L’Europa che vorrei celebrare

Ieri sono stati celebrati i sessanta anni del trattato di Roma che ha dato il via alla decadenza dei Popoli e delle Nazioni europee.
Tale celebrazione è perfettamente in linea con quelle che in Italia continuano ad essere promosse per “festeggiare” una cocente sconfitta militare.
Juncker e compagni si sono fatti benedire da Bergoglio nella loro missione di distruggere l’Eredità dei nostri Padri, sradicando i Valori e l’Identità dei Popoli e delle Nazioni europee con l’immissione massiccia di genti che nulla hanno a che spartire con la nostra Civiltà, la nostra Storia, la nostra Cultura, il nostro Sangue.
Gli sbrodolamenti radiotelevisivi sono andati in onda sin dal primo mattino quando una trasmissione solitamente interessante, Voci del mattino, ha cominciato a battere la grancassa sulla giornata ed ha ospitato persino un tizio che ha illustrato una iniziativa alla quale hanno aderito, tra l’altro associazioni quali Amnesty International e Antigone (e già simili adesioni qualificano l’iniziativa).
Costui ha annunciato che verrà immessa in Tevere una bandiera del soviet con un filo spinato per contestare la politica dei respingimenti (???) che sarebbe contraria ai valori (???) e, ovviamente, ai diritti umani e civili (sic !).
Naturalmente dei clandestini, perchè quando il conduttore, in un raro momento di lucidità dalla sbornia euroimmigrazionista, gli ha chiesto come fare anche per tutelare gli Italiani, costui ha di nuovo blaterato sui diritti e i doveri dei clandestini.
Degli Italiani non gli importa nulla, evidentemente.
Ho poi letto che Juncker ha persino equiparato i terroristi a noi Populisti, un modo per demonizzare chi si oppone alla svendita della Sovranità Nazionale.
Del resto che le oligarchie siano scatenate e usino tutti i mezzi a loro disposizione per impedire che la volontà del Popolo prevalga, lo vediamo negli Stati Uniti dove il Popolo ha eletto Donald Trump per bloccare l’immigrazione e restituire la sicurezza alle città, per abolire la riforma sanitaria di stampo socialcomunista realizzata da Obama e per abbassare le tasse e, ad oggi, procede con grandissime difficoltà tra l’ostilità delle oligarchie che hanno mobilitato i giudici non eletti e istigato al tradimento alcuni, ma determinanti, parlamentari repubblicani.
Eppure gli europeisti avrebbero la possibilità di unificare, nel nome del nostro continente, anche noi Populisti se solo sapessero ricordare quel che di buono veramente l’Europa ha portato.
In particolare la Civiltà che ha diffuso, con l’Epopea Coloniale, in tutto il mondo, veicolando Principi e Valori fondati sul Diritto Romano, sui Diritti veri delle Genti, un messaggio universale di progresso dell’Umanità.
Sarebbe da ricordare che, senza la nostra presenza e la diffusione di tali Principi, Valori e Conoscenze, vasti territori vedrebbero ancora popolazioni vivere in modo tribale come nell’età della pietra.
Sarebbe da ricordare il contributo che noi Europei abbiamo dato al progresso del mondo, della medicina, della scienza e della conoscenza.
E lo abbiamo dato perchè ogni Nazione d’Europa portava e diffondeva le sue peculiari caratteristiche, infatti l’Epopea Coloniale era fondata sui Nazionalismi degli Stati.
Ed è forse per questa caratterizzazione Nazionalista, profondamente invisa e osteggiata dalla oligarchia del soviet di Bruxelles, che si preferisce celebrare i sessanta anni per le peggiori espressioni di un europeismo malefico e marcio: l’immigrazione che sradica l’Identità Nazionale e la svendita, contro il volere popolare, della Sovranità Nazionale che corrompe gli animi e opprime la Libertà Individuale e dei Popoli.
Non praevalebunt, perchè un Popolo, una Gente, una Nazione è solo e soltanto: una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor.

Entra ne

Una voce per gli Italiani

Mentre dobbiamo ancora riflettere e commentare con più elementi di conoscenza su quanto è accaduto a Londra, per restare in tema di politica estera annotiamo come gli stessi commentatori che nei tre dibattiti tra Trump e la moglie di Clinton avevano dato vincente costei, dopo il primo dibattito a cinque tra i candidati alla presidenza francese hanno decretato vincitore Macron, il beniamino delle consorterie, colui che, pur essendo stato ministro di Hollande, viene definito “di centro”, il beneficiario prima della campagna scandalistica con la quale hanno fatto fuori Fillon.
Macron è il prescelto delle oligarchie di potere  che si chiudono a riccio cercando di evitare che una vittoria di Marine Le Pen, andando di conserva a Trump, possa sparigliare tutti i loro sporchi giochetti.
Naturalmente la stampa serva italiana segue e, obbediente ai padroni, ripete a pappagallo le notizie preconfezionate.
In aggiunta abbiamo una settimana in cui, con la questione del sessantesimo anniversario dei trattati di Roma, ce l’hanno menata in tutte le salse per fare propaganda a questa europa ostile quando non nemica.
Se, poi, aggiungiamo che in Sky tg 24 economia ogni sera è ospitato un esponente del pci/pds/ds/pd che, ovviamente, non può che tirare l’acqua al proprio mulino e, addirittura, ho ascoltato cattocomunisti che criticavano la gestione della vicenda dei voucher, come se non ne fossero i principali responsabili, mentre gli esponenti populisti ed eurofobici non vengono mai chiamati ad esprimere le loro opinioni ed ancora meno hanno, sulla radio pubblica, quindi anche nostra, uno spazio come quello che al sabato e alla domenica è concesso all’europa, allora dobbiamo proprio evidenziare la mancanza di una voce forte per gli Italiani.
Certo c’è La Verità e … e … Il Giornale ? Libero ? Non mi sembra che si sbattano molto e nei loro articoli percepisco una grande ambiguità nell’attesa della decisione su Berlusconi e delle decisioni di Berlusconi.
Il nemico può quindi contare su una incessante propaganda favorita anche dall’inclinazione al servilismo di gran parte della casta giornalistica.
Resta la Rete, unica voce libera … finchè non riusciranno a soffocarla.

Entra ne

L’aggressione a Trump nasconde interessi mostruosi

Sicuramente il tempo degli agenti federali americani sarebbe speso meglio se il Bureau si dedicasse alla caccia ai delinquenti, ai rapinatori, agli assassini seriali, ai terroristi, ma evidentemente quella che sotto Hoover era una Istituzione con la “I” maiuscola, oggi è semplicemente uno strumento ad uso di qualche abile manipolatore.
Che Trump non fosse gradito alle consorterie lo si era capito sin dalla campagna elettorale, quando persino il suo partito sembrava voltargli le spalle.
Che Trump abbia il sostegno degli Americani per bene è altrettanto risaputo e, per fortuna, le persone oneste sono riuscite a prevalere.
Ma che le leve del comando siano nelle mani di individui di pochi scrupoli e con conti in bance a nove zeri viene confermato dall’aggressività inusitata con la quale cercano di azzoppare o, probabilmente, rimuovere il Presidente legittimamente eletto che, con altrettanta evidenza, minaccia i loro luridi interessi.
Credo che nessuno di noi sia in grado di immaginare cosa ci sia dietro gli attacchi al Presidente Trump, possiamo solo vagamente intuire che ci siano le stesse mani che in Europa vogliono favorire le grandi coalizioni tra popolari, socialisti, verdi, liberali e comunisti pur di fermare ieri Hofer e Wilders, oggi la Le Pen, domani Salvini e la Petre.
Con ogni mezzo.
E con ogni mezzo abbiamo l’obbligo di rispondere, sperando che Trump reagisca più come Erdogan che ha spazzato chi ha cercato di ribaltarlo, che come Berlusconi che nel 2011 chinò la testa e si mise da parte.

Entra ne

L’accozzaglia dei servi delle consorterie

In Olanda il “vincitore” Rutte ha difficoltà a formare il nuovo governo.
Devono mettersi insieme almeno in quattro o cinque: liberali di destra e di sinistra, socialisti, popolari e verdi.
La stessa accozzaglia che è riuscita in Austria ad impedire l’elezione di Hofer.
La stessa accozzaglia che si sta riunendo attorno a Macron in Francia, venduto, lui che è stato ministro del socialista Hollande !, come un “centrista” e viene ricevuto con tutti gli onori dalla popolare Merkel.
Mentre in Italia Forza Italia (che continua a far parte del ppe della Merkel che pure a suo tempo complottò per rimuoverne il leader Berlusconi) ha gettato la maschera uscendo dall’aula del senato per non sfiduciare il ministro del pci/pds/ds/pd Lotti.
Popolari, socialisti, verdi, liberali, tutti assieme, a prescindere dalle differenze ideali che dovrebbero essere insormontabili, per difendere il soviet europeo, come soldatini agli ordini delle consorterie finanziarie che danno loro fama e lustro tramite i quotidiani di proprietà.
E il Popolo ?
Dategli una brioche !

Entra ne

La sottomissione dell’Olanda a luci rosse

Con il voto di mercoldì, gli olandesi ci hanno dimostrato perchè, pur essendo arrivati prima, furono soppiantati dagli Inglesi in America e ovunque.
Non hanno le palle.
Avevano un’occasione unica per dare una vigorosa spallata a tutta la costruzione affaristico finanziaria che sta portando l’Occidente allo sfascio morale, sociale, politico ed economico, invece hanno preferito credere ancora una volta nei “moderati” servi di Bruxelles.
Alcune considerazioni prima di quella finale.
1) Il partito “vincitore” ha ottenuto il 21% , perdendo 9 seggi.
2) Il partito “perdente” ha ottenuto il 13% , guadagnando 5 seggi.
3) I socialisti (che lì si chiamano “laburisti”) hanno perso 29 seggi (da 38 a 9): un augurio per il pci/pds/ds/pd.
4) La frammentazione politica è maggiore di quella italiana ma, nonostante ciò, l’Olanda guadagna 2 punti di pil. Evidentemente non è effetto di leggi elettorali, costituzionali o altre amenità del genere che Renzi e compagni ci hanno propinato fino al 4 dicembre, bensì di capacità amministrative che Renzi e compagni non hanno, ma Rutte e soci sì.
5) Rutte ha “vinto” spostandosi a Destra e quindi sottraendo voti a Wilders, soprattutto con la polemica con Erdogan che,a questo punto, è divenuto il Grande Elettore di Rutte.
Considerazione finale (da cui il titolo).
L’Olanda, come altri stati del nord come la Svezia, la Danimarca, la Norvegia, stanno pagando, con un indebolimento della volontà e dello spirito identitario, la frenesia sessuale che li ha caratterizzati.
Dal sesso libero, alla droga, alla omosessualità, all’eutanasia, sono tutte picconate alle fondamenta ed allo spirito combattivo di un Popolo.
La Storia non ci sta insegnando proprio nulla, visto che ripetiamo e riproduciamo gli stessi errori e le stesse derive morali che hanno distrutto le grandi civiltà del passato, come quella Romana.
Ma non ci arrendiamo.
La guerra continua.

Entra ne

Il vero volto di certi spregevoli capitalisti

Nella battaglia, tutta antipatriottica, che certi giudici e politici hanno ingaggiato negli Stati Uniti per ostacolare la politica del Presidente Trump, si aggiungono alcuni spregevoli capitalisti che, dopo tanto buonismo, hanno gettato la maschera e si sono accodati per impedire che l’ordine esecutivo che inibisce l’ingresso negli Stati Uniti da soli sette paesi musulmani, non sia mai efficace e, anzi, venga ritirato.
La loro motivazione è tutta nel dire che hanno moltissimi dipendenti immigrati, a dimostrazione dell’interesse che hanno nel calmierare artificialmente le retribuzioni, danneggiando i propri connazionali, assumendo stranieri, pur di incrementare il personale patrimonio.
Quelli non sono capitalisti, ma semplici arricchiti, che si comportano da avidi parvenu senza alcuna cultura dell’economia, del risparmio, della Nazione e della solidarietà.
Sono loro che, manovrando politici soprattutto democratici, hanno imposto una politica dell’economia che penalizza i cittadini, nella fattispecie degli Stati Uniti ma, poichè quella razza di capitalisti si trova ovunque, anche in Italia e nelle Nazioni europee.
Il primo compito di uno stato è incrementare il benessere e la sicurezza dei propri cittadini.
Esattamente il contrario di quel che si propongono di fare coloro che si oppongono a Trump, Le Pen, Salvini.
E non so se siano da biasimare più costoro che, almeno, pur senza Ideali nè Valori, perseguono il loro esclusivo utile e si arricchiscono o quelli che, reagendo come il cane di Pavlov alle paroline d’ordine (antifascista, populista, razzista etc.) si accodano e forniscono a costoro la carne da cannone delle loro manifestazioni di piazza,  non solo li seguono, ma ignorano di essere becchi e bastonati, perchè sono tra i primi a perdere il lavoro o a veder ridotta la remunerazione per fare spazio agli immigrati con l’unica finalità di arricchire i capitalisti che li sfruttano.

Entra ne

Metodo Trump

Se la masnada sinistra e bergogliesca pensava che Trump fosse una copia di Berlusconi e che, per troppa bontà d’animo, una volta assunta la presidenza, si sarebbe fatto fagocitare dalla piovra e avrebbe rinunciato alle sue proposte, deve cominciare a ricredersi.
Non sono stati necessari i fatidici cento giorni, ma ne sono bastati sette per imprimere una svolta epocale alla presidenza.
Sospesa la diffusione dell’ Obamacare, revocati spazi e soldi per ecoambientalisti, omosessuali, abortisti, accordi per nuove fabbriche e nuovi posti di lavoro, ordine esecutivo per il muro antimmigrazione.
Ogni giorno ha la sua pena per sinistrati e bergoglioni.
Noi dobbiamo seguire Trump nella sua politica che ripristina la legittima supremazia dei cittadini di una Nazione nei confronti degli stranieri.
A marzo in Olanda, in aprile in Francia, in settembre in Germania, altri stati potranno seguire Trump, come già sta facendo il Regno Unito.
Adesso che Trump incontri Putin, revochi le sanzioni e costituisca una diarchia mondiale che sappia rimettere in riga questo mondo alla deriva.

Entra ne

Trump Day

Otto anni sono lunghi e veloci al tempo stesso.
Mi sembra ieri quando George W Bush dovette lasciare la Casa Bianca ma non ad un democratico qualunque, bensì al primo negro eletto presidente, di sinistra, più socialista che liberal, con autoconfessato assaggio di droga in gioventù, di incerte origini (il padre non è mai stato cittadino statunitense, ma era ed è cittadino di uno stato africano), sostenuto (e si è visto che ha pagato il debito) dalle organizzazioni omosessuali, con una moglie che ha dichiarato che con l’elezione di suo marito è stata la prima volta di sentirsi orgogliosa degli Stati Uniti, quindi una antipatriottica.
Obama si è dimostrato quello che i suoi detrattori avevano denunciato sin da subito: inadeguato al ruolo.
Ha distrutto una fitta tela di alleanze, ha sbagliato mosse (complice anche l’improvvisata segretaria di stato, la moglie di Clinton incompetente quanto lui e talmente ambiziosa da pretendere pure la presidenza), ha favorito la caduta di regimi dittatoriali, sì, ma che da decenni garantivano stabilità in Africa e in Asia, riaprendo la guerra fredda con la Russia, decretando sanzioni che hanno danneggiato principalmente l’Italia.
Un bilancio tutto in rosso (in ogni senso).
Eppure anche questi otto lunghi anni di disfacimento, sono volati via e oggi alle 12 ore di Washington, 18 ora italiana, Donald Trump giurerà come 45° presidente degli Stati Uniti (o dobbiamo attendere il comunicato ufficiale della suffragetta ex teleKabul ben individuata nella vignetta di Krancic pubblicata sul Giornale di sabato 14 gennaio ?).
Finalmente !
Ovviamente noi possiamo solo auspicare che Trump agisca in base alle sue dichiarazioni in campagna elettorale anche se sappiamo che dovrà combattere con le resistenze delle consorterie che, dopo aver cercato di impedirgli di raggiungere la candidatura e poi la presidenza, oggi gli hanno scatenato contro nani e ballerine e giullari vari.
Non sarà facile, ma anche le ultime dichiarazione a favore della Brexit, dell’apertura alla Russia, contro le paturnie ecoambientaliste, contro la politica immigrazionista della Merkel che vede noi Italiani tra i più danneggiati, fanno ben sperare noi e tremare chi, negli ultimi otto anni si è arricchito supplendo all’assenza della politica statunitense.
Non so se ci salverà Trump come sostiene Sallusti in un editoriale controcorrente rispetto alla politica consociativa che sta sostenendo in questi ultimi tempi.
Possiamo solo augurarcelo e, per ora, per oggi, sederci davanti alla televisione verso le 18 per guardare il giuramento del Presidente e, soprattutto, per godere dei commenti biliosi di tutta quella manica di commentatori ed “esperti” che si erano espressi e avevano puntato la loro credibilità sulla vittoria della moglie di Clinton.
Le loro facce gialle sono, da sole, un beneaugurante avvio della nuova era.

Entra ne

L’Italia presa a calci

Il soviet europeo chiede che l’Italia tiri fuori altri 3,4 miliardi per ridurre le spese.
Il soviet europeo, in ginocchio davanti a Berlino, apre un’indagine sui modelli di FCA.
Il soviet europeo ci costringe a continuare a prenderci in casa gli immigrati, spendendo per il loro recupero in mare, il loro alloggiamento, il loro sostentamento, le cure da prestare loro.
Bontà sua ci consente di aumentare il debito, ma una vera solidarietà imporrebbe di restituire all’Italia quello che spende (magari mettendone una quota anche a carico del Vaticano) non che noi ci si debba indebitare per l’accoglienza.
Insomma l’Italia, che con Renzi ha suonato la grancassa sul “paese fondatore” del soviet, viene presa bellamente a calci, umiliata e derisa.
Intendiamoci: i debiti vanno pagati e l’Italia deve rientrare dal suo debito, tagliando le spese e anche vendendo una parte del cospicuo patrimonio artistico, come tutte le famiglie che si vendono i gioielli di famiglia per conservare dignità e indipendenza.
Ma è stupido continuare ad indebitarci, chiedendo tra l’altro il permesso al soviet, contribuendo sempre più a stringerci il cappio al collo.
Allora guardo con speranza a quella che potrebbe essere una profezia di Trump.
The Donald, bacchettando la Merkel sull’immigrazione, dicendo quel che i partiti “populisti, razzisti, xenofobi, omofobi etc.” vanno sostenendo da sempre, ha anche dichiarato che la Brexit è una gran bella iniziativa e che seguiranno altre nazioni, liberandosi dal giogo del soviet.
Ecco, prendiamo quell’intervista come un auspicio che lo stesso Trump potrebbe agevolare in base alla politica che svolgerà e se il buongiorno si vede dal mattino … 

Entra ne

Neanche Obama gioca nella NOSTRA squadra

Continua la campagna tendente a proiettare l’idea che la vittoria di Trump non sia legittima.
Ogni giorno un servizio da parte dei talebani di sinistra (praticamente tutti i quotidiani, giornali radio e televisivi) per “annunciare” che i servizi segreti americani hanno concluso circa l’intervento di hacker russi agli ordini di Putin.
La tecnica è scoperta e punta sulla distrazione di chi ascolta.
“Domani” i vertici dell’ intelligence da Trump per illustrare le conclusioni dalle quali emerge l’intervento della Russia per danneggiare la Clinton.
“Oggi” i vertici da Trump e gli forniranno le conclusioni etc. etc.
“Ieri” i vertici da Trump etc. etc.
Così, con una notizia marginale, bombardano ripetutamente i più boccaloni e distratti.
Maestra in ciò la suffragetta Bottari Giovanna, già Telekabul, che non ha preso proprio bene la sconfitta della sua prediletta e, pagata da noi, invece di fornirci notizie dagli Stati Uniti confeziona continuamente pistolotti anti Trump (e ricordandoci le sue opinioni trasformate in “dati oggettivi” prima delle elezioni – e abbiamo visto come sono finite le elezioni ! – non possiamo certo essere contenti di come sono spesi i nostri soldi).
Poi c’è la campagna che tende ad accreditare che Trump sia isolato perchè tutte le “star” (nani e ballerine ..) si rifiutano di partecipare alla sua inaugurazione.
Non arrivano a capire che proprio il fatto che i privilegiati che nulla producono se non illusioni e che entrano nelle cronache spesso per vicende non edificanti (sesso, droga, capricci) rifiutano Trump ci dicono perchè chi lavora,, il Popolo, lo ha preferito alla loro rappresentante.
Infine Obama che cerca di proiettare l’idea di essere un buon presidente e non quel disastro che invece è stato.
Ha perso alleati, ha scatenato guerre senza vincerle, ha dimostrato di non essere in grado di proteggere i suoi amici, ha consegnato gran parte del medio oriente all’estremismo islamico, ha riaperto la “guerra fredda” con la Russia.
Imperterrito, dimostrando che, a differenza di qualsiasi persona di media intelligenza, non impara dai suoi errori, oltre a cercare di mettergli i bastoni fra le ruote, si mette pure a dare consigli a Trump.
Contro Putin che, a dire di Obama, “non gioca nella nostra squadra”.
Se Putin non gioca nella squadra di Obama, visto che Obama sicuramente non gioca nella nostra, allora Putin gioca nella nostra in base al principio che il nemico del mio nemico è mio amico.
Per fortuna Trump non si lascia irretire dalle chiacchiere di Obama e, se riuscirà ad arrivare alla presidenza e non riusciranno a metterlo fuori gioco, si apriranno nuove prospettive anche con la Russia di Putin, ultimo baluardo ci una Civiltà che ormai ha ceduto tanto  sui Valori Morali (prendendo a modello proprio quei nani e ballerine che non amano Trump) quanto sull’affermazione politica che ne ha caratterizzato gli ultimi trecento anni.
Chissà, magari avremo una bella inversione di tendenza dall’alleanza tra Trump e Putin.

Entra ne