Educare da giovani alle armi

L’iniziativa benemerita di una scuola di Schio ha provocato miopi polemiche, ovviamente da sinistra.
Un istituto tecnico della località vicentina ha infatti, nel quadro di un addestramento alla disciplina sportiva, inserito quattro lezioni di tiro con aria compressa al poligono di Vicenza.
La solita mamma, presumibilmente iperprotettiva e di sinistra, ha allarmato un consigliere regionale del pci/pds/ds/pd che ha cominciato a farfugliare le solite orazioni cattocomuniste contro le armi.
Il programma è proseguito regolarmente.
In passato ci fu la polemica per un manifesto che rappresentava un felice adolescente vicino ad un fucile, mentre si apprestava ad andare a caccia con suo padre.
Le reazioni cattocomuniste rappresentano il punto finale della decadenza morale e civile di un popolo, dello stesso tipo che portò Roma a far combattere, al posto dei propri figli, immigrati ex schiavi, causando quindi il lassismo e l’indebolimento delle difese esterne e quindi portando l’Impero al dissolvimento.
Siamo nelle stesse condizioni.
L’abolizione del servizio militare obbligatorio, la caciara per rendere obbligatorio il servizio “civile” (sic !) e la contemporaneo opposizione a ripristinare quello in armi, l’ostilità ad uno sport salutare ed istruttivo come la caccia, la visione delle armi, con tutti i divieti degni di un regime tirannico al loro possesso ed utilizzo per difesa dai rapinatori, gettano le basi perchè l’invasione degli immigrati possa essere portato a compimento con la presa di potere e la sottomissione di noi Italiani.
La levata di scudi contro ogni attività, ogni iniziativa che aiuterebbe i giovani ad una conoscenza ed una educazione all’uso delle armi significa voler impedire che noi Italiani, soprattutto quelli giovani, possiamo difenderci e reagire.
Ricordo come a Roma non solo fosse consentito, ma anzi obbligatorio possedere armi per intervenire a difesa della res publica e per difendere la propria famiglia e proprietà.
A chi non era consentito ?
Agli schiavi.
Noi cittadini Italiani siamo trattati come schiavi e se qualcuno, possedendo regolarmente un’arma ne fa uso per difendere la sua proprietà, viene perseguitato più dei rapinatori.
E’ ora di cambiare registro.
E’ ora di invertire il senso di marcia.
E c’è solo una parte politica che, pur senza possedere facoltà taumaturgiche, possa fermare il declino.
E’ il Centro Destra, perchè la sinistra, in ogni sua colorazione (dal rosso dell’estrema, al rosato dei cattocomunisti renziani al giallo dei grillini) è contraria ad ogni iniziativa che consenta di educare i giovani alla difesa.
Come abbiamo letto per la questione di Schio.

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Fabrizio De André, principe libero

Il film dedicato al poeta di Genova: Fabrizio De André, principe libero, visto da uno che gli ha dedicato concerti in onore e memoria nella loro città, Genova, e capitoli del libro del quale è autore: NATO NEGLI ANNI CINQUANTA. Da Genova a Vittoria, da Vecchioni a De André, dal monte Ararat a Capo Nord, tra incubi e realtà.

Ieri sera ho visto la prima parte del film, non me lo sarei perso per niente al mondo.

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Ricordare, onorare e agire

Onorare il Giorno del Ricordo dei nostri Martiri trucidati dalla ferocia comunista è, alla vigilia di una importante scadenza che potrebbe segnare il futuro dell’Italia, ancor più importante.
I nostri Fratelli che furono barbaramente assassinati dai titini gettandoli, ancora vivi, nelle grotte carsiche denominate foibe, furono uccisi perchè Italiani e perchè non comunisti (e probabilmente, visto il livello dei macellai titini, presero in mezzo anche qualche comunista che si sentiva al sicuro).
Ma, soprattutto furono assassinati perchè Italiani e in quanto tali ostacolavano il progetto comunista di occupare e rivendicare il dominio sull’Istria e la Dalmazia, nostre terre tuttora da rivendicare come Italiane.
Non furono quindi uccisi perchè, nel nome di una religione o di un costume di vita, costituivano una sorta di stato nello stato che rispondeva prima di tutto alla religione o alle usanze arcaiche e solo dopo allo stato.
No, furono uccisi perchè Italiani e rappresentavano i legittimi proprietari di quelle terre.
Oggi, nella furia innescata dalle parole d’ordine, sempre uguali, dei cosiddetti antifascisti e antirazzisti, quei nostri morti vengono assassinati una seconda volta, questa volta da altri italiani, ma con la “i” minuscola.
Allora ricordare è onorare, ma agire è un onorare al quadrato.
Noi possiamo, con il nostro voto il 4 marzo, onorare i Martiri delle Foibe, facendo in modo che non siano mai più dimenticati e che non possa mai più essere imposto il silenzio alle voci delle Idee, dei Pensieri e delle Opinioni Libere e, soprattutto, stonate rispetto alla pretesa massificatoria della storia manipolata, riscritta e reinterpretata che la sinistra ci vuole propinare.

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Chi ha paura delle parole, ha paura della Verità

La ottuagenaria neosenatrice a vita per meriti di religione ha avuto una ideona: togliere la parola “razza” dalla costituzione nata dalla resistenza antifassista.
Piccola annotazione: allora quel  testo non è poi così magnifico da dover essere immutabile …
La parola razza si trova all’art. 3, quando si afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.“.
Togliere la parola “razza”, quindi, significa ammettere che è possibile discriminare in base alla razza, offrendo in prospettiva una potentissima arma in mano ad una futura sopraffazione da parte degli immigrati contro noi Italiani.
Perchè le razze esistono, ictu oculi e anche oltre come ebbi già modo di ricordare quando riportai le analisi di una serie di esami cui mi sottoposi anni fa e che, nel glossario, indicavano i valori normali alla voce “eVFG” la nota recitava “valore calcolato secondo l’equazione MDRD valido per persone tra 18-70 anni caucasiche: moltiplicare per 1,21 se di etnia afroamericana“.
Nota logicamente sbagliata, ma non perchè fornisce parametri differenti tra bianchi e negri, ma perchè definisce erroneamente i negri “afroamericani”, quasi che il moltiplicatore vada bene solo per i negri americani (cui il termine “afroamericano” si riferisce”) e non anche per quelli africani (che sarebbero “afroafricani”).
E poichè le razze esistono, è enormemente ipocrita con un tratto di penna, anzi con un bianchetto, far finta che non esistano.
Ricorda tanto il ministro democristiano Donat Cattin che rese potabile l’acqua con un tratto di penna, aumentando i livelli di atrazina permessi.
Così, si potrebbe cancellare la morte evitandone di parlarne (e infatti sempre gli stessi, parlano di “fine vita”).
Quel che è più importante rilevare, però, è che sono sempre le stesse persone che giocano con le parole.
Il presidente e la presidenta, il deputato e la deputata, avvocato e avvocata, negro e nero, spazzino e operatore ambientale (come se con un diverso nome il lavoratore respirasse fragranza di lavanda).
Solo una gigantesca ipocrisia che vuole nascondere la verità, perchè costoro hanno paura della verità, che li sbugiarda ogni volta che riesce ad emergere.

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Se non c’é il penale tutto va ben madama la marchesa

Se non c’é il penale tutto va ben madama la marchesa

Finché riescono a stare appena a galla sul penale, della morale se ne fregano altamente. Vedi #Boschi: “Mi devono dire cosa c’è di penale sul mio comportamento su #BancaEtruria. la banca di mio padre”. Forse forse c’è poco di penale, ma la morale è sotto le scarpe! Vergogna!
Stessa cosa, più o meno, riguardo i pezzi di tesi di laurea scopiazzati dalla Madia.
Se non c’é il penale tutto va ben madama la marchesa.

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Sciacalli hanno trasformato politica in Isola dei famosi

APPENA SFORNATA DA #RENZI: “BASTA COI PISTOLERI PER LA SICUREZZA!” Io aggiungo “BASTA CON GLI #SCIACALLI DELLA POLITICA, VOI AVETE TRASFORMATO LA POLITICA IN UNA #isoladeifamosi e gli Italiani ve lo lasciano fare perché non hanno più valori, esattamente come voi! >@matteorenzi

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FakeNews, un tempo si chiamavano belinate

Le #belinate sono sempre state diffuse, anche prima di internet, adesso, con internet si chiamano #FakeNews e i politici non si danno pace.
Calmatevi, sempre belinate sono… Non fatene motivo di falsa preoccupazione, visto che, voi per primi, siete maestri nel dire belinate.

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Noi non siamo tedeschi

I tedeschi sono tetragoni e hanno delle paturnie tutte loro.
Come la legge che impedisce, anzi punisce chi effettua ricerche storiche non in linea con la vulgata del politicamente corretto o come il terrore di una “weimerizzazione”  della loro politica.
Così, invece di approfittare di un risultato elettorale che non consegna una maggioranza, si sono intestarditi nel ricreare una alleanza contro natura tra i popolari e i socialisti.
Come nel parlamento dell’unione sovietica europea.
Avrebbero potuto cacciare i vecchi tromboni (la Merkel e Schultz) e invece non solo se li tengono stretti, ma consentiranno loro di governare per ben cinque anni.
Sì, perchè i tedeschi sono anche noiosi e infantili e i prossimi giorni saranno spesi a mettere “nero su bianco” tutto quello che intendono fare, come gli adolescenti americani che stilano le tappe del loro futuro scandite dai milioni di dollari di guadagno.
E lo faranno pure !
In Italia non siamo, grazie agli Dei !, tedeschi e la nostra fantasia supera ogni ostacolo.
Così le elezioni italiane del 4 marzo non dovranno avere un epilogo alla tedesca.
Se anche non ci sarà (ma il Centro Destra è ad un soffio dalla maggioranza assoluta dei seggi, basterebbe che qualche elettore troppo “puro” scendesse dal pero e si prestasse a spalare un po’ di fango, votando uno tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia e il gioco sarebbe fatto) una maggioranza, il rifiuto di una qualsiasi maggioranza o collusione, anche sotto traccia, con i cattocomunisti deve essere netto e senza ripensamenti.
Piuttosto si vada a votare ogni tre mesi, ma non deve esserci alcun inciucio.
Noi non siamo tedeschi.

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Anche Mattarella altera la volontà popolare

Esattamente come i suoi non rimpianti, immediati predecessori, Mattarella interferisce con le maggioranze che possono essere costituite in parlamento.
Alla vigilia di un voto che è un’ordalia politica e il cui risultato si giocherà su un pugno di seggi, nomina l’ennesimo senatore a vita di sinistra.
E’ una scusa l’ottantesimo anniversario delle leggi razziali (e perchè allora non nel ben più significativo cinquantesimo ? E allora per il centesimo cosa faranno ?), la giornata della memoria di recentissima istituzione (strumentale) e tutto il bla bla sul nuovo razzismo.
Come per tutti quelli nominati da Napolitano e Ciampi (tra i quali fatico – e infatti non ci riesco – a ricordare un senatore a vita di Destra), alterando il voto che sarà espresso dal Popolo, che dovrebbe essere Sovrano, Mattarella ha nominato senatrice a vita una sconosciuta ottantasettenne.
Che voterà sicuramente contro un eventuale governo di Centro Destra, mentre, come già prima di lei fece la Levi Montalcini, si presterebbe a fare da stampella ad esecutivi di sinistra.
E’ ora di dire basta.
Non mancano gli uomini di Destra o di Centro Destra che meriterebbero il laticlavio a vita.
Parliamo, ad esempio, del principale Uomo di Cultura della Destra, Marcello Veneziani, sessantadue anni.
O se vogliamo ripristinare l’usanza di nominare anziani politici di lungo corso, chi meglio di Silvio Berlusconi o di Antonio Martino ?
Tanti anni fa, lessi di un’ipotesi per nominare senatori a vita, in coppia, Berlusconi e Prodi.
Di Prodi penso tutto il male possibile, però la soluzione, di par condicio, poteva essere giusta e potrebbe essere adottata.
Prima però è necessario azzerare (e possibilmente senza aspettare i tempi lunghi della natura …) tutta l’infornata di senatori a vita di sinistra che, ormai, saranno una decina, il che, su un senato di 315 eletti, incidono e non poco, alterando il regolare gioco democratico.

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Un anno che sia politicamente migliore degli ultimi sei

Fine anno.
I botti, anzi le botte ce le ha rifilate un governo che millanta la ripresa e intanto ci spreme direttamente e indirettamente con aumenti spropositati di gas e luce.
Viene dato spazio ad una marocchina che vorrebbe togliere la cittadinanza a Salvini, dimenticando che noi saremo sempre più Italiani di lei e di quelli come lei anche con la cittadinanza lappone.
E mi piacerebbe che quella arrogante marocchina, che straparla in Italia, fosse rimandata in Marocco per vedere se oserebbe alzare la voce come le è scioccamente concesso farlo qui, a casa nostra.
Non sarebbe difficile avere un anno politicamente migliore degli ultimi sei.
Basterebbe che il 4 marzo gli Italiani votassero compatti per Lega e Fratelli d’Italia per avere un governo degno, che metterebbe avanti a tutto l’interesse della Patria e degli Italiani, quelli veri, gli unici Italiani, quelli di Nazionalità Italiana.
Allora meno tasse, meno spesa pubblica (avete letto che pare che gli arretrati degli aumenti agli statali arriveranno a fine febbraio, cinque giorni prima del voto?), meno sudditanza all’unione sovietica europea e meno immigrati.
Con difficoltà.
Subendo tanti agguati dai cattocomunisti ai quali nonimporta nulla dell’Italia e degli Italiani, ma sarebbe una inversione di tendenza.
Gli Austriacil’hanno compreso ed hanno svoltato, perché noi dovremmo essere da meno ?
Buon anno

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