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Il ritorno dei predatori europei

La vittoria di Micron in Francia ha ridato fiato e coraggio ai soliti predatori dei beni altrui.
Possiamo così leggere che il soviet prepara la stangata sugli Italiani.
Possiamo anche immaginare che, per ora, se ne parli e che Renzi e Gentiloni, con il loro codazzo di adulatori, faranno una campagna elettorale nel nome del “abbiamo diminuito le tasse”, salvo poi rifilarci la fregatura “a babbo morto”, dopo il voto, quando avranno cinque anni di governo davanti SE noi Italiani saremo così stolti da votarli.

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Manipolazione mediatica

E’ un gran parlare di fake news e i servi della congrega finanziaria, impugnando una penna “ufficiale”, certificano o comunque cercano di accreditare il web come luogo esclusivo in cui si creano.
Così la polemica sui vaccini diventa un modo per demonizzare il web dove verrebbero pubblicate ogni sorta di “informazioni” fasulle.

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Se ci riesce ritiro tutto

Ascoltando le trasmissioni che inneggiano al nuovo dio del politicamente corrotto, il Micron che ha vinto le elezioni francesi, ho scoperto che il suddetto avrebbe promesso di :
– ridurre la spesa pubblica di 60 miliardi di euro in cinque anni;
– ridurre il debito pubblico sotto il 3% già nel 2018;
– ridurre il personale pubblico di 120mila unità;
– ridurre le tasse.

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Imparare da Trump

Il taglio delle tasse annunciato da Trump è persino più epocale di quello di Reagan.
Ovviamente non so se gli consentiranno di realizzarlo, così come gli hanno buttato tra i piedi i magistrati per impedirgli una seria politica antimmigrazionista, la CIA per impedirgli di proseguire negli accordi con Putin e i parlamentari del suo stesso partito per ribaltare la sanità di Obama, immagino che cercheranno qualcosa per bloccargli il programma sulle tasse.

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Lezione di dignità

Il voto, secco e netto, con il quale i lavoratori dell’Alitalia hanno bocciato l’accordo raggiunto da sindacati, proprietà e governo è, forse inconsapevolmente, una lezione di dignità all’Italia e al mondo intero.
L’accordo si basava su un passo indietro a livello retributivo e normativo, sulla perdita di un migliaio di posti di lavoro per conservare una proprietà, un management e sindacati che sono i veri responsabili della crisi, senza peraltro un progetto industriale che desse un orizzonte di certezze dopo tanti sacrifici.

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Il flip flop di Padoan

Ogni giorno Padoan, ministro dell’economia, smentisce quello che ipotizzato il giorno prima.
Abbiamo una sola certezza: stanno cercando dove mettere le mani per depredarci dei nostro redditi, risparmi, proprietà.
Il tutto mentre spendono quattro miliardi e seicento milioni di euro (al netto del contributo dell’unione sovietica europea !!!) per i clandestini.

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Tasse e spesa pubblica binomio inscindibile

Chi si propone di aumentare la spesa pubblica con la scusa di “stimoli” per l’economia o di interventi assistenziali, punta in realtà ad usare i nostri soldi che vuole sottrarci con le tasse.
Perchè ogni spesa pubblica si fonda sul denaro che viene depredato ai cittadini con le tasse.
Niente tasse, niente spesa pubblica, ma solo interventi volontari, liberali, di privati.

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Reddito di inclusione

Uno dei provvedimenti che Gentiloni si appunta all’occhiello è il cosiddetto “reddito di inclusione.
Si tratta di denaro proveniente dalle tasse degli Italiani (perchè non viene prelevato dai conti di Gentiloni o di Renzi !) e destinato a fornire una sussistenza a chi vive al di sotto del livello di povertà.

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Non crediamo a Gentiloni (e a Renzi)

Con la complicità della stampa (perchè chi diffonde la propaganda del governo non può che esserne complice) si cerca di accreditare la storia per cui non si sono aumentate le tasse ma, anzi, si è avviato il risanamento.
Ci aveva provato anche Renzi promettendo a destra e a manca mancette di ogni genere.

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Ci tassano anche i sogni

Il documento di programmazione economica che il governo ha, con il rullo dei tamburi della stampa serva, diffuso, rappresenta il più classico degli inganni elettorali per sprovveduti.
Come tutti i governi, anche Gentiloni straparla su quel che rappresenta l’idilliaco mondo dell’impossibile e tace su una realtà che, per uno stato pesantemente indebitato, significa non avere soldi da spendere.

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