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L’Apocalisse secondo Jean Raspail

Molti sul web e pure su questo blog l’hanno già letto e consigliato. Non è un romanzo d’evasione da leggere tranquillamente sotto l’ombrellone, ma è stupefacente e ben scritto, pur nello scenario inquietante e distopico che descrive. Parlo del libro di Jean Raspail “Il Campo dei Santi” (Le Camp des Saints), un libro corale e polifonico a più protagonisti, scritto nel 1973 ma che si ambienta più avanti, negli anni ’90.

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Terra e Mare, rilettura di un classico

Che cos’è un classico? Forse, un libro che non finisce mai di suggerirci qualcosa. “Terra e mare” di Carl Schmitt è un saggetto in formato tascabile della Adelphi, adatto da portare in vacanza e tenere sul comodino. Il suo autore lo pubblicò nientemeno che nel 1942, dedicandolo alla propria figlia di nome Anima.…

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Il lascito di Ida Magli

Ora che è finita la ridondante umbertiade dedicata a uno degli intellettuali più tromboni e  organici al regime,  dove si sono sentite scempiaggini come quella di Ovadia il quale pretende che Dio sopporti i credenti  ma  che prediliga decisamente gli atei alla Eco,  parlo,  come mi ero ripromessa,  della grande Ida Magli scomparsa il 21 febbraio  e di come abbia influenzato il nostro pensiero divergente contro la Ue.La Magli scrisse nel ’98 un libro dal titolo emblematico “Contro l’Europa”.…
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L’Albione del Leviatano

Le vacanze natalizie offrono il pretesto per lunghe letture e meditazioni. Ho finito di leggere un vecchio  saggio, “Terra e mare” di Carl Schmitt e in esso si trovano molti spunti interessanti di quella “rivoluzione spaziale planetaria” che  a partire dal periodo elisabettiano si è protratta fino ai nostri giorni, continuando con l’attuale globalizzazione.
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L’ ARCHITETTURA ANTIFASCISTA

Stamane, parlando del grande Piacentini, mi è venuto in mente quel simpaticone di Aldo Rossi e quella orrendata del Monumento di Via Croce Rossa a Milano.Ecco infatti le schifezze (mi occupo di estetica ed arredo, per chi non lo sapesse) che l’ antifascismo è in grado di produrre. Da notare che tale obbrobrio, che chiude in modo grottesco Via Montenapoleone, era inizialmente un progetto per il monumento ai partigiani del Cimitero di Segrate, fu posto a Milano durante i lavori della Linea 3 della Metropolitana, senza un motivo.

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