Ma dov’è la ripresa ?

Gentiloni, Renzi e compagni, con il coro dei media servi, martellano con frasi sull’uscita dalla crisi.
Eppure, quella luce in fondo al tunnel, proprio non la vediamo.
Gli Italiani si indebitano sempre di più, se è vero, come riportano le statistiche, che sono in aumento i prestiti personali.
Gli ufficiali giudiziari non riescono a smaltire le richieste di sfratto per morosità.
Italiani continuano ad uccidersi perchè non riescono a pagare i debiti e perdono la casa (vedi Ferrara) o perchè non riescono a pagare i dipendenti (Perugia).
Le tasse, lungi dal diminuire, aumentano, come le bollette per le quali vengono strombazzate le riduzioni dell’energia elettrica (in inverno) e del gas (in estate) e nascosti gli aumenti della stessa enegia elettrica (in estate quando funzionano i condizionatori) e del gas in inverno (quando è acceso il riscaldamento).
Per non parlare delle eredità di Renzi con l’aumento delle tasse sui risparmi al 26% che si aggiunge alla tassa sulle operazioni finanziarie e sui depositi e l’aumento della tassazione sui fondi comuni e pensione al 20% .
Tutti soldi depredati ai cittadini e utili a pagare le clientele o persino l’immigrazione.
Eppure non bastano e l’unica prospettiva di Renzi, Gentiloni e Padoan è essere autorizzati ad aumentare il debito pubblico che graverà sempre di più sulle future generazioni.
Per poi ascoltare un sottosegretario che inizia dicendone una giusta (in un paese civile esistono solo due tipi di tasse: sui redditi e sui consumi) per poi sbragare affermando che se il parlamento vuole può imporre una tassa anche sul patrimonio.
Sarebbe quella la ripresa di Renzi e Gentiloni e del loro coro mediatico ?

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Il buco di Boeri

Ha fatto notizia l’affermazione di Boeri, presidente intellettuale di sinistra dell’inps, che ha dichiarato in 38 miliardi la perdita per l’inps nel caso si dovessero rimandare a casa tutti gli immigrati.
Il corollario è stato: gli immigrati pagano le nostre pensioni.
Falso.
Il dato di Boeri è parziale e riguarda i soli accrediti per contributi.
Non ci viene detto quanto ci costano.
Quante prestazioni vengono erogate ma, soprattutto, quanti miliardi delle nostre tasse vengono sperperati dal momento in cui mandiamo le nostre navi a raccattare i clandestini, portarli in Italia, alloggiarli, mantenerli, istruirli, curarli.
Allora Boeri sarebbe costretto a dichiarare un RISPARMIO, probabilmente di gran lunga superiore a quei 38 miliardi.
Ma se qualcuno avesse poi ascoltato Sky Tg 24 economia di martedì 4 luglio, avrebbe appreso dalla viva voce del professorone intellettuale di sinistra nonchè presidente dell’inps, che quei soldi servono non alle pensioni, ma a pagare le mancette utili a puntellare Renzi e Gentiloni.
I famosi ottanta euro, l’ape pensionistica, il bonus mamme (anche immigrate), il buono giovani e via discorrendo, cioè tutto quanto fa assistenzialismo a spese di chi produce, sottraendogli risorse e disperdendole senza che siano un reale investimento.
Era a tal punto lanciato nella sua filippica assistenzialista (sentendosi un Creso prodigo con i nostri soldi da spendere a destra e a manca) che il professorone intellettuale di sinistra ha proposto di cambiare il nome all’inps, senza cambiare acronimo così si risparmia …, per definirlo istituto nazionale prestazioni solidali.
Manca il rispetto per chi lavora, per chi guadagna onestamente con tutto il diritto di spendere i suoi soldi per se stesso.
Boeri e quelli come lui pensano di poterci sfilare il portafogli come credono, ma quelle volte in cui vengono messi sotto accusa per le loro remunerazioni, apriti cielo !, fanno le barricate.
E per quanto riguarda gli immigrati, mi sa che Boeri sia stato costretto a fare la marchetta allo ius soli e poichè nessuno, a parte Bergoglio, ha più la faccia di bronzo di sostenere che gli immigrati “cono una risorsa” tanto è evidente il contrario, ecco che hanno trovato il burocrate, grato per l’incarico ricevuto, che, con grande sprezzo del ridicolo, ha dovuto esternare il fantomatico buco dei 38 miliardi.

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Tasse in agguato

Mattarella e soci sono ormai riusciti ad evitare l’anticipo del voto, tanto che leggo di voto a primavera, che inizia il 21 marzo, quando i cinque anni della legislatura scadono a febbraio.
In modo surrettizio, quindi, prolungano una legislatura inquinata da una valanga di trasformisti che hanno tradito i propri originari elettori cambiando schieramento.
Il rinvio del voto serve anche ad accontentare Bruxelles che, finora, ha dato corda all’anima socialcomunista tesa a spendere anche quello che non si ha, aumentando il debito pubblico, ma poi tirerà la rete e chiederà il rientro dal debito, la reintroduzione (per la terza volta !) della tassa sulla casa e tante altre amenità fiscali finalizzate unicamente a rendere gli Italiani più poveri e sottomessi.
Del resto si legge che i soldi per quell’aborto che è l’ape (anticipo pensionistico) sono già finiti e si aprono altri buchi, mentre continuano ad arrivare i clandestini e, per giustificare la loro presenza, hanno mandato avanti  (perchè agli altri scappa da ridere) il presidente dell’inps, Boeri, che ha sparato un deficit di 38 miliardi in assenza di immigrati.
Ma chi credono di prendere in giro  (oltre agli iscritti al pci/pds/ds/pd ed ai bergoglioni, si intende) ?
Se quando si voterà non daremo un taglio, anche deciso, a questa classe di politici di sinistra, mandandoli tutti a casa (parlamentari, ministri, presidenti di enti etc.) saremo rovinati.
Semprechè non lo siamo già …

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La truffa dell’abolizione delle monetine

Con un debito di oltre 2300 miliardi, Gentiloni si attacca ai venti milioncini del costo delle monetine da uno e due centesimi, quando potrebbe dare un bel colpo di forbici alle spese se solo cessasse di mandare le nostre navi a raccattare clandestini in giro per il Mediterraneo, portandoli in Italia e dando loro vitto, alloggio, cure e istruzione.
Invece, da fedeli gregari di sinistra, Gentiloni e i suoi sodali al governo preferiscono guardare il dito che indica la Luna.
Se c’era un fatto positivo nell’euro è il ripristino dei centesimi (che non si sarebbero dovuti abolire neanche con la Lira).
I centesimi sono un calmiere naturale ai prezzi.
Moltiplicati per le migliaia di acquisti e i milioni di Italiani, rappresentano cifre importanti.
I centesimi hanno restituito dignità  e responsabilità all’uso del denaro, perchè tutti noi, da quando sono ritornati nell’uso comune, controlliamo il resto esatto.
I centesimi, soprattutto, sono un incentivo all’uso del contante che è espressione di Libertà.
E probabilmente è proprio per questo che a Gentiloni è stato ordinato di ritirarli dalla circolazione.
La congrega sa che in Italia abbiamo la ottima abitudine di pagare in contanti, sottraendoci così al controllo delle carte, delle registrazioni delle nostra transazioni che informano gli avidi Scrooge di Bruxelles e delle multinazionali sui nostri acquisti e gusti.
Allora cominciano a toglierci i centesimi, in cambio incentivano l’uso di strumenti elettronici, come gli smartphone contactless, magari facendo balenare la possibilità di sconti se si paga con quel mezzo invece dei contanti.
Non facciamoci ingannare.
Il contante esprime la nostra Libertà, garantendo anche la riservatezza delle nostre scelte negli acquisti e fermando la macchina infernale delle pubblicità veicolate dai call center.

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Il ritorno dei predatori europei

La vittoria di Micron in Francia ha ridato fiato e coraggio ai soliti predatori dei beni altrui.
Possiamo anche immaginare che, per ora, se ne parli e che Renzi e Gentiloni, con il loro codazzo di adulatori, faranno una campagna elettorale nel nome del “abbiamo diminuito le tasse”, salvo poi rifilarci la fregatura “a babbo morto”, dopo il voto, quando avranno cinque anni di governo davanti SE noi Italiani saremo così stolti da votarli.
Se, invece, daremo la maggioranza a quei partiti (Lega e Fratelli d’Italia) che rappresentano i “populisti, razzisti, omofobi, xenofobi“, allora potremo salvare le nostre case, i nostri risparmi, i nostri redditi dalla rapina annunciata.
Quel che non hanno capito i Greci (che hanno preferito Syriza ad Alba Dorata e adesso ne pagano le conseguenze con nuove riduzioni delle pensioni e più tasse), i Francesi (che hanno preferito addirittura un funzionario del soviet alla Le Pen e già hanno loro annunciato che devono rientrare dal deficit, come ? pagando), gli Olandesi (che hanno preferito un Rutte a Wilders e dovranno continuare ad essere lo zerbino dei tedeschi), dobbiamo capirlo noi.
Perchè dopo il voto, che sia a settembre o a febbraio, nessuno potrà dire: ma io credevo che …

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Manipolazione mediatica

E’ un gran parlare di fake news e i servi della congrega finanziaria, impugnando una penna “ufficiale”, certificano o comunque cercano di accreditare il web come luogo esclusivo in cui si creano.
Così la polemica sui vaccini diventa un modo per demonizzare il web dove verrebbero pubblicate ogni sorta di “informazioni” fasulle.
Ma le vere manipolazioni sono fatte dalla carta stampata e dai telegiornali dove le presenze sono a senso unico: contro Trump, la Brexit, i “populisti” e dedite unicamente ad incensare il soviet europeo, Bergoglio e, da ultimo, Micron.
Proprio quest’ultimo fornisce l’occasione per evidenziare la manipolazione mediatica seguita alla sua elezione.
Micron, al primo turno, ha preso quasi il 24% dei voti contro l’oltre 21% della Le Pen, il 20% di Fillon e il 19% di Melenchon.
Seguono i socialisti con quasi il 6% e i gaullisti nazionalista poi alleatisi con la Le Pen con quasi il 5%.
Il 19% di Melenchon e il 5 dei nazionalisti pensano dell’europa unita, del soviet e dell’euro in modo similare.
Solo la vecchia reazione pavloviana ha impedito l’unirsi di tutti questi voti.
Il 24 di Micron se anche sommato al 20 di Fillon e al 6 dei socialisti, sfiora il 50%.
In pratica l’euro e l’europa sono ugualmente sostenuti e contrastati.
Probabilmente un referendum secco darebbe, anche in Francia, un risultato analogo a quello inglese.
Idem in Austria, dove si è ripetuta lo scontro tra europeisti leali alla congrega (tutti assieme socialisti, comunisti, verdi, popolari e liberali) contro i nazionalisti e, anche lì, il risultato è stato al fotofinish.
Idem in Olanda dove Wilders ha perso il primo posto, ma ha aumentato i voti, mentre Rutte è rimasto primo partito perdendo voti e vedendo schiantato il partito socialista.
Eppure sentiamo i peana su Micron, persino sulla vecchia babbiona che ha sposato, visto come il futuro dell’europa, mentre è solo il diretto agente della congrega finanziaria di cui fu per anni scrupoloso funzionario.
Fanno ancora di peggio gli “organi di stampa”, quando dileggiano in continuazione le iniziative di Trump e cercano di spargere terrore sui sovranisti e identitari d’europa scrivendo e parlando di decine di miliardi che il Regno Uniti dovrebbe sborsare (e non sborserà mai !) per aver osato uscire dal soviet, riprendendosi la sua sovranità e indipendenza.
A tutto ciò, pur essendo ridotti a stare tutti assieme (cattolici e atei, popolari e socialisti, liberali e verdi) per raggiungere l’agognato 50%, invece di ripensare a questa europa, rinunciando ad ogni intromissione negli affari interni e tornando al solo mercato unico iniziale, pensano addirittura di rifilarci un ministro delle finanze e del bilancio unico che avrebbe, come unica conseguenza, un aumento delle tasse, con la sovrapposizione di gabelle europee a quelle nazionali e locali.
Che senso infatti avrebbe un ministro delle finanza e del bilancio se non avesse un bilancio nè autonomia impositiva ?
Ma sì, che lo mettano.
Forse questa gente addormentata d’Europa, che in molte località accetta passivamente l’arrivo dei clandestini imposti dalla congrega per abbassare le retribuzioni di tutti, forse, davanti all’ennesima tassa, avrebbe l’orgoglio e la forza di ribellarsi, cacciando i Micron di tutta Europa.

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Se ci riesce ritiro tutto

Ascoltando le trasmissioni che inneggiano al nuovo dio del politicamente corrotto, il Micron che ha vinto le elezioni francesi, ho scoperto che il suddetto avrebbe promesso di :
– ridurre la spesa pubblica di 60 miliardi di euro in cinque anni;
– ridurre il debito pubblico sotto il 3% già nel 2018;
– ridurre il personale pubblico di 120mila unità;
– ridurre le tasse.
Parlare è facile, lo sappiamo bene noi che abbiamo avuto un fiorentino loquace che sembrava tarantolato dalle promesse, ma realizzare è molto più problematico.
Comunque se ci riesce ritiro ogni critica nei suoi confronti:
– meno tasse;
– meno spesa pubblica;
– meno debito pubblico;
– meno dipendenti pubblici.
Lo voglio proprio vedere …

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Imparare da Trump

Il taglio delle tasse annunciato da Trump è persino più epocale di quello di Reagan.
Ovviamente non so se gli consentiranno di realizzarlo, così come gli hanno buttato tra i piedi i magistrati per impedirgli una seria politica antimmigrazionista, la CIA per impedirgli di proseguire negli accordi con Putin e i parlamentari del suo stesso partito per ribaltare la sanità di Obama, immagino che cercheranno qualcosa per bloccargli il programma sulle tasse.
Ma il sasso è comunque lanciato.
Il Presidente degli Stati Uniti avverte l’esigenza di ridurre al 15% le tasse sulle imprese e al 35% quelle sulle persone fisiche.
I soliti spendaccioni (di soldi altrui), gli assistiti in s.p.e., coloro che vivono di rottamazioni e contributi statali, hanno già iniziato ad elevare alti lai, impossessandosi del mantra liberale del debito pubblico.
Al quale loro sono indifferenti ma solo se aumenta perchè aumentano i loro privilegi pagati dagli altri cittadini.
Invece il benefico effetto di un taglio draconiano delle tasse è non solo perchè restituisce al singolo la disponibilità sul suo denaro prima sottrattogli dallo stato, ma anche perchè obbligherebbe quello stato a tagliare i finanziamenti e le monumentali spese pubbliche per limitarsi allo stretto necessario per il funzionamento di uno stato snello e per nulla invasivo nei confronti dei cittadini.
Anche in Italia funzionerebbe così.
Una riduzione delle tasse, per tutti, al 15% e un contemporaneo taglio a tutti gli sprechi.
Da Alitalia alla Rai, dai film per pochi intimi finanziati dallo stato, ai contributi per giornali e industrie decotte tenute in piedi dai nostri soldi.
Una spinta autenticamente liberale per ripristinare la supremazia dell’Individuo sullo stato.

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Lezione di dignità

Il voto, secco e netto, con il quale i lavoratori dell’Alitalia hanno bocciato l’accordo raggiunto da sindacati, proprietà e governo è, forse inconsapevolmente, una lezione di dignità all’Italia e al mondo intero.
L’accordo si basava su un passo indietro a livello retributivo e normativo, sulla perdita di un migliaio di posti di lavoro per conservare una proprietà, un management e sindacati che sono i veri responsabili della crisi, senza peraltro un progetto industriale che desse un orizzonte di certezze dopo tanti sacrifici.
In altri luoghi e in altre situazioni, basti vedere come accorrono i servi d’europa sotto le insegne di Macron, quell’accordo sarebbe passato per la serie: questa volta io me la cavo e peggio per gli altri.
Fra un paio d’anni avremmo nuovamente avuto la questione sul tavolo e sarebbero stati chiesti ulteriori sacrifici ai lavoratori, mentre nulla viene chiesto indietro ai paperoni della dirigenza e della proprietà, continuando con una politica del carciofo.
L’unica idea buona su Alitalia, dopo trenta anni di suicidio economico, fu quella del 2008 di Berlusconi con la privatizzazione, ma il Cav sbagliò nel far accollare a noi i debiti della vecchia Alitalia senza pretendere in cambio un reale azzeramento del pregresso e senza imporre autentici imprenditori al comando, perchè quelli che presero la Compagnia si dimostrarono solo dei parolai, capaci di ben figurare nei salotti televisivi ma senza incidere sulla efficienza e la produttività di Alitalia.
Sarebbe quindi stato meglio lasciarla fallire allora (e anche prima di allora).
I lavoratori di Alitalia, di cui ho sentito dichiarazioni di tutto rispetto come quella per cui è meglio essere fuori tutti assieme oggi che lasciare fuori solo una parte oggi e un’altra parte domani, hanno risolto il problema che i politici non hanno saputo risolvere e che sindacati e proprietà non avevano interesse a risolvere, preoccupati di mantenere inalterati i loro privilegi e stipendi.
Perchè la lezione di dignità dei lavoratori di Alitalia è una sconfessione del governo, della proprietà e del suo management, ma anche della trimurti sindacale che ha dimostrato di non essere più rappresentativa del mondo del lavoro e di far paura solo ai Gentiloni ed ai Poletti.
Neanche una lira pubblica per Alitalia, che fallisca finalmente, che lo stato si ritiri dal mondo economico per dare fiato a nuove imprese, a nuove aziende che operino libere da vincoli e da gravami in base alla sola legge di mercato.

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Il flip flop di Padoan

Ogni giorno Padoan, ministro dell’economia, smentisce quello che ipotizzato il giorno prima.
Abbiamo una sola certezza: stanno cercando dove mettere le mani per depredarci dei nostro redditi, risparmi, proprietà.
Il tutto mentre spendono quattro miliardi e seicento milioni di euro (al netto del contributo dell’unione sovietica europea !!!) per i clandestini.
I nostri nonni sarebbero insorti per molto meno.

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