Sottomessi

Se qualcuno volesse capire perchè i francesi sono stati costretti ad inventarsi Asterix per nascondere la disfatta dei loro “campioni” contro i Romani e oggi celebrano, come unico loro “eroe” reale, un tiranno sanguinario come Napoleone (sconfitto dall’Inglese Wellington a Waterloo) potrebbe limitarsi a confrontare le risposte che hanno dato Inglesi e francesi davanti alle pretese della congrega internazionalista di dominare i rispetti vi Popoli.
L’anno scorso gli Inglesi, contro tutti e tutto, votarono con dignità, dando la maggioranza alla Brexit, riprendendosi la Sovranità Nazionale.
Ieri i francesi, ormai sottomessi, hanno preferito certificare il loro asservimento, votando il fiduciario della congrega invece di ribellarsi, riconquistando non solo Sovranità ma anche Dignità.
Non ho mai avuto fiducia nei francesi, ne ho ancora meno oggi dopo il risultato.
Mi auguro che fra un mese alle politiche saranno tutti così tanto impegnati a buttarsi sulle briciole che la congrega lascerà loro, da rendere impossibile una maggioranza e, così, da aumentare quel caos e quella insicurezza che Hollande (socialista, uno dei peggiori politici mai apparsi in Europa) ha lasciato in eredità.
Rimane un risultato della candidata del Fronte Nazionale, ottenuto contro tutti e tutto, che, anche se non raggiunge quanto sperato, raddoppia quello ottenuto nel 2002 dal padre contro Chirac (che vinse 82 a 17).
La lunga marcia per riprenderci la nostra Sovranità e ripristinare la nostra Identità, continua.

Entra ne

La congrega dei peggiori

Domani i francesi potrebbero realizzare una svolta epocale per se stessi e per tutti i Popoli e le Nazioni di quella espressione geografica che è l’Europa.
Ma non lo faranno.
Non ho fiducia in quel popolo che, più di altri, si è sradicato con la massiccia invasione di stranieri, sopratutto africani.
Che avranno pure il diritto di voto.
Come vogliono fare anche da noi: sostituire gli Italiani che non mollano, con immigrati più manovrabili.
Marine Le Pen ha fatto una bella campagna all’attacco di una congrega che rappresenta perfettamente la decadenza di una Civiltà.
Non a caso contro di lei e il Fronte Nazionale si sono coalizzati tutti coloro che detengono o hanno detenuto un qualche potere politico e soprattutto finanziario ed economico, con i risulti che vediamo ogni giorno.
Contro di lei si sono espresse le categorie degli assistiti, dei privilegiati e della burocrazia.
Giornalisti,magistrati, calciatori, sindacati, attori, cantanti.
Contro di lei le organizzazioni che ci stanno riempendo di immigrati e di tabù tanto costosi quanto inutili come Greenpeace.
Contro di lei i parassiti in servizio permanente effettivo che sanno solo manifestare (e stanno tutti da una sola parte visto che disturbano sempre i comizi della Le Pen e mai nessuno disturba quelli di Macron, come in Italia, sempre contro la Destra mentre quelli “brutti, razzisti e cattivi” di Destra rispettano le manifestazioni di sinistra ma, si sa, la classe non è acqua) e vivere sulle spalle di chi lavora.
Contro di lei si sono schierate le icone della politica di sinistra che tanto male ci hanno fatto con le loro scelte che hanno svenduto una Civiltà vincente.
Come Obama, che si schiera: magari fornisse lo stesso abbraccio mortale che ha dato schierandosi contro la Brexit e per la moglie di Clinton.
Eppure è arrivata al ballottaggio e, se le riuscirà di superare il 40% avrà ottenuto una affermazione che condizionerà comunque i prossimi anni, soprattutto se tale affermazione verrà confermata tra un mese alle elezioni politiche.

Comunque vada, si evidenzia che il progetto della congrega dei peggiori inquina le Nazioni, danneggia i Popoli per l’interesse di pochi e i privilegio di chi si presta al loro gioco, tutti protesi a sottrarre ciò che non appartiene loro, ma è nostro.
In Francia come in Italia.
I media timorosi dicono che sono due progetti totalmente opposti.
Ed è vero.
Non sarà mai possibile una conciliazione, un punto di incontro.
Ovviamente si spera nel meglio, ma comunque vada ci sarà sempre qualcuno che sventolerà la bandiera della Nazione, della Identità e della Sovranità.

Entra ne

Il soviet contro il Regno Unito

Il soviet a trazione germanica ha mandato avanti i suoi alleati (strategicamente piazzati ai vertici del soviet stesso, per non apparire in prima persona) per dichiarare guerra al Regno Unito.
Finirà, come sempre è stato, per una disfatta di chi si mette contro la “perfida Albione”.
Evidentemente le lezioni precedenti non sono state sufficienti.
Con pazienza e tenacia, il nuovo impero germanico è riuscito a calamitare attorno a sè anche impensabili alleati, come la Francia del presidente designato (dalla congrega finanziaria) Macron.
Una ridicola riunione con ventisei comprimari, ha ascoltato le direttive della Merkel, per poi accodarsi all’unanimità che ha, di fondo, una sola richiesta: soldi come ritorsione contro una Nazione che ha voluto riprendersi la sua Sovranità.
La domanda che mi è venuta spontanea è: e se il Regno Unito non pagasse una lira (come è logico: perchè pagare qualcosa che non si usa ?) cosa fanno ?
Lo cacciano dall’unione ?

Entra ne

Basi elettorali

Se è vero quel che riportano i giornali (sono infatti sempre più convinto della inutilità dei giornalisti – e degli “esperti” – i cui commenti sono di una banalità che non si ritrova neppure al bar dello sport) c’è una analogia tra Trump e Marine Le Pen: la base elettorale.
Pur nella profonda differenza del sistema elettorale e soprattutto nella presenza di terzi e quarti incomodi, vedo che Marine è stata votata in provincia, in quella che è la Francia profonda, come The Donald costruì la sua vittoria negli stati a margine dei riflettori, nell’America profonda.
Probabilmente il motivo è dato dal buon senso, quello che da noi si chiama “la casalinga di Voghera”, che porta chi è in provincia, lontano dai lustrini e dalle bugie del potere, a ragionare con mente più riflessiva.
Così chi è in provincia più facilmente comprende che The Donald e Marine sono la risposta giusta ai problemi che ci assillano e che sono: tasse, immigrazione, sicurezza.
Sono risposte che negli Stati Uniti Trump può fornire, ma che in Europa necessitano di un passo preliminare: la riconquista della Sovranità Nazionale.
In provincia l’hanno capito, forse anche perchè in provincia arrivano meno (molto meno) sussidi che poi sono quelli che permettono a bande di fannulloni di marciare contro il voto a Trump o alla Le Pen.
E, ovviamente, sono disposti a votare per il maggiordomo delle consorterie pur di continuare a godere del privilegio di contestare gravando sulle spalle di chi lavora.
In Italia vediamo la stessa cosa se pensiamo che la maggior parte delle maggiori città è (era ?) amministrata dalla sinistra, quella degli ottanta euro, quella del reddito di inclusione, quella delle mancette agli statali e alle proprie clientele.
E’ una base elettorale che si sta creando, consolidando, confermando dietro a Trump, alla Le Pen (ma anche per la Brexit dove i grandi centri a cominciare dalla Londra che ha eletto sindaco un musulmano pakistano hanno votato massicciamente per l’unione sovietica europea senza però prevalere contro il buon senso della provincia) e, perchè no, dietro a Salvini e alla Meloni.
Che, però, non devono fare l’errore di ascoltare  le sirene ingannevoli di Alessandro Sallusti.
Meglio qualche anno in più all’opposizione, che mettersi nelle mani di un “moderato” pronto al connubio contro natura con Renzi.
Tanto la rinascita, al punto in cui siamo sprofondati, non potrà certo arrivare da un semplice voto, ma arriverà al seguito di qualche evento tragicamente catastrofico che obbligherà tutti a rimboccarsi le maniche, senza tanti fichi per la testa.

Entra ne

Sperare nel meglio ma prepararsi al peggio

Marine Le Pen ed Emanuel Macron andranno al ballottaggio.
Tutti gli altri candidati socialisti, comunisti e gaullisti hanno invitato a votare Macron.
Come era prevedibile e come già accadde quando il padre della Le Pen affrontò al ballottaggio Chirac.
Solo che questa volta il candidato non è un gaullista, ma un esponente della sinistra, per di più manifestamente asservito alle consorterie di potere finanziarie e affaristiche europee e mondiali.
Il tradimento di Fillon, che ha subito invitato a votare Macron, deve far riflettere sulla inaffidabilità dei cosiddetti moderati, quelli che ai tempi della dc in Italia facevano campagna elettorale per prendere i voti di Destra e poi usarli per fare comunella con i comunisti.
I francesi avranno due settimane di tempo per riflettere e se il primo passo è compiuto con il ballottaggio, l’ostacolo maggiore è vincere avendo tutti gli apparati finanziari, burocratici, mediatici e propagandistici contro.
Dubito che ciò possa accadere, ma ogni battaglia deve essere combattuta al limite delle proprie energie e anche oltre, con ogni mezzo.
Come accadrà in Italia al più tardi tra un anno.
Nulla dovrà essere lasciato al caso, nulla dovrà essere rinunciato.
Più voti riuscirà ad ottenere Marine Le Pen al secondo turno, maggior forza potranno avere le sue (e nostre) idee anche in Italia.
Una lunga marcia per quella che Marine Le Pen ha chiamato una insurrezione nazionale, per riportare al centro l’interesse della Patria.
Là la Francia, qui da noi l’Italia.
Speriamo nel meglio, ma prepariamoci al peggio e ad una lunga guerra di trincea.
In Francia, in Italia, in tutta Europa.

Entra ne

Un voto anche per noi

Per quanto non ami i francesi, il voto di oggi e il ballottaggio fra due settimane avrà influenza anche per noi Italiani.
La Francia ha sempre menato (ingiustificatamente) vanto di una sorta di autonomia, strettamente legata alla grandeur di De Gaulle.
Sconfitta sul campo, si è seduta per due volte al tavolo delle nazioni vincitrici grazie agli Inglesi e agli Americani, che l’hanno pure collocata tra le cinque potenze con diritto di veto nel consiglio di sicurezza dell’onu.
De Gaulle e i suoi successori, fossero di Centro Destra come Pompidou, Giscard, Chirac e Sarkozy o socialcomunisti come Mitterand e Hollande, hanno sempre preteso uno status particolare nella Nato, facendo mancare la solidarietà durante la liberazione dell’Iraq e supponendo di essere nazione guida in Europa.
A livello mondiale sono però sopravanzati da almeno sei nazioni (Stati Uniti, Regno Unito, Russia, Cina, Germania, Giappone) a livello europeo la Germania è il dominus dell’unione e il ruolo della Francia resta, a fatica, quello di primo gregario.
Ma dopo la Brexit, la Francia o, meglio, i francesi potrebbero dare la spallata definitiva ad una costruzione eretta esclusivamente nell’interesse delle oligarchie di potere.
Inutile fare “propaganda” ricordando la crisi economica, l’incapacità delle forze politiche tradizionali di farvi fronte, l’invasione di clandestini tra i quali si annidano i tagliagola di domani, i Karim, i Mohamed, gli Abdullah che nulla hanno di francese, tranne il timbro sul passaporto (eppure molti di loro possono persino votare per il presidente della Francia !!!).
Inutile ricordare i costi devastanti di una politica di svendita della sovranità nazionale, a tutto beneficio delle oligarchie finanziarie e della Germania.
Marine Le Pen non vincerà, come non poteva vincere in Olanda Wilders o Hofer in Austria, posto che tutti gli altri, TUTTI gli altri, fossero comunisti o popolari, socialisti o liberali o verdi, faranno, come hanno fatto in Olanda e Austria, comunella per impedire il successo di una forza Nazionale.
Sarebbe però importante il segnale di una forte presenza nazionalista, pronta ad assumere il comando se le cose, come penso, dovessero ancora peggiorare in campo economico come nel settore dell’immigrazione e quindi del terrorismo.
Importante è arrivare al ballottaggio.
Poi aumentare la percentuale, chiamando a raccolta tutti i cittadini francesi degni di tale nome.
Diventerebbe importante anche per noi Italiani, per le scelte che dovremo prendere al massimo fra un anno quando saremo chiamati a votare il nuovo parlamento.
La crescita costante delle forze nazionaliste in tutti gli stati europei è l’unica speranza per il nostro futuro, perchè noi Italiani, Inglesi, Francesi, Tedeschi, Spagnoli …, si possa ancora avere un futuro che non sia nella invasione dei Karim, dei Mohamed e degli Abdullah.

Entra ne

Il nemico del mio nemico,diventa mio amico

O, quanto meno, ha le mie simpatie.
A leggere le litanie degli organismi a libro paga della Spectre che trovano difetti di democrazia ogniqualvolta il risultato elettorale non è quello che volevano, Erdogan cresce nella mia simpatia.
Probabilmente non sono il solo a pensarla così, visto che Trump, nonostante i condizionamenti (ricatti ?) che subisce, ha telefonato per complimentarsi per la sua vittoria (Obama rimase a lungo silente, senza condannare il tentativo di colpo di stato che, forse, sperava riuscisse) mentre Putin ha ribadito che gli affari interni di uno stato sono, per l’appunto, affari interni, riecheggiando quel “Let Poland Be Poland” di Reagan e della Thatcher negli anni ottanta.
Invece la osce, l’onu, l’unione sovietica europea, la Merkel e (pensate un po’ !) Alfano, Hollande e Juncker, sempre con il ditino alzato ad ammonire, a pretendere, a impartire lezioni non richieste.
Prima a sminuire il 51,4% (Renzi avrebbe fatto le capriole nel letame se lo avesse ottenuto il 4 dicembre …) poi a imbeccare le opposizioni interne alla Turchia per contestare questo e quello.
Prima vogliono il voto, poi lo contestano.
Come con la Brexit o con l’elezione di Trump.
Davanti a quei nanerottoli, Erdogan sembra un gigante.
E mi sarebbe piaciuto se Berlusconi nel novembre 2011 avesse reagito con la stessa reazione di carattere di cui Erdogan ha dato prova dopo il tentato colpo di stato di luglio 2016.

Entra ne

Ma quant’è forte la pressione delle consorterie ?

Due brutte notizie provenienti dagli Stati Uniti.
Steve Bannon è stato rimosso dal Consiglio di Sicurezza Nazionale e Trump ha cambiato idea su Assad.
Non credo che i fondamentali della politica di una persona settantenne come Trump possano cambiare nel giro di tre mesi, credo invece che le pressioni (e le minacce alle sue aziende ?) lo abbiano costretto ad abbandonare la (giusta) strada del dialogo con Mosca e Putin, per riprendere la vecchia e dannosa politica mediorientale che ha fatto nascere le repubbliche islamiche e l’Isis.
Come è accaduto per Berlusconi, le pressioni arrivano direttamente dalla famiglia, infatti pare che sia stata la figlia con il genero a manovrare per eliminare dai giochi Bannon.
Continuo a sperare che Trump possa rappresentare una rottura traumatica verso il passato, ma i due fatti elencati segnano, inevitabilmente, una battuta di arresto e due punti a favore della Spectre.

Entra ne

Con Londra contro il soviet ad egemonia tedesca

Aria nuova in Europa.
La Brexit induce alla speranza che altri Popoli e altre Nazioni riescano a ritrovare la via della Libertà e della Sovranità, sganciandosi dall’esiziale giogo tedesco.
Sì, perchè appare sempre più evidente, soprattutto con l’uscita del Regno Unito unica Grande Potenza europea che potesse riequilibrare la strafottenza degli Schulz e quella, altrettanto nociva anche se coperta da una ipocrisia curiale, della Merkel, il soviet è ancora di più a guida tedesca.
Anche se i tedeschi non appaiono in prima persona, preferendo delegare i loro ascari.
Un tedesco non ha mai presieduto la BCE.
Non c’è un tedesco ma un polacco (inviso al governo polacco che gli ha votato contro  …) come presidente del consiglio e il presidente di commissione è un lussemburghese cui è stato affidato l’incarico, in uno con il presidente del parlamento, l’italiano di Forza Italia (!!!) Tajani, di mostrare i denti a Londra.
La Merkel, no, sorridente e “dispiaciuta”, ma non ha usato parole grosse, così come ha lasciato al premier olandese Rutte combattere la sua battaglia contro Erdogan, come delega gli ucraini e i paesi dell’est ex sovietico ad attaccare Putin e lascia che siano le consorterie, tramite gli organi servi, a criticare Trump.
Ma sono tutte guerre tedesche, per la supremazia tedesca.
Come sempre chi si alleerà con i tedeschi finirà male.
Per questo dobbiamo anche noi seguire Londra, allearci con il Regno Unito perchè un’altra Europa, quella dei Popoli e delle Nazioni Sovrane, sia possibile.
E che i tedeschi combattano da soli le loro guerre.

Entra ne

Alleanza trasversale contro il soviet europeo

Con il Regno Unito che ha formalizzato la scelta di uscire dall’unione europea, si apre una nuova fase politica in cui i partiti e gli stati sovranisti hanno l’obbligo morale, per portare a compimento questa autentica rivoluzione di Libertà, di collaborare.
Non importa di come si chiamino i nostri compagni di viaggio, l’obiettivo è restaurare l’Europa dei Popoli e delle Nazioni, non quella delle consorterie di affari, della finanza e della burocrazia perfettamente rappresentata dal grigiore degli Juncker, Schulz, Tajani, Gentiloni e compagni.
Ci sono, in Europa, stati che rappresentano una scelta nazionale e sovrana, come la Russia, che possono fare da perno per un’azione coordinata in tutti gli stati perchè il Regno Unito non sia che il primo di una lunga serie.
I referendum hanno una doppia faccia, da un lato consentono di misurare la volontà popolare e il Regno Unito l’ha rispettata, ma dall’altro precipitano le scelte e il Regno Unito sarebbe stato sicuramente più utile alla causa se si fosse proposto, all’interno del soviet, come il capofila dei nazionalisti.
E’ indubbio che la botta a Bruxelles e Strasburgo sarebbe stata mortale se la scelta di uscire fosse stata assunta contemporaneamente da cinque o dieci stati, purtroppo così non è accaduto.
Non possiamo quindi che sostenere ed essere solidali con tutti coloro che, in qualsivoglia stato, agiscono per limitare i danni che il soviet provoca con la finalità di costruire un’altra Europa, migliore, fondata sulle Nazioni e sulla volontà popolare, cioè sulla Libertà individuale.

Entra ne