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Prendere esempio da Forza Nuova

Forza Nuova è uno di quei (troppi) movimenti identitari che raccolgono, legittimamente, l’eredità dell’Msi.
Logica vorrebbe che si rinunciasse all’individualismo del minimalismo, per aggregarsi, anche in forma federativa, soprattutto con il movimento maggiore.
E che la forma federativa sia quella più produttiva lasciando ad ogni singolo movimento aderente la libertà di manifestare le proprie individualità che sono un arricchimento per tutti, lo dimostra Forza Nuova con una serie di iniziative che hanno costretto la stampa serva di regime a darne conto.

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La giustizia sociale secondo i clerico marxisti

Ieri mattina, mentre guidavo per venire in montagna per il fine settimana, ascoltavo una delle trasmissioni radiofoniche che in genere, essendo al lavoro, non posso ascoltare.
Su Radio anch’io l’argomento, inframmezzato dalle notizie sul terremoto messicano, erano le pensioni dopo la ridicola proposta governativa di scalare, ma solo per la cosiddetta ape sociale, sei mesi alle donne per ogni figlio sino ad un massimo di due anni.

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l’articolo su Repubblica contro Giovanni Falcone

Abbiamo recuperato l’introvabile articolo di Sandro Viola che nel gennaio 1992 si scagliava contro Giovanni Falcone, accusandolo di essere un “guitto televisivo”. Qualche giorno dopo sullo stesso giornale Giuseppe D’Avanzo difendeva il giudice antimafia: “Non ha mai avuto una vita facile È il 9 gennaio del 1992, un giovedì. Il quotidiano la Repubblica in quel periodo vende mediamente circa 750mila copie.
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Restaurare i Valori della Tradizione

Dicono i meteorologi che il gran caldo stia per finire e un sito si sbilancia con il fissare al 1° settembre la data del fatidico cambio di stagione.
Bene, con il caldo e con le agognate piogge, finisce l’estate, meteorologica, ma finiscono anche le vacanze dei politici.
Se per alcuni, segnatamente quelli di governo, sarebbe meglio se le vacanze si prolungassero fino alle calende greche, così farebbero meno danni all’Italia, per quelli della nostra parte sono state anche troppo lunghe.

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Minniti, il falso sceriffo

E’ ufficiale: Minniti passa per essere un duro dell’Oklahoma, anzi essendo calabro,   dell’Aspromonte. Tutti a declamare l’efficienza e l’abilità del ministro dell’Interno del governo Gentiloni. Perfino Luttwak che gli ha riservato parole al miele.  “Minniti ha acquisito negli anni una expertise in materia di sicurezza e contro-terrorismo, è un professionista che conosce il mestiere.…

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Ma quali sono i Valori condivisi ?

Uno stato esiste in quanto comunità di persone che, avendo una base di Valori e Principi comuni, vivendo nello stesso ambito territoriale ed appartenendo alla medesima razza (che non è una parolaccia !), decide di darsi regole di reciproca convivenza per migliorare la propria sicurezza e benessere.Mi domando quali potranno mai essere i “Valori condivisi” con gente come la Boldrini, Mattarella, Galantino, Saviano, Renzi, Fiano, Boeri, Alfano, Gentiloni …

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Aggregare

Su una cosa Berlusconi ha ancora ragione: per vincere bisogna aggregare.
Ma il Cav sbaglia nel voler aggregare chi già ha dato ampia prova di inaffidabilità.
Invece la parola “aggregazione” dovrebbe risuonare a Destra dove è un controsenso che vi siano tante formazioni di vario dimensionamento elettorale che, unite, potrebbero ottenere una percentuale di “controllo” sufficientemente alta per poter bloccare le peggiori derive.

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In Sicilia come a Roma ?

Nel maggio/giugno 2016 a Roma si svolsero le elezioni per l’elezione del sindaco dopo il fallimento della tragicomica giunta di Marino.
I comunisti erano all’angolo e i grillini in auge, ma il Centro Destra avrebbe potuto dire la sua.
Stoltamente, innalzando la bandiera del “moderatismo”, Berlusconi scelse di sostenere Marchini, indigesto alla Destra che allora candidò Giorgia Meloni, il miglior candidato che tutto il Centro Destra avrebbe potuto mettere in campo, sostenuta anche da Salvini.

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Il lupo rosso perde il pelo ma non il vizio

Il revisionismo storico comunista è cosa nota, tanto da fare invidia al Grande Fratello del 1984 di Orwell.
Nella defunta Unione Sovietica venivano letteralmente modificati i testi di storia a seconda dei nominativi dei protagonisti (in auge o in disgrazia) e del’interesse di chi era al comando in quel momento.In Italia è stata rimossa la seconda guerra mondiale per ridurla ad una improbabile “resistenza” storicamente confinata negli ultimi due anni dopo il 25 luglio 1943 e, nella versione dei “resistenti” e loro odierni epigoni, totalmente dimentica dell’imprescindibile azione Anglo Americana (senza la cui invasione e occupazione non ci sarebbe stato il 25 luglio 1943 3 neppure il 25 aprile 1945) e, soprattuto, che l’Italia perse la guerra come risulta dagli oneri impostici.Nel 2011, dopo aver indebolito con la scissione di Fini – la cui inconsistenza elettorale emerse nelle elezioni del 2013 – ma non ancora abbattuto Berlusconi, le consorterie interessate a liberarsi di un governo che, come sulla tobin tax, assieme al Regno Unito trainava parte degli stati europei contro il prediletto asse tra Germania e Francia, fu promossa, con 40 ani di ritardo e fuori tempo massimo, un’azione militare contro Ghedafi con il quale il Governo Berlusconi aveva appena sottoscritto un accordo che stava bloccando l’invasione dei clandestini.Una invasione che creando, come vediamo oggi, enormi difficoltà e tensioni sociali jn Italia oltre ad un costo economico insopportabile, era ed è finalizzata ad una sostituzione etnica degli Italiani, troppo autonomi rispetto all’asse francotedesco, con”nuoviitaliani”.La guerra fu sostenuta essenzialmente dall’allora presidente della repubblica, il comunista mai pentito Napolitano, come ieri ha dimostrato nel suo editoriale ne “La Verità”, Maurizio Belpietro.Con una evidentemente sollecitata intervista a Repubblica, Napolitano, compreso che anche questa scelta come tutte le altre da lui operate (no alla Nato nel 1948, no alla legge elettorale nel 1953, si all’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956, no agli euromissili nel 1984 etc.)  fu sbagliata, cerca di riscrivere la Storia, autoassolvendosi e attribuendo a Berlusconi la decisione, salvo riconoscergli (sicuramente senza volerlo) la “responsabilità” per non aver aperto un conflitto istituzionale.Da questo fatto possiamo desumere 3 conclusioni:1) i comunisti continuano a cercare di manipolare la Storia a proprio uso e consumo, ma accusano chi vuole effettuare ricerche storiche serie di “revisionismo” introducendo anche sanzioni penali come in 1984 di Orwell;2) essere “responsabili” non solo non paga, ma è anche sbagliato per le scelte che si è costretti a prendere, contrarie alle proprie idee e agli interessi nazionali;3) Napolitano non ne ha azzeccata una in tutta la sua vita e anche a 92 anni sbaglia le proprie uscite.Ma gli abatini del politicamente corretto preferiscono aggredire Salvini per aver detto, anche su Napolitano e la guerra in Libia del 2011, quel che pensa almeno la metà degli Italiani.

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Sempre più in basso

Il governo Gentiloni, composto dai ministri di Renzi, ormai sta dando prove ripetute di incapacità che cercano di coprire, con la complicità dei media, con uno tsunami di parole e di falsi problemi.
Dalla vicenda Fincantieri al codice delle ong, a quella che inizialmente doveva essere una missione navale nelle acque libiche per contrastare le partenze dei clandestini ed è diventata una asfittica azione di supporto alla guardia costiera libica, quella di Gentiloni e dei suoi ministri non è una Caporetto, che avrebbe una sua drammatica dignità, ma solo una farsa da cral dopolavoristico.

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