conferma così la barzelletta sui talenti che Dio diede agli Italiani: onesti, intelligenti e di sinistra.
E a Pietro che gli obiettava come ne avesse dati solo due agli altri popoli, Dio dispose che confermava quei tre talenti, ma potevano coesistere solo due per volta nella stessa persona …
Davanti ad una mala informazione, che cerca di irretire anche Berlusconi lisciandolo per il verso del pelo come fanno Scalfari e l’ex direttore di Ecomunist che lo aveva sempre attaccato, il Centro Destra non può che essere unito, con una quarta gamba che non può essere l’infida ala centrista pronta a traslocare altrove “per responsabilità”, ma la Destra Radicale e patriottica di Casapound e Forza Nuova.
La prossima settimana si riuniranno Salvini, Berlusconi e la Meloni e così sapremo se dovremo scegliere il meno peggio oppure potremo gioiosamente scegliere il meglio.

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Da TeleKabul a TeleCorea (del Nord)

La sinistra, che non può vincere per le idee ed ha sempre necessità di un “aiutino” che sia quello della magistratura o dell’unione sovietica europea con lo spread forzato sennò resterebbe perennemente all’opposizione, può contare anche sull’untuoso, infido servilismo dei media.
La stampa, si sa, è schierata al 90% con la sinistra, come vogliono i padroni dei rispettivi giornali.
La televisione, a parte, con molto pudore, Mediaset … uguale.
Le trasmissioni di presunta informazione sono tutte orientate a dare spazio alle tesi del pci/pds/ds/pd.
Nella serata del 3 gennaio, Sky Tg24 economia si è prestato a continuare la sua opera di casa di risonanza dei cattocomunisti.
Cercando di impallinare il programma di Forza Italia (presenti un senatore di FI, una parlamentare renziana e un giornalista finto imparziale, con il solito sistema del due contro uno) con l”evidente scopo di seguire la linea de Il Sole 24 Ore che vorrebbe proiettare la percezione che non sia possibile fare nulla perchè costerebbe troppo la flat tax, costerebbe troppo ripristinare un’età di pensionamento decente, costerebbe troppo ridurre le tasse.
Certo, costerebbe troppo se il governo si inginocchia davanti all’unione sovietica europea, se invece facesse quello che, grandi e piccoli stati, fanno, prendendo quel poco di buono che viene da Bruxelles (ma non chiedetemi qual’è, perchè non mi viene in mente nulla, posso solo supporre, anzi sperare che qualcosa di buono ci sia da qualche parte) e seguendo solo l’interesse nazionale per tutto il resto, allora il programma del Centro Destra è realizzabilissimo.
Ieri sera, poi, sempre Sky Tg24 economia ha usato il sistema opposto per la sua cassa di risonanza.
Il conduttore con voce stentorea, come il banditore delle fiere dell’antico west che illustrava le qualità miracolose delle pozioni di acqua riscaldata, leggeva il bollettino della vittoria: diminuiscono le tasse (e chi se n’è accorto ?), aumenta la capacità di risparmio delle famiglie (beh, adesso che Banca Etruria non c’è più …) , tutto va bene, anzi benissimo.
Tre ospiti, solo uno, quello dei consumatori, con qualche perplessità subito rintuzzata dal conduttore, che esprimevano felicità per i risultati, ma grande preoccupazione per il dopo elezioni.
Il messaggio era semplicissimo: se il pci/pds/ds/pd perde e torna il Centro Destra, tutto questo Bengodi svanirà.
Ma facciamolo svanire questo tutto fatto di tasse (quella sui risparmi aumentata al 26% !) e di balzelli vari (veggasi i sacchetti del supermercato e gli aumenti delle bollette luce e gas).
Naturalmente non una parola sull’invasione degli immigrati.
In radio, poi, sembra che la velina sia quella di fare scudo, anche umano, contro le critiche sulle leggi cattocomuniste.
Ultima, a “sei su radio uno” delle sei del mattino del 5 gennaio, il penoso tentativo di sminuire la portata dell’ignobile provvedimento sulle buste da supermercato.
Hanno intervistato un tizio che, con voce impostata come se fosse divinamente ispirato, ha detto che la polemica è costruita sul nulla, sia per il costo (ma comunque un costo c’è) e poi tirando fuori una storia veramente fantasiosa.
Secondo il Solone di turno se andassimo al supermercato con i nostri sacchetti, qualora si verificasse un caso di intossicazione alimentare, il supermercato si difenderebbe dicendo che è colpa del consumatore che ha portato sacchetti non igienici.
Quindi, udite ! udite !, far pagare al consumatore il sacchetto è nell’interesse del consumatore.
Una volta avevamo TeleKabul, ristretta al solo Tg3, adesso, come una metastasi, si è diffusa a tutta l’informazione (e osano parlare delle fake news, imputandole agli “altri” ?) e abbiamo una informazione da TeleCorea (del Nord).
Un suggerimento.
Fino al 4 marzo, smettiamola di guardare telegiornali e trasmissioni di informazione, tanto sappiamo benissimo che il nostro interesse è ridurre le tasse, cacciare i clandestini e riprenderci la Sovranità sottraendoci agli ukase di Bruxelles.
E quindi sappiamo benissimo anche come votare.
Sicuramente non a sinistra.

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Sessanta giorni per la rinascita Italiana

Siamo a sessanta giorni dal voto del 4 marzo, fondamentale per il futuro dell’Italia e degli Italiani.
Noi elettori siamo chiamati a scegliere tra una miriade di “offerte” e “proposte”, ma sappiamo perfettamente che sono poche quelle che ci consentirebbero di sperare in un futuro migliore per noi e per i nostri figli e nipoti.
Sono le scelte Nazionaliste, Sovraniste e Identitarie le uniche che potrebbero dare alla nostra Gente la percezione che l’Italia può tornare ad essere quella Grande Nazione erede di Roma che, nel nostro animo, sappiamo che è.
I sondaggi ci dicono che il Centro Destra è ad una manciata di seggi dalla maggioranza assoluta.
Nessuno ci dice cosa faranno Casapound e Forza Nuova i cui voti potrebbero essere determinanti per superare quel 40% che ci regalerebbe un (piccolo) premio di maggioranza.
La corsa alla formazione delle liste e delle coalizioni è appena iniziata e leggiamo di tanti ricattini che i piccoli partitini e microliste spuntate per l’occasione formano ai partiti più strutturati, alla ricerca di qualche seggio sicuro.
A fine gennaio la situazione sarà più chiara e sapremo su chi puntare tra la Lega, Fratelli d’Italia, Forza Nuova e Casapound.
Nel frattempo non smettiamo di ripetere come un mantra le tre emergenze che dovranno essere affrontate dal nuovo governo di Centro Destra:
immigrazione, per bloccare gli arrivi ed espellere chi già è qui illegalmente, ripristinando il Valore della Identità Nazionale;
tasse, per cancellare quattro governi di predoni che hanno saputo rifilarci solo fregature e per introdurre il principio della flat tax che, consentendoci di trattenere più denaro nostro nelle nostre tasche onora il Valore della Libertà Individuale;
europa, per ritornare ad essere padroni a casa propria, riaffermando il Valore della Sovranità Nazionale piena e non limitata, c’è una sola strada, quella già percorsa dal Regno Unito, ricominciando anche a battere moneta nazionale.

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Minniti, il finto capace

La sinistra ha già mollato Renzi e cerca disperatamente un tutore per il futuro.
Se la soporifera prosa di Gentiloni non li soddisfa, ecco pronto il finto efficiente ministro degli interni.
E’ tutto un ripetere come Minniti sia riuscito a ridurre del 34% l’invasione dei clandestini.
Lo urla ogni giorno Skytg24, lo ripete il tg1 ed è sempre presente nei giornali radio.
Ma Minniti ha ridotto gli sbarchi unicamente in forza di un accordo con la Libia, esattamente come fece Berlusconi (solo che Berlusconi non mandava un aereo a prelevare i clandestini direttamente dai campi libici per portarceli in Italia).
Era il 2010, poi la sinistra applaudì l’intervento militare di Francia e Regno Unito che rovinò la Libia e anche l’Italia.
A ben guardare, le uniche due iniziative positive assunte in questi ultimi sei anni, sono entrambe copiate dal Centro Destra.
L’abolizione dell’imu sulla prima casa (già fatto nel 2008 da Berlusconi).
L’accordo con la Libia per bloccare i clandestini (già fatto da Berlusconi nel 2010).
E, allora, cos’ha di capace Minniti che copia il Centro Destra ?
Ma non è meglio rivolgersi all’originale e non ad una copia che, di suo, non ha nulla da dire ?

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Nessun dorma

Come ogni anno il presidente della repubblica intrattiene gli Italiani con gli auguri di fine anno.
A differenza degli ultimi anni, forse decenni, almeno dai tempi di Scalfaro, ho ascoltato il discorso nel quale si diceva avrebbe illustrato la scelta della data per lo scioglimento delle camere (peraltro dovuto).
Deludente, come prevedevo.
Un misto di vuoto in salsa del nulla.
Ci sono tre argomenti che avrei voluto ascoltare con le relative risposte.
Avrei voluto sentire il presidente dire che la Sovranità della nostra Patria non si svende ai rapaci aguzzini di Bruxelles.
Avrei anche accettato che si facesse l’elogio di una unione europea che, però, fosse nell’interesse dei Popoli e delle Nazioni e non di una oligarchia di squali della finanza senza volto (mandano avanti i rampantini della politica come quello di Rignano, come le loro ambizioni da arrampicatori sociali) e di pochi stati per i quali le regole sono un optional da rispettare o da ignare in base agli interessi nazionali.
Soprattutto quando non sono solo Germania e Francia, stati delle nostre stesse dimensioni, a fare i propri interessi, ma anche piccoli stati come, ad esempio sul trattamento fiscale, Iralnda e Lussemburgo.
Avrei quindi gradito che il presidente degli Italiani dicesse una parola chiara sulla Identita di un Popolo, una Gente che “una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di SANGUE e di cor” contro le derive immigrazioniste.
Invece, tutto il contrario.
Avrei infine ascoltato con piacere la parole fine alle tasse, dirette e indirette.
Quelle sui redditi, quelle patrimoniali sulle case che non danno alcun reddito, quelle su gas e luce in cui non si fa pagare, come sarebbe giusto, il consumo, ma fantomatici contatori e loro spostamenti.
Perchè un Popolo, una Nazione non ha Libertà se uno stato invasivo depreda i cittadini per sperperare il tutto con le proprie clientele.
Nulla di tutto questo.
Da vecchio democristiano, eletto nella ormai non più tanto inedita alleanza cattocomunista, Mattarella ha divagato, plumbeo e soporifero come il suo presidente del consiglio.
Mattarella e Gentiloni, tanto più pericolosi quanto più non ci si accorge di loro.
Nessun dorma, almeno fino al 4 marzo, perchè quelli, come nulla, te li trovi alle spalle per fregarti meglio. 

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Finalmente si vota

Dubitavo che avrebbero sciolto le camere e fissato la data del voto.
Negli ultimi otto-nove anni hanno fatto (con la complicità di Germania, Francia e dell’unione sovietica europea) tante di quelle porcate, che una piu, una meno, soprattutto con sondaggi negativi, avrebbero potuto benissimo metterla in atto.
Invece, anche se al limite dei settanta giorni previsti, andremo a votare, salvo imprevisti, il 4 marzo 2018.
Sarà un’ordalia.
Una scelta senza ritorno stante la totale contrapposizione delle visioni di società tra le due parti in causa, come sempre Destra e sinistra con i rispettivi caudatari centristi a volte schierati su un fronte, a volte sull’altro a seconda della convenienza.
I grillini, invece,  non hanno una visione se non quella di distruggere tutto e raccolgono solo tanta protesta, che non è costruttiva ma che rischia di consegnare l’Italia ad un commissariamento da Bruxelles.
Non c’è quindi alternativa al voto per il Centro Destra, obbligato a stare insieme se vorrà essere la prima coalizione.
Con tutti i dubbi e con tutte le difficoltà che ci sono.
Berlusconi, Salvini e la Meloni sono troppo intelligenti per non capirlo.
Sembra quasi certo che ci sarà una “quarta gamba” centrista, con quei voltagabbana che credono di mondarsi così del peccato di aver sostenuto Letta, Renzi e Gentiloni e mi auguro che ci sia anche una quinta gamba con Casapound e Forza Nuova.
Con tale schieramento sarebbe più concreto il premio di maggioranza per la coalizione che raggiungesse il 40% dei voti.
Credo che si debba anche guardare ai rapporti di forza all’interno della coalizione e se la Lega e Fratelli d’Italia dovessero ottenere più voti d Forza Italia e dei centristi, si aprirebbe una concreta opportunità per avere in Italia un governo similare a quello austriaco di Kurz.
Ognuno di noi ha ora quasi settanta giorni per pensare al suo voto ed alle opportunità che ne sono connesse.
Votare Lega (magari al senato) e Fratelli d’Italia (magari alla camera) potrebbe essere un modo per sostenere i partiti identitari e sovranisti, legandoli da un tale voto che li obbligherebbe ad andare in sintonia perché gli uni avrebbero il gruppo alla camera e gli altri al senato), l’unico possibile visto che il candidato nell’uninominale dovrà necessariamente essere collegato al partito che si vota (e viceversa) avendo la legge soppresso la libertà del voto disgiunto.    

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Quel soporifero, pericoloso parolaio di Gentiloni

Ieri ho ascoltato la lunghissima conferenza stampa di Gentiloni.
Domande inutili, alcune sciocche, altre intelligenti, ma tutte inutili perché, come una biscia, il presidente del consiglio cattocomunista le ha evitate tutte.
Ma cos’altro avrebbe dovuto dire Gentiloni ?
Ha perfettamente delineato la sua visione della società, in un modo che, così soporifero, non possa suscitare le reazioni ferocemente ostili che muovono le urla di Renzi o le sgradevoli figure di Bergoglio e della Boldrini.
Per questo Gentiloni è più pericoloso ed infido di tutti quei tre messi assieme.
Ha elogiato Bergoglio, ha blaterato sulle brillantissime leggi realizzate citando espressamente le unioni cosiddette “civili” e l’eutanasia mascherata da “fine vita”, ha confermato il suo favore per lo ius soli, ha accostato alla Patria anche l’unione sovietica europea come recitasse un mantra.
Gentiloni ha proposto una visione della società e del mondo in cui le singole identità si sciolgono in una massificazione senza radici, senza storia, senza futuro.
La sua agghiacciante visione prevede una tecnocrazia che faccia esperimenti sulla massa per creare un “uomo nuovo”.
I suoi reiterati anatemi contro i Nazionalismi, a favore dell’immigrazione, rappresentano, inconsapevolmente, ciò che quelli come lui vorrebbero realizzare.
Una società di sudditi, di schiavi, in cui le Opinioni vengono sanzionate e represse perché esisterebbe una sola opinione esprimibile.
Una società di automi, evirata nei Valori della Tradizione Occidentale e prona alle pretese degli invasori cui concedere praticamente tutto quello che i nostri Padri hanno cosruito, sottraendolo a noi.
Cos’altro doveva dire Gentiloni ?
Lui ha espresso la sua visione, toccherà a noi impedirne la realizzazione, per costruire, anzi restaurare tutta un’altra società, Libera, Sovrana, Identitaria.
Meno tasse, meno europa, meno immigrati.
Non siamo soli, nella stessa europa e nel mondo, a volerlo.
Molti sono i movimenti che vi aspirano anche nella nostra Italia.
L’iminente campagna elettorale ci darà le risposte necessarie, a cominciare dalla formazione delle coalizioni.
Forza Nuova e Casapound saranno capaci di stare in coalizione con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ?
E Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, saranno capaci di aprire la coalizione a Casapound e Forza Nuova ?
A breve avremo una prima risposta che potrebbe già escludere alcune scelte. 

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La guerra continua

Bergoglio, in una delle sue quotidiane esternazioni, ha detto che il Natale non è più quello che doveva essere.
Ha dimenticato di aggiungere che lui è uno dei principali responsabili per questo stravolgimento del Natale.
I suoi continui comizi da Peppone, la sua pervicacia nel pretendere che ci si faccia carico di problemi altrui, la sua protervia nel tener cordone alle Boldrini, ai Renzi, ai Grasso sullo ius soli a tutto danno di noi Italiani, hanno avvelenato il Natale 2017.
La stampa serva, agli ordini di un sinedrio mondiale di presunti ed autoreferenziali “eletti” (ma non dai Popoli) continua a martellare sulla  legge che avrebbe dovuto essere approvata.
Anche ieri mattina Radio anch’io, quella che era la miglior trasmissione radiofonica, si è prestata (ma Giorgio Zanchini non c’era, era evidentemente in opportune ferie) a fare da grancassa agli ultimi tentativi di far votare lo ius soli, ospitando Manconi, la De Petris, un paio di commentatori di parte e persino uno straniero, un giovane marocchino che pretenderebbe la cittadinanza italiana, a fronte della sola presenza isolata del senatore leghista Centinaio, forse pensando che il cognome bastasse a quella par condicio che ha visto un uno contro tutti e anche con poco tempo (molto meno del comizio di Manconi) per esporre le sue idee.
Non è da meno Sky tg24 che due sere fa, nei suoi quotidiani sondaggi, ha chiesto quale sarebbe la legge “più utile” della legislatura, facendo scegliere tra il divorzio breve, le unioni cosiddette “civili” (sic !) e la legge sul cosiddetto “fine vita”.
Quale la “più utile” ?
Nesuna delle tre, tutte rappresentazioni di una deriva che sta facendo strame dei nostri Valori, ma l’obiettivo era di proiettare l’idea che l’Italia avesse fatto dei passi avanti.
Si, li ha fatti, ma dall’orlo del baratro in cui si trovava e continua a rotolare per un dirupo di cui non si vede il fondo.
Continuano a berciare e adesso pretendono di rinviare le elezioni per cercare di approvare la legge sullo ius soli.
E la cosiddetta “informazione” dà loro uno spazio abnormecome se quella legge fosse unanimemente condivisa.
E allora perché non lasciare la parola agli elettori e tutta questa fretta di votarla ?
Quindi, la guerra continua.
La guerra contro la svendita della nostra Sovranità ad entità straniere, la perdita di Identità con il meticciato incombente dell’invasione i migratoria e dello ius soli e la povertà imminente in cui ci stanno portando, seguendo la loro vocazione ideologica, i cattocomunisti che non sopportano chi sta bene, perché chi sta bene ha anche il tempo di ragionare e valutare le loro devastanti iniziative riconoscendone la oggettiva malvagità.
Ascoltare le quotidiane esternazioni di Bergoglio, quindi, è un pro memoria che dice che siamo ancora in campo e che dobbiamo combattere, fino all’ultimo minuto.
Assieme con tutti coloro che vedono il pericolo gravissimo per il futuro della nostra Civiltà e della nostra stessa Gente se le tesi di Bergoglio fossero applicate, portandoci solo terrore, ignoranza e povertà.  

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