Lo stato contro Peppina

 Hanno cacciato Peppina. Lo Stato ha cacciato Peppina, con la sua assurda severità. I giudici hanno cacciato Peppina, con la loro ingiusta e insensata decisione. Ma soprattutto i politici, tutti, hanno cacciato Peppina. Incapaci di rimediare a una legge sbagliata nonostante le passerelle da campagna elettorale, giocata sulle spalle di una signora di 95 anni. È stato, infatti, rigettato il ricorso contro il sequestro della casetta dove vive l’anziana Giuseppa Fattori. La decisione è stata presa dai giudici già nella serata di ieri e comunicata oggi a procura e legale della famiglia. Peppina sarà così cacciata dalla casetta di legno, di poco più di 60 metri quadrati, edificata in località San Martino di Fiastra. Una casetta realizzata dai familiari dell’anziana questa estate per consentire alla donna di rimanere là dove ha sempre vissuto. Al suo paese. Un paese martoriato dal terremoto, dove la signora chiedeva solamente di poter morire in pace. Ora, invece, dovrà andarsene. Come annunciato dalla figlia Agata Turchetti.
E mentre a Fiastra, cacciano Peppina, a Castelluccio Di Norcia 1452 Mt., il vento ha distrutto il tendone provvisorio pensato per offrire un asilo momentaneo ai ristoratori e un banco di prodotti tipici. Perché a non far niente di concreto questo succede. Che si buttano anziane fuori di casa e si scopre che le soluzioni tampone non valgono nulla. O quasi. 

l’articolo su Repubblica contro Giovanni Falcone

Abbiamo recuperato l’introvabile articolo di Sandro Viola che nel gennaio 1992 si scagliava contro Giovanni Falcone, accusandolo di essere un “guitto televisivo”. Qualche giorno dopo sullo stesso giornale Giuseppe D’Avanzo difendeva il giudice antimafia: “Non ha mai avuto una vita facile
È il 9 gennaio del 1992, un giovedì. Il quotidiano la Repubblica in quel periodo vende mediamente circa 750mila copie. Nella pagina dedicata ai commenti viene pubblicato un articolo dal titolo “Falcone, che peccato…” vergato da Sandro Viola, firma di punta del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. L’argomento del commento è il giudice antimafia che Viola prende di mira per via della sua esposizione mediatica.… Continua a leggere

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Criminali illegali

Dal facebook di Sherif El Sebaie
Leggete per favore le dichiarazioni del Sindaco del paese in cui vive la famiglia dei minorenni dello stupro di Rimini, e ditemi se è normale quello che ho letto: “Avevamo trovato i soldi, più o meno 5 mila euro a persona o forse di più, per farli rientrare in Marocco dove si trovava il padre già espulso. Tutto era pronto, anzi madre e i quattro figli erano andati in caserma per partire. Poi non so cosa sia successo ma attraverso il tribunale dei minorenni ci siamo ritrovati il padre di nuovo a Vallefoglia mentre noi ci aspettavamo che la famiglia se ne andasse per sempre”. Il padre era tornato illegalmente (ha patteggiato per questo una pena ad 1 anno e 4 mesi che sconta ai domiciliari) e davanti al tribunale dei minori di Ancona, che l’ha autorizzato a rimanere, ha promesso che col suo rientro avrebbe messo in riga i figli. Vabbeh.

Su certe scarcerazioni…

Milano, 19 luglio 2017 – È stato scarcerato con obbligo di firma S.M.D., il 31enne della Guinea che due giorni fa ha aggredito con un coltello un poliziotto all’esterno della Stazione Centrale, mentre con altri agenti tentava di bloccarlo. Lo ha deciso il gip di Milano Maria Vicidomini.  Il 31enne è stato ora preso in carico dall’ufficio Immigrazione della Questura di Milano che si occuperà di lui perché è irregolare sul territorio italiano. Gli scenari possibili sono una sua collocazione in Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) o un’eventuale espulsione sulla base di un provvedimento che pende sul suo capo da diverso tempo e mai eseguito.

Il pm di Milano Paola Pirotta aveva chiesto la convalida dell’arresto e la misura cautelare in carcere per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale per lui.  Il giudice, da quanto si è saputo, dopo l’interrogatorio di oggi ha sì convalidato l’arresto ma non ha accolto la richiesta di custodia in carcere per Diallo, difeso dal legale Nicoletta Collalto (l’uomo era stato portato a San Vittore dopo l’arresto) e ha applicato come misura cautelare l’obbligo di firma. Da quanto si saputo, infatti, il giudice non ha riconosciuto la contestazione di tentato omicidio, che avrebbe giustificato la misura in carcere, ma ha confermato solo l’imputazione di resistenza a pubblico ufficiale, mentre per quella di minacce l’uomo era già indagato a piede libero. Per il giudice, infatti, “si ha ragione di ritenere che per le tre contestazioni la pena finale dopo un eventuale processo non sarà superiore ai due anni e dunque l’uomo potrà godere della sospensione condizionale”. Quindi, secondo il giudice, non si può applicare la custodia preventiva in carcere. Inoltre, il gip fa notare anche che l’uomo ha solo precedenti “dattiloscopici”, ossia identificazioni, segnalazioni, denunce, e non precedenti penali con sentenza definitiva.

L’accusa di minacce, in particolare, si riferisce al fatto che l’uomo, con diversi precedenti penali, prima di essere fermato, aveva inveito mostrando il coltello agli autisti di un bus nella zona della stazione Centrale. Nessun fascicolo, invece, è stato aperto dopo il fatto con eventuali ipotesi di terrorismo, anche perché la frase “voglio morire per Allah”, che l’uomo ha detto mentre veniva portato in Questura, è stata ritenuta da investigatori e inquirenti un’espressione pronunciata da un esagitato con un numerosi precedenti penali. Anche nell’interrogatorio davanti al gip è apparso molto confuso.

Ong e procuratori

Qui, si parlava di Ong, di tratte e di clandestini. Qualche giorno fa, un solerte procuratore di Catania, l’unico a voler fare il proprio mestiere, disse che in alcune ong ci vedeva qualcosa di oscuro. Poco dopo, lo “scrittore” Saviano, guidava la levata di scudi contro il procuratore, contro Di Maio e contro chi ha più di qualche dubbio su tali Ong. Anatema contro quegli stronzi razzisti che pensano sia in corso una destabilizzazione in italia! Che siano tutti maledetti! Dopodichè, si sono mossi altrettanto velocemente, il ministro degli interni e il guardasigilli che, con fare MAFIOSO, hanno detto di non generalizzare e di stare attenti a rilasciare certe esternazioni. Chi tocca i clandestini muore, chi tocca le ong, muore lo stesso. L’osservatore romano si accorge che c’è qualcosa che non va… ma sono solo dichiarazioni fatte a casaccio. Buzzi diceva che con l’immigrazione clandestina ci si fa più soldi che con la droga… E dunque, scopriamo che sotto accusa non ci finiranno le ong (lautamente sovvenzionate anche dai potenti della terra), bensì, ci finirà il procuratore…
Il Comitato di presidenza del Csm vaglierà le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro, sulla vicenda delle Ong. Lo comunica il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Giovanni Legnini, interpellato sulla vicenda. «Dopo aver sentito i capi di Corte e il presidente della Prima Commissione, Giuseppe Fanfani — afferma Legnini — sottoporrò il caso all’esame del Comitato di Presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio». Legnini, comunque, ricorda che «spetta al ministro della Giustizia ed al procuratore generale della Cassazione di valutare se sussistono o meno i presupposti per l’esercizio dell’azione disciplinare». Dal canto suo Orlando ha già fatto sapere: «È facoltà del Csm muoversi in questo senso».

L’Osservatore Romano: sospetti non privi di fondamento

Ma mentre lo scontro politico tiene banco, arrivano anche le parole dell’Osservatore Romano, che suonano a sostegno dei sospetti espressi dalla procura di Catania: «Non bastano gli orrori della guerra, gli stenti di fughe interminabili, i rischi del mare aperto, lo sfruttamento economico e sessuale. Sulla pelle dei migranti — scrive il giornale della Santa Sede — sta emergendo un ennesimo scandalo: il sospetto, che purtroppo non sembra totalmente privo di fondamento, di una manipolazione a fini economici e politici anche delle operazioni di salvataggio». L’Osservatore poi aggiunge: «la paura che venga meno lo sforzo generoso di molti per il salvataggio dei migranti non deve portare a semplificare il problema negandone l’esistenza». Il giornale vaticano aggiunge che «le polemiche di questi giorni non aiutano a chiarire la questione. È necessario liberare il campo da posizioni preconcette o utilitaristiche, così come è indispensabile tenere costantemente presente il dovere di salvare i migranti anche dallo sfruttamento che può essere fatto del loro dramma».

Gli sconfinamenti delle Ong tedesche

Sul piano dei fatti, due sono gli elementi che potrebbero divenire oggetto di indagine. Il primo è che le navi delle Ong non conducano mai le persone salvate al porto più vicino ritenuto sicuro, come prescrive il codice di navigazione (che potrebbero essere Tunisi o Malta) ma compiono lunghi viaggi verso l’Italia. Il secondo sono gli sconfinamenti in acque territoriali libiche già rilevate più volte da parte di navi di soccorso private. Questi sono stati compiuti dall’imbarcazione Iuventa della ong tedesca Jugend Rettet, dalla Vos Prudence di medici Senza Frontiere, dalla Sea Eye e dalla Sea Watch di altre due organizzazioni tedesche.

Zuccaro depone anche in Parlamento

Tornando alla questione Csm. Il fascicolo che verrà aperto a carico di Zuccaro dovrebbe essere almeno all’inizio a tutela del magistrato stesso. Ma il Csm non sarà l’unica sede istituzionale in cui verranno esaminate le gravi affermazioni del magistrato siciliano. «Il 9 maggio ascolteremo in audizione il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro». È quanto annunciato da Federico Gelli, presidente della Commissione inchiesta migranti dopo il caso sollevato da Zuccaro sulle Ong.

Il ministro Orlando: «Contano le sentenze»

«Dopo aver sentito i capi di corte e il presidente della prima commissione, Giuseppe Fanfani, sottoporrò il caso all’esame del comitato di presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio» aveva affermato Legnini. Sulla polemica suscitata dalle parole del procuratore Zuccaro è poi intervenuto anche il ministro della giustizia Andrea Orlando: «Non bisogna generalizzare, bisogna fare le indagini: se qualcuno va punito va punito. Le discussioni di carattere generale sono utili se producono anche fatti concreti e sentenze» ha detto il ministro intervenendo a un’iniziativa del Pd a Campi Bisenzio (Firenze).

«Fascicolo a tutela di Zuccaro l’eretico»

Nella bufera esplosa attorno alle parole del procuratore Zuccaro c’è anche chi si schiera a sua difesa, a partire dallo stesso Csm: Pierantonio Zanettin, componente laico dell’organo di autogoverno conferma che una pratica a carico del magistrato catanese sarà aperta, «ma a tutela di Zuccaro». «Il dottor Zuccaro — sottolinea Zanettin — è notoriamente magistrato serio e riservato e non merita certamente di essere lasciato solo in queste ore di fronte agli attacchi della politica, che pare non condividere le sue ipotesi investigative, eretiche rispetto alla narrativa ufficiale del fenomeno della immigrazione nel nostro Paese».

L’hashtag di Di Maio

Il M5s scende in campo a sua volta con decisione schierandosi dalla parte del pg di Catania. Luigi Di Maio ha lanciato addirittura un hashtag su twitter, appositamente dedicato alla vicenda, #rispettoperzuccaro. «Massimo rispetto per il procuratore Zuccaro che denuncia un fatto gravissimo: ONG che potrebbero essere state finanziate dai trafficanti — scrive Di Maio sul blog di Beppe Grillo —, il ministro della Giustizia e il ministro dell’interno minimizzano o mettono in dubbio questo allarme». Altri due parlamentari del M55, Angelo Tofalo e Vito Crimi hanno chiesto che Zuccaro possa essere sentito dal Copasir, il comitato che controlla i servizi segreti.

Eccomi

Dunque, ricapitoliamo un pò, Al-Fano ha deciso che l’italia non vieta il burquini per non provocare la violenza islamica. Il burquini si direbbe che è solo la punta dell’iceberg e l’italia è completamente assoggettata all’immigrazionismo distruttivo. Ho ascoltato parte del discorso di quel grigio omuncolo di Mattarella ieri al Cl e, mi è venuto da vomitare. Non solo per il fatto che ha detto che bisogna accogliere e accogliere ma anche per il fatto che spinge al Si per il prossimo referendum. Altro schifo: esce di galera perchè NON è riuscito a rapire il bambino, qui. L’ennesimo clandestino che la fa franca grazie ad un deficiente di magistrato. Un islamico accoltella un ebreo al grido di “Allah akbar” ed è il gesto di un altro disturbato mentale. Come mai adesso gli islamici di colpo sono tutti disturbati? Le foto create ad arte per impietosire l’opinione pubblica… e sono anni che Assad combatte contro questa merda americana. E poi, per ora basta così. Sono ancora in vacanza.

Sul bonus bebè

 Dal facebook di Forza Nuova
Italia? Tutti benvenuti, tranne gli italiani
Bergamo, i magistrati fanno riferimento ad una direttiva UE, accolgono il ricorso di un’immigrata (certamente ben indirizzata dai patronati pro immigrazione) e condannano l’Inps a pagarle il bonus bebè di 2.000 euro l’anno per tre anni, arretrati compresi: anche gli immigrati con permesso di soggiorno breve vengono così equiparati agli italiani. L’Inps si prepari ad una valanga di richieste. Preferenza nelle graduatorie per casa e asili nido, Sanità gratuita, indennità di accompagnamento, diritto all’istruzione…
I pensionati? Rovistino pure nei cassonetti.

La coerenza, questa sconosciuta

Vedere e ascoltare “giornalisti” (oddio, chiamarli giornalisti è usare il vocabolo un tantino a sproposito) come Sansonetti, Rondolino, Meli e tanti altri (de sinistra) che per anni hanno difeso giudici e intercettazioni dagli attacchi di Berlusconi, chiamandolo in tutti i modi possibile, difendere il governo a spada tratta oggi, attaccando giudici e intercettazioni, non ha prezzo. Della serie, coerenza, questa sconosciuta.