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Un governo da operetta

Nel suo editoriale domenicale il direttore de Il Resto del Carlino è stato sin troppo generoso con Gentiloni e il suo governo, parlando di “bluff”.
Il topolino partorito dopo le roboanti affermazioni sulla missione navale nelle acque libiche era atteso.
Quella che doveva essere la missione risolutiva per bloccare l’invasione, appare come l’ennesima bufala di un governo che riesce solo a produrre obblighi (sui vaccinj sottraendo i figli alla legittima potestà dei genitori), divieti (con leggi repressive della libertà ma solo degli Italiani) e sanzioni (per chiunque esprima opinioni che potrebbero stimolare una ripresa della Identità e dell Orgoglio Nazionale).

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I sottomessi

Lunedì mattina a Radio anch’io trattavano la questione delle nuove violenze a Gerusalemme.
Semplifico il tema, per come lo vedo io, perché non è la ragione del presente commento.
Gerusalemme è la capitale storica degli ebrei che furono dispersi dopo la ribellione contro i Romani.
Adesso è legittimamente la loro capitale.

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La bugia sull’isolamento di Trump

Il vertice G20 di Amburgo senza alcun epocale accordo.
Sul commercio, la dichiarazione finale contiene una petizione di principio per il libero scambio e un’altrettanto scontata e sacrosanta affermazione sul diritto degli stati di difendere la propria produzione dalle pratiche commerciali scorrette.
In parole povere se in Cina e altrove il costo del lavoro è un decimo di quello delle nazioni occidentali perchè c’è un regime tirannico che schiavizza i lavoratori e, quindi,i prodotti (peraltro di qualità inferiore) costano un decimo dei nostri, è legittimo imporre dazi che riequilibrino la concorrenza.

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L’inutilità dell’unione sovietica europea

Sarebbe interessante conoscere il costo dei “vertici” dei capi di stato e di governo dell’unione sovietica europea.
Ventisette signori, compresa qualche signora, cui si aggiungono tre maggiordomi in livrea europea.
Per una parte dell’incontro è tollerata anche la May, la cui presenza è del tutto inutile, non perchè non potrebbe essere determinante, ma perchè non ha le palle per organizzare la fronda alla Merkel.

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Torna l’arroganza degli europeisti

Juncker, che proviene dal piccolo Lussemburgo e si gonfia il petto con le panzerdivision della Merkel, pretende “di più” ad una generosa proposta della May che, se avesse quegli attributi che ha dimostrato di non avere, rovescerebbe il tavolo delle trattative mandandolo a quel paese.
La Merkel e Micron che blaterano di una rinnovata intesa per guidare l’unione sovietica.

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Trump al bivio. E anche noi Italiani Veri

Prosegue l’accanimento delle consorterie tramite i loro sudditi contro il Presidente Trump che, nonostante tutto, cerca di rimediare all’incompetenza dolosa del suo predecessore, in ultimo ripristinando ed accentuando l’embargo contro Cuba.
Trump si trova però ad un bivio: arrendersi alla gigantesca ostilità dell’apparato burocratico e affaristico oppure reagire dando battaglia ?

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Il meticciato ammoscia anche gli Inglesi

Se in Italia abbiamo istituzioni che non sono in grado di votare una legge elettorale condivisa, con la pagliacciata messa in scena mercoldì tra pci/pds/ds/pd e grillini, non mi sembra che nel Regno Unito riescano a confermare la loro proverbiale fermezza se sono bastati quattro terroristi armati di coltello e una bomba per far passare la May da trionfatrice annunciata delle elezioni a perdente di lusso.

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Trump e la May hanno rappresentato tutti noi

I commenti al G7 di Taormina hanno una unica impronta: il dileggio verso Trump unito alla manipolazione di quanto accaduto.
I servi di regime ci raccontano che il vertice è stato un sei contro uno.
Falso.
I servi di regime, nel tessere un marchettone enorme a Bergoglio, lo esaltano come vincitore nel confronto con Trump.

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Non dimenticherò le sue parole

Dopo l’incontro con Bergoglio, Trump ha dichiarato che non avrebbe dimenticato le sue parole.
Ci conto.
Se non dimenticherà le sue parole, allora possiamo ragionevolmente pensare che, tenendole bene a mente, farà esattamente il contrario di quel che predica l’Argentino.
Soprattutto su immigrazione, ambiente e islam.
E ne deriverà tanto bene per tutti noi.

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Il governo dei peggiori

Ho provato un forte disgusto verso il nuovo governo francese e chi lo ha nominato.
Ancor di più ho provato disgusto verso quei 18 ministri e 4 sottosegretari che, provenienti da varie famiglie politiche, idealmente “l’una contro l’altra armata“, per amore della poltrona e del potere ora siedono gomito a gomito agli ordini di Micron.

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