Paga e TASI ! (ovvero La danza degli acronimi)

Confesso che nel valzer degli acronimi propinati dalla nuova legge finanziaria di Letta, non ci ho capito nulla. Parlo di Tares, Tarsu, Trise, Tari e Tasi. Ci capite qualcosa? Ogni quotidiano fa a gara nel pubblicare quadri riassuntivi, specchietti sinottici dove si tenta di spiegare le varie sigle con relative aliquote, ciascuno in modo diverso dall’altro.    Personalmente, capisco solo che hanno fatto finta di toglierci l’IMU sulla prima casa, per poi metterci di colpo tre o quattro altre tasse alla volta. Con buona pace per la campagna elettorale del PdL sull’Imu che è stata una beffa atroce. Esattamente il contrario del gioco dei fustini della lavatrice. Ricordate? Paghi uno e porti via due. Qui invece,  fingono di scontartene una (l’IMU) per poi rifilartene ben quattro o cinque alla volta. Leggere qui  e anche qui.
 
Ci prendono  brutalmente per la pelle del fondo schiena, ma nessuno si ribella. Perfino il Sole 24 ore è costretto ad ammettere che la tassazione sulla casa, non lascia, ma raddoppia. Anzi, triplica pure.
La tassazione immobiliare non lascia, ma raddoppia. Anzi triplica. Con la nascita del nuovo tributo sui servizi (Trise), a sua volta suddiviso in due parti: la Tari sui rifiuti e la Tasi sui servizi indivisibili. Che sostituiranno la Tares e l’Imu sulle prime case non di lusso. Imu che invece resterebbe sull’abitazione principale di pregio e sulle seconde case. Tari e Tasi non differiranno solo per una consonante, ma per l’intera struttura. La prima sarà una tariffa e sarà commisurata alla superficie calpestabile già utilizzata per pagare fin qui Tarsu, Tia 1 e Tia 2. Per poi trasformarsi più avanti in Tarip, una tariffa puntuale e commisurata alla quantità e qualità di rifiuti prodotti. La Tasi invece sarà un tributo con un’aliquota di partenza dell’1 per mille che utilizzerà la stessa base imponibile dell’Imu. Fermo restando che il tetto massimo del prelievo non potrà superare le aliquote massime Imu: 6 per mille sulla prima casa 10,6 sulla seconda.

Ma ce n’è un’altra. Pare che il botto siano le seconde case tenute sfitte nello stesso comune di residenza della prima casa,  e magari date in comodato a figli o nipoti, a giustificare aumenti da capogiro. In particolare in grandi città come Milano e Roma. Aumenti a carattere espropriativo come spesso si è puntualizzato in questo blog. Non più tardi di ierisera (giovedi 24) a Porta a Porta salta fuori dal cappello del cilindro del Pd, il nuovo che avanza: Gianni Cuperlo, l’esile biondino reclamizzato dal Pd come il “bello e democratico”, che afferma serafico di doversi occupare anche degli inquilini sfrattati e non solo dei rentiers. Avete sentito bene? Rentiers, pronunciato alla francese (proprietari fondiari, latifondisti , titolari di rendite),  un termine usato dai giacobini durante la Rivoluzione Francese e successivamente dai comunardi.
Dirò subito che è un termine (usato anche da Barnard in alcuni suoi scritti) che non mi piace, in quanto crea confusione. Quando in Italia era possibile, poiché il fisco non era ancora così vorace come oggi, non sono stati pochi quegli Italiani che hanno investito nel mattone, in quanto sapevano benissimo che in banca, i loro risparmi sarebbero stati polverizzati (se metti 1000 euro, alla fine dell’anno te ne trovi 700). E allora più che titolari di “rendite parassitarie”,  trattasi della semplice e contadinesca norma del “mettere il fieno in cascina. “.

Cuperlo, il “bello e democratico”

 

Se proprio Cuperlo (nella foto)  deve parlare di rentiers, è il caso che si ricordi che il vero “latifondo”,  le vere rendite di posizione, ce le ha sempre avute storicamente il suo partito, a partire da EdilCoop e da altre cooperative rosse immobiliari presso i loro feudi regionali, vere e proprie holding di autofinanziamento del suo partito nonché importanti centri di clientele. E’ il caso di dire che non capisce un cuperlo.
Cuperlo non capisce, ma si adegua al Dio Mercato: fuori gli Italiani e i loro figli “in comodato“, e dentro, le agevolazioni di “edilizia popolare” per gli stranieri. Ecco cosa, come e a chi serve l’alluvione demografica in atto nel nostro Paese e gli sbarchi senza fine di questi giorni.  A creare “nuova edilizia” cosiddetta “popolare”, con gravi conseguenze ambientali e idrogeologiche per il nostro territorio, già fortemente provato.
Intanto per gli autoctoni vale il  detto “paga e TASI“, che in veneto vuol dire taci.
La danza macabra col resto degli acronimi basati sulla più assoluta nebulosità e totale mancanza di trasparenza (voluta)  nei confronti dei contribuenti, continua…
Per  inciso, questa “finanziaria” è stata fatta sotto dettatura di Olli Rehn e dell’Eurocrazia di Bruxelles. As usual.

Disinformazione di regime ridicola e dalle gambe corte

Il Resto del Carlino è il quotidiano che, da sempre, entra in casa mia.
Lo comprava mio padre, ho continuato a comprarlo io e, nonostante tutto, continuerò a farlo per la cronaca di Bologna e del Bologna, visto che le alternative con cronaca locale (Repubblica e Corsera) sono addirittura peggio.
Il quotidiano con la lettura del quale sono cresciuto aveva la direzione di un Grande come Girolamo Modesti che rappresentava la vera alternativa e opposizione alla giunta comunista di Bologna, oggi, però, è veramente caduto in basso.
Prima ad attaccare Berlusconi non appena i poteri finanziari internazionali lo hanno voluto rimuovere per gli ostacoli che frapponeva ai loro disegni.
Poi asservito alla politica di rapina fiscale eterodiretta da Berlino di Monti, quindi apologeta del nulla lettiano continuatore delle rapine fiscali eterodirette (infatti ottiene consensi all’estero).
Oggi, però, leggo una risposta del vicedirettore Massimo Gagliardi, che è assordante, tanto si sente il raspare sui vetri per una arrampicata senza prospettive, che tenta di giustificare una sua risposta-marchetta (a Letta) di ieri.


IERI:


Bologna, 18 ottobre 2013 – Non credo sia possibile avere una buona considerazione di un Governo che pensa di risolvere i problemi gravissimi dell’Italia con interventi di cosmesi senza intervenire pesantemente con la ristrutturazione di tutta la pubblica amministrazione unica vera causa di un costo che non possiamo più permetterci e con una efficienza vergognosa.

Claudio Orsi

Risponde il vice direttore de ‘il Resto del Carlino’, Massimo Gagliardi  
Da quando è stata presentata la legge di stabilità (la vecchia Finanziaria), ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori. Certo, le misure previste non sembrano coraggiose. Due cose però bisogna dirle. La prima: non è previsto un aumento delle tasse. La seconda: dopo 12 anni non sono previsti tagli ai Comuni. E non è poco già che il debito continua a correre.
Ma il vero banco di prova di questo governo è un altro e riguarda proprio i tagli alla spesa.
È esattamente il compito affidato a Carlo Cottarelli, un signore che viene dal Fondo monetario, da Letta. Vedremo cosa farà ma soprattutto come il governo darà seguito ai suoi consigli. Giavazzi ci aveva già provato con Monti ma quando gli disse come tagliare dieci miliardi di incentivi alle imprese il professore chiuse la cartellina.

OGGI:

Bologna, 19 ottobre 2013 – Nel Carlino di ieri Lei scriveva che “non è previsto un aumento delle tasse”. Mi permetto di dissentire. Della Tares non conosciamo l’importo, ma sappiamo che ci toglierà soldi che con l’abolizione dell’Imu avevamo recuperato. L’imposta sul conto titoli dall’1,5 arriverà al 2 per mille. Sulle detrazioni fiscali del 19% è prevista una sforbiciata. 
Cesare Nisi.

Risponde il vice direttore de ‘il Resto del Carlino’, Massimo Gagliardi (tra parentesi in corsivo i miei commenti)

La frase “non aumenteranno le tasse” era ovviamente riferita alle aliquote di reddito. (“ovviamente” se il governo mette le mani su un’altra parte dei nostri risparmi per il vicedirettore del Carlino non è un aumento di tasse …) Ciò detto, Lei pensava davvero che le avrebbero regalato l’Imu ? Quello che si caccia dalla porta rientra dalla finestra, si sa. (“si sa” solo se ci sono quelli che si prestano a difendere chi lo fa) In Francia di tasse sulla casa se ne pagano di due tipi. ( E allora ? In Francia hanno anche una pubblica amministrazione efficiente. E comunque noi, sulla casa, di tasse ne paghiamo a decine: rifiuti, infrastrutture, bonifiche, utenze … senza neppure avere un ritorno adeguato) Ma il punto su cui occorre misurare l’efficacia di questo governo è un altro: i tagli alla spesa pubblica. Per questo ho parlato di Cottarelli, citando anche l’inutile lavoro di Giavazzi per il governo Monti. (Sicuramente inutile e così ne paghiamo un altro per farci dire le stesse cose ?) Giavazzi l’ha detto chiaramente: per tagliare la selva di incentivi (10-15 miliardi) bisogna colpire i burosauri dei ministeri, coloro che hanno le chiavi del forziere. Altri 10-15 miliardi verrebbero dalle detrazioni fiscali, altri 5-6 dai tagli ai costi della politica. Allora, forse, caleranno le tasse. (E se invece invertissimo i termini: prima caliamo le tasse togliendo il carburante alla spesa pubblica, così i brontosauri ministeriali dovranno fare con quello che rimane).

Tanto per parlare di tagli alla spesa pubblica.
Visto il genere di informazione che abbiamo, non sarebbe il caso di cominciare a risparmiare azzerando qualsivoglia contributo, agevolazione, favor legis ai giornali  ?



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Le fantasie di Letta

” E’ una legge di stabilità che per la prima volta abbassa il debito, abbassa il deficit, abbassa la spesa primaria e abbassa un pò di tasse …”.
Peccato che aumenti, molto di più, altre tasse.
Molti ricordano Prodi che, vinte (?) le elezioni del 2006, come primo provvedimento mise le sue mani adunche sulle aliquote di Berlusconi che ci avevano realmente abbassato le tasse senza aumentare altre tipologie di imposte e a gennaio 2007 ci trovammo tutti con qualche decina di euro in meno.
Anche allora (Letta credo fosse ministro in quel governo se non il “braccio destro” di Prodi) ci raccontarono che le tasse erano state ridotte.
Quel che è certo è che Letta ha compensato la “riduzione” (tutta da verificare) delle imposte sui redditi e il lavoro (“cuneo fiscale) con l’ennesima rapina ai danni dei nostri risparmi aumentando il bollo sui depositi al 2 per mille dall’1,5 cui lo aveva portato Monti (con Berlusconi, pur sotto imposizione europea, era dell’1 per mille con un tetto a 1200 euro e con esenzione su una serie di tipologie).
Questo significa che per ogni 10mila euro di risparmi, Letta ce ne sottrae 20, cinque in più di prima.
Un risparmiatore che abbia centomila euro salvati da spese e tasse, pagherà 200 euro, 50 in più di prima, quasi quattro volte i 14 euro promessi con la “riduzione” dell’irpef.
Ognuno dovrebbe essere in grado di fare i suoi conti e giudicare le parole di Letta.  



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Alfiniani d’America e d’Italia

Il voltafaccia di un centinaio di rappresentanti repubblicani alla camera bassa, ha impedito il fallimento dello stato federale.
Sarebbe stato non solo la ciliegina sulla torta del fallimento di otto anni di presidenza Obama, ma anche un fortissimo segnale di inversione di tendenza contro la spesa pubblica in tutto il mondo.
Ci siamo stati vicini, ma purtroppo l’obiettivo è mancato, ancora una volta per il tradimento di personaggi che, come i “ministeriali” del PdL guidati da Alfini, ricercano spasmodicamente un improbabile e comunque in perdita accordo con il nemico politico.
E il nemico è lo stato padrone, lo stato assoluto, lo stato rapinatore delle risorse dei cittadini, attraverso le sue imposizioni, per disperderle in mille rivoli inutili e clientelari.
Come negli Stati Uniti gli alfiniani indigeni hanno consentito lo sforamento (l’aumento) del debito pubblico, così in Italia gli alfiniani indigeni prima hanno accettato l’aumento dell’iva, poi hanno esultato per una finanziaria (il nome cambia ma è sempre la stessa paccottiglia) che aumenta le ruberie fiscali sui risparmi (il bollo sui depositi aumentato al 2 per mille che, dall’1,5 precedente, significa un aumento del 33% !!!) e aumentando la confusione sulle tasse infami sulla casa, consente a chi deve applicarle di fregare comunque il cittadino.
Come zuccherino, montato come la panna di un cuoco, la “riduzione del cuneo fiscale” che, oltre a non portare beneficio alcuno per chi, già, più paga (redditi oltre i 55mila euro) sarà da verificare al momento dell’applicazione se porterà quei sessanta centesimi al giorno di “guadagno” di cui si parla.
E la Camusso ancora non è contenta.
Me la immagino con la bava alla bocca continuare a pretendere di aumentare le tasse sui risparmi dal già esoso 20% al suo obiettivo (intermedio …) del 25%.
Cosa aspetta il Centro Destra a dare il benservito a Letta ed ai suoi lacchè alfiniani ?



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In mutande alla cipriota

Ormai arrivano quasi quotidianamente solo gragnuole di pugni così violenti e rapidi che i cittadini, non hanno nemmeno più il tempo né la forza di reagire. O di rendersi conto cosa piove loro addosso. E questo sia a livello nazionale che a livello internazionale. L’ultima, è la proposta choc della commare secca (secondo un sonetto di Gioacchino Belli, la morte). Il FMI ha assunto ormai il volto grifagno e l’aspetto rinsecchito della Lagarde. Una sineddoche, direi. Pertanto, quando si pensa al FMI, si pensa a lei. Ora il Fondo se ne è venuto fuori con la sua proposta choc di prelievi forzosi detti “patrimoniali” del 10% una tantum (???) per ripianare i debiti delle potenti banche d’affari internazionali. Ma è mai possibile?
Svestivamo alla cipriota. Fino alle fatidiche mutande. E’ a Cipro, per chi ben ricorda che si è consumato il tabù del prelievo forzoso su conti altrui. Come è noto il FMI è parte integrante della Troika, e già questo termine fa venire i brividi in quanto è ereditato di sana pianta dal bolscevismo comunista. Del bolscevismo del resto, il Fondo ne ha tutte le prerogative: l’esproprio e la rapina dei popoli che attua di concerto con la Banca Mondiale. Spesso il Fondo si fa pure piromane e pompiere. Ovvero, produce quelle situazioni rovinose che poi gli consentono di intervenire in quanto liquidatore e pignoratore di concetto. Cadere sotto la tutela della commare secca, significa ricevere il bacio della Morte.



Ha sicuramente fatto clamore la proposta del Fondo Monetario Internazionale, che nel suo recente Fiscal Monitor (scaricabile cliccando QUI ) consiglia di prelevare il 10% dalla ricchezza privata, al fine di rimettere in sesto i conti dei paesi in difficoltà, tramite una manovra sui conti correnti. 
Una super patrimoniale “una tantum” che tartasserebbe i risparmiatori ben oltre quanto già si era visto ai tempi del Governo Amato, quando il prelievo forzoso sui conti correnti fu del 0.6%. E ancora questa operazione è ricordata con scandalo. Immaginatevi un prelievo del 10%!
In passato operazioni così invasive si sono già viste in paesi di prim’ordine. Parliamo di Germania e Giappone. Peccato che stiamo parlando però proprio per periodo post bellico e quindi dei due paesi che persero la guerra.
E noi che guerra abbiamo perso?
La guerra della competitività, la guerra della gestione finanziaria, della serietà, delle lobby che comandano il sistema, la guerra del debito e la guerra nei confronti dei paesi del Nord Europa, la guerra del fiscal compact. 

La grande paura che a questo punto ci deve assalire è che la famosa Troika abbia deciso di utilizzare il “modello Cipro” anche per altre situazioni difficili nel mondo bancario.
Ricordate cosa è successo a Cipro? Per “salvare le banche” è stato chiesto ai risparmiatori ciprioti (occhio, c’era anche evidente riciclaggio di matrice russa) di subire prelievi in alcuni casi anche superiori al 50% sui depositi presso le banche, quando gli importi erano superiori a 100.000 €. Insomma, ognuno deve aggiustarsi e SOLO quando la situazione diventa difficile anche per altre controparti, mettendo a rischio l’incolumià finanziaria di altri stati o banche internazionali, allora in quel caso ecco intervenire gli “strumenti magici”: FMI, OMT, ESM  ( o Mes che dir si voglia). E chi più ne ha, più ne metta. ((Dal post Proposta choc del FMI del 10% sui conti correnti).

Intanto la mordacchia ideologica e le opinioni in manette viaggeranno di pari passo con gli ESPROPRI effettuati su larga scala. Più ci porteranno via anche le mutande (su modello cipriota),  più forte sarà l’apparato repressivo propagandistico per farci accettare queste iniquità attraverso i mezzi più assurdi : memorie imposte, opinioni in manette  e polizia del pensiero.  Tutto quanto fa odiosamente parte del medesimo pacchetto.

e ggià la Commaraccia  secca 
de Strada-Ggiulia 
 arza er rampino. (G. Belli)

A come Alitalia

Nel 2008 Berlusconi vinse le elezioni con due formidabili cavalli di battaglia: l’abolizione dell’ici e l’italianità di Alitalia.
Ambedue gli obiettivi raggiunti.
Favorevolissimo all’abolizione dell’ici, ero e resta contrario al “salvataggio” di Alitalia.
Fu un bagno di sangue, scorporando il marcio dal buono e solo questo fu ceduto, per un tozzo di pane, a imprenditori privati.
Noi pagammo per questa operazione ma, se c’era un senso, stava nel fatto che doveva essere l’ultima volta che gli Italiani avrebbero coperto i debiti di Alitalia.
La compagnia aerea, in mani privati, o avrebbe conseguito utili o sarebbe meritatamente fallita, come doveva essere già da anni.
Oggi Letta, probabilmente in pieno delirio di onnipotenza, ha deciso che Alitalia deve essere salvata.
Con i soldi degli Italiani, ancora una volta.
E Alfini e compagni gli sono andati dietro esultando per l’ingresso annunciato delle Poste nel capitale della compagnia e iniezione di miliardi.
E quando quei miliardi saranno finiti cosa faranno ?
Una nuova tassa sulla benzina ?
Sulla casa ?
Sui risparmi ?
O aumenteranno i francobolli ?





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Lettera ad Attilio Befera

Egregio dott. Befera,

con il termine egregio, non intendo lusingarla, ma ricordare che di egregio lei possiede lo stipendio (456.733, 00 euro all’anno), che lo seleziona drasticamente dal branco di noi comuni mortali contribuenti. Capisco che lo stipendio uno deve anche sudarselo e che per giustificarne l’entità lei ha deciso in un sol colpo, manovrato dai suoi padroni di riferimento,  di :

  • Far fallire lo stato
  • Far fallire le industrie e desertificare il Paese,  gettando nella disperazione e inducendo al suicidio tanti nostri validi impreditori.
  • Gettare sul lastrico le famiglie erodendone il risparmio con cartelle pregresse, cartelle pazze, redditometro, controlli incrociati sui 730 e 740 che vanno a ritroso di parecchi anni, se solo manca qualche virgola o qualche ricevuta.  
Tuttavia c’è un limite anche alle angherie, alle torture psichiche e ai soprusi. Non è lei e la sua Agenzia, che deve scrivere in questi giorni letterine ansiogene alle famiglie. Semmai sono le famiglie che devono scrivere in massa lettere su lettere all’Agenzia delle Entrate. Eppoi quando mai un’agenzia delle Entrate deve incamerare utili in quanto SPA? Il vostro mestiere è verificare una volta per tutti i tributi in modo snello, razionale e trasparente. Non ossessionare ogni due per tre, il povero italiano già soffocato e strangolato da una crisi senza precedenti. Non ci si può sognare di  fare utili sulla pelle dei poveri disgraziati, perciò io credo che la sua dannosa figura professionale, deve essere quanto prima defenestrata. Che Equitalia deve sparire dal territorio italiano, in quanto funesta e  rovinosa. Che i cittadini abbiano il diritto-dovere di un rapporto sereno e trasparente con il fisco senza dover perdere il sonno di notte e la pace di giorno.
Il suo disgustoso redditometro è un abuso  di potere per estorcere nuove quantità di denaro alle famiglie italiane già  abbondantemente stremate, è una rendicontazione illegale delle nostre spese e della nostra vita, un sopruso miserrimo per trascinarci  tremanti all’agenzia delle Entrate coi faldoni sotto braccio a giustificarci di essere al mondo. E’ l’anticamera dell’esproprio e della decurtazione di stipendi e pensioni, è l’erosione dei risparmi sudati dagli Italiani e monitorati dai suoi occhiuti software, alla faccia della riservatezza della persona. E’ assurdo, demenziale e anticostituzionale applicare studi di settore presunti anche alle famiglie. Ci dica la verità: vuole che anche le famiglie vadano definitivamente in malora per papparsi i loro beni. Così lei e la sua creatura mostrusa Equitalia, dopo aver fatto fallire aziende piccole e medie, farà fallire anche le famiglie pignorando i loro beni come branchi di sciacalli, come avvoltoi beccamorti.
Essendosi data la forma giuridica di Società per Azioni, Equitalia si comporta come un’azienda privata, se, come e quando gli fa comodo; ma in effetti gode di benefici, di coperture e  di leggi che la rendono un soggetto ben diverso da una società commerciale con annessi i rischi di ogni vera impresa. E’ di questi giorni il recente scandalo dei suoi  cinque funzionari indagati per tangenti.  Si vergogni, lei e tutta la sua congrega di  strozzini. Siamo noi cittadini che siamo in credito con voi, e  non il contrario! Stalin, Berija, la Stasi e la Ceca erano dei dilettanti al confronto suo.
Equitalia è un’associazione per delinquere,  a scopo di usura, con aggi esattoriali e more da capestro,  che non rispetta né il Signore, né gli uomini; che ha i denti acuminati sempre in moto, intenta a rapinare, maciullare e inghiottire i beni dei poveracci, fino a ridurli in brandelli .

Propongo che ogni Italiano recapiti lettere di protesta a Equitalia. Ogni giorno, fino alla sua completa estinzione. 


Vogliono mettere le mani sui nostri risparmi

Leggo un lancio di agenzia: “Camusso: tagli sulle tasse o mobilitazione generale“.
La Camusso è la segretaria generale della cgil, il sindacato comunista.
Uno ingenuo potrebbe pensare: che i comunisti si siano convertiti alla Libertà economica, alla difesa del risparmio, della proprietà, dei meriti, delle capacità ?
Poi leggo un articolo che conclude con la dichiarazione della stessa Camusso secondo la quale la Legge di Stabilità deve portare un taglio della tassazione su stipendi e pensioni, altrimenti saremo costretti a riaprire una nuova stagione di mobilitazione unitaria …Questo sarà il punto dirimente, la misura di giudizio del provvedimento … Il dibattito attuale non ci convince. Stiamo galleggiando, non ci si sta
confrontando con il profilo del Paese e con le reali necessità dei
cittadini.
Non aggredisce il nodo 
fondamentale che è l’ingiusta distribuzione del reddito.”.
I soliti comunisti.
Non ci pensano proprio a tagliare le spese clientelari e assistenzialiste.
Loro gettano l’amo del taglio delle tasse su stipendi e pensioni (sacrosanto principio liberale) solo per mettere le mani sui nostri risparmi, i nostri patrimoni, le nostre proprietà frutto di sacrifici di intere generazioni.
Adesso le rapine si chiamanodistribuzione del reddito”.
Sì, alcuni lavorano e producono ed altri sperperano e prosperano.



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Letta purtroppo sopravvive

Forse solo fino al 9 settembre (come mi auguro) ma sembra che Letta sia riuscito a sopravvivere alla scadenza imu.
Pare (sarà necessario leggere bene i commi, visto che Letta e Saccomanni hanno avuto a che fare con cinque ministri PdL alla disperata ricerca di un pretesto per restare al governo e non doversi dimettere) che non pagheremo l’imu sulla prima casa.
E’ andata male visto che si sperava di liberarsi di questo governo indecente per la alleanza contro natura con i comunisti, ma almeno possiamo passare dalla cassa.
Resta, comunque il duplice errore di fondo che è espressione di una mentalità che nulla ha a che spartire con la produttività e il progresso.
In primo luogo continuare a considerare di tassare una proprietà.
La casa, che sia la prima, la seconda, la decima, la centesima, NON DEVE ESSERE TASSATA perchè non è un reddito, ma un costo (per la manutenzione) e quando diventa un reddito (con la locazione) il ricavo è già tassato.
Inoltre tutti, ma proprio TUTTI, i servizi che interagiscono con la proprietà di una casa sono già tassati: dalle utenze ai rifiuti, alle concessioni, alle bonifiche, alle varie imposte di registro e di iscrizione e trascrizione immobiliare.
In secondo luogo sbaglia Letta a voler mantenere il “saldo” finale dei conti pubblici, sia perchè è un cedimento all’europa cui viene in sostanza svenduta la nostra Sovranità, ma, soprattutto, perchè LE SPESE VANNO DIMINUITE, non conservate o aumentate, quindi l’unica strada è TAGLIARE, non cercare disperatamente nuove “coperture” per le spese che non si vuole tagliare
La guerra continua …







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