Renzi principe delle tasse

Il putto fiorentino non demorde e insiste, con costanza meritevole di ben altre cause, nel ricercare ogni modo per taglieggiare i nostri risparmi, redditi e proprietà.
Così, all’indomani dell’avvertimento europeo che chiede di gravare di ulteriori balzelli case e consumi, eccolo alla ricerca, come un provetto cane da tartufi, di nuove fonti.
Purtroppo per lui e per noi, chi lo ha preceduto ha già inventato tutto l’inventabile, così non gli resta che riciclare idee (tasse) vecchie.
Il canone rai che, invece di venire abolito, si ipotizza incrementato in maniera progressiva, così tanto per impoverire quella classe media che da spina dorsale della Nazione è ormai diventata l’ufficiale pagatore buona per tutte le stagioni.
Come se non bastasse Renzi si appresta ad estendere la tassa sui morti ad una platea più vasta di quella cui l’aveva confinata il pur assiduo tassatore Prodi, dopo la troppo breve primavera berlusconiana della sua abolizione.
Leggo che dalle tasse sui morti vorrebbero estorcere 40 miliardi.
Per raggiungere quella immensa somma, dovrebbero applicare la tassazione anche a chi lascia ai suoi eredi diretti poche migliaia di euro.
Una delle tasse più vergognose e disgustose, quella di successione, assieme ad una delle tasse più odiate (subito dopo quella sulla casa e prima del bollo auto) , quella del canone rai, sono la nuova frontiera di Renzi.
A me sa tanto di vecchio e stantio …

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Doppia opportunità per il Centro Destra

La sconfitta elettorale non è stata ancora archiviata, che al Centro Destra si presenta una doppia opportunità di rivincita, una immediata ed una a breve termine.
Stanno arrivando nelle case di quel 30% di Italiani condannato dal “metodo Renzi” a pagare entro il 16 giugno l’anticipo tasi (mentre il restante 70% potrà farlo, senza mora, il 16 ottobre !) i moduli f24 con gli importi da pagare.
Arrivano anche i moduli per la tari, la tassa sui rifiuti.
Mi piace vedere la faccia dei comunisti, che credevano – come già Peppone con l’Unione Sovietica – che Renzi portasse il Paradiso, leggere allibiti le cifre che dovranno versare.
Il Centro Destra può incunearsi in questa situazione sposando, finalmente, lo sciopero fiscale.
Perchè dobbiamo essere noi a pagare gli 80 euro che Renzi ha voluto elargire a meno di un sesto degli Italiani ?
Contemporaneamente veniamo informati che “l’europa” ci chiede uno sforzo maggiore già dal 2014 per ridurre il debito pubblico.
Tradotto dall’eurocratese significa più tasse che quegli innominabili individuano già nei consumi e negli immobili.
Renzi dovrà imporre nuovi balzelli che cercherà di giustificare con le sue solite logorree e maratone di parole.
Qualcuno, al solito, ci cascherà (sempre loro: quelli per cui se lo scrivono l’Unità e Repubblica “i coccodrilli volano”) ma sempre più Italiani non potranno che prendere atto della ennesima truffa ai nostri danni.
Che succede allora se non pagheremo ?
Ci cacciano dall’unione europea ?
E chi lo dice che sarebbe una punizione ?


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Arrivano le tasse di Renzi

Passata la festa, ingannato il santo.
Nell’Italia del 2014 il “santo” è l’elettore, il cittadino che, dopo il voto, si vede arrivare le tasse di Renzi (sono “di Renzi” anche se imposte da Letta, visto che Renzi si è ben guardato dal ridurle o cancellarle, anzi di suo ha aggiunto il 26% di rapina sui risparmi, persino superiore a quel che proponeva la Camusso !).
Nella mia posta elettronica ho ricevuto un elegante messaggio che mi comunicava i termini per il pagamento della TARI (la tassa sui rifiuti).
Allegati tre moduli F24 con l’importo complessivo, se volessi pagare in una unica rata e con l’importo diviso per scadenze (16 giugno e 16 dicembre).
Sempre nella mia casella di posta è arrivata un’altra e-mail dall’ufficio tributi comunale, relativa alla TASI e, bontà loro, mi comunicano che il 31 maggio riceverò i “bollettini” precompilati (immagino altri F24) con gli importi da pagare.
L’unico aspetto positivo è che se le promesse saranno mantenute, dovrò “solo” scucire il denaro e in cinque minuti, con l’home banking, potrò lasciarmi taglieggiare … seduto comodamente alla scrivania.
Ascoltata mentre attendevo il mio turno davanti al fruttivendolo:
“Sei contento del risultato ?”.
“Sì, mi dispiace solo delle tasse che dovrò pagare”.
Insomma, sanno benissimo che con la sinistra il prelievo è forzoso e molto alto, ma votano sempre lì.
Come li definireste voi, costoro ?


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Il dovere di ribellarsi

L’augurio di Pasqua agli Italiani del bulletto fiorentino è stata l’ennesima minaccia: gli ottanta euro sono solo l’antipasto, poi toccherà agli incapienti, ai pensionati, alle partite iva, ai disoccupati.
Poichè immagino che resti invalicabile il limite di reddito dei 25mila euro, nei folli disegni di Renzi si avrà la penalizzazione del merito e di chi produce, per premiare chi produce meno e chi consuma.
Sia chiaro, sicuramente tra chi ha un reddito superiore ai 26mila euro c’è chi non lo merita, chi beneficia di una rendita di posizione, come tra chi percepisce di meno c’è sicuramente un numero, più o meno consistente, di sfortunati e penalizzati da circostanze avverse e non solo dai propri limiti.
Ed è proprio per questo che è sbagliata la beneficenza massiva, di stato, mentre dovrebbe essere mirata e perchè possa essere efficace deve anche essere controllata da chi la fa.
Il principio liberale vuole la beneficenza privata, attraverso organizzazioni private e locali, perchè ognuno possa vedere come e da chi vengono utilizzati i propri soldi.
Espropriare il denaro a chi produce per disperderlo in una presunta beneficenza generalizzata, lontana da chi paga, senza controlli da parte di chi paga, significa solamente utilizzare per propri disegni i soldi altrui.
Sottrarre denaro ad altri cittadini per un mero assistenzialismo non ha futuro, perchè così saranno sempre di più quelli che avranno sempre meno e presto finiranno le “fonti” di approvvigionamento, per tutti.
E’ la tipica politica comunista, ridurre tutti alla miseria, per poterci controllare meglio.
Nel complesso la politica della sinistra (e Renzi non fa eccezione) vuole spostare le risorse da chi le produce a chi si limita a consumarle.
La scusa che viene tirata in ballo dal predone fiorentino per alleggerirci con la legge delle nostre proprietà è la “solidarietà“.
In sostanza un sistema di beneficenza coatta, imposta per legge, attuata da un novello Sceriffo di Nottingham con l’uso della forza (minacce e sanzioni, sempre dietro al timbro della legge) tramite i suoi gabellieri.
La beneficenza ha valore solo se è volontaria, non se è imposta, perchè in questo caso diventa esproprio.
Allora ecco la prima reazione.
Ci obbligano a fare beneficenza ?
E noi non operiamo più beneficenza volontaria.
Se lo stato taglieggia i nostri risparmi, allora che pensi lo stato a mantenere tutte quelle associazioni, laiche e religiose, che fino ad ora, grazie ai nostri contributi volontari, grazie alla grande partecipazione di popolo ad iniziative come gli sms o le varie Telethon, hanno fatto assistenza ai bisognosi.
Analogamente dobbiamo cercare di sottrarre allo stato tutte le risorse che è possibile, legalmente, sottrarre.
Ad esempio utilizzando le destinazioni dell’8, del 5 e del 2 per mille nelle dichiarazioni dei redditi.
L’8 per mille ad una confessione religiosa e, vista la tendenza del vescovo di Roma pro tempore, mi permetto di suggerire la Chiesa Ortodossa.
Il 5 per mille per la ricerca e qui ognuno di noi ha sicuramente conoscenza di associazioni cui donare quella somma.
Il 2 per mille ai partiti, per sostenere quello più vicino alle proprie idee con una firma e senza che tutto ciò ci costi una sola lira in più di quanto comunque ci viene sottratto.
Infatti l‘8, il 5 e il 2 per mille, sottoscrivendoli, non aumentano le nostre tasse, ma semplicemente possiamo indirizzare una minima parte di quello che ci viene sottratto e che, comunque, ci verrebbe sottratto.
Tanto vale che lo si indirizzi verso qualcosa che sia più affine alle nostre idee di quanto non farebbe un ministro di questo governo.
Abbiamo già in passato parlato dell’uso del contante come strumento per contrastare il grande fratello statale ed europeo.
A maggior ragione oggi, con l’informatizzazione e con il codice unico che Renzi si propone di istituire, ha valore difendere la propria riservatezza evitando di utilizzare la monetica come strumento di pagamento e, invece, utilizzare, ovunque sia consentito, il contante.
Contante che, per difenderci dalla rapina sugli interessi nei conti correnti che vengono portati dal predone fiorentino al 26%, è meglio tenere nascosto in casa,sotto una mattonella o il parquet (più semplice per ricavare un nascondiglio) o in una intercapedine del muro, dietro un mobile.
E’ però evidente che i risparmi non possano essere conservati, senza frutto, sotto una mattonella e, allora, è gioco forza adeguarsi a pagare una tassa, ma anche qui possiamo, legalmente, sia ridurne l’impatto che non diventare complici dello stato.
Allora, visto che l’aumento della tassa sui risparmi decorrerà dal 1° luglio, potremo vendere i titoli azionari e le obbligazioni non di stato prima di tale data, incamerando il guadagno conseguito e scontando la tassazione al 20% sul capital gain, per poi , se lo riteniamo, rientrare dopo il primo luglio e con interventi mirati alla nostra personale situazione finanziaria.
Da rilevare come dall’aumento della tassazione sui risparmi siano esclusi i titoli di stato che non significa solo quelli Italiani, ma anche stranieri e anche in valuta.
E’ quindi possibile indirizzare il proprio risparmio equilibrando verso titoli di stato stranieri, in euro e in valuta, sia solidi (come quelli austriaci o tedeschi) sia a maggior rischio ma con un rendimento più alto (turchi, ungheresi, ma anche in dollari australiani e neozelandesi).
Così facendo non si finanzia il debito pubblico italiano rendendosi complici dell’ipertrofia di uno stato invasivo e si diversifica il rischio, subendo comunque la trattenuta limitata al 12,5%.
Insomma, lo stato, il governo Renzi cerca di sottrarci il nostro denaro, vuole penalizzare chi produce ?
Noi abbiamo il diritto-dovere alla legittima difesa, operando, nell’ambito delle leggi esistenti, per non renderci complici di questo governo.


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Il filotto di bugie di Renzi

Piove, allora ho il tempo per commentare l’inqualificabile imbroglio di Renzi annunciato, Urbi et Orbi, in conferenza stampa ieri sera.
Renzi vuole farci credere di aver restituito dei soldi agli Italiani.
Bugia !
Renzi  usa soldi non suoi ma delle nostre tasse, per gratificare, una tantum visto che si tratta di un bonus e non di una ridefinizione delle aliquote fiscali, circa il 25% dei lavoratori Italiani, meno del 15% dei cittadini.
Sono esclusi non solo disoccupati ed esodati, ma anche tutti i pensionati (è notorio che mangiano meno degli altri …) lavoratori autonomi, professionisti e dipendenti con redditi superiori a 25 mila euro.
Renzi e, a ruota, Sacconi (del gruppo di transfughi alfinioti) proclamano “meno spese e meno tasse”.
Bugia !
I nostri risparmi subiscono una nuova azione predatoria con l’aumento della tassazione dal 20 al 26%.
Le Banche dovranno pagare il 26% di tasse su una plusvalenza fittizia (e se qualcuno crede che non scaricheranno il costo sui clienti è un babbeo peggiore di Renzi e Sacconi se credono di farci bere la bugia del “meno spese meno tasse”).
Tutti coloro che hanno un conto corrente (anche quei pochi che riceveranno la carità che Renzi fa con i nostri soldi) subiranno l’aumento predatorio dal 20 al 26% della tassazione.
I comuni stanno decidendo si applicare le nuove tasse espropriative sulla casa ai massimi ed a pagare saranno sempre i soliti: il ceto medio, coloro che hanno redditi tra i 26 e i 100mila euro lordi.
Cioè la maggioranza dei cittadini.
Adesso sappiamo chi è l’agnello sacrificale sulla mensa pasquale di Renzi e dei suoi sodali: il cittadino Italiano.




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L’improvvisazione dissipatrice di Renzi

Chi non ha cultura di governo non può amministrare bene la cosa pubblica, esattamente come chi non conosce e rispetta il valore del denaro non ha scrupoli nel depredare e dissipare i risparmi altrui.
Quando, come nel caso di Renzi, i due fattori confluiscono in un unico soggetto, abbiamo gli Unni che fanno razzia del patrimonio pubblico che, poi, non è altro che il frutto dei nostri risparmi e dei nostri redditi.
Abbiamo così imparato da una pulzella di Renzi creata ministra (e poi dicevano di Berlusconi …) che gli 85000 esuberi statali (l’un per cento circa del totale … non una cifra che sposti le montagne dei debiti !) saranno radunati anche attraverso i prepensionamenti.
Ohibò !
Ci avevano raccontato (Monti e Fornero e poi Letta) che bisognava lavorare più a lungo perchè l’inps (lo stato) non era in grado di sopportare il mantenimento troppo a lungo di persone e adesso si scaricano sull’inps (visto che l’ente pensionistico degli statali, in fallimento cronico, è stato assorbito a posto a carico dell’inps) i prepensionamenti statali ?
I soliti privilegiati, mentre i lavoratori privati, autonomi, professionisti, sono costretti a vedersi allontanare il traguardo del meritato riposo, gli statali (che certo non si ammazzano di lavoro !) sfrutteranno le disponibilità del fondo creato con i contributi dei lavoratori privati, l’inps.
Almeno, penserà qualcuno, si tratta di una partita di giro (lo stato invece di pagare statali attivi, li paga per oziare) e aumenterà giocoforza la produttività di chi rimarrà in servizio.
Pensa male.
Perchè l’obiettivo è assumere altri statali “per dare lavoro ai giovani”.
Il solito becero assistenzialismo comunista, che sperpera i soldi rastrellati dai risparmi e dai redditi dei cittadini per un maquillage senza futuro e con l’unica prospettiva di ottenere un pugno di voti in più.
Renzi accelera restando sull’autostrada della distruzione della nostra società.
E qualcuno osa ancora dare torto ai Veneti che votano e pretendono l’Indipendenza ?



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ACHTUNG : Renzi prepara il grande scippo

Ieri ho letto che Renzi ha messo subito a disposizione delle scuole 2 miliardi di euro (4mila miliardi delle nostre amate lire).
Sono invece 165 i milioni di euro immediatamente destinati a Pompei.
570 sono i milioni di euro regalati e bruciati per Roma.
Renzi ha trovato quasi tre miliardi di euro (6mila miliardi di lire) in pochi giorni, quando il suo predecessore, del suo stesso partito, ci ha imposto di pagare la “mini imu” ed ha aumentato l’iva al 22% asserendo di non avere abbstanza soldi.
Uno dei due imbroglia.
Per mercoldì Renzi ha annunciato piano lavoro ed ogni ben di Dio (quello che ci costerebbe, euro più, euro meno, cento miliardi, se manterrà la parola di ridurre il cuneo fiscale e pagare subito tutti i debiti della pubblica amministrazione.
Intanto la Dea Kalì europa unita ha declassato l’Italia al livello di Slovenia e Croazia per i conti malmessi.
Dove li troverà Renzi i soldi per i suoi piani faraonici ?
Temo nelle nostre tasche e che, quindi, stia preparando il grande scippo, la grande rapina ai nostri risparmi.
Purtroppo molti dei nostri soldi non potranno essere salvati (la casa non la si può cancellare e non conviene ancora disinvestire titoli e soprattutto azioni in un mercato che sta risalendo) ma è possibile lasciare vuota la rete del fisco che sarà lanciata sui conti correnti.
Preleviamo tutto e azzeriamo i nostri conti.
Potremo salvare parte dei nostri risparmi e, magari, se lo facessimo tutti, ma proprio tutti, potremmo anche far fallire Renzi.



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Renzi apre la caccia ai nostri risparmi

Con una dichiarazione del responsabile economico del pci/pds/ds/pd (pare in procinto di aggiungere una nuova sigla …) si è aperta la stagione venatoria in cui i tordi da impallinare sono gli Italiani e i loro risparmi.
Renzi, appena si sarà insediato, “rimodulerà” la tassazione sui risparmi che già deve scontare capital gain, tobin tax e bolli statali sui depositi.
Con Berlusconi la tassazione sui risparmi era al 12,5%.
Monti l’ha aumentata al 20% nel 2012.
Renzi si appresta a portarla al 25% o al 28% (se ci andrà bene).
Più che raddoppiata in soli tre anni.
Rapine autentiche, concrete, reali.
Per quale obiettivo ?
A pensare male si fa peccato e io, che sono un grande peccatore, penso male.
E penso che De Benedetti spinga per avere un ministro dell’economia di sua fiducia (pare ora un nuovo bocconiano come Tabellini: ma non ne avevamo avuto abbastanza di Monti ?) come ha dimostrato l’ex ministro Barca in televisione dopo aver abboccato alla telefonata del finto Vendola.
E penso che la società di De Benedetti, Sorgenia, come risulta da numerosi articoli di stampa, pare avere liquidità solo per un mesetto.
E penso, come ugualmente riportato dalla stampa, che De Benedetti pare avere altri problemi a Vado Ligure della stessa natura di quelli che hanno messo in ginocchio l’Ilva a Taranto.
E penso che non è poi storia antica quella della Olivetti di De Benedetti, quando migliaia di suoi dipendenti furono accollati alla pubblica amministrazione in quanto esuberi (che Berlusconi, nelle sue aziende, se li ha avuti non ha mai rifilato allo stato).
E penso che Renzi, aprendo la caccia ai nostri risparmi, sappia benissimo dove li spenderà e non sarà certo nell’interesse di noi Italiani.
Allora penso anche che forse sarebbe più salutare ritirare i nostri risparmi e conservarli sotto il materasso, non cresceranno dello zero virgola dell’interesse corrisposto, ma non correranno il rischio di venirci sequestrati dallo stato con un colpo di mano.


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Tasse cancro della società

Con una serie di articoli di Giuseppe Turani e, ieri, un editoriale del direttore Giovanni Morandi, Il Resto del Carlino ha aperto una nuova campagna stampa, questa volta positiva.

Turani, scoprendosi liberale e Morandi ci dicono che le tasse sono troppo alte, troppo numerose, troppo incerte.
Hanno scoperto l’acqua calda.
Abbiamo un numero di tasse e imposte (ripeto: uso il termine “tassa” per indicare tutte le rapine fiscali dello stato e degli altri enti pubblici) che costringono a rivolgersi a commercialisti e caf, spendendo altri soldi.
Abbiamo una burocrazia che oltre a pretendere il pagamento delle tasse, propone ogni sorta di vessazione obbligandoci a calcolarle, sanzionandoci se sbagliamo i conti, costringendoci a code agli sportelli per il pagamento e fornendoci le indicazioni (neanche precise) a ridosso delle scadenze.
Tutto questo Turani e Morandi lo scrivono, ma concentrando il loro interesse prevalentemente sul caso Fiat.
Ma la Fiat (e qualunque altro imprenditore) fa benissimo a trasferire la sede fiscale in uno stato che dia maggiori certezze sul quando e quanto pagare.
Fino ad ora, però, a Turani e Morandi è mancato il coraggio per la denuncia più importante: le tasse sono in gran parte un cancro per la nostra società.
In precedenza ho  esposto le ragioni fondanti delle tasse che sono in uno con quelle dello stato, però ci sono tasse che hanno un sottostante e sono moralmente legittime e altre che non hanno sottostante e sono moralmente esecrabili, una vessazione, una violazione della libertà individuale, una rapina.
Le prime sono tutte quelle che colpiscono un guadagno reale, parte del quale, quindi, viene utilizzato per le spese comuni dello stato e da questo percepite in misura proporzionale a quanto uno guadagna.
Così lo stipendio, la parcella, ma anche la locazione di un immobile.
Attenzione: proporzionale, non progressivo, un’altra invenzione comunista finalizzata solo ad impoverire chi più produce.
Se Tizio guadagna cento e Caio mille, applicare il dieci per cento a ciascuno vuol dire tassare Tizio per dieci e Caio per cento.
Cioè Caio, che guadagna dieci volte più di Tizio, paga dieci volte di più.
Non è moralmente legittimo imporre a Caio, che guadagna dieci volte più di Tizio, di pagare venti o trenta o quaranta volte di più.
Sono altresì moralmente legittime le tasse che hanno un corrispettivo come servizio.
Ad esempio il ritiro e smaltimento dei rifiuti: è giusto che lo si paghi per quello che costa.
Ma anche qui dobbiamo fare delle distinzioni.
Sempronio abita da solo in un appartamento di duecento metri quadrati e Mevio ha una famiglia con due figli e la moglie, quindi sono in quattro, in un appartamento di cento metri quadrati.
Perchè applicare la tariffa dei rifiuti alla metratura dell’appartamento ?
Sarebbe una penalizzazione per Sempronio che, da solo, produce quattro volte meno immondizia di Mevio e, quindi, costa per ritiro e smaltimento quattro volte di meno anche se abita in un appartamento di dimensioni doppie di quello di Mevio.
Giuste, quindi le tasse sui servizi, ma moralmente illegittime se vengono applicate con criteri che non rappresentino gli effettivi consumi di ciascuno.
Infine le tasse  moralmente illegittime alla fonte sono quelle senza sottostante.
Tutte quelle che sottraggono denaro in funzione di una proprietà o possesso, senza che chi deve pagare abbia avuto un reale guadagno.
La casa è il bene più emblematicamente rappresentativo di questa categoria di tasse.
La casa l’abbiamo pagata, abbiamo pagato la tassa di trascrizione, il notaio, paghiamo le bollette per le utenze, con le tasse sui nostri redditi paghiamo le infrastrutture, paghiamo la tassa per il ritiro dei rifiuti … per quale altro motivo dovremmo pagare ?
Certo, paghiamo se la lochiamo e in effetti si paga su quanto si percepisce a tale titolo, ma che uno abbia una casa, due, dieci o cento, se non locate, non ricava alcun reddito, anzi gli provoca solo costi di manutenzione.
Perchè, quindi, dovrebbe essere legittima una tassa sulla proprietà di una casa ?
Altrettanto dicasi per i risparmi, che sono il frutto di quanto siamo riusciti a conservare dopo che il nostro reddito è stato decurtato dalle tasse e dalle spese per i servizi e per le nostre necessità di vita.
Il rendimento che i nostri risparmi ci fornisce, è il frutto di un investimento di beni già tassati alla fonte.
Tassare i risparmi (che i comunisti chiamano “rendite finanziarie” come se fossero qualcosa di spregevole … talmente spregevole che vogliono accaparrarsi anche le nostre !) significa tassare due volte uno stesso bene.
A me piacerebbe che Turani e Morandi, come tanti altri giornalisti, avessero il coraggio di fare una campagna contro le tasse moralmente illegittime a trecentosessanta gradi e non limitarsi alla marchetta pro Fiat.
Ne guadagnerebbe anche lo stato perchè limitandosi a tasse moralmente legittime toglierebbe ogni giustificazione a chi le evade.





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Le mani della Merkel nelle nostre tasche

La cancelliera germanica evidentemente non è soddisfatta della politica predatoria dei suoi gauleiter italiani (Monti, Saccodanni, Letta) e allora si appresta a metterci direttamente le sue mani nelle tasche.
Leggo, infatti, che l’ex figlia della DDR pretenderebbe una patrimoniale per saldare i debiti di Italia, Spagna e Grecia.
Ora il principio è giusto: i debiti li hanno fatti i governanti italiani e, quindi, sono gli Italiani a dover pagare.
Credo che tutti comprendano come chi fa un debito, poi debba restituire quanto percepito, con gli interessi.
Ma il debitore deve essere libero di scegliere quale strada intraprendere e quali mezzi utilizzare.
Cosa che i diktat dell’unione sovietica europea impediscono.
I primi provvedimenti, infatti, dovrebbero essere:
– ripristino di una sovranità monetaria
azzeramento di ogni spesa per l’immigrazione, sotto qualunque forma.
Sono i due punti che propria l’europa proibisce.
Senza considerare che prima di rubare i risparmi agli Italiani, ci sono 800 miliardi di spese annue da tagliare.
Come disse quel tale: qualunque imbecille che passa per strada è capace di imporre o aumentare le tasse.
Solo uno veramente capace sa ridurre il debito, riducendo le spese e anche le tasse.



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