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L’improvvisazione dissipatrice di Renzi

Chi non ha cultura di governo non può amministrare bene la cosa pubblica, esattamente come chi non conosce e rispetta il valore del denaro non ha scrupoli nel depredare e dissipare i risparmi altrui.
Quando, come nel caso di Renzi, i due fattori confluiscono in un unico soggetto, abbiamo gli Unni che fanno razzia del patrimonio pubblico che, poi, non è altro che il frutto dei nostri risparmi e dei nostri redditi.
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ACHTUNG : Renzi prepara il grande scippo

Ieri ho letto che Renzi ha messo subito a disposizione delle scuole 2 miliardi di euro (4mila miliardi delle nostre amate lire).
Sono invece 165 i milioni di euro immediatamente destinati a Pompei.
570 sono i milioni di euro regalati e bruciati per Roma.
Renzi ha trovato quasi tre miliardi di euro (6mila miliardi di lire) in pochi giorni, quando il suo predecessore, del suo stesso partito, ci ha imposto di pagare la “mini imu” ed ha aumentato l’iva al 22% asserendo di non avere abbstanza soldi.
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Renzi apre la caccia ai nostri risparmi

Con una dichiarazione del responsabile economico del pci/pds/ds/pd (pare in procinto di aggiungere una nuova sigla …) si è aperta la stagione venatoria in cui i tordi da impallinare sono gli Italiani e i loro risparmi.
Renzi, appena si sarà insediato, “rimodulerà” la tassazione sui risparmi che già deve scontare capital gain, tobin tax e bolli statali sui depositi.
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Tasse cancro della società

Con una serie di articoli di Giuseppe Turani e, ieri, un editoriale del direttore Giovanni Morandi, Il Resto del Carlino ha aperto una nuova campagna stampa, questa volta positiva.

Turani, scoprendosi liberale e Morandi ci dicono che le tasse sono troppo alte, troppo numerose, troppo incerte.
Hanno scoperto l’acqua calda.
Abbiamo un numero di tasse e imposte (ripeto: uso il termine “tassa” per indicare tutte le rapine fiscali dello stato e degli altri enti pubblici) che costringono a rivolgersi a commercialisti e caf, spendendo altri soldi.
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Le mani della Merkel nelle nostre tasche

La cancelliera germanica evidentemente non è soddisfatta della politica predatoria dei suoi gauleiter italiani (Monti, Saccodanni, Letta) e allora si appresta a metterci direttamente le sue mani nelle tasche.
Leggo, infatti, che l’ex figlia della DDR pretenderebbe una patrimoniale per saldare i debiti di Italia, Spagna e Grecia.
Ora il principio è giusto: i debiti li hanno fatti i governanti italiani e, quindi, sono gli Italiani a dover pagare.
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A cosa servono le tasse ?

Il dibattito sulla legge elettorale (cioè sul sistema che, tirato da una parte o dall’altra, cerca di ribaltare o correggere il volere del Popolo) ha fatto passare in un cono d’ombra la vera emergenza nazionale: le tasse.
Venerdì scorso sono scaduti i termini per pagare la cosiddetta “mini” imu (sempre troppo) e la tares, mentre il 31 sarà la data limite per il canone rai e il bollo auto (tranne quelli che hanno la sua scadenza in corso d’anno).
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Guerra al contante, guerra alla Libertà

Con un articolo di Giuseppe Turani, un ampio servizio su Antonio Patuelli presidente Abi e una intervista al presidente di Confesercenti, QN il Quotidiano Nazionale (Il Resto del Carlino, Giorno, Nazione) ha aperto una campagna per l’abolizione totale dell’uso del contante.
Turani lo ha scritto chiaramente: per cinque anni proibire l’uso del contante in ogni transazione.
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L’ipocrita beneficenza di Letta e Saccomanni

Letta e Saccomanni, con la complicità di Renzi, Alfano, Monti e Casini, hanno aumentato ancora una volta la nuova tassa sulla casa, dando la possibilità ai comuni di incrementare le aliquote tanto sulle prime, quanto sulle case ulteriori, senza peraltro in cambio dare altri servizi oltre a quelli che già si pagano (profumatamente) a parte.
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La tassa dell’invidioso e dello scialacquatore

Se la tassa sulle case è la classica rapina comunista contro la Proprietà, la tassa sui risparmi, che qualcuno vorrebbe ancora aumentare, pudicamente chiamata “tassa sulle rendite finanziarie”, è la tassa dell’invidioso, dello sprecone, dello scialacquatore contro le persone assennate, che hanno cultura del e rispetto per il denaro, guadagnato e risparmiato con i sacrifici del lavoro quotidiano.
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Contro tasse e burocrazia

Le tasse di uno stato predone e inefficiente hanno da tempo superato l’argine del legittimo e del sopportabile e solo un Popolo abituato ad obbedire non si è ancora rivoltato come avrebbe dovuto, forse anche perchè nessuno ha ancora incarnato lo spirito della ribellione, proponendo adeguate garanzie e solidarietà a chi protesta e spingendo sull’acceleratore della protesta.
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