Reddito di inclusione

Uno dei provvedimenti che Gentiloni si appunta all’occhiello è il cosiddetto “reddito di inclusione.
Si tratta di denaro proveniente dalle tasse degli Italiani (perchè non viene prelevato dai conti di Gentiloni o di Renzi !) e destinato a fornire una sussistenza a chi vive al di sotto del livello di povertà.
Si parla di 1,5-2 milioni di soggetti.
Come al solito vengono messi in luce gli aspetti (più assistenzialisti che solidaristici) e viene taciuto che si tratta di un altro fardello caricato sulle tasche degli Italiani senza una adeguata copertura.
Quello che non ho ancora capito e che non viene detto a chiare lettere è se questo reddito di inclusione riguarda solo gli Italiani per nazionalità, anche quelli per cittadinanza o, addirittura, gli immigrati che neppure hanno (per fortuna) la nostra cittadinanza.
Nel primo caso la scelta sarebbe comunque sbagliata, ma solo sotto un profilo economico, perchè non è con l’assistenzialismo che si risolverebbe il problema della povertà, bensì aiutando ad espandersi una economia che, per poterlo fare, deve essere più libera con 
meno tasse, 
meno burocrazia,
meno regole e
meno, anzi impedendo ogni invasione di campo nei magistrati nell’economia e nella politica.
In tal modo si libererebbero energie che riuscirebbero a dare impulso, grazie anche alla fantasia italiana, alla nostra crescita economica.
Ma ci può stare che, almeno in una fase iniziale, si aiutino con i soldi pubblici quelli che sono al di sotto del livello di povertà, perchè bisogna pensare agli Italiani veri.
Sbagliata anche sotto il profilo politico e sociale la scelta se si indirizzasse anche agli immigrati.
Sarebbe come incentivarli ad arrivare in Italia, loro Bengodi, dove quei coglioni di Italiani pagano le tasse per mantenerli.
Allora il reddito di inclusione diventerebbe una nuova arma nele mani della Spectre per eliminare dal gioco noi Italiani e sostituirci con soggetti maggiormente disponibili e manovrabili.
Allora dico no.
Buona Pasqua.

Entra ne

Non crediamo a Gentiloni (e a Renzi)

Con la complicità della stampa (perchè chi diffonde la propaganda del governo non può che esserne complice) si cerca di accreditare la storia per cui non si sono aumentate le tasse ma, anzi, si è avviato il risanamento.
Ci aveva provato anche Renzi promettendo a destra e a manca mancette di ogni genere.
Adesso ci riprova Gentiloni con l’occhio rivolto al voto di febbraio-marzo 2018, quando gli Italiani dovranno scegliere il loro futuro e la loro stessa sopravvivenza come Nazione, come Popolo, come Gente.
Basta però domandarsi come sia possibile distribuire aumenti agli statali, aumentare la spesa pubblica già ingente e seduta su un debito colossale,  senza aumentare le tasse.
Infatti non si può.
Infatti pensano sempre a “riequilibrare”, non a ridurre l’imposizione fiscale.
Infatti della più grande delle promesse del bulletto fiorentino, la riduzione dell’irpef, non vi è traccia nel documento di Gentiloni e compagni.
Pensano di poter strappare un voto e poi di massacrarci di tasse, immigrati e direttive europee ?
Sì, pensano proprio quello.
Sapremo noi togliere loro ogni illusione con il nostro voto ?

Entra ne

Ci tassano anche i sogni

Il documento di programmazione economica che il governo ha, con il rullo dei tamburi della stampa serva, diffuso, rappresenta il più classico degli inganni elettorali per sprovveduti.
Come tutti i governi, anche Gentiloni straparla su quel che rappresenta l’idilliaco mondo dell’impossibile e tace su una realtà che, per uno stato pesantemente indebitato, significa non avere soldi da spendere.
A meno che non li si sottragga alla, sempre più ridotta, disponibilità dei cittadini.
Ed è quello che farà Gentiloni per pagare la più grande clientela della sinistra: i dipendenti pubblici.
Per arrivare a far “quadrare” i conti hanno solo fatto delle manipolazioni contabili come prevedere l’aumento del PIL dell’1,1% già nel 2017 e, quindi, adattarvi i vari saldi.
Ma quella di Gentiloni è la più trita delle politiche elettorali.
Sì perchè a febbraio si vota e la stangata arriverà dopo.
Intanto subiamo la tassa sui sogni, cioè quella sui concorsi (lotto etc.) che rappresentano sempre una speranza, quella di riuscire a risolvere i propri problemi con un colpo di fortuna.
E qualcuno ci riesce.
Ma Gentiloni e Renzi sono riusciti a rovinarci anche il sogno e la prossima volta, se non riusciremo a fermarli alle elezioni, toccherà alla casa, dopo che Renzi ci ha già aumentato le tasse sui risparmi dal 20 al 26%.

Entra ne

Troppe assicurazioni contro le tasse

I cattocomunisti si son fatti furbi, millantano tutti di aver ridotto le tasse, giurano e spergiurano (tanto dopo andrebbero a confessarsi …) che non le aumenteranno.
Non dimentico però il democristo di sinistra (corrente “Base” di Marcora e De Mita), ministro del tesoro e poi presidente del consiglio, il defunto Giovanni Goria che, nascondendosi dietro la sua barba, giurava che non avrebbe applicato tasse sui bot e titoli di stato, salvo poi applicare un bel 6% (per iniziare … adesso i titoli di stato pagano più del doppio al 12,5% e gli altri strumenti più del quadruplo al 26% grazie a Renzi !).
Ma tutto iniziò dalle bugie di Goria.
Gentiloni anche se non ha la barba (la fa venire al prossimo, però) è un ex democristo di sinistra ora convertito al pci/pds/ds/pd, noto partito delle tasse.

Entra ne

Con Trump contro l’ipocrisia del soviet europeo

Il coro di stampa, radio e televisioni, megafoni della consorteria affaristico e finanziaria che vuole dominare il mondo, ha intonato l’ennesimo anatema contro il Presidente Trump per l’ipotesi, ventilata da un quotidiano americano, di colpire con dazi doganali un centinaio di prodotti europei, come ritorsione verso il blocco delle importazioni delle carni di manzo americane.
L’accento posto dai pennaroli di regime è sull’atteggiamento protezionistico di Trump, mentre tacciono o nascondono tra le pieghe della parte centrale degli articoli e dei servizi il fatto che ad essere protezionista è l’unione sovietica europea e quella ipotesi sia solo una risposta uguale e contraria.
Il clima sta cambiando e Trump, pur avendo contro anche parte del suo partito, che evidentemente preferisce obbedire agli squali della finanza che alla volontà del Popolo, può aiutare anche noi Italiani a ritrovare la nostra Libertà.
Sono convinto che se Trump si accordasse con Londra per un canale privilegiato di esportazione e importazione, non solo ne beneficerebbero entrambi sia direttamente che per l’indotto (molte aziende, anche europee, sarebbero convinte ad aprire una filiale a Londra per beneficiare dell’interscambio con gli Stati Uniti), ma spingerebbero molti stati poco soddisfatti dell’egemonia tedesca in europa a scindere le loro sorti dal soviet, riprendendosi la propria Sovranità.
Mi auguro che noi Italiani non si arrivi per ultimi …

Entra ne

I bulli si rivelano sempre i più codardi

Il governo fotocopia ha calato le braghe sui voucher o buoni lavoro.
Prima, come un bullo, arrogante e prepotente, amplia la portata di un servizio, inventato dal governo Berlusconi, poi, dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre (che equivale ad un bullo che prende una sonora legnata dalle sue vittime) si spaventa per il referendum della cgil e scappa dal confronto.
Lasciando sul campo migliaia di utilizzatori (come committenti e come prestatori) che non avranno che una duplice scelta: rinunciare (i committenti) a chiamare i prestatori che quindi perderanno una fonte di reddito oppure chiamarli in “nero”, con tutti i rischi del caso ma anche senza alcun incasso per lo stato.
Un grande affare, veramente !
Mi domando anche come, simili codardi, possono difenderci dalla invasione degli immigrati o, anche, dai delinquenti che entrano nelle nostre case.
Infatti non ci difendono, guardano da un’altra parte e, anzi, se la prendono con chi si difende.

Entra ne

Silenzio sospetto sulla manovra economica

I media servi del potere oltre ad imbavagliare, tacendo, sulle iniziative della Lega e di Fratelli d’Italia, hanno steso il loro velo servile di silenzio anche su quella che dovrà essere la manovra economica per recuperare i famosi 3,4 miliardi che “ci chiede l’europa”.
Il silenzio è sospetto e non è foriero di buone notizie per i nostri redditi, i nostri risparmi le nostre proprietà.
Il sospetto è che vogliano mantenere nell’oscurità la stangata che dovranno rifilarci fino a dopo le votazioni di primavera, per non danneggiare ulteriormente un pci/pds/ds/pd dato già in forte calo di consensi e, secondo molti istituti di sondaggi, secondo dietro ai grillini (o terzo se il Centro Destra si presentasse unitariamente).
I commentatori, soprattutto di Sky tg 24 che è ormai diventato il t.g.Renzi, quando sono costretti a citare la manovra la sminuiscono e irridono a quello 0,2% , “solo” 3,4 miliardi che, però rappresentano 7mila miliardi delle vecchie lire, cioè una corposa manovra della prima repubblica.
E non ci dicono che con l’aumento dei tassi, l’aumento dell’inflazione e la fine del q.e. di Draghi a fine anno, aumenteranno anche gli interessi sul debito.
E non ci dicono che tutti i provvedimenti clientelari assunti da Renzi e confermati da Gentiloni dovranno mantenuti e pagati almeno sino alle elezioni politiche del febbraio 2018, pena ulteriori crolli verticali del partitone.
Soprattutto non ci dicono quali prospettiva abbiamo di ridurre una spesa pubblica mostruosa e in continuo aumento, fondata su un esercito di dipendenti pubblici che manderebbe in fallimento qualsiasi azienda.
I nostri redditi sono a rischio “una tantum”.
I nostri risparmi sono a rischio prelievi forzosi.
Le nostre case sono a rischio “revisione catastale” che innalzerebbe a livelli insopportabile la tassazione su di essi.
Abbiamo una sola possibilità per salvarci: sbarazzarci del pci/pds/ds/pd e tornare ad un governo che si impossessi nuovamente della Sovranità Nazionale e difenda l’Identità dalla invasione (costosa !) degli immigrati.

Entra ne

Eutanasia coatta

C’erano una volta i nostri vecchi.
Onorati, rispettati, accuditi.
Poi arrivò il ’68 e tutto sembrava dovesse essere realizzato in funzione dei giovani.
Con le varie crisi economiche a pagare il prezzo più alto sono state le pensioni (tranne quelle della nomenklatura di stato).
Adesso leggo una aberrante ipotesi per ridurre le tasse ai neoassunti anche eventualmente aumentandole ai più anziani.
Molti film e romanzi di fantascienza trattano di società del futuro dove, per controllare i consumi dei beni, non si arriva ad essere “vecchi”, perchè li sopprimono prima.
Mi viene in mente un classico degli anni settanta “La fuga di Logan” dove arrivati a trenta anni, uno veniva “rigenerato” (ammazzato) nello spettacolare Carousel.
Non vorrei che la società ipotizzata nel 1976 con l’eutanasia coatta dei più anziani, trovasse la sua realizzazione nel 2017 per mere ragioni di bilancio.

Entra ne

Il partito delle tasse

Sfruttando e forse travisando un intervento di Bill Gates, il partito delle tasse si è scatenato per trovare il sistema di mettere le proprie mani adunche su chi produce e utilizza macchinari e sulle cosiddette grandi multinazionali (Google, Amazon, Apple etc.).
Contrariamente al tono di voce apparentemente tranquillo un certo Boccia, ovviamente di sinistra (pci/pds/ds/pd) e che sarebbe presidente di una commissione economica alla camera, appare spesso a TG 24 economia per dichiararsi pronto a introdurre una normativa che consenta il prelievo su tali aziende, ma anche sugli autisti e la società Uber.
Ben lungi dal solidarizzare con vari Gates, Zuckerberg, Cox (che sono dei furboni matricolati pronti ad ingannare e manipolare pur di ottenere il denaro senza essere distutrbati e per questo si dichiarano tutti mecenati, filantropi, sostenitori delle più disparate e balorde istanze e candidate (ogni riferimento alla moglie di Clinton è voluto e ostili ad un Trump che non si fa menare per il naso da costoro) devo però rimarcare come i Boccia di turno siano solo alla disperata ricerca di denaro, ma non per alleviare i nostri carichi fiscali, bensì per poterne spendere di più per le loro clientele.
E se qualcuno pensasse che tassare le grandi aziende multinazionali sia un atto di giustizia, si ricordi che tutto quello che lo stato dovesse prelevare loro, verrebbe restituito da un aumento per tutti noi, i consumatori finali, dei loro prodotti e servizi.
Esattamente come tutta la manfrina sulla “trasparenza” nelle banche che ha prodotto quintali di carta, ma ha anche aumentato spese e commissioni nella tenuta dei rapporti.
Il cittadino, il consumatore finale, ha sempre e solo danni da un aumento delle tasse, anche se apparentemente questo aumento e queste nuove tasse sono dirette ad altri soggetti.

Entra ne

La normativa fiscale specchio di una società malata

Quando il Centro Destra tornerà al governo, avrà un’agenda densa di argomenti scottanti e che segnano una profonda differenza con la sinistra.
Tra questi il tema fiscale sarà centrale e non solo per l’abolizione delle aliquote e delle varie forme di tassazione per sostituire tutto con una flat tax agile e che tenda a ridursi progressivamente, ma anche per la cancellazione di tutte quelle normative fiscali che danno da mangiare a commercialisti, avvocati, caf e patronati, ma fanno impazzire, impedendo loro per la mancanza di chiarezza di rendere le dichiarazioni in autonomia, i cittadini.
Per ragioni di ufficio sono costretto ogni mattina a leggere il Sole 24 Ore, uno dei peggiori quotidiani in circolazione, che ha un solo grande pregio: è l’unico che riporta anche la minima flatulenza legislativa o fiscale.
La parte di mio interesse è, ovviamente, quella legale, ma avendo il quotidiano intero ed essendo coinvolto (come tutti) nella dichiarazione dei redditi o nelle normative per la sicurezza nelle case, nei condomini etc., leggo almeno i titoli anche del resto (stendiamo un velo pietoso sulla parte politica sia interna che internazionale).
Ogni mattina penso sempre che due o quattro pagine dedicate alle normative fiscale, alle interpretazioni delle leggi, alle circolari dell’agenzia delle entrate piuttosto che di Equitalia, rappresentino lo specchio di una società malata, profondamente malata.
Mi domando come possa, un cittadino, non pensare ad evadere (se non altro pagando in contanti un artigiano) davanti a tutti quegli adempimenti che vengono richiesti e ci vengono richiesti perchè qualche nullafacente eletto (da noi !) in parlamento, per giustificare la sua esistenza ha pensato di introdurre qualche norma.
Se poi si aggiungono 750 individui che a Strasburgo percepiscono un lauto stipendio per far parte di un parlamento senza potere se non di infastidire con le proprie normative i cittadini, allora si capisce perchè ogni giorno il Sole ci ammannisce due o quattro pagine sul fisco (quando non pubblica opuscoli “esplicativi”).
Ecco.
Quando il Centro Destra tornerà al governo la madre di tutte le riforme fiscali sarà l’abolizione di tutte le normative, i conteggi astrusi, le percentuali sulle quali calcolare altre percentuali.
Introducendo quindi un sistema semplice, che tutti possano autonomamente applicare, senza dover calcolare deduzioni e detrazioni, sottraendo la franchigia e moltiplicandole per altri fattori.
Quella riforma, da sola, varrebbe una legislatura di successo.

Entra ne