Tutto fa brodo contro lo ius soli

Non credo nell’efficacia delle petizioni online, delle sottoscrizioni online, delle baggianate dei social media, perchè ciò che conta è il voto, nero su bianco, alle elezioni, come ben sa la moglie di Clinton che si illudeva di rientrare alla Casa Bianca dalla porta principale.
Non ho quindi particolare fiducia nella
iniziativa promossa da Il Giornale per raccogliere adesioni contro lo ius soli, tanto quelli di Destra firmeranno, quelli di sinistra firmeranno una raccolta opposta e quelli che “tengono famiglia” aspetteranno comunque la cabina elettorale per pronunciarsi in segreto e senza rischi.
Ciononostante credo opportuno dar conto dell’iniziativa del quotidiano di Sallusti perchè qualunque iniziativa, qualunque azione, qualunque idea che aiuti a bloccare prima e cancellare poi ogni traccia di ius soli deve essere sostenuta.
Non possiamo permetterci ulteriori cedimenti all’immigrazionismo, quindi invito a collegarsi con il Giornale e sottoscrivere la raccolta di firme per dire NO allo ius soli.
Perchè non basta nascere in Italia per essere Italiani.
P.S.: Il pci/pds/ds/pd ha deciso di posticipare la calendarizzazione del barbaro provvedimento. Non è una vittoria, ma solo un rinvio. Non dobbiamo abbassare la guardia, tanto più che continuano gli attacchi alla Libertà di Opinione con l’approvazione alla camera del disegno di legge Fiano contro le Idee e persino contro le etichette dei vini che riportino immagini “Fasciste”. Potremo cantare vittoria solo quando saremo al governo, allora avremo la certezza che lo ius soli non sarà approvato e che la Libertà di Opinione sarà rinvigorita e non calpestata.

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L’ideologo di Putin: in Europa sarà presto caos, guerra civile, distruzione

di Giulio Meotti
Europa e Stati Uniti hanno spesso ricambiato il favore ad Aleksandr Dugin. Un anno fa, il famoso politologo russo è stato messo alla porta in Grecia. Accompagnato dal patriarca di Mosca Kirill per una conferenza sul Monte Athos, Dugin è stato fermato all’aeroporto di Salonicco e gli è stato comunicato che il suo ingresso all’interno dei territori della Ue gli era interdetto. Un anno prima, il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti lo aveva inserito nella lista dei cittadini russi sotto sanzioni per la crisi ucraina. Un mese dopo è il Canada a mettere sotto embargo Dugin. Di lui hanno scritto tutti, da Foreign Policy, che lo chiama “il cervello di Putin”, al Sole 24 Ore, che la settimana scorsa lo ha definito il “Rasputin di Putin”.… Continua a leggere

Sbagliato fare connessioni, dice…

Sbagliato fare connessioni, dice colei che vive con la scorta. Però, quando sono gli italiani pallidi a commettere crimini contro le donne, si urla all’emergenza violenza ed insorgono le femministe. Quando gli stessi crimini li compiono gli stranieri, si tende troppo spesso in qualche modo con la supercazzola, di giustificare. Poi, sta cosa della violenza di genere, è insopportabile. Tra l’altro, in congo (e non solo), è risaputo e conclamato che lo stupro è sia etnico che un atto di guerra. E tornano le domande: chi facciamo arrivare in italia? Non bastano i criminali italiani?
I femminicidi sono in calo ma l’emergenza il governo la sente comunque “finché il fenomeno non verrà debellato”: parola di Maria Elena Boschi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e già ministro per le Riforme col governo di Paolo Gentiloni.
Intervistata dal Corriere della Sera, la Boschi affronta il tema della violenza di genere partendo da una delle questioni più spinose: quella della supposta correlazione fra immigrazione e violenze, che il sottosegretario nega con decisione. “Che l’autore o la vittima siano italiani o stranieri – spiega – non cambia niente, la gravità è pari”, afferma invitando a non fare “facili connessioni” in materia.
E l’esponente del governo elenca diverse misure elaborate dal governo per contrastare la violenza. Nel piano dell’esecutivo sono comprese progetti specifici di formazione per carabinieri e agenti di polizia penitenziaria, per controllare meglio i condannati per reati sessuali all’interno delle carceri. Inoltre sono stati avviati protocolli di collaborazione con il Csm per la formazione dei magistrati e con i sindacati per la prevenzione degli abusi sul lavoro.
Particolare attenzione, assicura poi il sottosegretario, verrà dedicata a non lasciare sole le donne nel percorso successivo alle violenze: “Se esse avvengono nel contesto familiare alcune non denunciano perché hanno paura di perdere la casa, le relazioni affettive o la sicurezza economica e per questo abbiamo previsto, fra l’altro, strumenti più efficaci sulle politiche abitative”, lavorando con i Comuni per stabilire criteri prioritari nell’assegnazione delle case popolari.

Da Efialte a Clooney

La Storia è piena di tradimenti e quindi di traditori, forse si può addirittura affermare che la Storia sia scritta dal tradimento.
Il tradimento (vero o falso che sia) più famoso della Storia fu sicuramente quello di Giuda, quello più antico che mi venga in mente quello di Efialte che alle Termopili tradì gli Spartani di Leonida per indicare agli invasori Persiani un sentiero di montagna che avrebbe preso alle spalle i difensori della Grecia.
Come non ricordare poi Gano di Magonza per colpa del quale morì il Paladino Orlando ?
E la Storia è piena anche di tradimenti di intere comunità, traditori che aprivano le porte delle città al nemico, traditori che cambiavano bandiera in guerra rivoltandosi contro gli alleati, traditori che si vendevano, sperando di guadagnarci, a stranieri occupanti.
Oggi abbiamo molti tradimenti contro la Civiltà, contro l’Occidente, contro la nostra Gente.
Sono tutti quelli che spingono per sostituirci nel dominio della nostra terra con nuovi arrivati, pensando che possano essere più malleabili.
In ultimo sono tutti quelli che, non rassegnandosi alla sconfitta, cercano in tutti i modi, anche con la complicità della stampa, di ostacolare le azioni di chi ha vinto le azioni.
Leggiamo ora di un tal George Clooney, attore americano, che per rispondere alla giusta, legittima (magari fosse presa anche da noi !) decisione del Presidente Trump di revocare una ordinanza del suo predecessore che favoriva i figli dei clandestini, avrebbe deciso di prendersi in casa un profugo.
A parte il fatto che con tutti i soldi che la dabbenaggine di chi si sdilinquisce davanti alla sua recitazione gpotrebbe mantenere molti più clandestini di uno solo che è solo una foglia di fico per poter continuare a vivere da Creso senza intaccare le proprie sostanze, il suo comportamento danneggia tutti noi.
Come è sempre accaduto, una Civiltà, un Popolo, una Nazione cadono non per l’attacco esterno, ma per la corrosione interna che il troppo benessere provoca.
Sono le quinte colonne interne il primo nemico per restaurare una Società forte e libera.
Riflettiamoci quando andremo a votare.

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Ellis Island: l’isola delle lacrime

Milioni di immigrati nel corso della storia hanno popolato quello che è oggi l’emblema della multietnia mondiale, ovvero gli Stati Uniti d’America. Uomini e donne di origini europee (soprattutto italiani e abitanti del sud-est europeo), cinesi, bengalesi, africani, arabi e mediorientali oggigiorno sono cittadini americani a tutti gli effetti. I padri, i nonni o i trisavoli di tutta questa gente, nel secolo scorso, lasciò la propria patria e le proprie famiglie alla ricerca di fortuna, guardando con occhi pieni di speranza un paese che poteva offrire loro un futuro migliore, gli States.
I motivi principali che inducono parecchia gente ad abbandonare la propria patria sono: le crisi economiche, l’inciviltà, le guerre e le carestie.… Continua a leggere

(continua qui)

Il no di Ungheria e Repubblica Ceca

“Meglio niente fondi che i migranti”. I Paesi che sfidano l’Ue e non accolgono. Rivolta contro la Corte di giustizia che impone di accogliere i migranti. L’Ungheria: “Non ne accettiamo uno in più”. E la Repubblica Ceca: “Non ci facciamo minacciare” di Giovanni Neve

Meglio perdere i fondi Ue che accogliere i rifugiati (e, in modo particolare, i musulmani). A sostenerlo è il presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, dopo la sentenza della Corte europea che conferma il principio della redistribuzione dei migranti. “Non ci facciamo minacciare – ha messo in chiaro – ma se le cose volgessero al peggio è sempre meglio rinunciare ai fondi Ue che non lasciare entrare i migranti. Non si tratta di ucraini, di vietnamiti ma dimigranti islamici la cui cultura è completamente diversa dalla nostra”. La Repubblica Ceca non è l’unico Paese dell’Unione europea che non vuole piegarsi alla Corte di Giustizia europea.

Oggi la Corte ha respinto i ricorsi presentati contro lo schema da parte dei due Paesi maggiormente “refrattari” alle quote obbligatorie di profughi da accogliere, Ungheria e Slovacchia, accusate dalla Corte di “mancanza di cooperazione”. Come ha preannunciato il commissario Dimitris Avramopoulos, la stessa Corte si potrebbe trovare a sanzionare l’Ungheria, la Polonia e la Repubbica Ceca, se questi Paesi non provvederanno ad accogliere le rispettive quote di migranti “nelle prossime settimane”. Passato l’esame dei giudici di Lussemburgo, lo schema, che ha finora permesso il ricollocamento di 27.695 rifugiati, di cui 19.224 dalla Grecia (soprattutto siriani) e 8.451 dall’Italia (in gran numero eritrei), non sarà però esteso oltre la scadenza fissata al 26 settembre. Dopo quella data, si continueranno a “trasferire” solo quei migranti che avranno già ottenuto lo status di “avente diritto”. Secondo le stime della Commissione europea, sono oltre 7mila in Italia e quasi 5mila in Grecia. I numeri complessivi sono quindi ben lontani da quei 120 o 160 mila del programma iniziale, deciso nel 2015 in piena crisi migratoria.

La sentenza non è stata accolta positivamente dai Paesi dell’Est Europa. Che hanno già annunciato nuove barricate pur di non accogliere altri immigrati. Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto ha definito “irresponsabile” la sentenza del Tribunale di Giustizia dell’Unione europea e che, per questo, il suo Paese “non intende accettare neanche un immigrato”. Pur annunciando che “rispetta pienamente” la sentenza, il premier slovacco Robert Fico ha assicurato che la sua politica migratoria “non cambia”. “Nel futuro – ha continuato – proseguiremo a lavorare perchè la solidarietà sia mostrata in altre maniere rispetto ad accettare i rifugiati che non vogliono stare qui”. Durissima anche la posizione del presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman: “Non ci facciamo minacciare ma se le cose volgessero al peggio è sempre meglio rinunciare ai fondi Ue che non lasciare entrare i migranti – ha commentato – non si tratta di ucraini, di vietnamiti ma di migranti islamici la cui cultura è completamente diversa dalla nostra”.

Anche la nostra salute a rischio con l’immigrazione

La notizia di una bambina di 4 anni morta per una malattia tropicale senza che fosse mai andata nelle zone a rischio deve farci riflettere sul fatto che le “risorse” della Boldrini, di Bergoglio e della sinistra in genere non solo mettono a rischio la nostra sicurezza e incolumità fisica portandoci le loro guerre, ma potrebbero anche riportare in Italia e in Europa malattie da tempo debellate e contro le quali i nostri anticorpi non sono più in grado di difenderci.

Sfido chiunque a non aver pensato che la zanzara responsabile del contagio non sia stata qui portata in qualche barcone, in quale indumento.
La Lorenzin, invece di fare l’ “untrice” contro il Veneto minacciando ritorsioni “in caso di epidemie” perchè Zaia ha deciso di rispettare la volontà e la libertà dei genitori differendo al 2019 l’obbligo delle vaccinazioni scolastiche, dovrebbe impegnarsi in una prevenzione nei confronti degli immigrati.
Anche se la miglior difesa è proprio lasciarli in Africa, a casa loro dove potranno certamente contare sull’aiuto delle tante ong che si sono costituite in questi anni di invasione.
O no ?

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Criminali illegali

Dal facebook di Sherif El Sebaie
Leggete per favore le dichiarazioni del Sindaco del paese in cui vive la famiglia dei minorenni dello stupro di Rimini, e ditemi se è normale quello che ho letto: “Avevamo trovato i soldi, più o meno 5 mila euro a persona o forse di più, per farli rientrare in Marocco dove si trovava il padre già espulso. Tutto era pronto, anzi madre e i quattro figli erano andati in caserma per partire. Poi non so cosa sia successo ma attraverso il tribunale dei minorenni ci siamo ritrovati il padre di nuovo a Vallefoglia mentre noi ci aspettavamo che la famiglia se ne andasse per sempre”. Il padre era tornato illegalmente (ha patteggiato per questo una pena ad 1 anno e 4 mesi che sconta ai domiciliari) e davanti al tribunale dei minori di Ancona, che l’ha autorizzato a rimanere, ha promesso che col suo rientro avrebbe messo in riga i figli. Vabbeh.

Ecco i rifugiati e i beneficiari dello ius soli

Li hanno presi.
I criminali che hanno massacrato di botte un giovane polacco e ripetutamente stuprato la sua fidanzata sono ora in galera (per quanto non lo so e temo non per molto).
Ma chi sono ?
Tre minorenni e un maggiorenne, il “capo”, è un richiedente asilo, cioè uno di quei “rifugiati” per i quali la Boldrini e Bergoglio vorrebbero che ci svenassimo, del Congo.
Gli altri tre, “minorenni” ci tengono a sottolineare i media servi del regime, sono un nigeriano e due marocchini “nati in Italia”, cioè candidati a diventare cittadini, con pari diritti a tutti noi, se dovesse essere approvata l’aberrante provvedimento che Renzi e Gentiloni, con la benedizione dei soliti Bergoglio e Boldrini, stanno per riproporre in senato.
Certamente non tutti gli aggressori e gli stupratori sono immigrati, rifugiati o candidati alla cittadinanza italiana, ma non pensiamo di averne già abbastanza della criminalità nostrana senza aumentarla importandone in massa ?
E non pensiamo che quel che è accaduto nel Regno Unito, in Svezia, in Francia, in Belgio, dove le seconde e terze generazioni hanno piena cittadinanza, ripagata con violenze e attentati, debba insegnarci a non aprire quella porta ?
Non è mai troppo tardi per rinsavire e non è mai troppo tardi per chiudere le porte e dare corso ad una bonifica del territorio, abbandonando fughe in avanti, come lo ius soli, che porterebbe solo altri danni.

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