Toghe scatenate

Avevo scritto di Fiat, Ilva, Mediaset, Eni, adesso dobbiamo
aggiungere Finmeccanica oltre alle più ideologiche condanne o accuse contro
Fitto e Formigoni.
Così all’India, con la quale abbiamo in ballo la questione
dei
nostri Fanti di Marina rapiti e sequestrati per aver osservato le regole di
ingaggio contro la pirateria
,  non è
parso vero sospendere il pagamento della commessa a Finmeccanica.
Sono danni, gravissimi, alla economia nazionale.
Sono migliaia di posti di lavoro messi a rischio.
Sono regali fatti alla concorrenza straniera in settori di
grande rilievo economico.
Sono danni fatti ai piccoli risparmiatori che, avendo investito in Finmeccanica per la qualità dell’azienda, hanno visto il titolo perdere il 15% in tre sedute: chi li risarcirà ?
Quando saranno finite le indagini, potrebbero esserci solo
macerie
e il costo sarà pagato, al solito, dai cittadini.
La rivoluzione, più che la riforma, del nostro sistema
giudiziario, tema proposto unicamente da Berlusconi, è rilevante per le
elezioni e di interesse generale
,  visti i costi che l’attuale modello costringe a sopportare.





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Ma quanto ci costano ?

Assunzioni per sentenza alla Fiat.
Sequestro degli impianti alla Ilva.
Indagini, processi e perquisizioni come noccioline contro Mediaset e Fininvest.
Adesso indagati i manager dell’Eni e della Saipem per … una presunta corruzione in Algeria.
Come se non si sapesse che, ammesso che abbiano pagato qualcuno per ottenere una commessa, se non fosse stata l’Eni, sarebbe stata qualche azienda francese, inglese o tedesca.
E non sarebbe più logico che fossero i magistrati algerini a perseguire i loro eventuali corrotti ?
L’Eni è una delle realtà più solide e  produttive della nostra nazione.
Paga ottimi dividendi azionari.
Ieri il titolo ha perso oltre il 4%.
Ma quanto ci costano le indagini dei magistrati ?





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Le armi servono, eccome !

Nomade tenta furto in una villetta: avvocato gli spara contro 5 colpi

Il ladro 29enne, raggiunto all’addome, è in coma farmacologico. Adesso il professionista potrebbe essere accusato di lesioni gravi

Le urla della moglie lo hanno fatto accorrere al pianterreno con la pistola in mano.
Ieri sera, intorno alle 22, il bandito si è introdotto con alcuni complici nell’abitazione dell’avvocato, ma le urla della moglie hanno svegliato il proprietario che ha impugnato la sua arma, una semiautomatica calibro 7.65, regolarmente detenuta, e ha sparato. Il complice del rapinatore ferito, scappando, avrebbero esploso a loro volta alcuni colpi di pistola, senza ferire nessuno, ma al momento l’esatta dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri di Monza, che conducono le indagini. Il nomade ferito si trova ricoverato in coma farmacologico all’ospedale San Carlo di Milano. L’avvocato che ha sparato, interrogato dai carabinieri in caserma, è un legale molto noto nella zona, e si trova in attesa delle valutazioni dell’autorità giudiziaria.Al piano di sotto un nomade aveva appena forzato la porta finestra. A quel punto Mario G., un avvocato 61enne, ha sparato colpendo il malvivente per cinque volte. È successo sabato sera in una villetta monofamiliare di Parabiago (in provincia di Milano).
Tale la notizia riportata ne Il Giornale online
Se non avesse sparato, adesso potremmo essere a commentare di un nuovo, barbaro omicidio da parte di chi ha violato la intimità di una casa, la proprietà privata altrui.
Come si diceva quando ero in servizio di leva e dovevamo iniziare un turno di guardia: meglio un brutto processo, che un bel funerale.



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Sentenze degenerative

Mi sarei aspettato reazioni più veementi contro la sentenza della cassazione che legittima la droga di gruppo.
Invece, nulla.
Evidentemente ci siamo già assuefatti alle sentenze che tutelano i comportamenti degenerativi che non abbiamo più neanche la voglia di reagire.
Almeno, quando verranno commessi reati di gruppo (violenze, stupri, omicidi) sotto l’influsso di droghe assunte allegramente in compagnia, quindi non punibile, si abbia la decenza di non romperci l’anima con servizi e lunghi articoli sul “branco”.
E, soprattutto, non si vada ad inquisire quei cittadini onesti che prima o poi decideranno di reagire.





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Dall’ Oro di Dongo all’ Oro di Siena.

Il Giornale di oggi pubblica un articolo che rammenta l’ episodio della turpe fucilazione dei Prigionieri Fascisti sul Lago di Como da parte dei partigiani comunisti. 
C’è un passaggio che vorrei sottolineare:
 “Ai processi per gli ammazzamenti s’intrecciò l’interminabile e inutile processo sull’oro di Dongo. Insieme al sangue vi furono certamente passaggio e poi dispersione e trafugamento di denaro, bagagli con valori incamerati così come gioielli, sterline d’oro e marenghi a migliaia. Il PCI, che aveva gestito l’operazione Dongo, affettò sorpresa e indignazione quando si trattò di rendere conto del Tesoro”.
 Niente di nuovo sotto il sole, sono e saranno sempre i soliti comunisti. Che si autodefiniscono i migliori, ma poi arraffano a più non posso. Triste che in italia ci sia pure chi li voti. Pericolosissimo poi che vincano le prossime elezioni.

MPS indagine esplosiva

I magistrati che indagano sulle vicende del Monte dei Paschi di Siena hanno bloccato ogni notizia, ogni indiscrezione con la scusa che si tratta di una indagine potenzialmente esplosiva.
Questo vuol dire che, quando lo si vuole, si possono mantenere riservate (come sarebbe giusto) le indagini senza essere così incontinenti da far filtrare tutto … quando riguarda Berlusconi e il Centro Destra.
Ex contrario quando le vicende riguardano, sfiorano o solo ipotizzano il coinvolgimento diretto o indiretto della sinistra, tutto si blocca e, anzi, quando qualcosa emerge (veggasi la notizia sulla telefonata di Fassino a Consorte “abbiamo una banca” … sempre banche, sempre soldi, l’ossessione dei comunisti) ad andare sotto processo è il quotidiano che ne ha dato notizia.
Così sull’MPS brancoliamo nel buio (fino al voto ?) perche l’indagine è potenzialmente esplosiva.
Ma che esploda !
Dell’Italia di Napolitano, Monti e Bersani non mi viene in mente nulla che meriti di essere conservato, meglio che tutto esploda e bruci in un fuoco rigeneratore.





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Apertura dell’anno giudiziario

Carceri sovraffollate.
Troppi detenuti in attesa di giudizio.
Prescrizione.
Questi mali della giustizia secondo i magistrati che hanno aperto l’anno giudiziario.
Soluzioni ?
Meno riflettori, convegni, conferenze, libri e più dibattimenti.
Lasciar perdere i teoremi contro Berlusconi.
Smetterla di indagare sulle aziende italiane che producono alla ricerca di qualche magagna fiscale, ambientale o burocratica con la quale mettere in piedi un bel processone.
Non incarcerare preventivamente chi ancora non è stato condannato. 
Applicare le leggi per espellere gli immigrati (che rappresentano un terzo dei detenuti).
Così, più tempo per valutare le prove, per dibattere e non arriva la prescrizione.
Ma anche meno persone in carcere in attesa, magari, di una assoluzione o di una amnistia utile solo  per tornare a delinquere.





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Liste pulite

Berlusconi ha sbagliato nel chiedere un “passo indietro” a Dell’Utri, Scajola e altri.
Un partito che si chiama POPOLO DELLA LIBERTA’ non può rinunciare a due principi essenziali:
1 – la presunzione di innocenza, per cui si è colpevoli solo in presenza di una sentenza definitiva passata in giudicato (a maggior ragione in Italia …);
2 – la Sovranità appartiene al Popolo la cui volontà supera ogni sentenza, ogni indagine, ogni incriminazione, ogni teorema dei magistrati.
Ancora peggio, conferire ai magistrati il potere di veto e interdizione su qualsiasi candidatura politica escludendo dalle liste chi venisse indagato, è inaccettabile.



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Entrano in azione le "truppe togate"

Il “processo Ruby” che si avvia a sentenza (di primo grado …) immediatamente prima del voto.
Nuove perquisizioni nelle sedi della Lega.
Un ex sindaco agli arresti domiciliari proprio adesso, a quasi due anni dalle sue dimissioni.
Il Centro Destra cresce nei consensi e gli si scatena contro tutto l’immaginabile.
Aspettiamoci altro, ma non preoccupiamoci.
La credibilità e fiducia nella giustizia italiana è ormai un vago ricordo del lontano passato.




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