Rapina di stato

Ormai tutti i quotidiani hanno sfornato la loro informativa su dove Renzi andrà a rastrellare il denaro per continuare a spendere: dalle pensioni.
Se così sarà, potremo senza dubbio chiamarla una rapina di stato, perpetrata con un comportamento spregevole.
Alcuni dicono che sarebbe un atto di giustizia ricalcolare le pensioni retributive con il metodo contributivo.
E’ vero che i retributivi hanno goduto di un trattamento privilegiato perchè non era legato ai contributi effettivamente versati, ma questa è stata la conseguenza di una precisa scelta legislativa che ha voluto, in spirito di solidarietà, accollare ai lavoratori il benessere degli anziani pensionati che non hanno nessuna colpa, tanto da vedersi improvvisamente impoverire la pensione, per qual che è stato fatto.
Se accadesse una cosa del genere, lo stato non avrebbe più neppure la minima credibilità residua che ha.
Altri parlano invece di un “contributo”, cioè di una tassa sulle pensioni superiori ad una certa cifra.
Molto onestamente il ministro Poletti ha detto che deve ancora essere fissata l’altezza dell’asticella, mentre il sottosegretario Baretta (ex sindacalista cisl) ha detto che possono stare tranquilli (seeeeee !) quelli che percepiscono meno di duemila euro netti
Che non sono poi granchè.
Quindi chi avesse la sventura di percepire duemila e un euro, sarebbe tartassato.
Non viene però precisato se i duemila netti saranno calcolati per mensilità, oppure dividendo il totale per dodici (e c’è una bella differenza !).
Ancora una volta non si sente parlare di taglio della spesa, di taglio vero, quello che dovrebbe accollare a chi ne usufruisce il servizio sanitario, l’istruzione, la pubblica amministrazione.
Quanto ancora dovremo aspettare perchè ci sia una sollevazione generale, spontanea e liberatoria ?

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Ma quale equità fiscale ?

Se due milioni di Italiani non riescono a pagare le tasse, subiscono l’umiliazione di ricevere la “cartella” e sono costretti a chiedere una dilazione, dov’è l’equità fiscale ?
C’è solo una ragione: le tasse sono troppo alte, quindi bisogna ridurle.
E se lo stato non ha i soldi per mantenere il suo apparato e le sue clientele, allora deve tagliare quello, non le pensioni.

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Renzi si iscrive tra i gufi

Della Germania e della Merkel.
Non essendo in grado di risanare l’Italia (anzi, peggiorandone i conti aumentando la spesa pubblica e le tasse) spera che il pil della Germania scenda più del nostro.
E ieri poco mancava che facesse la ola quando ha parlato della crisi che investe tutti.
Mal comune …

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I racconti fantastici del piccolo Renzi

I giornali radio di ieri hanno riportato le parole di Renzi intervistato su rai3.
Il boy scout che si crede Napoleone avrebbe affermato che lui le tasse le ha già diminuite, non aumentate.
Devo quindi supporre che alla sera, per farlo addormentare felice, gli raccontino le favole in cui la casa non è tassata, i risparmi sono tassati poco poco e non al 26% dal 1° luglio scorso (chissà chi c’era presidente del consiglio ?) e i rifiuti vengano smaltiti gratuitamente.
L’aspetto che è a mezzo tra il grottesco e il tragico è che nessun “giornalista” abbia ricordato “di che lacrime grondi e di che sangue” il fisco renziano.

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La ripresa secondo Renzi

Il 6 agosto 2014 la borsa ha perso il 2,70% e lo spread è aumentato del 7,55%.
Da 21885 punti del 3 luglio, agli odierni 19510 punti: un ribasso del 10,85% in soli 29 giorni borsistici.
Renzi sì, che sa cosa sia una ripresa !

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Al peggio non c’è mai fine

Nel giorno in cui ci viene comunicato che siamo campioni del mondo per la tassazione reale (54%) e dopo che abbiamo saputo che il 70% di chi chiede di rateizzare il pagamento delle tasse, non essendo in grado di provvedervi in una unica soluzione, ha meno di cinque mila euro di debito, ecco la prima uscita pubblica del rimpiazzo di Befera come capo gabelliere.
La signora Rossella Orlandi, di cui avevo letto essere stata collaboratrice del ministro delle finanze Visco nell’ultimo governo Prodi (e non è un bel biglietto da visita !) avrebbe infatti dichiarato che siamo un Paese dove chi evade poi si aspetta l’assoluzione. La matrice cattolica di questo paese poi spinge chi evade a credere che poi arriverà uno scudo o un condono.
Insomma, la colpa è della religione (ne ha tante, soprattutto da un anno a questa parte, ma sul fisco, proprio …) non di chi impone una tassazione bestiale che si trasforma in una rapina costante ed alimenta la legittima reazione dei tartassati.
Se credevamo di aver toccato il fondo con Attilio Befera, dobbiamo inchinarci alla saggezza popolare che ci dice che al peggio non c’è mai fine.

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La sinistra partito della spesa e delle tasse

La giunta regionale dell’Emilia Romagna è dimissionaria con il suo presidente Vasco Errani.
Non ha però finito di fare danni.
Una revisione dell’aliquota irpef regionale architettata in modo da ridurla sui redditi inferiori ai quarantamila euro, recuperando da quelli superiori a tale cifra per arrivare ai medesimi introiti.
Una politica smaccatamente comunista che, invece di tagliare le spese, pur di continuare a spendere opera una discriminazione che porta solo ad un livellamento verso il basso.
Perchè mai chi guadagna a cavallo o poco più dei quaranta mila euro, dovrebbe darsi da fare, aumentando la sua produttività, per vedersi espropriato dalle tasse, quanto guadagnato  ?
Poi qualcuno si domanda perchè il PIL in Italia non cresce …

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Il Grande Scippo




«… e già la Commaraccia secca de strada Giulia arza er rampino» (Gioachino Belli)

Odio l’estate; anzi no, la amo anche troppo. Ma so bene che purtroppo, tra un tuffo in mare e l’altro, è la stagione nella quale chi sta sulla torre di controllo, ha tempo e modo di organizzare qualche nefandezza a nostro detrimento. I Mondiali di calcio, a questo proposito sono un’ottima arma di distrazione di massa. L’articolo di Zero Hedge segnalatomi in precedenza da Silvio e ora anche  tradotto in Italiano tramite il sito Comedonchisciotte, già ripreso da più siti online, parla chiaro: è in atto un Grande Scippo su scala planetaria. “Socialismo globale”, lo chiama l’autore. Un socialismo grottesco alla Superciuk, il fumetto di Bunker & Magnus nel quale uno spazzino rubava ai poveracci per dare ai ricconi. Ottime informazioni che ovviamente non verranno mai riprese dalla nostra vergognosa e omertosa stampa, preoccupata solo di montare scandali a sfondo sessuale. L’unico errore di analisi che imputo all’articolo è non aver “americanamente” compreso che il “socialismo” e “capitalismo finanziario” non sono affatto in antagonismo né oggi né in passato. Essi si nutrono l’uno dell’altro e ne sono ad un tempo il complemento e il necessario contraltare, in un’incessante dialettica degli opposti che si ricongiunge in simbiosi. “Ben lungi dall’opporsi alle rivoluzioni, la grande finanza e la grande banca le hanno spesso sorrette” (…) ,”Gli storici conoscono, tra l’altro, il dispaccio, partito da Stoccolma il 21 settembre del 1917 e indirizzato a Trotzkij, con cui la banca Warburg (i cui padroni erano imparentati con Jacob Schiff e associati a lui in affari) comunicava di avere depositato sulle banche svedesi una grande somma per le spese dei rivoltosi”. Questi ed altri episodi sono stati rievocati, con precisione e con ampiezza, anche da Solzenicyn nel suo “Lenin a Zurigo” – scrive Vittorio Messori in un memorabile articolo dal titolo “Capitalismo e comunismo” che consiglio di leggere, rileggere e meditarvi sopra.
Ecco dunque il pezzo da Zero Hedge che va letto per le informazioni che offre (tutte allarmanti per i nostri destini!) . Ovviamente la nostra carta stampata e i media mainstream tacciono, coprono e acconsentono a questa rapina internazionale senza precedenti. E’ troppo!

FMI: E’ CHRISTINE LAGARDE LA DONNA PIU’ PERICOLOSA DEL MONDO?

di Tyler Durden

Per ridurre l’enorme debito nazionale, l’FMI spiega ai governi che hanno il diritto di requisire direttamente i risparmi dei cittadini. Non importa che si tratti di pensioni, di risparmi, di assicurazioni o di immobili, basterà buttare i default statali sulle spalle dei cittadini. Non c’è nessuno che si stia preoccupando di dare uno sguardo alla struttura in sé – per quello che è realmente – e che, per questo motivo, non potrà mai funzionare.

Il loro socialismo non serve per aiutare i poveri contro i ricchi, ma per aiutare il governo contro il popolo. Hanno cambiato il significato alle parole.

Sono andato a guardarmi i verbali e mi sembra che di questi tempi l’organizzazione più pericolosa in circolazione sia il FMI, al cui timone è la francese Christine Lagarde, che ha presentato un’agenda di tagli del debito – per gli Stati ultra-indebitati – che, se implementati, potrebbero compromettere effettivamente il futuro delle persone, provocando sbilanciamenti sui conti per le pensioni basati sulle assicurazioni vita, sui fondi comuni e su altri tipi di regimi pensionistici e comunque, propone di estendere arbitrariamente la scadenza del debito in modo da non poterlo riscattare. Sì, avete letto bene, l’ultimo documento del FMI descrive in dettaglio esattamente come d’ora in poi si può autorizzare l’espropriazione dei beni del settore privato e di chi ha investito in titoli di Stato, per pagare i debiti nazionali di governi socialisti.
Ho sentito svolazzare anche un’idea, che dovrebbe essere ancora scritta a matita, sul debito nazionale degli Stati Uniti che si potrebbe facilmente compensare requisendo tutti i fondi pensione del paese. Qui c’è un progetto straordinario che butta a mare qualsiasi congettura fatta finora sull’acquisto di titoli di stato. Il documento di lavoro del FMI datato dicembre 2013 afferma coraggiosamente:
Fare un distinguo tra debito estero e debito interno può essere molto importante. Il Debito interno, emesso in valuta nazionale, può offrire molte più possibilità in un default parziale di quelle che offre il debito in moneta estera – denominato appunto debito estero. Si è già parlato di Repressione finanziaria: i governi possono spalmare il debito su fondi delle pensioni locali fondi e su compagnie di assicurazione, costringendoli per legge ad accettare tassi di rendimento molto più bassi di quelli che potrebbe ricavare facendo altri tipi di investimenti. “
( pag. 8 : IMF-Sovereign-Debt-Crisis)

Già nel mese di ottobre del 2013, il Fondo Monetario Internazionale, ha consigliato di gestire la crisi dell’euro aumentando le tasse. Il FMI ha fatto pressioni per imporre una tassa sulla proprietà in Europa, da esigere dai paesi in cui non esiste ancora questo tipo di tassazione. Il FMI ha spinto per una “tassa sul debito”generalizzata per un importo del 10% per ogni famiglia della zona euro, anche su quelle famiglie che dispongono solo di modesti risparmi.

La gente è cieca….(leggi tutto)


                                          Altra lettura sul tema: FMI, peggio della Nato

 

 
 
 

Consigli per i risparmi

Da ieri Renzi ha aumentato anche la tassazione sui risparmi: dal 20 al 26%.
Neppure la Camusso aveva osato tanto, fermandosi a richiedere il 25% .
Stampa di regime e televisione di stato, si affannano a ricordare che per i titoli di stato come bot e btp, la tassazione è ancora ferma al 12,5%.
Una macroscopica disparità nei confronti dei titoli obbligazionari emessi dalle aziende private che pagano il 26%, ma lo stato, per alimentare il suo debito, mantiene la tassazione agevolata.
Ma se un risparmiatore non vuole alimentare con i suoi soldi il debito pubblico e non vuole finanziare questo stato che meriterebbe solo di fallire, può riuscirci senza rimetterci ?
Certamente.
Ci sono ottimi titoli emessi da organismi internazionali come la BEI che offrono rendimenti tassati al 12,50% come i titoli di stato.
Ovviamente sono rendimenti già di loro bassi, perchè sono titoli “sicuri” (per quanto possano esserlo TUTTI i titoli azionari e obbligazionari).
Se uno vuole però alzare il livello di rischio e quello di rendimento, anche con un 7 – 8 %, può, sempre restando sui titoli BEI tassati al 12,50%, acquistare quelli in valute come la lira turca (TRY) o il rand sudafricano (ZAR).

La guerra contro Renzi si combatte anche evitando di finanziarlo, sia pur indirettamente e non partecipando ad alimentare il debito pubblico italiano.



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Destra e sinistra. La differenza

E’ notizia dei giorni scorsi che in Spagna il Governo di Centro Destra di Mariano Rajoy ha tagliato le tasse come da tabella pubblicata da Libero e qui riprodotta per scansione.
Il governo italiano del putto fiorentino, invece, si è agitato assieme ad altri socialisti europei per ottenere dalla Merkel il permesso di spendere di più.
In Italia Renzi, invece di tagliare le tasse, aumenta la spesa che, ovviamente, dovrà essere rimborsata e, quindi, imporrà più tasse di ogni genere.
E che a sinistra non manchi la fantasia e la perfidia, lo si vede ogni giorno, dal biglietto a pagamento per entrare nei musei per gli ultrasessanticinquenni (che così non hanno avuto gli 80 euro e devono anche pagarsi i biglietti dei musei) alla tassa, aumentata del 500% !!!, su smartphone e tablet.
Per non ricordare la tassa sulla casa, la rapina sui risparmi dal 1° luglio al 26%, l’aumento del bollo e tutto il resto dell’armamentario tradizionale comunista in materia di accanimento fiscale che pensa solo a violentare l’Individuo per renderlo schiavo di uno stato inefficiente e prepotente.
Qualcuno, andando oltre una canzonetta, sostiene che non esistano più Destra e sinistra.
Invece esistono, eccome.
Le differenze sono tangibili in ogni aspetto della nostra vita politica, sociale ed economica.
Temi etici (droga, omosessualità, Famiglia, procreazione, diritto alla Vita), temi politici (presidenzialismo, federalismo), temi economici (tasse e spesa pubblica), temi sociali (immigrazione, giustizia) vedono tutti Destra e sinistra sulle parti opposte della barricata e ci dicono che il confine tra Destra e sinistra esiste e si allarga sempre più.
E non ho alcun dubbio che sono le scelte di Destra ad essere quelle migliori per i cittadini e per l’intero Popolo Italiano.
Occorre un interprete che sappia dare voce alle aspirazioni di una maggioranza che, oggi, si rifugia sempre più nell’astensionismo autolesionista perchè lascia campo libero al peggio del peggio, incarnato da Renzi.


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