Berlusconi e Navalny

In Russia la commissione elettorale ha escluso la candidatura del blogger di opposizione a Putin, Navalny in quanto ineleggibile fino al 2028 dopo una condanna per frode.
I commenti scandalizzati della stampa di regime hanno anticipato le severe ramanzine dei burocrati dell’unione sovietica europea che, puntualmente, si schierano, con una faccia di bronzo colossale, interferendo nelle questioni interne di uno stato sovrano, dopo aver berciato come oche contro le presunte interferenze della Russia in varie elezioni europee.
Ma costoro non hanno alcun diritto a criticare Putin o a sollevare dubbi sulle elezioni russe, perché con Berlusconi hanno fatto ben di peggio.
Prima rimuovendolo con la complicità degli oppositori di sinistra interni facendo leva sulle banche straniere perché, vendendo i titoli di stato italiani, creassero artificiosamente una situazione di emergenza economica.
Poi, visto che alle elezioni il Cav era comunque riuscito ad impedire la vittoria della sinistra, rimuovendolo dal senato cui era stato eletto con i vori del Popolo e applicando una nuova legge per inibirgli la candidatura alle successive elezioni.
In fondo in Russia applicano quella legge Severino che è tanto incensata in Italia dove,praticamente, è stata applicata al solo Berlusconi e chi ha taciuto daventi all’estromissione del Cav dal parlamento italiano, non ha la credibilità morale e politica per criticare la Russia.

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Di paura si muore

L’ipocrisia globale ha raggiunto il suo zenith con la votazione dell’onu (128 contro 9 e 28 astenuti) che “condanna” la decisione del Presidente Trump di spostare l’ambasciata degli Stati Uniti in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme, legittima (e già riconosciuta dagli Usa) capitale dello stato ebraico.
Mi vergogno del voto dell’Italia (me ne frego dell’unione sovietica europea) e mi auguro che gli Stati Uniti facciano seguire i fatti alle parole, chiudendo i rubinetti all’onu e a tutti i 128 stati che hanno votato quella mozione.
Una ipocrisia gigantesca perché interferisce illegittimamente sulle scelte di due stati sovrani.
Uno, Israele, che controlla il territorio, che ha Gerusalemme da 3000 anni (prima ancora che i musulmani esistessero nella testa di chi li ha inventati !) come sua riconosciuta capitale, dove ha la sede del parlamento e delle istituzioni.
L’altro, gli Stati Uniti, che già da oltre venti anni hanno riconosciuto la realtà di Gerusalemme come capitale di Israele ed ora, squarciano il velo dell’ipocrisia e vi trasferiscono l’ambasciata.
Cosa c’entra l’onu in un rapporto tra due stati che condividono una scelta?
Avrei capito se alla scelta di Trump, Israele avesse detto “no”.
Ma Israele, che controlla Gerusalemme, è ben lieta di tale scelta e, allora, di cosa parlano ?
Vergogna a tutti i 128 che si sono pusillanimamente, da codardi, accodati alla mozione turca e non sfugge a nessuno che siano mossi dalla paura di affrontare il mostro del terrorismo islamico.
Ma di paura si muore. 

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Una questione di cittadinanza

Il nuovo governo austriaco vuole concedere la cittadinanza ai cittadini altoatesini di lingua tedesca e ladina, applicando il principio manzoniano di una Gente “d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”.
In pratica Kurtz e Strache intendono essere il polo di riferimento dei madrelingua tedeschi.
In Italia c’è Gentiloni che vuole regalare la cittadinanza a chi non ha nulla a che spartire con noi Italiani.
In pratica intende (lui e quelli come lui) disperdere quello che è stato e potrebbe ancora essere della Tradizione della nostra Gente.
Non ho dubbi su chi sceglierei tra Kurtz e Gentiloni.

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Recuperare una visione occidentale del mondo

Se gli stati musulmani, riuniti intorno al turco Erdogan, rivendicano Gerusalemme (ancorchè solo la parte est) come capitale del cosiddetto stato di Palestina, si dimostra che ogni loro parola di pace, ogni loro atteggiamento conciliante, ogni loro richiamo ad essere “moderati” sono pronunciati con lingua biforcuta.
Trump, il primo leader occidentale con gli attributi dai tempi di Reagan, della Thatcher e di Bush figlio, li ha smascherati con il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele (e non di due stati … e perchè non tre o quattro signora Mogherini ?).
Purtroppo la sinistra e la chiesa di Bergoglio ci stanno portando in casa milioni di quei musulmani che aspettano solo d sentirsi abbastanza forti per togliersi la maschera e cercare di impossessarsi di tutta la nostra terra.
Siamo però ancora in tempo, schierandoci con Trump, a recuperare una visione Occidentale del mondo, una visione che possa riportarci agli antichi splendori quando le sorti della Terra si giocavano in Europa.
Se lo vogliamo fare, lo possiamo ottenere, ma, prima di tutto, dobbiamo mettere in sicurezza il giardino di casa nostra.

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Ma la Mogherini ci è o ci fa ?

E’ la domanda che mi sono posto spesso vedendola ripresa tutta sorridente prima a fianco di Renzi e quindi di Juncker (dimmi con chi vai e ti dirò chi sei …).
Avendola ascoltata nelle sue dichiarazioni, soprattutto con il Premier Netanhyau, si è risolto ogni dubbio: purtroppo ci è (quindi non si riposa mai).
Non c’è altra spiegazione quando una dice che Gerusalemme deve essere capitale di due stati (?!?!?).
Una simile corbelleria ci dice che la Mogherini frequenta Renzi e Juncker perchè simile a loro.
Ma ci dice anche come siamo messi male se l’unico motivo che ci induce a negare il giusto riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele è la PAURA di ritorsioni e attentati.
Insomma, l’unico con le palle tra i leaders mondiali è Trump che ha anche dimostrato di capire, con il bando ai musulmani fortunatamente approvato dalla Corte Suprema, che l’unico modo per neutralizzare il pericolo di attentati è di non averli in casa o, almeno, di limitarne il numero.
Esattamente il contrario di quello che si propongono la Mogherini e i suoi soci dell’unione sovietica europea dalla quale non possiamo aspettarci un colpo d’ali per risollevare le sorti dell’Occidente.
Purtroppo neppure da una May che sembra non avere neppure l’infinitesima parte di quella dignità, di quel coraggio che ha reso grande il Regno Unito, dalla Regina Elisabetta I che, contro tutte le potenze dell’epoca (dalla Spagna,  alla Francia, al papato) stabilizzò quella Chiesa Anglicana voluta dal padre, Re Enrico VIII, che liberò per sempre l’Inghilterra dalla sudditanza al potere della chiesa, alla Regina Vittoria che consolidò un impero, alla premier Thathcher che, in epoca diversissima ma non per questo più facile, liberò le Falklands, territorio di Sua Maestà Britannica, dall’occupazione argentina.
E’ triste vedere come sia ridotto il Regno Unito della May che ha persino accettato di pagare (come un riscatto) per uscire dall’unione sovietica europea quando dovrebbe essere questa a pagare un’indennità a chiunque se ne vada, tanto maggiore quanto più lunga è stata la sopportazione ai riti di Bruxelles.
E’ triste vedere che la May guidi il Regno Unito come una banderuola invece di sostenere gli Stati Uniti, come fece la Thatcher con Reagan, sul clima, sull’onu, sull’immigrazione e su Gerusalemme.
Se la May rappresenta l’Inghilterra di oggi, ben poche speranze possiamo avere che non si risolva tutto come nel romanzo Il Campo dei Santi, non essendoci più nessuno che abbia il coraggio di agire per difendere la propria Terra.
Perchè dall’attentato di New York, fino all’atteggiamento sempre più arrogante che vediamo di tanti giovani immigrati (quelli ai quali la sinistra vorrebbe regalare la cittadinanza) sappiamo benissimo che il modo migliore per garantirci più sicurezza è rimandare gli immigrati a casa loro e non ammetterne altri.
Appoggiando nel contempo quegli stati, come Israele, che sono avamposti importanti per la nostra difesa e che ha una capitale da tremila anni: Gerusalemme.
Qualunque cosa possano dire i pavidi burocrati di Bruxelles.

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La Gerusalemme liberata

Con un colpo d’ala il Presidente Trump spazza via vent’anni di ipocrisia levantina e riconosce Gerusalemme come capitale di Israele, dando ordine di spostarvi l’ambasciata degli Stati Uniti.
Naturalmente sono insorte le verginelle del politicamente corretto, quelle che preferiscono lisciare i palestinesi invece di ricordare i crimini di cui si sono macchiati negli anni con dirottamenti di aerei e navi, atti di puro terrorismo, omicidi e stragi come quelle di Fiumicino e di Monaco.
Finalmente un presidente degli Stati Uniti, anzi, un politico, uno statista che procede diritto, nonostante gli ostacoli, rispettando e dando attuazione alle sue promesse.
Nello specifico, poi, Gerusalemme è storicamente la capitale ebraica, è interamente controllata da Israele ed è la città che di quello stato non può essere altro che la capitale, sin dall’antichità.
Negare il diritto di Israele ad avere Gerusalemme, sarebbe come negare all’Italia il diritto ad avere Roma come sua capitale, esattamente come provarono a fare i francesi nel XIX secolo in appoggio al papa.
E a proposito di Bergoglio, proprio da lui arriva il timbro che certifica quanto sia positiva la decisione di Trump.
Infatti Bergoglio, unendosi ai poteri mondiali come l’onu e l’unione sovietica europea, era contrario, preferendo mantenere lo status quo ipocrita di avere in Gerusalemme parlamento e tutte le istituzioni israeliane, ma non riconoscendola come capitale.
Ed è ormai noto che il nostro interesse risiede esattamente nel fare l’opposto di quello che dice Bergoglio.
Averne anche in Italia di Trump !

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Fatti, non parole !

Dolenti scribacchini e mezzibusti ci raccontano giornalmente i “misfatti” di Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti, tifando in modo sfegatato e senza alcun ritegno perchè le consorterie del potere riescano a destituirlo.
Si sprecano le ola quando un Congresso, nel quale si sono infiltrati tanti “alfaniani” tra i repubblicani che votano contro il Presidente, boccia il tentativo di abrogare la costosissima “riforma” sanitaria di Obama che ha fatto degli Stati Uniti l’ennesima nazione con l’invadenza del pubblico anche nella sanità.
Poi piangono e si disperano per le decisioni che Trump assume, nel pieno rispetto di quanto affermato in campagna elettorale.
Bloccato il trattato dello scambio con l’Asia.
Usciti dall’accordo sul clima.
Usciti dall’unesco.
Usciti dall’accordo per gli immigrati.
Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele.
Una riforma delle tasse che comporta la più massiccia riduzione dell’invadenza fiscale dello stato federale che ci sia mai stata, restituendo denaro a chi lo produce e Libertà a tutti.
Infine la Corte Suprema che conferma la legittimità del bando contro l’ingresso di immigrati musulmani.
Insomma l’unica ciambella che non gli è riuscita con il buco è abolire la sanità pubblica di Obama, ma ci sono ancora tre anni di tempo.
Abituati e speranzosi (ricordate quello che le varie Botteri affermavano dopo il voto del novembre 2016 ? Trump non manterrà le promesse …) i sinistrati di ogni ordine e grado sono letteralmente spiazzati da chi, invece, le promesse le mantiene.
Un esempio per il Centro Destra Italiano che potrebbe tornare al governo dopo il voto di marzo.
Se si dice: fuori gli immigrati clandestini, il giorno dopo scattino le retate per l’espulsione di massa degli illegali.
Se si dice : flat tax al 15%, il giorno dopo si taglino le spese pubbliche e si restituisca il denaro a chi lo produce.
Se si dice : sicurezza, il giorno dopo si introduca anche in Italia il Secondo Emendamento.
Trump ce lo sta dimostrando: le promesse elettorali si possono (e si devono) mantenere.
E quanto è piacevole vedere i sinistrati tarantolati e costretti a commentare provvedimenti che per loro sono tutti pugni negli occhi !

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Trump riforma e riduce le tasse

Mentre la sinistra si trastulla con la fake news del cosiddetto “Russiagate” (e cosa dovrebbe fare uno eletto Presidente degli Stati Uniti se non cercare un accordo con Putin nemico del suo nemico Obama, quindi suo amico ?) Trump mette a segno la riforma fiscale con una drastica riduzione delle tasse per imprese e persone fisiche.
Non siamo ancora alla flat tax che auspicherei, ma gli Stati Uniti sono comunque incamminati sulla strada virtuosa dell’allontanamento delle rapaci mani statali (là sono “federali”, un po’ come quelle adunche di Bruxelles) dalla vita e, soprattutto, dalle tasche dei (fortunati e bravi per aver eletto Trump invece della vecchia babbiona) cittadini americani.
Mentre da noi, ancora ieri, la Camusso, segretario di un sindacato fermo al XIX secolo, blaterava che “i soldi ci sono” “basta andarli a prendere”, praticamente istigando alla rapina resa legale (ma non legittima) da una legge fiscale contro i redditi che lei ritiene “alti” (presumibilmente, visti i limiti dei famigerati 80 auro di Renzi, sono considerati “ricchi” tutti quelli che percepiscono più di 26mila euro lordi all’anno e non hanno case di proprietà ...), negli Stati Uniti piantano saldamente le radici nel terzo millennio, superando lo stato onnivoro e omnipresente.
Poi ci domandiamo perchè là il pil cresce del 3% e qui, a fatica, si supera l’1% ? 

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E adesso andate a bombardare Madrid

La Catalogna ha finalmente proclamato l’indipendenza e vediamo le vestali del soviet frignare all’unisono, puntellandosi l’un l’altro come neppure le monarchie assolute dopo la rivoluzione francese seppero fare.
Solo Londra ha un qualche motivo (che si chiama Scozia) per supportare Madrid (e scommetto che se la Scozia si staccasse dal Regno Unito avrebbe la benedizione del soviet), gli altri sembrano dimenticare tutti i bei principi che ci hanno profuso a piene mani sul diritto dei popoli a decidere.
Persino le ex colonie spagnole, che sul diritto all’autodeterminazione si sono affrancate dalla Spagna, oggi non riconoscono lo stesso diritto ai Catalani.
Sono curioso di vedere come Rajoy riuscirà a ripristinare l’unità del paese senza usare la forza come gli chiede il soviet.
Il punto è che i casi sono due:
– o è legittimo che un Popolo decida di rendersi autonomi e indipendente, costituendosi a tutti gli effetti in stato, quindi ogni interferenze di chi non fa parte di quel popolo è illegittima e abusiva;
– oppure a nessun popolo può essere concesso il diritto a distaccarsi da altri con i quali aveva formato, volente o per forza, uno stato e allora il diritto è tutto di quello stato a soffocare, con ogni mezzo, quindi anche la violenza, l’indipendenza.
Non si possono avere la moglie ubriaca e la botte piena.
Personalmente, poi, ritengo che ogni Popolo, ogni Nazione abbia il diritto a decidere su quale forma giuridica assumere nel controllo del proprio territorio.
Di più.
Credo che ogni Individuo abbia il diritto a decidere se lo stato cui appartiene per ius sanguinis, corrisponda agli impegni per i quali fu costituito, con la delega a determinate potestà la cui titolarità, comunque, rimane in capo all’Individuo.
Infine una piccola logica applicata.
Se D’alema (Clinton, Blair e tutto l’ambaradan socialista dell’epoca) bombardò Belgrado perchè cercava di impedire l’indipendenza del Kossovo, riconoscendo il diritto di un popolo all’autodeterminazione, Sovranità e Indipendenza, allora anche Gentiloni (la Merkel, Micron e l’odierno ambaradan sovietico) dovrebbe bombardare Madrid che vuole impedire una ben più motivata indipendenza della Catalogna.
L’autodeterminazione di un Popolo non può essere difesa a corrente alternata.
Ma sono pronto a scommettere che Gentiloni e sodali useranno due pesi e due misure rispetto al trattamento riservato a Belgrado.

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Vienna 1683 – 2017

Il Centro Destra in Austria potrà governare, contribuendo in maniera determinante, alleandosi con Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, alla cacciata degli stranieri dalla nostra Europa, quella vera, non quella dei burocrati, questa volta invasa e occupata e non solo sotto assedio militare.

E’ una lezione per tutti coloro che cercano di tenere i piedi in due staffe, quelli del “ma anche”, quelli dell’ “accoglienza umanitaria”, quelli della cittadinanza a cani e porci.
Una lezione che dovrà essere recepita anche dai nostri portabandiera: vietato inciuciare.
Non c’è alcuna terza via tra il sì e il no all’immigrazione, ai matrimoni omosessuali, alle tasse.
Ogni compromesso è un accordo a perdere.
Ieri Kurtz e Strache hanno ottenuto quei voti che, se usati bene, potranno dare una svolta decisa alla Storia.
Come fu a Vienna nel 1683.

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