La fissazione per teste vuote

Mi sembra sia stato Pietrangelo Buttafuoco a definire l’antifascismo “una fissazione più che una malattia“.
Del resto chi ha la testa vuota deve riempirla con qualche surrogato e una fissazione antifascista è comoda, facile e non richiede l’attivazione di alcun neurone.
Ben lo hanno dimostrato ieri le sinistre che tra cortei, scontri con le Forze dell’Ordine e presidi antifascisti hanno dato visibilità al comizio di Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova, a Bologna.
Ma loro sono solo la massa che, pavlovianamente, reagisce agli stimoli forniti dai “cattivi maestri”, oggi come allora, che non vogliono ascoltare chi esprime, democraticamente, le proprie opinioni.
Queste voci che escono dalle macerie del muro di Berlino, nonostante il passare degli anni, non sono ancora state in grado di darsi neppure una parvenza di democraticità.
Per loro le opinioni sono un reato.
Forza Nuova ringrazia e incassa la gratuita pubblicità visto che la notizia è passata su tutti i radio e telegiornali, oltre che sui quotidiani online e oggi sarà sicuramente sulle prime pagine.
I cittadini di Bologna, espropriati del centro e anche della libertà di circolare nella propria città ringraziano molto meno, anche se sanno che la responsabilità è tutta delle zecche e di chi le istiga parlando di “vomito” e poi ritira la mano condannando i loro comportamenti.
Il 4 marzo, andando a votare, riflettiamo tutti anche sul fatto che chi, sistematicamente, per impedire al prossimo di manifestare le sue idee, devasta le città, provoca scontri e comprime la libertà di tutti è sempre e solo di sinistra.

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La politica degli ignoranti

Venerdì prossimo il segretario di Forza Nuova, Roberto Fiore, terrà un comizio a Bologna, in quella Piazza Galvani che, adiacente a Piazza Maggiore, di fronte al noto Bar Zanarini, di fianco al retro di San Petronio e con alle spalle Corte de’ Galluzzi, fu la piazza della Destra all’epoca di Giorgio Almirante negli anni settanta e ottanta.
Il sindaco di Bologna, Merola, ha dichiarato “faremmo a meno di ascoltarli“, dimostrando non solo il livello della sua apertura mentale, ma anche il relativo quoziente di cui dispone.
Si possono infatti contestare i nemici (si tratta di nemici per loro e quindi mi adeguo) solo quando se ne conoscono le idee che, potrebbero anche coincidere a volte con quel simulacro valoriale che esiste nella testa di Merola e dei suoi compagni.
Al contrario io credo che tutti abbiano il diritto di parola e che ascoltarli sia una opportunità per tutti noi.
Che dire ?
Rimangano i cattocomunisti nella loro ignoranza ed è un vero peccato che il Centro Destra non abbia ancora avuto il coraggio di accettare CasaPound e Forza Nuova nella propria coalizione.
Tanto, come dimostrano le aggressioni a Fratelli d’Italia a Livorno, la sinistra non fa distinzioni, quindi sarebbe opportuno contrapporvisi e combatterla tutti assieme. 
Speriamo di non dover rimpiangere quei voti, come già accadde nel 1996 e nel 2006.

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Fabrizio De André, principe libero

Il film dedicato al poeta di Genova: Fabrizio De André, principe libero, visto da uno che gli ha dedicato concerti in onore e memoria nella loro città, Genova, e capitoli del libro del quale è autore: NATO NEGLI ANNI CINQUANTA. Da Genova a Vittoria, da Vecchioni a De André, dal monte Ararat a Capo Nord, tra incubi e realtà.

Ieri sera ho visto la prima parte del film, non me lo sarei perso per niente al mondo.

Continue reading Fabrizio De André, principe libero at Il Cronista Mannaro.

Basta piagnistei sui rapinatori abbattuti

Ho letto che Renzi avrebbe dichiarato che non si può lasciare la parola alle armi.
Non so se il suo intervento fosse stato preparato in relazione all’azione di Luca Traini contro gli immigrati nigeriani di Macerata, ma è uscita in concomitanza con un nuovo caso che scuote le coscienze e vede, ancora una volta, la sinistra contro chi si difende e un magistrato indagare la vittima.
A Napoli un gioielliere spare, abbatte un rapinatore, un altro è catturato da un carabiniere in borghese e un terzo riesce a fuggire.
E’ora di finirla con i piagnistei sui rapinatori uccisi “sul lavoro”, con i loro parenti che fanno causa alla vittima per ottenere un risarcimento e con i magistrati che perseguitano chi si difende invece di dare la caccia ai rapinatori complici che sono fuggiti.
In un “paese normale”, come piace dire ai cattocomunisti, le Forze dell’Ordine tutelano i cittadini onesti e le loro proprietà ma questi hanno la possibilità, perchè non ci può essere sempre un poliziotto a portata di mano, di difendersi senza poi essere trattati, loro, da criminali, subendo processi e costi irrecuperabili.
Credo che l’Italia sia l’unico stato in cui una fetta, sempre la solita, sempre a sinistra, della politica chiuda gli occhi davanti alla realtà di un sistema criminale che sfrutta le pieghe della legge per offendere al riparo da ogni possibile reazione.
Il 4 marzo potremo votare anche per restituire agli Italiani il diritto di difendersi dalle aggressioni.
Il diritto di possedere e portare armi.

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Dobbiamo porgere l’altra guancia ?

Nella prima pagina del Giornale online alle 19 di giovedì 8 febbraio 2018:

Minaccia choc a Salvini: questa volta spariamo noi

Luca Traini uno di voi e le compagne assaltano un gazebo della Lega

La Meloni intimidita a Termini. tu non sfottermi o sono …

Fascisti ritornate nelle foibe. Assalto choc dei collettivi rossi

Sono gli stessi che berciano di “antifascismo” e di “antirazzismo”, però la violenza la pongono in atto loro per impedire le libere espressioni di opinioni e idee altrui.

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Sciacalli hanno trasformato politica in Isola dei famosi

APPENA SFORNATA DA #RENZI: “BASTA COI PISTOLERI PER LA SICUREZZA!” Io aggiungo “BASTA CON GLI #SCIACALLI DELLA POLITICA, VOI AVETE TRASFORMATO LA POLITICA IN UNA #isoladeifamosi e gli Italiani ve lo lasciano fare perché non hanno più valori, esattamente come voi! >@matteorenzi

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Il negazionismo di Mattarella

Negare le Opere del Fascismo in campo sociale, architettonico e urbanistico è una grave colpa, come scrive ne Il Giornale Giordano Bruno Guerri.
Nel tentativo di abbassarsi al livello dei suoi predecessori, Mattarella tracima e nega persino quel che mai nessuno ha mai avuto la faccia tosta di negare.
Si può criticare il Fascismo, esattamente come si può criticare qualunque altro sistema politico o ideologia del passato, del presente e del futuro, ma non si può pensare di riscrivere la Storia come nel 1984 di Orwell.
Soprattutto nell’epoca di internet dove il vecchio Samizdat, cioè il circuito che faceva diffondere nella Unione Sovietica comunista le idee e i principi di Libertà, è elevato all’ennesima potenza.
Direi che sia anche molto, molto infantile negare l’evidenza delle bonifiche, delle leggi sulla maternità e gli infortuni, delle costruzioni e ricostruzioni delle città.
Un’attività complessiva mai più eguagliata.
Non è bello che l’Italia abbia un paese con un presidente bocciato in Storia dal prof. Guerri.
Speriamo che con il voto del 4 marzo si pongano le basi per correggere anche una simile stortura.

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Il Beria di Renzi

Due banalità.
I comunisti non sanno perdere.
I comunisti cambiano il nome ma il dna resta sempre lo stesso.
E’ il giusto corollario dell’annuncio dato due giorni fa da un giulivo Minniti che ha disposto che la polizia postale debba intervenire, pare su semplice segnalazione di qualsiasi cittadino, in merito al contenuto delle notizie pubblicate in rete.
In sostanza se uno ritiene che una notizia sia falsa (ed ho letto persino se uno ritiene che sia “offensiva”) allora basta che segnali e parte l’indagine.
A prescindere dall’esito dell’indagine, anche si concludesse con un “non luogo a procedere”, l’autore delle frasi ritenute “false” o “offensive”, avrebbe delle seccature e, come minimo, dovrebbe perdere tempo.
Ed a questo mirano: a far perdere tempo, perchè così non si interviene nella campagna elettorale.
Considerando il livore con il quale a sinistra affrontano ogni argomento, trovando “l’orco” in ogni scritto non pienamente allineato con le posizioni del politicamente corretto, immagino che le segnalazioni saranno milioni.
E così la polizia postale, invece di dare la caccia ai depravati del web, a chi lancia mail truffaldine o disturba i cittadini con telefonate di cosiddetto “marketing” pronte a carpire un “sì” per far apparire un consenso a qualche contratto, viene trasformata nella polizia stalinista a caccia di dissidenti.
Sì, perchè chi decide che una notizia è “falsa” o “offensiva” ?
E, ancora, chi decide che uno scritto rappresenti una notizia o un commento ?
Sì, perchè una notizia dovrebbe essere qualcosa di asettico “è successo questo” ed effettivamente, se ci si limita a riportare un fatto, si potrebbe anche individuare se è falso o meno.
Ma un commento no, un commento è sempre legittimo e nessuno può arrogarsi il diritto di censurarlo.

Ad esempio: questo mio scritto è una notizia o un commento ?

E chi lo decide ?

I comunisti perdono il pelo, cambiano il nome, ma non il vizio.
Quello di voler sopprimere la libertà altrui.

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Cantonate

Un vescovo, quello di Como usa la chiesa per i suoi comizi contro i “populisti”  che, poi, sarebbero i partiti e i movimenti patriottici come la Lega, Forza Nuova, Casapound e Fratelli d’Italia.
Abbiamo così la conferma che la gerarchia della chiesa non fa l’interesse dell’Italia e degli Italiani.
E nel leggere di tutti questi preti che si affannano a mostrarsi in linea con il “pensiero” bergoglione, non proviamo tutti un po’ (tanto) disgusto in tale evidente piaggeria ?
Il 4 marzo potremo votare anche per dare il benservito a simili personaggi e ricordiamocene anche quando andremo a fare la dichiarazione dei redditi e le nostre offerte in beneficenza: neanche una lira ai preti.

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Renzi perde i voti ma non il vizio

Renzi ha definito Berlusconi e Salvini “il duo dello spread”.
Qualcuno gli dica che lo spread fu una invenzione della Germania e della Francia proprio per liberarsi, con grande piacere del partito di Renzi, di un Berlusconi e di un governo che conteneva la loro dittatura nell’unione sovietica europea.
Chi di fake news colpisce, di fake news perirà.

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