Maro’: terzi si dimette, di paola no

Oggi, sugli spalti della Camera, gli esponenti del Cocer schiumavano rabbia. Condivido i loro sentimenti”La vicenda svoltasi oggi alla Camera risplende di una luce sinistra .Con le sue dimissioni, infatti, il Ministro degli Esteri Giulio Terzi è riuscito a capovolgere la lettura data finora ai più recenti sviluppi della crisi legata ai marò.Pensavamo tutti che … continua

Caso Marò governo senza vergogna

Doveva ripristinare la credibilità internazionale dell’Italia e invece il governo Monti è riuscito, quasi a tempo scaduto, a far sembrare un atto eroico anche l’8 settembre. Il voltafaccia con il quale i “tecnici” dell’esecutivo italiano hanno deciso di consegnare nuovamente Salvatore Girone e Massimiliano Latorre agli indiani passerà alla Storia come l’atto più ignobile compiuto … continua

Cara RAI, Monti e Tognetti restano 2 luridi terroristi !

I primi giorni di Aprile la RAI si appresta a mandare in onda, con Gigi Proietti al posto del pubblico ateo Nino Manfredi (spessissimo nelle vesti di Religioso, guarda un po’…), una nuova versione di quel campione di Cattofobia che fu il film “In nome del Papa Re” del noto anticlericale Luigi Magni. Un film beceramente a senso unico, dove si descrivono gli apparati Vaticani ottusi, crudeli, con pure un Generale della Guardia pederasta. 
Avendo già scritto qualcosa in passato sulla vicenda descritta, ma non trovandolo, sono costretto a tornare sull’ argomento, per le precisazioni di rito.
Siamo nell’ Ottobre del 1867, a Roma, intorno all’ epoca di alcune zuffe provocate da agenti segreti ex-piemontesi (poi italiani) ed inglesi, appena dopo la battaglia di Villa Glori. In città era stato proclamato lo Stato di Guerra, anche a seguito degli attacchi garibaldini. Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti fanno esplodere una Caserma di Zuavi Pontifici, la Serristori, procando tra 25 e 40 morti tra gli Zuavi e 4 morti tra i passanti inermi. Oggi, la vulgata, anche grazie al film di Magni, celebra Monti e Tognetti come 2 eroi, piuttosto che due terroristi, perlopiù prezzolati da una potenza straniera, come da loro stessi confessato. Processati e condannati alla Pena Capitale, Pio IX, che avrebbe voluto graziarli, dovette alla fine cedere alle richieste popolari, poichè i Romani erano indignati dalla macelleria provocata dall’ attentato, con corpi spappolati e sangue a rivoli, e dopo aver tentennato, fece giustiziare i 2 terroristi dopo oltre un anno. Notizie poi confermate anche recentemente dallo scrittore Vittorio Messori. 
Alcuni trovarono in quest’attentato delle similitudini con quello di Via Rasella durante la Seconda Guerra Mondiale.
(nella stampa dell’ epoca, il resto della Caserma,dopo l’ attentato…)

Strappiamo i Marò dalle grinfie indiane !

Mentre Monti Mario attraverso i propri diplomatici tentenna e subisce dall’ India (respinto anche l’ ultimissimo ricorso sulla giurisdizione del processo ai Marò), giunge da Fiorenzuola (PC) una notizia edificante che la dice lunga sul modo di vedere la giustizia da parte di alcuni simpatici indiani. E’ stato ritrovato infatti il corpo di Kaur Balwinde, la ventisettenne sparita da quindici giorni. Per questo turpe omicidio (la giovane era incinta di tre mesi) è stato arrestato il marito. Interrogato dai Carabinieri, il coniuge è crollato ed ha confessato di averla strangolata; motivo ? La moglie stava adeguandosi troppo ai costumi occidentali, evidentemente una colpa per molti indiani. Se pensiamo che i Nostri Marò rischiano la Pena di Morte secondo la “giustizia” di quel paese civilissimo, risulta sempre più chiaro che è necessario strappare i Nostri Eroi dalle loro mani.
A TUTTI I COSTI !

Schettino, i Giudici e la Triade.

Purtroppo il naufragio che avevo prospettato come esempio dell’ attuale situazione politica, si è trasformato in realtà, con la tragica avventura del Concordia. Paese sempre più sull’ orlo del baratro, con tre casi che la dicono tutta su come siamo ridotti.
Francesco Schettino: su di lui c’è da aggiungere ben poco a quello che apprendiamo di giorno in giorno. E’ un emblema dell’ Italasia, di quella per la quale tutto è relativo, i colpevoli sono gli altri, e le responsabilità noie faticose. La Nave affonda ? Ma prima c’è la Cena ! In tempo di guerra (ma l’ Italasia ha provveduto a cancellare la Pena di Morte anche dal Codice Militare…), avrebbe conosciuto il Plotone d’ Esecuzione.
Giudici: cosa dire di una classe che oggi sta litigando sull’ incredibile scarcerazione dello Schettino stesso ? Classe sempre solerte nell’ accusare Berlusconi o cercare le piste più nere ?
Infine,la Triade Cinese. Che c’entra, direte voi ? Il fatto che in Faccialibro è tutto un fiorire di gruppi che plaudono alla presunta esecuzione del marocchino da parte della Mafia Cinese. No, non ci siamo proprio, non possiamo assistere inermi al fatto che lo stato abdichi e lasci spazio a vendette personali e faide tra extracomunitari.
Come dicevo l’ altro giorno, e la Nave va, e quest’ Italia, in balia delle onde, del malaffare, dei capricci di un Europa che ci impone anche le lampadine, da ieri presieduta dal Kapò Schulz, di agenzie non autorizzate ad emettere giudizi economici vitali per uno stato, di un governicchio tecnico piccolo piccolo, di italiani menefreghisti e relativisti, scivola lentamente ed inesorabilmente verso il baratro.
Ci salverà qualcuno ?

Il "suicidio assistito" non è accettabile

Le modalità con le quali un notabile comunista, fondatore del Manifesto, come Lucio Magri si è dato la morte, hanno riacceso il dibattito sull’eutanasia.
In realtà, anche sotto il profilo puramente lessicale, “eutanasia” e “suicidio assistito” richiamano due differenti fattispecie.
Nel primo caso è un terzo che diventa parte attiva per sopprimere la vita di qualcuno, non somministrandogli farmaci o spegnendo le macchine che lo aiutavano a vivere.
Nel secondo è la medesima persona che provvede, in un ambiente protetto, a sopprimere la sua stessa vita.
La sostanza, il significato etico, la radice filosofica, però è uguale e, personalmente, la considero ugualmente riprovevole, indice di un crollo morale in cui la Vita viene ridotta a bene disponibile, in una logica materialistica che priva l’Uomo dell’anima.
La Vita è un bene, filosoficamente e moralmente non disponibile, non possono essere favoriti in alcun modo suicidio ed eutanasia che segnano la fine definitiva e senza appello di ogni speranza (di guarigione, di miglioramento, di futuro, di tutto).
Alcuni osservano che gli stessi che sono favorevoli all’eutanasia sono contrari alla pena di morte e poi favorevoli all’aborto, evidenziando una presunta contraddizione che, a pensarci bene, non c’è, perché chi è contrario alla pena di morte non tutela la vita degli innocenti, anzi li mette in pericolo potenziale, ma solo di  criminali condannati, mentre con l’aborto e l’eutanasia si sopprimono soggetti innocenti.
C’è una logica similare in tutte e tre le questioni.
E non è un caso, per la medesima ragione, che chi è contrario all’aborto e favorevole alla pena di morte, sia anche contrario all’eutanasia.
Anche qui c’è la tutela degli innocenti, ma soprattutto l’ispirazione ad una concezione morale che io considero superiore, ma che è comunque diametralmente opposta, come principio fondamentale.
Il comportamento tenuto da Magri ha dunque riaperto le discussioni se sia opportuno consentire in Italia quel che è permesso in Svizzera o Inghilterra.
Ho ascoltato Vittorio Feltri, con il quale solitamente sono d’accordo, il quale, pur non condividendola, difendeva la scelta di togliersi la vita e tuonava contro chi volesse impedire a qualcuno di suicidarsi.
Ma nessuno vuole o può impedire per legge il suicidio (anche perché è difficile poi punire qualcuno che ci riesca e sotto certi aspetti punitivi verso chi non ci riuscisse si rasenterebbe il ridicolo).
Naturalmente se un suicida danneggia persone o proprietà altrui deve pagare se sopravvive o devono pagare gli eredi se riesce nel suo intento (mi viene in mente quello che si butta sotto il treno).
Il problema qui è diverso: si richiede, sotto varie denominazioni, di fare una legge perché alcuni osservino, senza intervenire, anzi agevolino l’intento suicida.
Qui non si tratta di impedire a qualcuno di suicidarsi, ma a terzi di parteciparvi attivamente o passivamente.
E questo lo stato non può consentirlo.
Se, poi, uno vuole suicidarsi può sempre farlo con gli strumenti tradizionali che sono anche stati celebrati da poeti e scrittori che hanno lasciato ai posteri la testimonianza nobilmente suicida di grandi uomini (uno per tutti: Seneca) perché tutti coloro che si danno la morte con una spada, una pistola, un coltello, hanno un che di eroico, una tragica, feroce, grandezza con la quale mandano in dissolvenza il bene più prezioso di un Uomo: la propria Vita.
Ma darsi la morte nella stanza asettica di una clinica privata, sotto gli occhi di medici e infermieri immobili fa venir meno anche l’unico aspetto nobile, dignitoso e onorevole del suicidio.

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Quando vince Allah, l’ Europa perde sempre.

Sono sempre stato un nemico di Ghaddafi, fin dalla cacciata degli Italiani dalle loro case libiche. Ho criticato Berlusconi (cosa rara) per averlo accolto, pure con la maglietta addosso di quel criminale assassino di Omar al-Mukhtar, basta dare un occhiata ai miei TAG. Non mi è pure piaciuta questa guerra anglofrancese, anche se avrei risolto la questione ai tempi di Reagan. E men che meno mi è piaciuta questa mattanza mediatica, fatta senza il rispetto del nemico vinto. Rispetto del quale ho sempre parlato anni prima della Fallaci. Così come trovai vergognosa l’ impiccagione di Saddam, il cui rango avrebbe comportato la fucilazione (sembrano sottigliezze, ma non è così), e le sue immagini. Figuriamoci cosa penso di quello che succede non solo a caldo, ma oggi a freddo, con lo sfilare dei libici davanti ad un lurido materasso con la salma del Rais. E se i vincitori sono questi, aspettiamoci un futuro preoccupante; le premesse in Egitto, con la caccia ai Cristiani Copti, ci sono già state.
Meglio, come ho sempre sostenuto, le Colonie…

Quando la Rete è sinonimo di Libertà

Mi piace pensare che il nostro impegno, con questo blog, di tenere vivo il principio della pena di morte come
giusta e proporzionata punizione del reo,
adeguata soddisfazione per i parenti delle vittime,
deterrente contro eventuali emuli e
liberazione della società da eventuali reiterazioni dello stesso crimine da parte di chi si fosse già reso responsabile di analoghi reati,
possa trovare anche in Italia altrettanti emuli.

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Buckingham Palace sarà una moschea

L’islamizzazione della Gran Bretagna avanza con velocità impressionante. Tutto grazie al politicamente corretto ma sopratutto alla sinistra. Così come da noi, in Italia ed in altre nazioni è ormai chiaro che la sinistra è alleata degli islamici. Ma dovrebbe essere…
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