Il programma perfetto

Non capisco chi mi dice che non sa per chi votare “perchè sono tutti uguali“.
Proprio oggi, parlando con un collega ed amico che mi ha esternato, lui di sinistra, i suoi dubbi volendo votare (“perchè è un dovere prima che un diritto”: sì, noi ultrasessantenni la pensiamo ancora così e mi piace sentir parlare di doveri e non solo di diritti) , ma non avendo fiducia in nessuno.
Gli ho risposto che io ho solo l’imbarazzo della scelta e mi piacerebbe poter votare tutti i partiti che considero meritevoli, almeno quattro: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Nuova e CasaPound.
I programmi elettorali non sono solo libri dei sogni, ma il solco sul quale intende incamminarsi il partito che li propone.
Poi bisogna tener conto delle resistenze, degli sgambetti, delle interferenze (come quelle dei tiranni europei) che condizionano fortemente una azione di governo.
Ne sa qualcosa il Presidente Trump che cerca di attuare il programma proposto e votato dagli elettori, ma viene continuamente sgambettato non solo dagli avversari democratici, ma anche dai magistrati che dovrebbero invece limitarsi ad applicare le leggi, non a bloccarle o modificarle (ma tutto il mondo è paese e noi ne sappiamo molto su quel tema …) e persino dai parlamentari del suo stesso partito.
Ma ci prova e continuerà a provarci e solo per questo merita di essere nuovamente votato.
Altrettanto dicasi per il Centro Destra di governo che ha tolto le tasse sulle successioni, ridotto le aliquote irpef, prodotto una legge contro l’immigrazione selvaggia, tolto la tassa sulla prima casa, realizzato una legge migliore sulla legittima difesa.
Poteva fare di più ?
Certamente, ma gli ostacoli si sono materializzati con le toghe e con le interferenze straniere.
Allora non sono tutti uguali.
Perchè ci sono quelli che vogliono dare la cittadinanza ad un milione di stranieri immigrati, che vogliono aprire le nostre città ad un’altra orda di immigrati, che vogliono la patrimoniale sui nostri risparmi e sulle nostre case per mantenere quell’orda di immigrati, che vogliono piegarsi ai voleri dell’unione sovietica europea, senza alcuna dignità.
E ci sono quelli che vogliono bloccare gli ingressi e cacciare i clandestini già presenti.
Ci sono quelli che propongono la flat tax e l’abolizione della Fornero.
Ci sono quelli che vogliono sì commerciare con gli atri stati europei, ma restando padroni a casa propria.
Questi rappresentano un programma perfetto e se anche solo, vincendo, ne realizzassero una parte, fermerebbero la decadenza della nostra Gente e porrebbero le fondamenta per una rinascita della nostra Patria.
E non si dica che sono tutti uguali, perchè Salvini e la Meloni mi sembra non abbiano nulla in comune con Renzi e la Boldrini (e i loro compagni).

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Un nuovo Risorgimento per l’Italia

La sinistra sembra destinata a perdere le prossime elezioni, arrivando anche al terzo posto dopo il Centro Destra e i grillini.
Per tentare di evitarne il collasso da tempo sono in azione i megafoni dei media asserviti ai padroni che, quotidianamente, martellano con commenti critici il Centro Destra e i grillini, esaltando invece la sinistra che ha “ben” governato, snocciolando ogni genere di elaborazione statistica finalizzata a dipingere l’Italia come un Bengodi e regalando ospitate a loro colleghi, ugualmente asserviti e ad “esperti” che, però, risultano consulenti di questo o quel governo o ministro, rigorosamente di marca pci/pds/ds/pd.
E costoro forniscono anche qualche suggerimento ai magistrati, come quando annunciano una indagine, che sembra inesistente, contro, tanto per cambiare, Berlusconi per la vendita del Milan.
Evidentemente tutto questo sbilanciamento della comunicazione e della propaganda, non basta.
Evidentemente i sondaggi devono essere particolarmente devastanti per Renzi e compagni, se hanno sentito il bisogno di interferire con le nostre elezioni anche due signori che con l’Italia nulla hanno a che fare visto che sono di nazionalità francese e olandese.
Costoro si sono permessi di “ammonire” e minacciare.
Costoro si sono arrogati la facoltà di “vietare” (non si può vietare nulla ad uno stato Sovrano nè ad un governo espressione del Popolo di quello stato !) di superare il limite del 3% di rapporto deficit pil.
Costoro si sono espressi condannando l’espressione “razza bianca” usata da quello che spero, oggi più che mai, sia il prossimo Governatore della Lombardia, ATTILIO FONTANA.
Costoro sono anche quelli che, con il ditino alzato alla Scalfaro, condannano la Russia per presunte interferenze nelle elezioni altrui, ma sono anche quelli che fanno ben di peggio perchè, dopo l’elogio di Micron a Gentiloni, adesso arrivano gli ascari per cercare di bastonare dove è possibile.
Costoro, con una presunzione sconfinata, hanno dichiarato che le elezioni in Italia rappresentano un rischio per la loro europa (forse vorrebbero cancellare la parola elezioni dal vocabolario ?).
E magari il voto italiano facesse andare a gambe all’aria la loro europa !
Sarebbe una liberazione per tutti i Popoli di questo continente.
Le elezioni del 4 marzo possono rappresentare un nuovo Risorgimento contro l’occupazione straniera che si manifesta con gli ukase della commissione europea e con l’invasione degli immigrati.
Due facce di un’unica medaglia finalizzata a soggiogare ed estinguere noi Italiani.

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D’accordo con Renzi

Per una volta sono d’accordo con Renzi quando dice che la prossima campagna elettorale sarà contro l’incompetenza e che l’avversario del pci/pds/ds/pd è l’M5S.
Infatti è una lotta titanica per il gradino più alto del podio (dell’incompetenza) tra Renzi e Di Maio.

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Il M5s è di sinistra senza SE e senza MA

Credo che gli elettori di destra abbiano  finalmente capito che il M5s che si era presentato come il partito del Né-Né (né a destra né a sinistra), non solo è di sinistra ma non esente da elementi di comunismo reiterato di matrice espropriativa.  Per paradosso, quel comunismo massimalista che non ha più il PD, viene sfoderato da loro. Dove?
Soprattutto nel “reddito di cittadinanza” che dovrebbe essere fatto a spese dei pensionati. Ecco un articolo di Gian Maria De Francesco per il Giornale che ben lo spiega  e che viene rilanciato anche dal sito libre idee:

Deficit, taglio delle pensioni e più tasse. Il fantasmagorico programma di governo del Movimento 5 Stelle si fonda su questo mix che, a prima vista, può sembrare quantomeno improbabile ma che, a guardarlo un po’ meglio, assume contorni terrificanti. 

“Tutto parte dagli annunci del candidato premier Luigi Di Maio contenuti in un’intervista concessa al Mattino. In buona sostanza, il reddito di cittadinanza a geometria variabile (da 780 euro mensili per i single a 1.950 per famiglie con due figli che hanno più di 14 anni) che, almeno nelle intenzioni costerebbe 17 miliardi dei quali 2 destinati a potenziare i centri per l’impiego, sarà finanziato per 12 miliardi dal taglio delle pensioni d’oro, cioè quelle superiori a 5mila euro. Come osservato in precedenza anche dal Giornale, tale intendimento significherebbe cancellare ex abrupto i 145mila trattamenti superiori a tale soglia. Ma, come precisato dallo stesso Di Maio, «saranno tagliate quelle sopra i 5mila euro netti non coperte dai contributi e comunque il risparmio sarà distribuito su più anni». Insomma, anche il reddito di cittadinanza presupporrebbe deficit, circostanza sempre smentita dai pentastellati”.

“Ieri la spiegazione dell’arcano da parte della deputata grillina Laura Castelli che in un colloquio con La Stampa interpellata sulla possibilità che la Consulta bocci come in passato la decurtazione, ha precisato che «il problema dei diritti acquisiti si può superare togliendo una quota a tutte le pensioni per poi redistribuire i risparmi da quelle d’oro a quelle più basse». Dunque la proposta del Movimento assomiglia molto a quella profetizzata dal Giornale: tagliare del 21% le pensioni sopra i 3mila euro mensili recuperando annualmente i 12 miliardi.” (fonte: Il Giornale)

Tutto chiaro, no? Si toglie a chi ha diritto per redistribuire in modo demagogico,  falso-egualitario e comunistico ai nuovi poveri del  Terzo mondo, poiché saranno loro i primi a beneficiare del loro “reddito di cittadinanza” avendo più figli,  come fui fin troppo facile profetessa nei confronti di qualche amico di destra, attratto dalla “novità” pentastallatica, allorché comparvero per la prima volta sul mercato dell'”offerta politica”, nel 2013.
E già che ci siamo, che garanzia di democraticità danno questi dilettanti allo sbaraglio assoldati dalla  ditta privata Casaleggio & Associati che fa capo all’associazione Rousseau?

Altro elemento di sinistra è l’immigrazionismo verso il quale sono sempre stati fortemente ambigui. Come non ricordare, del resto, che si attivarono per l’abolizione della Legge Bossi-Fini  la quale  contemplava il reato di immigrazione clandestina?

La loro lotta alla corruzione e contro i vitalizi fa semplicemente ridere i passeri. Quando l’Italia del monocolore democristiano, aveva sprechi e vitalizi a gogò e si facevano pure leggine-regalo per parenti e amici, il Paese correva come una locomotiva, c’era benessere per tutti ed eravamo tra le prime potenze industriali del mondo. Strano concetto dell’economia hanno i PentaGrulli, se pensano di raddrizzare i bilanci sui guasti prodotti dall’Euro, una coercizione valutaria imposta attraverso una moneta-debito  emessa dal Nulla, col semplice taglio dei vitalizi! Del resto, come è già stato notato, di uscita dall’Euro non ne parlano più.

La stampa di regime ci tiene molto a mostrarceli come gli antagonisti del PD, a metterli nel calderone delle forze “populiste” insieme alla Lega, accreditandoli come  vera “opposizione”.
Dal canto loro, i PentaGrulli che molto hanno in comune coi cespugli di Sinistra Italiana, e col  partitucolo giustizialista di Grasso “Liberi e uguali“, ci tengono a “smarcarsi” e a far vedere che “ballano da soli”.
Ma attenzione e a non cadere nella trappola di un eventuale fronte unico anti-grillino con il Pd e Renzi, vero Berlusconi?

Inserire una  quarta forza di sinistra come quella del M5s, nel paesaggio dei partiti,  raggiunge uno scopo micidiale per i nemici della nostra indipendenza: creare un fronte unico antigrillino in modo simil-tedesco (la Grosse Koalition) emarginando le “ali estreme” o quanto meno, calmierarle. Una Lega sedata e  “berlusconizzata” non piacerebbe più a nessuno, tanto per fare un esempio e perderebbe fatalmente il suo appeal.
Non si facciano intimorire i leghisti nei confronti della campagna “scandalistica” di queste ore contro l’ex sindaco di Varese Attilio Fontana, candidato al Pirellone,  per la sua affermazione sulla “razza bianca a rischio”. Se Fontana avesse usato il termine soft di “civiltà europea”, si sarebbero scatenati lo stesso a difendere la bontà dell'”accoglienza” ad ogni costo.

Il bacio gay dei grillini in Parlamento  durante il  passaggio del ddl anti-omofobia del 19 settembre 2013
Ma torno ai Pentagrulli, forza di sinistra massimalista (altro che semplici “populisti”!). Lo furono quando sostennero il matrimonio gay della Legge Cirinnà, come pure il ddl anti-omofobia del 19 settembre 2013, lo furono quando  sollecitarono per primi e sostennero l’eutanasia all’italiana del governo Gentiloni a fine legislatura, lo sono quando si mostrano ambigui e non vogliono scoprire le carte sull’immigrazione, perché temono di sembrare a loro volta “razzisti”. La loro astensione sullo ius soli, non va vista come un vero NO, ma come una semplice “sospensiva”.
Lo sono ancora di più quando sostengono i tagli delle pensioni per poter beneficare i “nuovi poveri”, e quando scatenano surrettiziamente  la guerra tra le nuove e le vecchie generazioni. Queste ultime, trattate da Nababbi che dovrebbero farsi decurtare le loro pensioni acquisite faticosamente e  già pagate con  fior di contributi, in segno di “solidarietà”. Con buona pace, per quei ceti medi già messi a dura prova da una crisi senza fine.
A corollario di tutto ciò, c’è la loro  conclamata incompetenza, inettitudine e superficialità oltre ogni limite, incapaci come sono di ovviare al problema-rifiuti di Roma (giunta Raggi) e all’acquisizione di un albero di Natale per la capitale che non faccia ridere i polli. Polli “spelacchiati”.

Serve altro?

I pretoriani della sudditanza

Giornalisti, “intellettuali”, “esperti” dell’economia e politici di sinistra, tutti rigorosamente “europeisti”, sono stati precettati dalla consorteria affaristico finanziaria per influenzare il voto degli Italiani in senso favorevole al mantenimento della sudditanza a Bruxelles.
Sbraitano tanto per le presunte interferenze russe nelle elezioni americane e nel referendum della Brexit, rispolverano vecchie fake news antirusse anche per le elezioni italiane, ma gli unici che interferiscono sono loro.
In modo smaccato con la marchetta di Micron a Gentiloni (se non è interferenza quella, pari al sostegno di Obama – con un ottimo risultato, veramente ! – al “remain” nel Regno Unito …) o in modo subdolo quando nelle trasmissioni televisive radiofoniche che, inevitabilmente, almeno in parte si ascoltano, chiamano una sfilza di parrucconi che, senza contraddittorio o contrapposti nella misura di tre contro uno, sbeffeggiano il programma di Centro Destra.
Ma cosa c’è da sbeffeggiare e perchè mai non dovrebbe essere attuabile l’abolizione della Fornero, la flat tax e la cacciata dei clandestini ?
L’abolizione della Fornero costerebbe solo 8 miliardi, meno dell’un per cento delle spese in bilancio e pari al costo delle mancette a pioggia di Renzi.
La flat tax restituirebbe agli Italiani più soldi in tasca con i quali pagare i servizi migliori, consentendo allo stato di ridurre le spese, uscendo dalle nostre vite, ad esempio vendendo e privatizzando la rai (quindi non più canone, bollette elettriche più leggere e denaro fresco che entra in cassa).
La cacciata dei clandestini, la fine del servizio taxi con la Marina Militare, farebbe risparmiare alle casse dello stato circa due miliardi all’anno.
Perchè non si potrebbe fare ?
La verità è che i parrucconi hanno paura che si faccia, perchè ci sgancerebbe dalla sudditanza dall’unione sovietica europea e dimostrerebbe che ha ragione, ancora una volta, Trump quando antepone l’interesse del suo popolo a quello degli altri.
Ma la fine della sudditanza sarebbe anche la fine dei parrucconi nostrani che, nella servile acquiescenza degli ukase europei, hanno costruito il loro status, pagati per strologare per iscritto e a parole in modo avulso alla realtà, con l’arroganza e la supponenza di chi si ritiene chiamato a “educare” il prossimo, quando dovrebbe invece essere rieducato lui, magari con il modello cinese della rivoluzione culturale.
Sconfiggere il 4 marzo i parrucconi, significa sconfiggere la consorteria affaristico finanziaria che vorrebbe guidare il mondo elargendo il nuovo oppio dei popoli tramite facebook, twitter e roba simile e cercando di soffocare le voci indipendenti, come quelle di Trump e, a casa nostra, quelle della Lega e di Fratelli d’Italia, che dicendo pane al pane e vino al vino, smontano e ridicolizzano la costruzione del “mondo perfetto”, buonista e politicamente corretto che ci vogliono far pagare con la perdita della nostra Libertà, Identità e Indipendenza.

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Salvini ha ragione anche sui vaccini

In Italia (e non solo, basti guardare a quello che accade negli Stati Uniti contro Trump solo perchè dice pane al pane e vino al vino) molti politici, non solo di sinistra, ma soprattutto molti “intellettuali”, si professano “democratici” e persino “liberali” ma, in realtà, hanno un animo stalinista.
In democrazia, quella vera, le imposizioni contro l’Individuo si riducono al minimo, tendenzialmente devono essere azzerate.
Lo stalinismo, invece, pretende di regolare tutto, fin nei minimi particolari, non lasciando alcuno spazio all’Individuo, comprimendone la Libertà perchè di un Individuo Libero lo stalinista ha paura: non sia mai che ragioni in modo autonomo !
La vicenda delle vaccinazioni rappresenta esattamente il discrimine tra chi ha il dna stalinista e chi ha il dna liberale.
I primi vogliono imporre le vaccinazioni a forza, sanzionando chi vi si oppone e interferendo in modo infame sulla conduzione di una Famiglia, dove lo stato non dovrebbe mettere becco.
I secondi, invece, puntano sulla informazione, lasciando comunque pienamente liberi i cittadini di decidere cosa fare, come è giusto che sia, soprattutto nei confronto dei figli, perchè per mio figlio decido io, non lo stato !, cosa sia più giusto fare.
Salvini nell’annunciare che abolirà l’obbligo di vaccinazione (undici vaccini !!!) ha mostrato di essere un vero liberale e un autentico democratico rispettoso della Famiglia come nucleo fondamentale della nostra Società.
Romani, appiattendosi sulle posizioni della Lorenzin (della Lorenzin, capiamoci bene !) ha dimostrato di avere, quanto meno, delle venature staliniste nel suo dna.
Un altro punto a favore del voto per la Lega.

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Perchè, Maroni ?

Non amo le dietrologie, però, al netto delle infami e faziose marchette giornalistiche, che Maroni abbia rinunciato a correre per la presidenza della Lombardia, una corsa probabilmente vinta in partenza, mi puzza alquanto.
Soprattutto se si accoppia con l’onore delle armi che gli viene tributato dalla stampa serva della sinistra, dalle parole che lui stesso ha pronunciato contro Salvini e quindi in un quadro dove tutti gli organi di presunta informazione tendono a erodere il consenso e la credibilità del Centro e, soprattutto, della Lega.
E’ voce comune che “gli investitori” e l’unione sovietica europea facciano il “tifo” per le larghe intese, a parole smentite da tutti.
La mossa di Maroni oggettivamente indebolisce la Lega e lancia una ciambella di salvataggio ad un candidato cattocomunista che non aveva speranze di vittoria, tanto che persino l’estrema sinistra pensa a coordinarsi con il pci/pds/ds/pd nella speranza di sfilare la Lombardia al Centro Destra.
Ma questo dipenderà dai lombardi che già si sono lasciati menare per il naso concedendo Milano prima a Pisapia e adesso a Sala.
La campagna elettorale è senza esclusione di colpi e il fuoco concentrico di televisioni, radio e giornali, tutti assieme a criticare sempre e soltanto il programma della Lega e del Centro Destra, mentre esaltano la millantata “serietà” di Renzi, mi dice che l’ordalia del 4 marzo sarà quella finale.
E, allora, perchè Maroni ha creato ulteriori difficoltà con la sua decisione ?
Cosa vuole, in realtà ?
Cosa gli hanno promesso ?
PERCHE’ ?
Probabilmente lo sapremo solo dopo il 4 marzo.

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I professionisti della disinformazione

Uno dice: ma perchè continui ad ascoltare la radio se critichi sempre il contenuto dei programmi ?
Posso rinunciare ai telegiornali e limitarmi ai film e telefilm registrati, alla lettura di quei tre quotidiani che leggo ogni giorno, ma non ad ascoltare la radio che accendo ogni mattina come seconda attività che svolgo (la prima è guardare l’ora).
E preferisco ascoltare una radio generalista che alterni varietà a informazione.
Del resto, non vivendo sotto una campana sono costretto ad ascoltare, vedere e giudicare.
Quindi sì, ascolto la radio e critico i programmi, soprattutto il modo con il quale vengono proposte le notizie.
Ieri mattina, ad esempio, tutti i giornali radio da quello delle cinque, hanno riportato due notizie vere.
Il bulletto di Rignano è andato a farsi ossequiare su La7 e Maroni ha rinunciato al bis come Governatore della Lombardia.
Ma come sono state proposte ?
E’ stato mandato in onda uno spezzone del comizio di Renzi e ripetuto più volte che i cattocomunisti possono recuperare, hanno la squadra migliore (capeggiata da Renzi ?!?!?) , faranno la campagna sulle “cento cose fatte” (male) e sulle cento da fare (fra cento anni, si spera).
Insomma, pur usando solo le parole di Renzi e riportandole, la notizia sul pci/pds/ds/pd è stata tutta improntata ad un tono positivo ed entusiasta.
Come invece hanno trattato la notizia su Maroni ?
Hanno parlato di spaccatura all’interno della Lega e tra Salvini e Berlusconi che non vorrebbe Fontana come successore (come non voleva Zaia al posto di Galan in Veneto ?).
E tutta la notizia era riportata in modo da dipingere quei mentecatti del Centro Destra, litigiosi, gretti, divisi.
La stessa cosa accade quando parlano (ad esempio su “sei su radio uno”) della flat tax e sull’abolizione della Fornero, centrando tutto sul costo (lunedì sera ho ascoltato un tizio che blaterava di un costo di 360 miliardi in … quaranta anni ! Già, però non ha detto che in quaranta anni, smettendo di farsi usare come taxisti, albergatori gratuiti, cuochi e servitori degli immigrati si risparmierebbero già 80 miliardi ? E che dire dei miliardi che risparmieremmo se privatizzassimo la Rai ? Forse in quaranta anni ci ripagheremmo l’abolizione della Fornero e ci resterebbe anche qualcosa per la flat tax !) e non sulla maggiore disponibilità che avranno i cittadini di denaro e di tempo, denaro e tempo unici fattori che possono riattivare il ciclo economico virtuoso.
Ed altrettanto fanno quando parlano di Trump e, come già fecero con Reagan, cercano di instillare il dubbio che non sia sano di mente, così da giustificare un eventuale colpo di stato.
Emuli del peggior comunismo che è quello che elimina chi vi si oppone mandandoli in manicomio.
Comunque è un bene ascoltare simile spazzatura, perchè mi motiva sempre di più a votare, senza neanche turarmi il naso, per la coalizione di Centro Destra nonostante la “quarta gamba”.
Tutta quella mefitica flatulenza che promana da una così faziosa espressione di “informazione” mi ricorda sempre chi è il nemico da combattere e da battere.
Senza se e senza ma.

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Più che un Caimano è un orsacchiotto Panda

Il vertice di ieri ad Arcore tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, ci obbliga al meno peggio, rinviando il meglio ad un prossimo futuro.
Eppure, questa volta, non ho particolari dubbi.
Dobbiamo fermare la deriva bergogliona e boldrinesca e quindi siamo costretti a far buon viso alla coalizione che ha le migliori possibilità di vincere, nonostante abbia imbarcato gli infidi centristi.
Berlusconi, sempre accusato di essere un “caimano”, si dimostra un orsacchiotto panda nei confronti di chi lo pugnalò e lo abbandonò nel momento del bisogno, un perdono degno di un re, ma che in questo caso sarebbe stato meglio evitare e comportarsi come un vero caimano.
Salvini e la Meloni non sono sicuramente degli sprovveduti e avranno fatto bene i loro conti che potrebbero contemplare l’eventualità di eleggere una manciata di possibili transfughi ma, grazie ai loro voti, assicurarsi una maggioranza tale che li renderebbe inoffensivi e nel momento in cui non fossero determinanti, non avrebbero alcun motivo per andare altrove.
In ogni caso, con questa pessima legge elettorale, il voto uninominale, coatto a prescindere dal candidato, ha una influenza minoritaria rispetto a quello proporzionale di lista dove esiste uno sbarramento del 3% che i centristi difficilmente supereranno.
E, comunque, spetterà a noi votare Lega o Fratelli d’Italia (oppure entrambi, uno al senato e l’altro alla camera) per rafforzare l’ala Sovranista e Identitaria della Coalizione.
Spiace veder dispersi i voti dei Patrioti della Destra Radicale.
Almeno li avessero presi come quinta gamba, sarebbero stati un momento di riequilibrio verso i centristi, offrendo anche una affidabilità di gran lunga superiore.
Anche in questo caso: sarà per la prossima volta.
E come scrisse Montanelli quarantadue anni fa, perchè ci sia una prossima volta senza che tutto sia perduto, anche turandoci il naso, nonostante la presenza dei centristi, dobbiamo votare per il Centro Destra.
Perchè, quand’anche non facesse nulla (ma credo che la legge Fornero venga srivista e una ritoccata verso il basso delle tasse vi sarà) sarebbe sempre utile impedire la prosecuzione di una legislazione che ci stava persino portando il barbaro ius soli.
Cominciamo ad accontentarci del minimo sindacale per fermare il declino e poi potremo anche pretendere che si cominci a risalire dal precipizio in cui ci hanno precipitato Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.

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Il singolare modo della sinistra di abbassare le tasse

Dopo un centinaio di anni, la sinistra ha capito che i cittadini non gradiscono pagare le tasse.
Sappiamo tutti che un certo livello di contribuzione per il mantenimento dello stato è necessario e quel livello non abbiamo problemi a pagarlo, ma quando è troppo riteniamo legittimo applicare una autodifesa che si manifesta non solo cercando di evitarle, ma anche votando per quei partiti, di Centro Destra, che incarnano l’opposizione allo stato predone.
Adesso, a meno di due mesi dal voto, prima Renzi e poi Grasso ci hanno comunicato come intendono abbassare le tasse.
Il primo propone l’abolizione del canone rai, una delle tre tasse più odiate ed odiose (le altre sono quella sulla casa e il bollo auto) che lui stesso aveva imposto nelle bollette elettriche per farlo pagare a tutti.
L’altro invece vuole abolire le tasse universitarie.
Bene, bravi, bis, continuate a provarci, ma c’è un ma, anzi più di uno.
Ambedue intendono mettere a carico del bilancio pubblico il corrispettivo delle due tasse da erogare alla rai e alle università.
Ma metterlo nel bilancio pubblico significa farlo pagare, ancora una volta, agli Italiani tutti o aumentando altre tasse, o aumentando il debito pubblico.
I due furbacchioni, sapendo di non poter competere con le concrete proposte del Centro Destra in materia fiscale perchè non ne hanno il retroterra culturale, si trasformano nel mago Otelma, anzi si trasformano nel giocatore che propone, negli anfratti malfrequentati delle città, il gioco delle tre carte.
Con le loro proposte a perderci è sempre il cittadino che deve sempre pagare.
Il canone Rai va abolito senza compensazioni e sarà l’ente a predisporre i bilanci, come tutte le televisioni concorrenti, in base ad entrate autonome, con la pubblicità ed eventualmente con un abbonamento che, però, dovrà essere rigorosamente volontario.
Meglio ancora se la rai fosse privatizzata, evitando quindi ogni collusioni con i governi di turno.
Senza considerare che il livello della proposta renziana lo abbiamo se si considera che la ragione per inserire il canone nelle bollette della luce era fondata sulla larga evasione in molte zone d’Italia (essenzialmente nel sud) e così veniva fatto pagare a tutti.
Metterlo a carico del bilancio dello stato significa farlo pagare a chi già paga le tasse, liberando gli evasori  (contro cui Renzi e compagni si scagliano ogni giorno, a parole) anche da quell’obbligo.
Quanto alle università, l’abolizione delle tasse le renderebbe più che statali, governative, perchè dipenderebbero esclusivamente dalla buona volontà dei governi per il loro mantenimento.
Sarebbe la perdita totale di ogni autonomia con una classe docente totalmente asservita al potere.
Magari poi Grasso penserebbe anche ad un giuramento di fedeltà in cambio dei contributi (che, peraltro, saremmo sempre noi a pagare !) ?
Le due proposte sono solo fumo negli occhi, specchietti per le allodole di due modi di interpretare il governo fondati, alla pari, sul sopruso nei confronti dei cittadini ai quali far comunque pagare di tutto e di più, per tenerli sempre più soggetti al ricatto della regalia statale.
La vera libertà degli individui,invece, sta nella possibilità di gestire in proprio, quanto si guadagna dal proprio lavoro, senza prelievi predatori eseguiti con la forza dalle leggi fiscali, con i quali ognuno paga direttamente ciò che consuma e paga per ciò che consuma lui, non per quello che consumano altri.
Il primo passo nella giusta direzione è una flat tax che, abolendo e riunendo più tasse, riduca l’impatto fiscale sulle nostre tasche e anche il costo dei relativi adempimenti.

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