La Terra in catene

Penoso il discorso del presidente catalano, ma ancor di più penosa l’indipendenza ma anche no scelta esclusivamente per paura.
Anche Puigdemont evidentemente tiene famiglia.
Il disperato tentativo di salvare capra e cavoli è figlio della grettezza degli stati, ormai succubi alle sovrastrutture mondialiste come l’onu o l’unione sovietica europea.
Non sono mai stato un estimatore di Napoleone, che considero un sanguinario despota criminale, ma gli riconosco gli attributi di aver combattuto contro tutte le monarchie europee che si erano alleate esattamente come l’unione sovietica europea oggi sostiene Rajoy.
Spero di essere smentito, ma è inutile (anzi, peggio, delinquenziale) chiamare il Popolo a votare e poi voltare le spalle a chi ha rischiato le manganellate per farlo.
Ma il peggio del peggio sono le aziende che hanno cominciato a spostare la sede legale da Barcellona ad altre città spagnole.
E’ il potere del denaro che calpesta Valori ed Ideali invece di esserne strumento.
E finchè non troveremo il coraggio di rischiare quel poco che abbiamo, non avremo mai tutto quello che possiamo avere, inginocchiandoci davanti a tanti Scrooge, che si fanno scudo con il loro denaro, ma che se si trovassero faccia a faccia con il Popolo, senza le loro scorte armate, non saprebbero come giustificare i loro comportamenti.

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L’arroganza senza fine dei burocrati europei

Nel leggere le esternazioni sempre più frequenti di Juncker, della Mogherini, di Moscovici e di tutti gli altri nanerottoli che percepiscono una remunerazione assolutamente immeritata con i soldi nostri, sono prese da un senso di nausea e ripugnanza verso simili individui.
Costoro si permettono di bacchettare, di ammonire, di pretendere, di rimproverare, quando loro sono i primi a non essere in grado di fare, vivendo totalmente alle e sulle spalle altrui, per grazia ricevuta da Frau Merkel e dai governi più attrezzati dell’unione sovietica (tra i quali non c’è, purtroppo, quello italiano).
Come si permettono di dire al Regno Unito che “i passi fatti non bastano” ?
Ma se io fossi nella May e in Boris Johnson li manderei senza perdere tempo a quel paese (cioè nell’unione sovietica europea) e direi loro: volete i nostri soldi ? Provate a venire a prenderli !
Poi mi adopererei per costruire una solida alleanza con tutti quei governi (ungherese, polacco, ceco, slovacco) e quei partiti (alcuni in procinto di andare al governo) che, perchè hanno ancora una dignità a differenza dei vari Gentiloniu, Renzi, Mattarella e compagni, per costruire un’altra Europa, dei Popoli e delle Nazioni, che mandi a casa Juncker e compagni.
E quanto sono Maramaldi nell’approfittare dei momenti di debolezza altrui.
Rajoy non mi piace e sono per l’indipendenza della Catalogna (però con un altro governo), ma sono con Rajoy quando, proprio adesso, nel momento di massima debolezza, si sente intimare di far passare i clandestini.
Che schifo, questa unione sovietica europea !
Vale proprio la pena darsi da fare per affossarla.

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Europa tiranna

Il voto di domenica in Catalogna avrebbe sancito l’indipendenza di quel Popolo e della sua Nazione.
Una maggioranza del 90% a favore dell’autonomia, su un 42% di votanti.
C’è da dubitare della correttezza di un voto che, non per colpa dei Catalani, è stato difficile e rischioso da esprimere, ma la sostanza è che in migliaia, centinaia di migliaia, forse un paio di milioni di persone hanno speso una domenica, rischiando bastonate, aspettando in coda sotto la pioggia, per scegliere da che parte stare.
E’ un qualcosa che va tutto a loro onore (ed a disdoro di chi, per viltà, è rimasto a casa).
Ho grande simpatia per i Catalani, nessuna per il loro governo infestato come è di socialisti e comunisti.
Non mi piace il loro tendere la mano all’unione sovietica europea, meritandosi la posizione filo Rajoy di Bruxelles.
Evidenzio quindi due aspetti che sono esaltati da questo voto.
La Spagna, dopo l’uscita di Londra, è stata cooptata tra i “grandi” dell’unione assieme ad Italia, Germania e Francia.
Il Regno Unito, invece, con la Brexit viene dileggiato, ricattato e i telegiornali hanno persino tolto Londra dal pannello delle borse europee (eppure Londra è la più importante borsa dell’Europa intesa come continente).
La tanto unionista Spagna, però, ha un concetto tutto suo di democrazia e, con la benedizione di Bruxelles (anche se solo ex post) ha soppresso il diritto di un Popolo all’autodeterminazione.
Il Regno Unito, invece, due anni fa concesse alla Scozia il diritto al voto, libero, con tanto di manifestazioni e comizi.
Una bella differenza di stile, di concezione della Libertà e della Sovranità di un Popolo.
L’unione sovietica europea somiglia sempre di più alla vecchia unione delle repubbliche socialiste sovietiche e, non a caso, i principali sostenitori di tale unione sono i cattocomunisti riuniti nel PPE e nel partito socialista (che però non si chiama più così e ha infilato la parola “democratico” come una qualunque Corea del Nord nella “ditta”).
L’unione sovietica europea non vuole concedere l’autodeterminazione come faceva la vecchia Urss.
L’unione sovietica europea manda ad occupare militarmente – sia pure per il tramute del fiduciario locale come è Rajoy – le nazioni che vogliono rendersi indipendenti, come faceva la vecchia Urss.
L’unione sovietica europea come e peggio della vecchia Urss cerca di massificare tutto e tutti, imponendo regole, direttive e sanzioni.
Ringrazio la Catalogna per averci aiutato a capire “di che lacrime grondi e di che sangue” l’unione sovietica europea.

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Paese che vai, Alfano che trovi

In quanto Italiani, siamo perfettamente a conoscenza dei voltagabbana di casa nostra, da Badoglio a Fini per scendere a Bondi e finire con Alfano, l’uomo senza quid (per otto anni ministro di tutto – Giustizia, Interni, Esteri e con un partito sotto il 3% e nel quale si farà fregare da Casini).
E’ quindi con una certa sorpresa, piacevole perchè mi dimostra che non siamo proprio il peggio del circondario, che leggo della ex portavoce di AFD che abbandona gruppo parlamentare e partito.
E li abbandona poche ore dopo il voto.
Una decisione “sofferta”, tanto sofferta che probabilmente l’aveva in mente già cinque mesi fa, quando fu defenestrata perchè troppo moderata.
Una decisione che farebbe invidia ad Alfano che ha avuto, almeno, il pudore di non uscire subito dopo essere stato eletto.
Anche oltre oceano, però, non sono messi meglio.
I Repubblicani potrebbero fare e disfare a piacimento: maggioranza alla camera dei rappresentanti, al senato, di governatori e alla Casa Bianca.
Eppure, per mera ostilità (quanto indotta dalle lobbies che temono il Presidente Trump ?) verso il loro Presidente, favoriscono il nemico interno e quello che hanno sempre osteggiato come l’obamacare
Dando così motivo di godimento agli orfani di Hillary che, poi, esagerano e, come è capitato ieri mattina alla solita Botteri, si esaltano perchè in Alabama, alle primarie repubblicane, il candidato sostenuto da Trump è stato sconfitto da un antagonista che, però, è il candidato sostenuto dall’ex consigliere di Trump Steve Bannon, appartenente all’ultra destra, vicino (dicono) al Ku Klux Klan.
Insomma, pur di dimostrare che Trump è isolato, si esaltano persino per l’elezione di un candidato senatore “razzista” secondo i loro logori e antiquati schemi mentali e ideologici.
Si conferma quindi sempre di più che le Civiltà cadono non a causa di motivi esterni, bensì a causa di tradimenti interni, come il voler aprire le porte a chi non potrà mai integrarsi, neppure se gli pagassimo di tutto e di più come prevede l’aberrante piano di integrazione di Minniti.

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C’è ancora speranza per il futuro dei Popoli e delle Nazioni europee

Persino i tedeschi cominciano a stancarsi della Merkel.

Nonostante una campagna elettorale “uno contro tutti” e nonostante l’imbroglio finale tentato per convincere a votare Merkel (facendo presagire una riduzione del margine sui socialisti e quindi richiamando il famigerato “voto utile“) l’AFD, il partito “populista, razziste,xenofobo” ed al quale sono “imputate” venature “neonaziste” (che la sinistra trova in chiunque si opponga alla sua deriva morale, politica, economica e sociale), entra in forze nel parlamento tedesco.
Adesso metteranno in atto il “piano b” con la Spd finta opposizione di una Merkel che presiederà un governo all’italiana, un tricolore con liberali e verdi (figuriamoci !).
Una tale soluzione ci dimostra quanto sia inaffidabile il Ppe stretto alleato dei socialisti.
Adesso toccherà a noi Italiani confermare la rinascita del Nazionalismo votando, alle prossime elezioni, i partiti Identitari e Sovranisti che, da noi, potranno governare per mandare in archivio questa Europa dei soviet e delle caste di speculatori mascherati da imprenditori della finanza, burocrati, giornalisti e magistrati.

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Nazionalismo speranza dei Popoli

Siamo ad un nuovo appuntamento, il quarto, con il voto popolare, quello strumento tanto inviso alla casta dei privilegiati da far dire ad un giornalista del Corsera a Sky tg 24 economia che Cameron ha fatto un grande errore ad indire il referendum che ha visto prevalere la Brexit.
Ecco come le caste dei privilegiati considerano il far votare, un errore e forse è per tale motivo che rinviano il voto in Italia nonostante un parlamento e un governo delegittimati dai troppi traditori che hanno cambiato casacca.
Comunque, dopo Olanda (dove ancora non c’è un governo e dove i “populisti, razzisti, xenofobi” hanno aumentato voti e seggi anche se non hanno ottenuto il successo sperato) , Francia (dove il Fronte Nazionale ha raddoppiato al ballottaggio la percentuale di voti del precedente ballottaggio del 2002), Gran Bretagna (dove i Conservatori hanno vinto, pur calando, facendo proprie le tesi anti soviet di Farage) si vota in Germania.
Stasera avremo attendibili proiezioni che ci diranno se l’AFD sarà riuscita nell’impresa, mai riuscita prima, di un partito di Destra, Nazionalista e Identitario, ad entrare in parlamento.
Tale impresa rappresenterebbe un ulteriore passo avanti delle istanze nazionaliste che sempre più incarnano la ultima speranza contro quelle mondialiste e immigrazioniste.
Non mi illudo che sia un percorso breve e indolore, ma abbiamo il dovere di perseguirlo, di sostenerlo, di diffonderlo, anche contro le leggi repressive della Libertà ( di Opinione, di Pensiero, di Stampa, di Propaganda, di Associazione) con le quali vorrebbero imporci il bavaglio.
E prima o poi, comunque entro la prossima primavera, toccherà a noi e qui potremmo anche riuscire nell’impresa di mandare a casa i Renzi, le Boldrini, i Gentiloni, i Fiano.
Intento speriamo che i tedeschi non si lascino ancora una volta traviare da un sentimento di colpa che, quand’anche fosse stato giustificato, ormai deve essere archiviato e consegnato alla Storia.

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Crema catalana

Confesso di aver sempre avuto simpatia per i nostri cugini Spagnoli e ancor di più per i Catalani sin da quando, non ancora tredicenne, sbuffando perchè avrei preferito la solita vacanza mare e monti, al seguito dei miei genitori, visitai Barcellona.
In seguito sono tornato in Spagna quattro volte.
Ovviamente non apprezzo la composizione trasversale del governo catalano, mai e poi mai sarei disponibile ad avere i socialcomunisti al mio fianco.
Pur tuttavia “tifo” per la secessione.
Sarebbe uno schiaffo all’unione sovietica europea che vuole calpestare le identità nazionali, mentre la Catalogna è nel solco delle illuminate parole del Presidente Trump che sostiene la rinascita delle Nazioni contro la confusione degli organismi internazionali.
La repressione di Madrid è uguale a quella di Lincoln nel 1860 contro la Confederazione degli Stati Americani.
La repressione di Madrid significa la manifestazione di arroganza di chi vuol calpestare Identità, Sovranità, Indipendenza e autodeterminazione di un Popolo.
La repressione di Madrid spiega la volontà di aprire le porte ad africani, asiatici, sud americani per annacquare la nostra Identità, creando un meticciato utile solo ai burocrati ed ai grandi capitalisti delle multinazionali, che trovano nei governi nazionali un ostacolo al loro gretto disegno di dominio nel mondo, senza Valori nè Ideali.
Un esempio lo abbiamo nell’Ungheria di Orban che combatte duramente l’arroganza e la prepotanza di uno speculatore finanziario, come Soros, che nascondendosi dietro iniziative vendute come “umanitarie”, in realtà calpesta soloPopoli, Nazioni e Individui per sfruttarli per i suoi fini.
La rivolta catalana, che mi auguro NON finisca a tarallucci e vino, può segnare un nuovo passaggio per l’affermazione dei Principi di Libertà e Autodeterminazione che sono il primo nemico del soviet europeo, aprendo la strada ad altre e diffuse azioni delle Patrie e delle Nazioni d’Europa.

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Non si abbia paura della guerra

Quel grassoccio con l’aspetto di un domestico della commedia italiana che tiranneggia dei disgraziati in Corea del Nord ha lanciato un altro missile e noi cosa facciamo ?

Convochiamo un inutile organo dell’onu per parlarci addosso senza risolvere nulla.

Certa gente conosce solo il linguaggio del bastone e finchè ci limitiamo a parlare continuerà a tracimare.
Non abbiamo solo il (recente) esempio di Saddam (liquidato grazie a Bush) ma anche quello di Gheddafi che, lasciato libero per quaranta anni, è stato liquidato a sproposito e nel momento sbagliato.
E che dire, per andare ancora più indietro nella Storia e su un tema caro alla sinistra, di Hitler ?
Si prese prima l’Austria, poi i Sudeti quindi ha attaccato la Polonia e Gran Bretagna e Francia hanno reagito troppo tardi, quando si era già rafforzato tanto da piegare la Francia e occuparla.
Prima si erano limitati a chiacchiere e conferenze, come oggi accade con la Corea del Nord.
Per par condicio non possiamo tacere su Lenin e Stalin.
Il primo addirittura aiutato, proprio cento anni fa, dal Kaiser in guerra con Gran Bretagna e Francia, a prendere il potere in Russia per instaurare il regime più atroce, violento e mortifero che l’Umanità abbia mai conosciuto.
Il secondo, continuatore e degno erede del primo, per ben tre volte tollerato e aiutato dall’Occidente che reagì solo contro Hitler dopo l’occupazione della Polonia, per metà occupata anche da Stalin.
Poi rifornito da Roosevelt durante la guerra contro l’opinione di Churchill e quindi salvato sempre dagli Americani quando Doenitz propose una pace separata per poter lanciare le sue residue truppe contro i comunisti e il rifiuto di Truman portò all’occupazione sovietica di tutto l’est europeo.
Gli errori si pagano e così per oltre 70 anni la Russia fu l’Unione Sovietica e portò sangue, miseria e morte non solo nell’est Europa ma in tutto il mondo.
Quindi non si abbia paura.
Si mandino tutti i bombardieri disponibili e si ponga fine alla minaccia, una volta per tutte.
E vorrei vedere che Cina e Russia rischino una guerra mondiale per difendere un tiranno ipernutrito nella carne e asfittico nel cervello.
I Romani lo avevano capito bene: si vis pacem para bellum.
Meno chiacchiere e più bastone.

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I megafoni della manipolazione

Dalla serata di sabato 12 agosto, radio e telegiornali hanno ammorbato l’etere con una interpretazione faziosa e unilaterale dei fatti accaduti a Charlottesville, nello stato americano della Virginia.
Nei giornali radio della domenica addirittura la vicenda era definita come un’aggressione dei Suprematisti Bianchi, definiti neonazisti e razzisti, e del Klan contro una fantomatica marcia antirazzista.
Una versione di comodo tesa a riscrivere la cronaca per non dover riscrivere la Storia.
Ovviamente non poteva mancare l’attacco al Presidente Trump che, tra tutti i politici americani, sembra l’unico ad aver mantenuto il giusto approccio alla vicenda condannando la violenza, da qualunque parte provenisse.
A Charlottesville si erano dati convegno, per una pacifica manifestazione, gruppi della nuova Destra Americana ed avevano scelto quella località perchè lì il governatore dello stato della Virginia, nella sua furia iconoclasta tesa a  manipolare la Storia degna della peggior Boldrini, vuole far rimuovere una statua del Generale Robert E. Lee, comandante delle truppe della Confederazione degli Stati Americani, popolarmente conosciuti come “Sudisti”.
Il Generale Lee, dopo la resa nelle mani del Generale Grant, si ritirò a vita privata, circondato comunque dalla stima e dal rispetto di amici e nemici.
La stessa iconografia cinematografica ha reso ripetutamente omaggio ai generali della Confederazione, tanto da essere più volte citati come esempi da affiancare ai tre principali generali del Nord (Grant, Sherman e Sheridan).
Mi viene in mente John Wayne (che non ha mai interpretato un ufficiale confederato, ma nei suoi film non li ha mai denigrati e, al contrario, li ha sempre portati ad esempio) che nel film “Cavalieri del Nord Ovest”, appartenente alla Trilogia della Cavalleria di John Ford, nel leggere una lettera che gli conferiva un gradito incarico citava le firme (di Grant, Sherman e Sheridan) come quelle dei “tre assi” e un suo ufficiale, proveniente dall’esercito confederato, interloquisce dicendo “peccato che manche la firma del quarto asso …. il Generale Lee”, con John Wayne che conferma.
In un tale quadro di certezza storica, di rispetto reciproco, anche nei confronti dei generali sconfitti (e non certo per loro demerito, ma per la abissale differenza economica e di numeri tra i due stati) dopo 150 anni, un miserabile governatore servo del politicamente corretto, ha pensato bene a mettere le sue manacce a riscrivere la Storia e, come è giusto e doveroso, chi non intende vedere abbattuti i monumenti che raccontano il passato, le radici di una Nazione, di un Popolo, ha legittimamente organizzato una manifestazione di protesta per esprimere le proprie idee, le proprie opinioni, il proprio dissenso.
Rivendico, hic et nunc, il diritto ad esprimere le mie opinioni ed idee, come il diritto di chiunque ad esprimere le proprie idee ed opinioni, per quando distanti, con l’unico limite del farlo pacificamente, senza violenza.
Ma rivendico anche il diritto e il dovere di difendermi e di reagire, anche con la violenza che in tal caso diventa legittima, se qualcuno cercasse di impedirmi di esprimere le mie idee ed opinioni.
E’ quello che, da sempre, accade in Europa dove ad ogni manifestazione convocata dalla Destra  (oltre a rigurgiti legislativi di stampo stalinista tesi a vietare simboli, gadgets, idee, parole) viene subito contrapposta una contestuale manifestazione della sinistra, con il solo ed unico obiettivo di impedire alla Destra di esprimere le sue idee ed opinioni.
La sinistra potrebbe, legittimamente, manifestare in altra data, rispondendo con gli argomenti alle idee ed opinioni altrui, invece preferisce cercare di impedire che tali idee ed opinioni vengano espresse, buttandola sulla rissa e rendendosi quindi responsabile di tutte le violenze e delle sue conseguenze.
Ma non sono in grado di farlo proprio per carenza di idee.
E’ quello che è accaduto a Charlottesville.
La sinistra cosiddetta “antirazzista”, invece di convocare una manifestazione il giorno o la settimana dopo per spiegare le ragioni per cui sarebbero stati da respingere gli argomenti della Destra, ha preferito scendere subito in piazza per impedire alla Destra di manifestare pacificamente, creando i presupposti per la legittima difesa degli aggrediti.
Ma i manipolatori nostrani preferiscono riscrivere la cronaca a imputare i morti ai “razzisti”, quando almeno due di quei morti sono poliziotti precipitati con l’elicottero mentre controllava la zona degli scontri che, senza la volontà degli “antirazzisti” di tappare la bocca alla Destra, non si sarebbe mai levato in volo, perchè non ce ne sarebbe stata alcuna necessità.
I media, editi dai soliti ambienti finanziari e affaristici, non fanno però altro che veicolare il messaggio che interessa ai loro editori, un messaggio di distrazione dalle loro attività finalizzate ad addormentare il Popolo per renderlo schiavo, dove le idee devono essere uniformate al pensiero unico e dove non devono sussistere opinioni che possano far riflettere.
A sinistra sono ormai caduti in tale vortice e, pavlovianamente, reagiscono di istinto alle parole d’ordine che, oggi, sono “razzismo, antifascismo, immigrazione …“.
Noi, che fortunatamente di sinistra non siamo e quindi abbiamo mantenuto una nostra Identita e Individualità, abbiamo il compito di mantenere accesa la Fiamma della Libertà di Opinione, di Propaganda, di Stampa, lasciando, anche per fatti come quelli di Charlottesville, la nostra testimonianza.

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Un governo da operetta

Nel suo editoriale domenicale il direttore de Il Resto del Carlino è stato sin troppo generoso con Gentiloni e il suo governo, parlando di “bluff”.
Il topolino partorito dopo le roboanti affermazioni sulla missione navale nelle acque libiche era atteso.
Quella che doveva essere la missione risolutiva per bloccare l’invasione, appare come l’ennesima bufala di un governo che riesce solo a produrre obblighi (sui vaccinj sottraendo i figli alla legittima potestà dei genitori), divieti (con leggi repressive della libertà ma solo degli Italiani) e sanzioni (per chiunque esprima opinioni che potrebbero stimolare una ripresa della Identità e dell Orgoglio Nazionale).
Definirlo governo da operetta è ugualmente generoso e offensivo verso il genere delle operette.
Inutile quindi domandarsi e fare finta di inalberarsi se tutti,dalla Francia all’Austria all’Ungheria, trovano facile prenderci a schiaffi: con simili governanti è tutto meritato.
Nel frattempo continua la folle corsa all'”accoglienza”, obbligando comuni e regioni a trovare sempre maggiori spazi per i clandestini da mantenere a nostre spese.
Quando finirà ?
Quando noi Italiani troveremo il coraggio di ribellarci ed unirci in un nuovo afflato nazionalista.
Come sta facendo il “salvatore dell’europa, il presidente francese Micron che, dopo aver motteggiato il Presidente Trump per il suo “make America great again”, ne segue l’esempio approfittando della Brexit che ha portato il Regno Unito fuori dall’unione sovietica e delle elezioni tedesche di settembre che obbligheranno la Merkel ad una nuova e difficile coabitazione con i socialisti, in ogni latitudine antinazionali.
Intanto emerge il ruolo di una Spagna in via di risanamento (quello che non riusciamo ad avere noi).
Ma in Italia i “vertici istituzionali” preferiscono trastullarsi con i vaccini, con i ridicoli provedimenti contro la libertà di opinione, bersagliare la Raggi anche per le colpe dei suo predecessori di sinistra e con le legittime decisioni di proprietari di strutture ricettive di non ammettere omosessuali a casa loro.
Molto più facile che bloccare l’invasione dei clandestini, ridurre le tasse e tagliare spesa e debito pubblico.

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