Milano: uno sguardo sul futuro ?

Prima di partire per le vacanze ho trascorso, dopo alcuni anni, tre giorni consecutivi a Milano.
Con tutto il rispetto possibile per gli amici milanesi, a cominciare dai due che mi hanno gradevolmente ospitato a cena nelle due serate trascorse a Milano, il capoluogo lombardo non mi è mai piaciuto.
Ma quello che ho potuto vedere durante la breve permanenza della settimana scorsa, mi ha ancor più convinto dei precedenti sentimenti.
A parte la metropolitana (unica infrastruttura che invidio e che farebbe comodo anche a Bologna dove l’abbiamo persa per colpa della presunzione del cremonese Cofferati, sindaco per una sola stagione, ma che ha fatto danni per una intera generazione) il resto lo lascio tutto a Milano.
Il caos del traffico di superficie, come la incredibile fauna umana di cui è ora popolata la città.
Il wwf dovrebbe intervenire con urgenza per mettere i milanesi doc come specie protetta.
Ma anche l’etnia italiana, in certe zone e dopo le 19-20 mi sembra in via di estinzione.
Spero che almeno nei caratteristici locali sui Navigli si possa ancora respirare l’aria delle vecchia Milano.
Ma ho molti dubbi.
L’invasione degli immigrati, persone di colore e tratti somatici diversi da noi e anche tra loro, è massiccia.
Già all’uscita della stazione centrale, in un’ora di pieno giorno, si è costretti a passare attraverso forche caudine di personaggi che bighellonano con aria minacciosa e chiedono un’offerta, in cambio di niente (si arriva al punto di rimpiangere i vù lavà e i vù cumprà !!!) con insistenza naturalmente rapportata al numero ed al sesso dei passanti.
La sera, dopo cena, anche strade come corso Buenos Aires diventano frequentate pressochè esclusivamente da stranieri e se, non lo metto in dubbio, vi sono ancora locali nei quali poter passare una più che piacevole serata, questi sono sorte di oasi, discretamente blindate.
Ma quando si esce … hic sunt leones.
Tornando quindi in hotel ho stramaledetto la legislazione italiana che vieta di potersi portare appresso un’arma se non con un permesso che segue una analisi pressochè insuperabile.
Naturalmente i criminali detengono un’arma illegalmente e, così, chi rispetta la legge rischia di essere doppiamente becco e bastinato.
Capisco quindi i milanesi che, vedendo la decadenza e la devastazione della loro città, si siano astenuti dal confermare la Moratti a sindaco.
Anche io non l’avrei votata se, in aggiunta ai pass per entrare in centro, alle sue partecipazioni alle manifestazioni antifasciste, alla sua presa di distanza dai manifesti dell’Avv. Lassini, avessi registrato lo stato pietoso della mia città.
Non basta l’immagine, girare per il mondo a fare pubblicità, occorre anche e soprattutto che un sindaco si occupi del benessere e della sicurezza spicciola dei propri cittadini.
I milanesi hanno però risposto male, cadendo dalla padella alla brace ed eleggendo un sindaco che appartiene a quella parte politica che lungi dall’assumere provvedimenti draconiani contro la proliferazione dell’immigrazione, preferisce appioppare tasse ai cittadini per “accogliere” gli immigrati e dotarli di ogni confort, inducendoli all’idea che tutto sia loro dovuto.
A Milano ci tornerò, per forza di cose e spero di sbagliarmi.
Ma se Milano è il futuro delle nostre città, tra no tav, accoglienza degli immigrati, no nucleare, no privatizzazioni, nuove pretese femministe (quel gruppo che si è riunito ieri a Siena pretenderebbe una estensione dei benefit per la maternità a carico “della fiscale pubblica”: hanno proprio scelto il momento giusto !) vedo intaccare il mio tradizionale ottimismo sul futuro dell’Umanità.

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Come risolvere il problema delle carceri

Siamo alle soglie di luglio e, puntuale come le zanzare, arriva lo sciopero della fame (o della sete o di tutte e due) di Giacinto Pannella detto Marco. Come ogni anno difatti, l’affamato più pingue del globo s’è preso tardi per rimediare alle abbuffate invernali e tenta in extremis di non sfigurare alla temutissima “prova costume” con il solito salutare sciopero di fame, sete etc. etc. Stavolta il casus belli del leader del partito più sfrangi-zebedei dell’arco costituzionale è il sovraffollamento delle carceri italiche. Al netto del fatto che Giacinto detto Marco sta, come sempre, utilizzando lo sciopero di fame/sete al solo fine di ritagliare un briciolo di spazio mediatico per il suo cespuglietto personale, il problema che pone è vero. Le carceri italiane hanno spazio per 45mila detenuti, mentre attualmente i galeotti italici sono 67mila. Trattasi di ben 22mila carcerati in più rispetto allo spazio disponibile. La situazione, insostenibile, causa ogni anno costi immani al nostro paese che viene costantemente multato dalle istituzioni europee per questa nequizia. Il problema però è che, come al solito, Giacinto detto Marco da una risposta sbagliata a una domanda giusta. La risposta dei radicali al problema è sempre la stessa, ovvero: amnistia totale. Il governo dal canto suo risponde progettando la costruzione di nuove carceri, e fin qui va bene, anche se sarebbe meglio utilizzare quelle decine di carceri che sono costruite, quasi perfettamente ultimate ma, per ragioni misteriose, non funzionanti. C’è però un’altra soluzione, molto più semplice, al problema del sovraffollamento delle carceri. Quello che spesso non si dice, o si dice a mezza voce, e che dei 67mila ospiti dei bagni penali, più di un terzo non sono italiani. Nella mia regione la percentuale dei non italiani nelle carceri schizza addirittura al 57% del totale. Ora, dico, 22mila sono i detenuti in eccesso, un numero guarda caso identico al numero degli stranieri presenti nelle nostre carceri. Non sarebbe il caso di cominciare a fare un discorso molto serio a livello europeo ed internazionale per cui ognuno si tiene i propri carcerati e chiunque sgarri in un paese straniero sconti la pena nel paese d’origine? Non è il caso di cominciare a dire che chi sgarra se ne deve tornare a casa propria onde rimpatriare quei 22mila intrusi che non dovrebbero essere qui e che fanno scoppiare le nostre carceri onde alleviare il peso che grava sulle nostre strutture penitenziarie?

Tutti li vogliono tutti li chiamano tutti li cercano

Non è la cavatina del Barbiere di Siviglia quella che si annuncia nel titolo, sono gli immigrati che in queste ore sbarcano senza tregua a Lampedusa. Purtroppo il popolo italiano è orfano dei suoi veri avvocati, dei suoi difensori, di chi li protegge e sa proteggere la nostra amata Patria, senza inutile retorica, senza celebrazioni, senza corone di alloro sotto i monumenti, ma nei fatti. Se chi ci amministra si degnasse di leggere quel che scrivono i lettori sui commenti agli  articoli dei giornali, o sui nostri blog, cambierebbe subito strada. E invece no.
Compongo questa breve antologia di imbecillità irresponsabili iniziando col Presidente del Consiglio, il quale si sente un papa-Santo Subito e si mette a lanciare la sua pastorale: non abbiate paura. Siamo solo 60 milioni, possiamo diventare 100, 200, 300 e che saranno mai interi pezzi d’Africa che si spostano qui? Siamo un grande paese, no?  Poi intervistato nella trasmissione a Porta a Porta:  “Gli immigrati arriveranno, perche’ la situazione in Libia e’ complicata; c’e’ poi la situazione in Tunisia e ci sono altri sommovimenti, per il vento della liberta’ e della democrazia che ha soffiato forte in tutto il Nordafrica”.
D’Alema gioca al rialzo e lancia la sua personalissima OPA, dicendo che ne vorrebbe almeno 30 milioni, per vedere l’effetto che fa. Fini non si è mai fatto mancare nulla per incrementare il suo gruppetto parlamentare del Fli-fli e ora fa alleanze elettorali con i neri d’Africa. E rilancia: già che sono qui, già che sbarcano ogni giorno qui sulle nostre coste,  è ora di farli votare. Rimuoviamo le fobie e favoriamo la cittadinanza. Cosa volete che sia quel risicato permessuccio semestrale voluto da Maroni?! Io ti darò di più, di più , di più, molto di più –  canta il Gianfurbo della Camera.
E per il ministro Sacconi? Se 25.000 vi sembrano pochi io ne propongo di concerto con la Confidustria, la bellezza di 100.000 da immettere nel mondo del lavoro. E peggio per gli Italiani se non vogliono lavorare: abbiamo di che sostituirli.
Andiamo avanti.
Oggi  il Papa a Venezia in gondoletta ha detto tante belle cose sulla Serenissima e le sue nobili origini. Peccato che si sia dimenticato di ricordare i gloriosi tempi in cui la Serenissima difendeva le sue acque territoriali dai predoni saraceni  della Sublime Porta di Mustafà Pascià, con gli artigli del Leone di S. Marco. E che artigli! Famagosta, Lepanto, le dicono nulla sua Santità? Ci sono famosi dipinti e arazzi che riprendono queste epiche gesta (vedere il quadro del Veronese, nella foto in alto). 
Peccato che non abbia resistito, invece,   a recitare  la sua camomillifera omelia a Mestre sull’accoglienza universale  e l’apertura a tutti i fratelli e le sorelle del mondo, al diverso, agli stranieri ecc. ecc. Mica a casa sua: a casa nostra.
Morale di questa farsa immigrazionista che rischia di trasformarsi in una  tragedia per noi Italiani: ricoverateli tutti quanti d’urgenza!  Dal primo all’ultimo.   

Incentivi a delinquere

Rieccoci. Qualche volta evitare di leggere i giornali fa bene alla salute. Come pure evitare di guardare  i TG. Però la carta stampata non letta durante le feste pasquali, poi si accumula. E allora capita che ti cada l’occhio su qualche titolo che ti fa sobbalzare, proprio quando stai per buttare i giornali nel cassonetto.  E’ accaduto nell’intervista di Alemanno su Libero in data domenica 24 aprile, giorno di Pasqua. Il sindaco di Roma dichiara “Siamo al collasso, non c’è alternativa“. E di chi parla? Degli zingari detti rom che hanno occupato la basilica di S.Paolo fuori le Mura. Sì, proprio quella in cui il cardinale Ruini celebrò la messa solenne ai  nostri soldati caduti di Nassiriya. E siccome a quanto pare non basta nemmeno l’incentivo di mille euro per nucleo per farli sloggiare,  eccoci allora alle solite accuse di “mancanza di umanità” da parte della Comunità di Sant’Egidio nei confronti del sindaco di Roma. “Queste persone non sono disperati, profughi scampati alla guerra. In Romania la casa ce l’hanno e s’installano a Roma convinti di potere fare, con attività più o meno legali, un po’ di reddito” obietta Aleamnno. E vanno nelle baraccopoli per non spendere nulla di affitto e massimizzare il proprio profitto”.
Capito? Ipse dixit. Ovviamente i furbastri non sloggiavano perché giocavano a battere asta sempre più al rialzo, e c’è voluto del bello e del buono per convincerli. Il denaro da elargire è pubblico e questo non è un argomento da poco. 500 euro vengono pagati dal Comune e altri 500 li paga la Curia: una specie di buonuscita per questi angioletti che hanno occupato abusiviamente il suolo pubblico e hanno rovinato la Pasqua a tanti bravi fedeli e  onesti cittadini in regola, che non poterono accedere in tranquillità alle funzioni. Siamo ai soliti premi per Caino e alle beffe per Abele.
“Normalmente non paghiamo” continua Alemanno, “Lo abbiamo fatto per dare una mano a risolvere una situazione difficile che coinvolge la Chiesa. E comunque 500 euro per 30 famiglie non è una cifra enorme. Mantenerli con vitto e alloggio ci costerebbe molto  di più”.
Ed è vero che costerebbero di più, però al solito, pagando si trasmette un pessimo messaggio che può sintetizzarsi nello slogan delinquete delinquete e pioveranno monete. Ovvero incentivi a delinquere.
Capitolo 2 –  Ai tunisini sbarcati a Lampedusa, 1.500 euro per ciascuno.
Non è finita.Credevate che con Ventimiglia ci fossimo tolti dai piedi i clandestini? Errore. Una parte considerevole è qui da noi non solo col fatidico permesso semestrale, ma secondo un interessante articolo di Andrea Morigi (sempre su Libero del dì di Pasqua) con 1500 euro al mese da ripartirsi in questo modo:
Diaria giornaliera di 30 euro elargita dai Comuni. In più è sempre il comune che deve provvedere a tenerli occupati onde evitare vagabondaggi e delinquenza. Si fa così scattare il meccanismo dei “lavori socialmente utili. La retribuzione è scarsa e non supera i 3 euro all’ora, ma se si ha voglia di darsi da fare, si possono guadagnare 24 euro al giorno che moltiplicato per i 26 giorni lavorativi, fanno 624 euro che sommati ai 900 euro al mese spettanti di diritto, fanno un totale di 1524 euro mensili. Uno dei nostri cassintegrati se la sogna, questa sommetta!
Ma dove sono i clandestini? ecco il quadro dei “migranti economici” (così li chiama la Boldrini dell’ONU)  regione per regione per un totale di oltre 19.000:
Lombardia :   3.240
Campania:     1.920
Lazio:              1.880
Sicilia:              1.660
Veneto:             1.620
Piemonte:         1.460
E.Romagna:     1.360
Toscana:           1.220
Calabria:             660  
Sardegna:            540
Liguria:                520
Marche:                500
Friuli V. G :          400
Trentino AA:        340
Umbria:                 300
Basilicata:              180
Molise:                    100
Valle d’Aosta:         40
Di questo passo si chiederà ai bambini tunisini: “Cosa vuoi fare da grande?”
Risposta: “Il clandestino”.
Si gira per pittoresche regioni italiane e in tempi di crisi come questi si ha un salario decente garantito. Con vitto e alloggio a spese dei comuni. Mica male!
Ora avrete capito, perché in talune circostanze, i giornali è meglio non leggerli.
  

Buckingham Palace sarà una moschea

L’islamizzazione della Gran Bretagna avanza con velocità impressionante. Tutto grazie al politicamente corretto ma sopratutto alla sinistra. Così come da noi, in Italia ed in altre nazioni è ormai chiaro che la sinistra è alleata degli islamici. Ma dovrebbe essere…
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