Il paese degli spreconi

Il governo ha dato il via libera al cosiddetto “reddito di inclusione“, cioè all’ennesima mancetta che da quattro anni la sinistra distribuisce, con i nostri soldi, nel tentativo di fermare l’erosione elettorale.
Naturalmente la Boschi si è subito messa a cinguettare giuliva su quanto è bello questo governo che “fa”.
Ma questa volta il peggio l’ho letto da una agenzia di stampa ed è la dichiarazione della segretaria della cisl (i sindacati non fanno mai mancare il loro contributo al dissesto della Nazione) Anna Maria Furlan che plaude all’iniziativa del governo ma chiede “più risorse e più servizi“.
Non ci dice però con quali soldi, anzi sembra dare l’impressione che Padoan in versione Scrooge abbia un forziere, anzi un palazzo pieno di soldi, neanche Fort Knox, ma per pura cattiveria si rifiuti di distribuirli.
Invece Padoan ha un occhio, anche se non di riguardo, per il debito pubblico che continua ad aumentare a causa delle spese che crescono per le manie di grandezza dei ministri e per le scelte ideologiche sull’immigrazione.
Qualcuno poi quei soldi li dovrà tirare fuori e saranno i soliti cittadini che nulla avranno avuto dalle mancette ma, poichè sono “ricchi” secondo la vulgata sinistroide, devono essere penalizzati.
Hai un appartamento per le vacanze ? 
Paga !
Hai dei risparmi ?
Paga !
Ti sei fatto un fondo pensioni autonomo ?
Paga !
E se non stai buono, la prossima volta torno con la tassa sulla prima casa e quella sui morti.
Ma il debito pubblico non guarda alle ideologie e continua a crescere nonostante le giaculatorie dei Renzi, dei Gentiloni, dei Padoan e i cinguettii della Boschi.
E come per l’immigrazione c’è una sola soluzione: respingimenti ed espulsioni di chi già è qui, così per il debito pubblico c’è una sola soluzione: ridurlo tagliando drasticamente le spese, che ognuno paghi per quello che consuma e utilizza e che i servizi siano resi socialmente al prezzo di costo, ma non stupidamente ad un prezzo inferiore al costo.
Ma la sinistra è più preoccupata di contare i voti che di contare i debiti dell’Italia, tanto qualcuno pagherà e non saranno certo i Renzi, i Gentiloni o le Boschi.
E nemmeno le Furlan.

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La luce in fondo al tunnel

Ogni regime ha i megafoni della sua propaganda .
In Italia i telegiornali sono ormai a reti unificate, cambiano solo i volti del megafono che propina le medesime storie.
Mercoldi sera, alle 18,30, ecco Sky tg 24 economia con una gigantesca marchetta a favore del governo.
Tre ospiti: un accademico, un giornalista del Sole 24 ore e il solito politico del pci/pds/ds/pd che non manca mai, anche se cambia il soggetto delegato a fare la sua propaganda.
E l’opposizione dov’era ?
E’ stato un coro di elogi al governo, quello attuale e quello precedente (non sia mai che Renzi riesca a tornare in sella ..).
Il tutto per un dato meramente statistico sull’aumento del pil in Italia.
Un aumento che resta il fanalino di coda della tanto amata unione sovietica europea e che rappresenta unicamente la solita Italia, che conosciamo dalla prima repubblica, dal centro sinistra di Fanfani e Moro in poi, cioè un’Italia che si lascia trainare e se il mondo cresce, noi cresciamo con lui, a rimorchio, ma meno di chi tira veramente.
Se il mondo cala, noi caliamo con lui, ma più degli altri perchè non abbiamo chi possa tirare per cercare di invertire la tendenza.
Una “ripresa” annunciata e costruita sui debiti e sulle balle, come quella della riduzione delle tasse.
Io non visto una lira, anzi ho constatato che, nonostante l’abolizione della tasi sulla prima casa, l’imu sulla seconda ha toccato il massimo (quasi a livello compensativo) mentre la tari sui rifiuti è ulteriormente cresciuta.
Per non pagare della tassa predatoria sui risparmi e delle bollette della luce che cresce in estate e del gas che cresce in inverno e quando cala, a stagioni invertite, è sempre un calo inferiore al precedente aumento.
Così ci raccontano la stessa favola di Minniti che sull’immigrazione vede una luce in fondo al tunnel, ma non capisce che sono i fari del treno che si avvicina per asfaltarci completamente.

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Vogliono depredarci anche dei risparmi

Da tempo i governi servi dell’unione sovietica europea cercano di impedire l’uso del contante con la scusa di combattere l’evasione fiscale.
In tal modo mirano, in realtà, a limitare ancora di più la libertà dei cittadini, trattandoci sempre più da sudditi, come un gregge che deve essere perennemente guidato.
Con le tasse sulla casa, da Amato in poi, hanno cercato di sottrarci le proprietà ed un rifugio dove poter investire i nostri risparmi al riparo da ladri (di ogni genere) e inflazione, ma adesso è iniziata una nuova fase.
Abolendo gli spiccioli, aumentano i costi delle merci per spingere all’aumento dell’inflazione, una volta vista come il male economico assoluto e adesso agognata per sottrarci altro denaro.
Ma le due mosse recenti rappresentano un ulteriore aggravamento della situazione.
Da un lato si autorizza il fisco ad indagare chiunque effettui versamenti , rendendo ancora più difficile ogni operazione vantaggiosa per qualsiasi consumatore e ponendo nuovi ostacoli sulla strada di un libero scambio di merci e servizi.
Con tale provvedimento si chiuderebbe il cerchio.
Un cittadino non sarebbe più libero di disporre dei propri soldi.
Non può tenerli sotto il materasso, perchè non potrebbe più effettuare acquisti e commercio in contanti, che vengono progressivamente vietati se non direttamente con l’impossibilità di versarli nei conti, pena l’indagine fiscale.
Ma un cittadino non potrebbe più nemmeno tenerli in banca perchè, se la banca dovesse scricchiolare, il conto verrebbe immediatamente bloccato e non potremmo prelevare neppure per vivere.
L’unica alternativa sarebbe spenderli, comprare anche quel che non ci serve, tra le tante offerte consumistiche, così da arricchire ancora di più le consorterie affaristiche che ormai, peggio della Spectre, dirigono le orchestre governative.
Con tanti saluti all’etica del risparmio che una volta ci veniva insegnata come il bene supremo, per arrivare allo stato totalmente invasivo che ci darà sempre un tozzo di pane, purchè non ci venga in mente di alzare la voce, contestare il potere, aspirare ad un miglioramento delle nostre condizioni di vita.
Cambiare chi governa, uscire dalle organizzazioni internazionali rappresenta ormai l’ultima possibilità per salvare i nostri risparmi e la nostra Libertà.

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I contanti della Libertà

Con le notizie centrate sull’invasione dell’orda immigratoria e i media proni alle veline di regime per raccontare di una ripresa che non c’è, sta passando troppo sotto silenzio il nuovo attacco alla Libertà dei pagamenti in contanti.
Sconfitti nel tentativo di imporre l’uso della monetica e costretti ad innalzare, ancorchè al ridicolo limite di tremila euro, la soglia dei pagamenti per contanti, i signori delle consorterie affaristiche che vogliono sapere e controllare tutto quello che facciamo, hanno pensato di girare la frittata e imporre a commercianti, professionisti e artigiani l’obbligo di accettare le carte per i pagamenti.
E’ solo una via più lunga per arrivare all’abolizione del contante di cui, evidentemente, hanno molta paura.
E non per l’evasione (che è solo la foglia di fico per ben altri interessi) ma perchè chi paga in contanti non è controllato nei suoi consumi, monitorato nei suoi redditi e nelle sue spese, quindi non è facilmente intercettabile dalla pubblicità onnivora.
Un altro piccolo passo in tal senso è la decisione di abolire le monete da uno e due centesimi.
Se Disney fosse vissuto in questa Italia di gretti burocrati senza anima, non avrebbe creato la mitica e romantica figura del “primo cent” ma, per sua e nostra fortuna, era statunitense dove, nonostante i tentativi di mettere la mordacchia al Presidente Trump, nessuno pensa di abolire i cent, così come nel Regno Unito nessuno abolisce il penny.
In Italia invece si cerca si sradicare ogni legame con Valori che trascendono le grette operazioni di bilancio ed ecco che non trovano nulla di meglio da fare che limitare, per arrivare ad abolire, l’uso del contante che è strumento interconnesso alla Libertà personale di ogni singolo individuo.
E per completare l’opera, volendo anche sapere dove siamo, ecco pronta la scatola nera per l’autovettura, anche qui con una foglia di fico rappresentata dall’assicurazione, ma che serve solo ed unicamente a monitorare i nostri spostamenti.
Una scatola nera, poi, che consuma rapidamente la batteria, lasciandoci ripetutamente a piedi, se montata su autovetture di vecchia generazione non predisposte per tale innesto (esattamente come capita con il climatizzatore: se l’auto è predisposta si può montare, se viceversa è di una generazione precedente creerebbe solo problemi all’impianto elettrico e alla batteria) costringendo quindi a spendere altri soldi (ben più del risparmio assicurativo) per comprare un’auto nuova o adattarci al disagio di rimanere a piedi e cambiare frequentemente la batteria.
E’ la politica tipica della sinistra, capace solo di imporre divieti e obblighi, sanzionando chi difende la propria libertà.

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Ma dov’è la ripresa ?

Gentiloni, Renzi e compagni, con il coro dei media servi, martellano con frasi sull’uscita dalla crisi.
Eppure, quella luce in fondo al tunnel, proprio non la vediamo.
Gli Italiani si indebitano sempre di più, se è vero, come riportano le statistiche, che sono in aumento i prestiti personali.
Gli ufficiali giudiziari non riescono a smaltire le richieste di sfratto per morosità.
Italiani continuano ad uccidersi perchè non riescono a pagare i debiti e perdono la casa (vedi Ferrara) o perchè non riescono a pagare i dipendenti (Perugia).
Le tasse, lungi dal diminuire, aumentano, come le bollette per le quali vengono strombazzate le riduzioni dell’energia elettrica (in inverno) e del gas (in estate) e nascosti gli aumenti della stessa enegia elettrica (in estate quando funzionano i condizionatori) e del gas in inverno (quando è acceso il riscaldamento).
Per non parlare delle eredità di Renzi con l’aumento delle tasse sui risparmi al 26% che si aggiunge alla tassa sulle operazioni finanziarie e sui depositi e l’aumento della tassazione sui fondi comuni e pensione al 20% .
Tutti soldi depredati ai cittadini e utili a pagare le clientele o persino l’immigrazione.
Eppure non bastano e l’unica prospettiva di Renzi, Gentiloni e Padoan è essere autorizzati ad aumentare il debito pubblico che graverà sempre di più sulle future generazioni.
Per poi ascoltare un sottosegretario che inizia dicendone una giusta (in un paese civile esistono solo due tipi di tasse: sui redditi e sui consumi) per poi sbragare affermando che se il parlamento vuole può imporre una tassa anche sul patrimonio.
Sarebbe quella la ripresa di Renzi e Gentiloni e del loro coro mediatico ?

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Il buco di Boeri

Ha fatto notizia l’affermazione di Boeri, presidente intellettuale di sinistra dell’inps, che ha dichiarato in 38 miliardi la perdita per l’inps nel caso si dovessero rimandare a casa tutti gli immigrati.
Il corollario è stato: gli immigrati pagano le nostre pensioni.
Falso.
Il dato di Boeri è parziale e riguarda i soli accrediti per contributi.
Non ci viene detto quanto ci costano.
Quante prestazioni vengono erogate ma, soprattutto, quanti miliardi delle nostre tasse vengono sperperati dal momento in cui mandiamo le nostre navi a raccattare i clandestini, portarli in Italia, alloggiarli, mantenerli, istruirli, curarli.
Allora Boeri sarebbe costretto a dichiarare un RISPARMIO, probabilmente di gran lunga superiore a quei 38 miliardi.
Ma se qualcuno avesse poi ascoltato Sky Tg 24 economia di martedì 4 luglio, avrebbe appreso dalla viva voce del professorone intellettuale di sinistra nonchè presidente dell’inps, che quei soldi servono non alle pensioni, ma a pagare le mancette utili a puntellare Renzi e Gentiloni.
I famosi ottanta euro, l’ape pensionistica, il bonus mamme (anche immigrate), il buono giovani e via discorrendo, cioè tutto quanto fa assistenzialismo a spese di chi produce, sottraendogli risorse e disperdendole senza che siano un reale investimento.
Era a tal punto lanciato nella sua filippica assistenzialista (sentendosi un Creso prodigo con i nostri soldi da spendere a destra e a manca) che il professorone intellettuale di sinistra ha proposto di cambiare il nome all’inps, senza cambiare acronimo così si risparmia …, per definirlo istituto nazionale prestazioni solidali.
Manca il rispetto per chi lavora, per chi guadagna onestamente con tutto il diritto di spendere i suoi soldi per se stesso.
Boeri e quelli come lui pensano di poterci sfilare il portafogli come credono, ma quelle volte in cui vengono messi sotto accusa per le loro remunerazioni, apriti cielo !, fanno le barricate.
E per quanto riguarda gli immigrati, mi sa che Boeri sia stato costretto a fare la marchetta allo ius soli e poichè nessuno, a parte Bergoglio, ha più la faccia di bronzo di sostenere che gli immigrati “cono una risorsa” tanto è evidente il contrario, ecco che hanno trovato il burocrate, grato per l’incarico ricevuto, che, con grande sprezzo del ridicolo, ha dovuto esternare il fantomatico buco dei 38 miliardi.

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Tasse in agguato

Mattarella e soci sono ormai riusciti ad evitare l’anticipo del voto, tanto che leggo di voto a primavera, che inizia il 21 marzo, quando i cinque anni della legislatura scadono a febbraio.
In modo surrettizio, quindi, prolungano una legislatura inquinata da una valanga di trasformisti che hanno tradito i propri originari elettori cambiando schieramento.
Il rinvio del voto serve anche ad accontentare Bruxelles che, finora, ha dato corda all’anima socialcomunista tesa a spendere anche quello che non si ha, aumentando il debito pubblico, ma poi tirerà la rete e chiederà il rientro dal debito, la reintroduzione (per la terza volta !) della tassa sulla casa e tante altre amenità fiscali finalizzate unicamente a rendere gli Italiani più poveri e sottomessi.
Del resto si legge che i soldi per quell’aborto che è l’ape (anticipo pensionistico) sono già finiti e si aprono altri buchi, mentre continuano ad arrivare i clandestini e, per giustificare la loro presenza, hanno mandato avanti  (perchè agli altri scappa da ridere) il presidente dell’inps, Boeri, che ha sparato un deficit di 38 miliardi in assenza di immigrati.
Ma chi credono di prendere in giro  (oltre agli iscritti al pci/pds/ds/pd ed ai bergoglioni, si intende) ?
Se quando si voterà non daremo un taglio, anche deciso, a questa classe di politici di sinistra, mandandoli tutti a casa (parlamentari, ministri, presidenti di enti etc.) saremo rovinati.
Semprechè non lo siamo già …

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La truffa dell’abolizione delle monetine

Con un debito di oltre 2300 miliardi, Gentiloni si attacca ai venti milioncini del costo delle monetine da uno e due centesimi, quando potrebbe dare un bel colpo di forbici alle spese se solo cessasse di mandare le nostre navi a raccattare clandestini in giro per il Mediterraneo, portandoli in Italia e dando loro vitto, alloggio, cure e istruzione.
Invece, da fedeli gregari di sinistra, Gentiloni e i suoi sodali al governo preferiscono guardare il dito che indica la Luna.
Se c’era un fatto positivo nell’euro è il ripristino dei centesimi (che non si sarebbero dovuti abolire neanche con la Lira).
I centesimi sono un calmiere naturale ai prezzi.
Moltiplicati per le migliaia di acquisti e i milioni di Italiani, rappresentano cifre importanti.
I centesimi hanno restituito dignità  e responsabilità all’uso del denaro, perchè tutti noi, da quando sono ritornati nell’uso comune, controlliamo il resto esatto.
I centesimi, soprattutto, sono un incentivo all’uso del contante che è espressione di Libertà.
E probabilmente è proprio per questo che a Gentiloni è stato ordinato di ritirarli dalla circolazione.
La congrega sa che in Italia abbiamo la ottima abitudine di pagare in contanti, sottraendoci così al controllo delle carte, delle registrazioni delle nostra transazioni che informano gli avidi Scrooge di Bruxelles e delle multinazionali sui nostri acquisti e gusti.
Allora cominciano a toglierci i centesimi, in cambio incentivano l’uso di strumenti elettronici, come gli smartphone contactless, magari facendo balenare la possibilità di sconti se si paga con quel mezzo invece dei contanti.
Non facciamoci ingannare.
Il contante esprime la nostra Libertà, garantendo anche la riservatezza delle nostre scelte negli acquisti e fermando la macchina infernale delle pubblicità veicolate dai call center.

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Il ritorno dei predatori europei

La vittoria di Micron in Francia ha ridato fiato e coraggio ai soliti predatori dei beni altrui.
Possiamo anche immaginare che, per ora, se ne parli e che Renzi e Gentiloni, con il loro codazzo di adulatori, faranno una campagna elettorale nel nome del “abbiamo diminuito le tasse”, salvo poi rifilarci la fregatura “a babbo morto”, dopo il voto, quando avranno cinque anni di governo davanti SE noi Italiani saremo così stolti da votarli.
Se, invece, daremo la maggioranza a quei partiti (Lega e Fratelli d’Italia) che rappresentano i “populisti, razzisti, omofobi, xenofobi“, allora potremo salvare le nostre case, i nostri risparmi, i nostri redditi dalla rapina annunciata.
Quel che non hanno capito i Greci (che hanno preferito Syriza ad Alba Dorata e adesso ne pagano le conseguenze con nuove riduzioni delle pensioni e più tasse), i Francesi (che hanno preferito addirittura un funzionario del soviet alla Le Pen e già hanno loro annunciato che devono rientrare dal deficit, come ? pagando), gli Olandesi (che hanno preferito un Rutte a Wilders e dovranno continuare ad essere lo zerbino dei tedeschi), dobbiamo capirlo noi.
Perchè dopo il voto, che sia a settembre o a febbraio, nessuno potrà dire: ma io credevo che …

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Manipolazione mediatica

E’ un gran parlare di fake news e i servi della congrega finanziaria, impugnando una penna “ufficiale”, certificano o comunque cercano di accreditare il web come luogo esclusivo in cui si creano.
Così la polemica sui vaccini diventa un modo per demonizzare il web dove verrebbero pubblicate ogni sorta di “informazioni” fasulle.
Ma le vere manipolazioni sono fatte dalla carta stampata e dai telegiornali dove le presenze sono a senso unico: contro Trump, la Brexit, i “populisti” e dedite unicamente ad incensare il soviet europeo, Bergoglio e, da ultimo, Micron.
Proprio quest’ultimo fornisce l’occasione per evidenziare la manipolazione mediatica seguita alla sua elezione.
Micron, al primo turno, ha preso quasi il 24% dei voti contro l’oltre 21% della Le Pen, il 20% di Fillon e il 19% di Melenchon.
Seguono i socialisti con quasi il 6% e i gaullisti nazionalista poi alleatisi con la Le Pen con quasi il 5%.
Il 19% di Melenchon e il 5 dei nazionalisti pensano dell’europa unita, del soviet e dell’euro in modo similare.
Solo la vecchia reazione pavloviana ha impedito l’unirsi di tutti questi voti.
Il 24 di Micron se anche sommato al 20 di Fillon e al 6 dei socialisti, sfiora il 50%.
In pratica l’euro e l’europa sono ugualmente sostenuti e contrastati.
Probabilmente un referendum secco darebbe, anche in Francia, un risultato analogo a quello inglese.
Idem in Austria, dove si è ripetuta lo scontro tra europeisti leali alla congrega (tutti assieme socialisti, comunisti, verdi, popolari e liberali) contro i nazionalisti e, anche lì, il risultato è stato al fotofinish.
Idem in Olanda dove Wilders ha perso il primo posto, ma ha aumentato i voti, mentre Rutte è rimasto primo partito perdendo voti e vedendo schiantato il partito socialista.
Eppure sentiamo i peana su Micron, persino sulla vecchia babbiona che ha sposato, visto come il futuro dell’europa, mentre è solo il diretto agente della congrega finanziaria di cui fu per anni scrupoloso funzionario.
Fanno ancora di peggio gli “organi di stampa”, quando dileggiano in continuazione le iniziative di Trump e cercano di spargere terrore sui sovranisti e identitari d’europa scrivendo e parlando di decine di miliardi che il Regno Uniti dovrebbe sborsare (e non sborserà mai !) per aver osato uscire dal soviet, riprendendosi la sua sovranità e indipendenza.
A tutto ciò, pur essendo ridotti a stare tutti assieme (cattolici e atei, popolari e socialisti, liberali e verdi) per raggiungere l’agognato 50%, invece di ripensare a questa europa, rinunciando ad ogni intromissione negli affari interni e tornando al solo mercato unico iniziale, pensano addirittura di rifilarci un ministro delle finanze e del bilancio unico che avrebbe, come unica conseguenza, un aumento delle tasse, con la sovrapposizione di gabelle europee a quelle nazionali e locali.
Che senso infatti avrebbe un ministro delle finanza e del bilancio se non avesse un bilancio nè autonomia impositiva ?
Ma sì, che lo mettano.
Forse questa gente addormentata d’Europa, che in molte località accetta passivamente l’arrivo dei clandestini imposti dalla congrega per abbassare le retribuzioni di tutti, forse, davanti all’ennesima tassa, avrebbe l’orgoglio e la forza di ribellarsi, cacciando i Micron di tutta Europa.

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