Hanno di nuovo nel mirino i nostri risparmi

Pietro Grasso, ex magistrato e auspicabilmente prossimo ex presidente del senato, si è messo in testa di capeggiare una lista della sua area politica del cuore, l’estrema sinistra.
In un momento di lucidità ha compreso che gli invasati sproloqui dei suoi compagni di strada e, in particolare, della sua degna dirimpettaia di scranno alla camera bassa, non portano nulla di buono e, anzi, allontanano gli elettori.
Allora ha avuto una alzata di ingegno:  parlo anch’io di tasse.
Peccato per lui (e per noi) che i suoi consigliori siano fatti dello stesso stampo di tutti quelli di sinistra, cioè che intendono le tasse solo come prendere e mai come restituire.
Così mentre il Centro Destra illustra progetti come la flat tax per ridurre drasticamente l’imposizione fiscale, quando persino i grillini parlano di tasse troppo alte (salvo poi proporre progetti che implicherebbero una stangata fiscale su tutti noi) e Renzi, con la faccia tosta che si ritrova, blatera sulle sue riduzioni di tasse, ecco che a Grasso fanno dire che bisogna intervenire sulle rendite finanziarie (sì, quelle sulle quali intervenne Renzi, per portare la imposizione al record del 26%).
Quale sarebbe la genialata di Grasso e compagni ?
Applicare un’aliquota progressiva.
Così chi più risparmia, più paga.
Geniale !
Eppure non è la loro costituzione più bella del mondo, quella nata dalla resistenza antifassista, che all’articolo 47 ammonisce, con tutta la solennità di cui è capace che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” ?
Già, begli incoraggiamenti quelli di aumentare le tasse sui risparmi o far pagare di più chi più risparmia !
Sono incoraggiamenti uguali alla tutela esercitata per sorvegliare le proposte finanziarie formulate ai risparmiatori.
Meglio che i comunisti continuino a pensare all’antifascismo, fanno meno danni.

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Coperture fiscali

Una delle accuse che viene sistematicamente mossa al programma del Centro Destra è che sarebbe troppo costoso e non ci sono le coperture.
Poi arriva il presidente di quella Confindustria che tramite il Sole 24 Ore è la capofila dei “non si può” e tira la volata ai cattocomunisti con cui evidentemente fa buoni affari e spara un piano dal costo di 250 miliardi in cinque anni.
Praticamente il doppio di quanto verrebbe a costare l’abolizione tout court della Fornero e il programma di tutto il Centro Destra.
Dubito che i suoi giornalisti, così zelanti a fare la punta agli aghi sulle proposte del Centro Destra, metteranno in campo altrettanta pignoleria nei confronti di chi paga loro lo stipendio.
Allora è evidente che il problema non sono le coperture, ma quello che si vuol fare.
La questione si sposta dal prosaico piano dei numeri, a quello filosofico del “cosa vogliamo”.
Cosa vogliamo dal Benessere del nostro sistema politico ?
Cosa vogliamo da uno stato che ci depreda del 50% dei nostri redditi e risparmi ?
Cosa vogliamo per essere felici ?
Sì, perchè è giusto guardare ai bilanci, guardare alla produttività, guardare all’incremento del pil, ma se tutto questo non si traduce nella possibilità di godersi la vita, allora a cosa serve ?
Non serve a nulla avere maggiore produttività se poi viene utilizzata per pretendere risultati ancora maggiori (leggetevi le presentazioni dei bilanci consuntivi e previsionali delle grandi aziende e tutte vi proporranno un triennio futuro con maggiori ricavi, maggiori dividendi e minori costi, senza alcun paragrafo per i sacrifici che occorrono per ottenerli).
Allora meglio porsi mete meno ambiziose (sulla pelle altrui !) e garantire ai cittadini la possibilità di una maggior periodo da dedicare ai propri interessi e alle proprie passioni.
E si scopre, grazie al capofila degli industriali, che costerebbe anche meno.

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Uomini e sudditi

Per quanto dica e mi dica di non ascoltare o guardare i programmi di informazione faziosa che ci propinano i media di regime, è difficile cambiare abitudine, così al pomeriggio, tornando a casa, accendo la televisione per guardare/ascoltare Sky tg 24 Economia.
Alcuni giorni fa era ospite, dopo lunga assenza, uno degli economisti di punta della Lega, Armando Siri, per parlare, al solito, del programma economico del Centro Destra (nella fattispecie la minaccia di dazi sollevata da Salvini a difesa dei nostri prodotti agricoli).
Facendo finta di essere imparziali, il telegiornale di Murdoch ha invitato un senatore comunista (in passato ospite fisso a difesa delle posizioni governative) e, come “imparziali” un universitario e un giornalista.
In realtà era il più classico tre contro uno, dove l’universitario e il giornalista ammantavano di una inesistente obiettività la loro visione faziosa.
Ma Siri ha difeso bene le posizioni e, nonostante i reiterati tentativi del conduttore di parlargli sopra, è riuscito anche a far capire le intenzioni della Lega.
Divertente l’atteggiamento del senatore comunista che, imperterrito, continuava a dire che non si può fare questo, non si può fare quello, perchè ? Perchè no, perchè non è materia sulla quale possa disporre un governo italiano essendo demandata all’europa, quel Moloch che sta divorando tutta la nostra Sovranità.
Mi dispiace che Siri non abbia evidenziato quell’atteggiamento spocchioso e codardo (spocchioso contro noi Italiani e codardo verso i burocrati di Bruxelles) di uno con la tipica mentalità da suddito.
Perchè non è vero che “non si può”, perchè come abbiamo rinunciato alla nostra Sovranità, così possiamo riprendercela nel nostro stesso interesse.
Per farlo, però, ci vogliono degli Uomini, non dei sudditi.

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E osano chiamarla "democrazia"

Ieri tutti i giornali hanno riportato che alcuni fondi di investimento stranieri stanno speculando contro l’Italia.
Pare che siano pronti a vendere fino a dieci miliardi del mercato azionario nazionale, scommettendo, dicono loro, sull’instabilità.
Gli stessi quotidiani che riportano la notizia, tranne i tre o quattro di area Centro Destra, però poi fomentano quell’idea dell’instabilità riportando sondaggi e proiezioni di seggi con commenti a dir poco allucinanti.
Il Centro Destra è avanti, anche solo con una parte dei seggi classificati “in bilico” otterrebbe la maggioranza assoluta, ma quei giornali e quei telegiornali fanno a gara per martellare lettori, ascoltatori e spettatori annunciando l’impossibilità di formare un nuovo governo, incentivando così la speculazione dei rapaci fondi esteri.
Una speculazione che ricorda tanto quel che accadde nel 2011 quando la Deutsche Bank e altri istituti tedeschi, obbedirono all’ordine della Merkel di vendere i titoli di stato italiani per mettere in crisi, come riuscirono con la scusa dello spread, Berlusconi e sostituirlo con il ben più domestico Monti.
Con la complicità della sinistra italiana che nulla fece per sostenere il governo oggetto di un attacco dall’estero.
Quei signori che cercano di alterare la legittima espressione di voto degli Italiani con l’uso di inchieste e cavilli giuridici, con la propaganda svolta dalle colonne di quotidiani un tempo blasonati e con spregiudicate operazioni speculative unicamente finanziarie, dicono di rappresentare la democrazia.
E hanno pure la faccia di bronzo per chiamare tutto ciò “democrazia”.
Sconfiggere i loro alleati italiani raccolti intorno al pci/pds/ds/pd è sconfiggere la loro arroganza e riprendere nelle nostre mani il nostro futuro, come hanno fatto gli Inglesi con la Brexit.

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Uno spettro si aggira per l’europa

Salvini fa paura.
Non certo a me e non perchè sia una “minaccia per la democrazia“, ma perchè ha in mano le carte per sbugiardare tutti i Soloni dell’unione sovietica europea, dimostrando che “un’altra economia è possibile” ma, soprattutto, la flat tax è giusta.
Gli stessi Soloni che avevano riso e deriso Trump e oggi devono masticare amaro per il successo che ha il suo piano di riduzione delle tasse, temono che con Salvini al governo possano nuovamente venire smentiti dai fatti, dimostrando che la loro non è una elaborazione intellettuale dei sistemi economici, bensì una ben più prosaica obbedienza al padrone, cioè alle consorterie affaristico finanziarie che hanno tutto l’interesse a lasciarci nella linea di confine tra benessere e sofferenza.
Lo spettro che si aggira per l’europa, oggi, è la flat tax, cioè una nuova concezione di intendere il rapporto tra stato e cittadino, per restituire ai singoli Individui una parte del tanto che è stato sottratto con destrezza in decenni di sempre maggiore invasività dello stato.
Stato che, poi, continua a tener bordone alle consorterie finanziarie, come accade con le tariffe telefoniche che, quando le bollette furono portate a ventotto giorni, quindi aggiungendo un tredicesimo mese, si sgolarono per dire che “la tariffa rimaneva uguale” (già, però aumentava il numero delle volte che la si pagava) e adesso, adeguandosi ad una legge che ha lasciato un portone aperto, si sgolano a comunicarci che “il costo annuale rimane invariato”, giustificando in questo modo l’aumento delle singole bollette di ben l’8,86%.
E il governo di Gentiloni e Renzi cosa fa ?
Nulla.
E Renzi resta a guardare, avrebbe titolato Cronin.
Allora la flat tax è quella che ci vuole per restituire qualcosa a tutti noi, facendo fare una bella cura dimagrante allo stato ipertrofico ed è lo spettro che terrorizza i burocrati di stato e dell’unione sovietica europea: non sia mai che funzioni e, allora, non avranno più bisogno di noi ?

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Perchè Trump ha ragione anche sui dazi

Se io, Italiano, ho una fabbrica di tondini di ferro, oltre alla qualità, superiore come in tutte le cose che realizziamo noi Italiani, ho anche degli obblighi (la paga base contrattuale, le ferie pagate, le malattie pagate, le norme ambientali e di sicurezza degli impianti) che mi impongono di vendere il mio tondino ad un prezzo che comprenda e mi ripaghi di tutti quei costi.
Se arrivano dalla Cina tondini di ferro a prezzo inferiore, io esco dal mercato, chiudo, fallisco e mando a spasso tutti i miei operai.
Ma il ferro è sempre lo stesso, come il tondino, il problema è che i cinesi, con il regime che hanno, impongono agli operai di lavorare in cambio di un pugno di riso, in ambienti la cui sicurezza non è ai livelli dei nostri, con un inquinamento atmosferico che cede alle esigenze dell’economia comunista, con contratti decisi dal partito, senza ferie o malattie pagate.
Tanti, tanti costi in meno.
Uno squilibrio che il mio governo dovrebbe pareggiare con i dazi.
Perchè il Mercato funzioni, la concorrenza deve essere paritaria, se io sono oppresso da leggi e norme che aumentano i miei costi, il minimo è imporre al materiale di importazione una tassa che ne riequilibri i costi, così torna ad essere prevalente la qualità del prodotto.
Senza contare che, tra l’altro, è moralmente discutibile accettare lo squilibrio perchè avalla le politiche sindacali dei regimi dittatoriali come quelli comunisti, l’oppressione degli operai, l’inquinamento ambientale e la scarsa sicurezza dei luoghi di lavoro.
Evitare di riequilibrare i costi significa favorire quelle pratiche sindacali sbagliate e danneggiare le nostre.
Significa, come unica alternativa, applicare anche da noi i loro sistemi, riportandoci indietro di tre secoli.
Trump, con i dazi, vuole semplicemente tutelare il lavoro degli Stati Uniti e le conquiste sindacali e del lavoro.
Invece di appiattirci sulle posizioni della Merkel e di Micron, noi dovremmo prendere esempio da Trump e agire di conseguenza a difesa della italianità dei prodotti, la cui qualità non ha rivali al mondo.

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L’inganno dell’europa

Grazie ai compiacenti e servili megafoni dei media, l’unione sovietica europea, dietro alla quale si celano le consorterie affaristico e finanziarie prive di scrupoli, valori e principi e preoccupate solo di arricchirsi a prescindere dai danni che compiono, si millanta l’europa come il Bengodi della Civiltà, contrapposta ai biechi “populisti” che sono anche Nazionalisti.
Come se il Nazionalismo fosse un difetto e non quella grandissima virtù per la quale migliaia di persone hanno donato la loro vita (e non mi risulta che ci sia qualcuno che abbia sacrificato la sua vita per l’unione sovietica europea, tanto da rendere attualissimo il detto che se uno non è disposto a morire per le sue idee o non vale nulla lui o non valgono nulla le sue idee: i Nazionalisti sono morti per le proprie idee, nessun europeista lo ha fatto).
Le ultime due uscite pro europa sono sintomatiche di una propaganda ingannatrice dei cittadini.
E’ stata strombazzata la decisione di Bruxelles di imporre una tassa (non arrivano oltre a vietare, sanzionare e tassare !) sulla plastica.
La motivazione è di quelle che fanno spuntare una lacrimuccia da coccodrillo, i telegiornali ci hanno mostrato tartarughe soffocate nel mare per aver inghiottito plastica, spiagge deturpate dalle bottiglie di acqua vuote e i quotidiani hanno riportato l’ormai orchitica fotografia del cavalluccio marino che ha in bocca uno di quei bastoncini per pulirsi le orecchie.
Com’è brava questa europa che si preoccupa di limitare l’uso della plastica !
Poi si scopre che sì. “è anche per fare cassa“, in previsione della perdita, nel bilancio europeo, dei dodici miliardi che versava il Regno Uniti che si avvia felicemente a riconquistare la sua Sovranità Nazionalista.
Tagliare le spese non è proprio venuto in mente a quei Soloni di Bruxelles, perchè avrebbero dovuto cominciare con le loro immeritate prebende, allora cosa fanno ?
Fanno pagare noi cittadini, con l’ennesima tassa che si aggiunge (non che si sostituisce !) a quelle nazionali.
Naturalmente il tutto condito da un mieloso buonismo per ingannare i più creduloni.
La seconda vicenda che in questi giorni viene propagandata come una grande iniziativa a beneficio dei cittadini è il divieto alle commissioni sull’uso delle carte di credito e la riduzione della franchigia per i rimborsi sugli usi fraudolenti (il tutto sotto il nome di PSD2 che sembra quasi una loggia segreta …).
Ah, che bello !
Come sono buoni loro che tagliano le unghie alle banche !
Ma credete davvero che sia così ?
Quella è la facciata e i pochi che avevano carte con commissioni rilevanti e i pochissimi che si facevano beffare dai ladri di bancomat, potranno ottenere rimborsi e risparmiare qualcosina.
Ma non saranno le banche a pagare, perchè sarà sufficiente che si aumenti, anche di un euro, la commissione annuale per il rilascio e il possesso della carta/bancomat, ed ecco che, ripartendo il costo sui milioni di utilizzatori, a pagare non sono più le banche (che magari aumenteranno con quella scusa i ricavi) ma tutti i cittadini.
Una partita di giro unicamente per alimentare la propaganda europeista.
Un inganno, insomma.
L’inganno dell’europa.

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Abolire la Fornero

Intesa come legge (non che la persona sia particolarmente gradevole, peraltro …).
Alla proposta di Salvini, si agitano le vestali delle tasse: costa troppo !
Poi ci dicono, come se avessimo l’anello al naso al pari di chi presta loro attenzione, che sono ben 350 miliardi in … 40 anni !!!
In 40 anni ?
Già, in 40 anni, cioè poco più di otto miliardi l’anno, la metà della cifra che viene sperperata per rispettare le “clausole di salvaguardia” imposte dall’unione sovietica europea, pari al costo dell’aumento di stipendio ai dipendenti di quell’azienda fallimentare che è lo stato, il costo di quattro anni di “accoglienza” (che Bergoglio si guarda bene dal rimborsarci e la Boldrini dal pagarla di tasca sua).
E quanto bene farebbe ?
Gli Italiani potrebbero andare in pensione prima, quando ancora da un lato possono godersela e, dall’altro, contribuire con la propria attività alla gestione della famiglia.
Si aprirebbero nuovi posti per i giovani che darebbero inevitabilmente maggior impulso produttivo e ci affrancheremmo dai despoti di Bruxelles e dai loro modelli matematici.
Perchè non si potrebbe fare ?
Abbiamo un bilancio di spesa annuale di quasi 900 miliardi, di cui gli 8 per l’abolizione della Fornero rappresenterebbero meno dell’1 per cento.
Possibile che non si riesca a trovare spazio in un simile, mostruoso bilancio per una voce che ne rappresenterebbe meno dell’1 per cento ?
No, non è possibile, è solo una scusa dei professionisti della disinformazione la cui linea è ormai consolidata: creare angoscia per limitare le perdite del pci/pds/ds/pd e obbligare Forza Italia all’inciucio infame.
Votiamo Lega o Fratelli d’Italia e aboliremo la Fornero, impedendo il governo contro natura tra forzisti e cattocomunisti.

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Trump riforma e riduce le tasse

Mentre la sinistra si trastulla con la fake news del cosiddetto “Russiagate” (e cosa dovrebbe fare uno eletto Presidente degli Stati Uniti se non cercare un accordo con Putin nemico del suo nemico Obama, quindi suo amico ?) Trump mette a segno la riforma fiscale con una drastica riduzione delle tasse per imprese e persone fisiche.
Non siamo ancora alla flat tax che auspicherei, ma gli Stati Uniti sono comunque incamminati sulla strada virtuosa dell’allontanamento delle rapaci mani statali (là sono “federali”, un po’ come quelle adunche di Bruxelles) dalla vita e, soprattutto, dalle tasche dei (fortunati e bravi per aver eletto Trump invece della vecchia babbiona) cittadini americani.
Mentre da noi, ancora ieri, la Camusso, segretario di un sindacato fermo al XIX secolo, blaterava che “i soldi ci sono” “basta andarli a prendere”, praticamente istigando alla rapina resa legale (ma non legittima) da una legge fiscale contro i redditi che lei ritiene “alti” (presumibilmente, visti i limiti dei famigerati 80 auro di Renzi, sono considerati “ricchi” tutti quelli che percepiscono più di 26mila euro lordi all’anno e non hanno case di proprietà ...), negli Stati Uniti piantano saldamente le radici nel terzo millennio, superando lo stato onnivoro e omnipresente.
Poi ci domandiamo perchè là il pil cresce del 3% e qui, a fatica, si supera l’1% ? 

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I predoni dei nostri soldi non si riposano mai

Ormai è una costante.
La sinistra al governo si arrovella per depredarci sempre di più dei nostri soldi con le motivazioni più disparate, dall’aiuto ai “poveri” (così rende poveri anche noi) fino all’accoglienza ai clandestini (così ci sostituiscono sulla nostra terra).
Anche la manovra in corso di approvazione non fa eccezione.
Per mesi avevano blaterato per una manovra che, obbligata a spendere la gran parte delle risorse per evitare le clausole di salvaguardia, avrebbe dovuto concentrarsi su uno, due aspetti finalizzati a promuovere la produttività e stimolare i consumi.
E c’è un sistema molto semplice: restituire ai cittadini i soldi finora sottratti con le tasse.
Abolire, ad esempio, l’imu sulle seconde , terze, decime, centesime case che non producono reddito.
Riportare al 10% la tassazione sui risparmi.
Applicare una flat tax al 15% sui redditi.
E, nel contempo, far pagare il costo effettivo dei servizi forniti, privatizzandoli e quindi liberarsi della costosa, inefficiente invasività statalista.
Hanno preferito la strada opposta.
Aumentare l’intervento dello stato, aumentare i dipendenti pubblici ed aumentarne gli stipendi.
Come se, tanto per fare un esempio molto di moda, il Monte dei Paschi di Siena (ora di Stato), avesse risposto ad una situazione di cronica crisi con l’assunzione di nuovi dipendenti e l’aumento degli stipendi.
Hanno preferito ignorare il problema delle pensioni con la foglia di fico di esentare dall’aumento dell’età pensionistica in relazione alla aspettativa di vita, quindici categorie (circa ventimila lavoratori su venti milioni !) come se fossero gli unici a svolgere un lavoro usurante, mentre gli altri beneficiassero del lavoro come di una vacanza in una spa.
E quindi distribuire poco a tanti, con l’abituale limite reddituale, così che abbiamo una larga fascia di Italiani esclusa completamente da ogni beneficio e alla quale viene solo chiesto di pagare per l’utilità del prossimo, con il conseguente progressivo depauperamento, così da renderci tutti uguali, nella povertà.
E i cattocomunisti nostrani, che evidentemente hanno nella Cuba castrista il loro modello, si stanno facendo riconoscere in tutto il mondo, essendo i principali fautori di quella “web tax” che vorrebbe ribaltare ogni concetto fiscale, per colpire non il guadagno, ma il ricavo di un’azienda: una autentica aberrazione concettuale, degna di talebani della povertà generalizzata.
Gli stessi che si riempiono la bocca con la norma che dovrebbe riportare la fatturazione delle bollette a dodici mesi, ma che non impedirebbe certo di aumentarle: una presa in giro assoluta.
I predoni dei nostri soldi non si riposano mai.

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