Un Ricordo di Rossella Falk

Rossella Falk (Rosa Antonia Falzacappa) è stata una delle maggiori attrici teatrali (e non solo) italiane. Scomparsa in questi giorni, nel quasi silenzio televisivo….
non si poteva non ricordarla con qualche immagine e pensiero, per quanto ha regalato all’arte e al nostro paese,
mentre il web qua e là pubblica comunicati su di lei mettendo immagini della pur brava (e vivente) Barbara Steele (!

Anche il Papa si esprime sulle Scuole Cattoliche, nel frattempo il referendum bolognese…

«La scuola cattolica è preziosa: svolge un servizio educativo assieme alle famiglie. Il suo ruolo va riconosciuto» queste in sintesi le parole di Papa Bergoglio di questi giorni sul tema.

E arrivano in uno dei tanti momenti scottanti per la città di Bologna, che non avendo di meglio da fare (…) si è incaricata di un ennesimo referendum, quello sul finanziamento alle scuole private (tra cui come noto ci sono molti istituti cattolici)…quando sul tema ci sono già direttive nazionali chiare.

Ma i comunisti bolognesi si devono sempre distinguere per l’inopportunità (in un momento come questo, ripetiamo, con gli italiani che razzolano nel bidone della spazzatura e si danno fuoco, la priorità è la scuola laicista contro la scuola con valori religiosi? un accordo in atto dai tempi del sindaco Vitali) e imperterriti rispolverano il tema.

Il referendum sul finanziamento comunale alle scuole paritarie è così strutturato:  
_A per chi non vuole che i fondi vadano alle paritarie, e auspica quindi una scuola solo pubblica, su cui sanno di poter ben intervenire i “compagni” con i loro monopoli di pensiero auspicabilmente dalla culla alla tomba (anche se la scuola pubblica è già provato sul territorio non riesce a colmare tutte le necessità dei bambini, per le materne per esempio) ;
_B per chi ritiene di promuovere il sistema in cui solo una parte dei fondi vadano anche alle scuole private (specie in una situazione in cui le pubbliche non riescono a coprire il fabbisogno di posti)

Il PD ha in sè differenti idee sulle paritarie. Lo stesso sindaco Merola si dice a favore del B, pro paritarie, (anche Prodi) ma sappiamo che frange laiciste-ateiste più estreme non sono della stessa idea.

Interviene a caldeggiare la campagna pro A anche l’attore Riccardo Scamarcio, …per quanto ci risulta non conosce a fondo la situazione bolognese, in cui non è tanto una questione ideologica a dover prevalere ma una questione di numeri di posti-scuola a disposizione. Anche Guccini, ovviamente, si schiera pro A. 
La data del referendum è il 26 Maggio.

un articolo

altro articolo 

polemiche a sinistra 

i sostenitori del punto A sono come sempre dittatoriali

Bagnasco giustamente contrario al referendum  

Aggiornamento

QUI invece la vicenda piuttosto silenziata (anche più del Monte dei Paschi) 
di una “scuola”-comunità pci-pds-ds-pd & co. :

Il Forteto 1

Il Forteto 2

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"Clandestino!" quale altro tema per un concerto a Bologna?

Il mondialismo passa anche per le canzonette, promosso dalla sub-sub-cultura da centro sociale okkupato…
E non è nemmeno una novità: 
basta vedere tutta la differenza che passa tra un pezzo come
 “Imagine”  di John Lennon e uno come  “Europa Calling”  dei Von Thronstahl…
che rispecchiano la situazione più che reale tra 2 visioni contrapposte, 
mondialisti VS identitari, globalisti VS sovranisti.

Bologna opta, ovviamente, per il suo concerto per l’estate 2013, 
per mondialisti e globalisti nell’esaltazione dell’illegalità. 

“Clandestino” infatti era il nome dell’hit di qualche anno fa di Manu Chao.
Illegalità….che non sarà più tale non appena sarà abolito il reato di clandestinità, naturalmente, come chiede la Kyenge.
E intanto via di propaganda.

Annunciato a Luglio il Concerto al Parco Nord, Manu Chao si esibirà nella prima 15ina del mese, e per l’occasione il Parco Nord cambierà nome per diventare il Parco Joe Strummer (Clash). Manu Chao partecipò al Concerto anti G 8 nel 2001.

“Clandestino” fu l’hit dell’ex leader dei Mano Negra, 4 milioni di copie vendute con ritmi brasiliani, messicani e afrocubani,  
storie di vagabondaggi e colonna sonora di una massa migrante, 
inno al nomadismo e all’eversione, 
ma benedetta in sempiterno sempre e comunque dal bel pensare finto-libertario e antinazionale odierno. 

Qui il testo (e poi dicono che non c’è una simbologia culturale obbligata a riguardo)

Solo voy con mi pena/ Sola va mi condena/ Correr es mi destino/Para burlar la ley
Perdido en el corazón/ De la grande Babylon/Me dicen el clandestino/Por no llevar papel
Pa’ una ciudad del norte/Yo me fui a trabajar/Mi vida la dejé/Entre Ceuta y Gibraltar
Soy una raya en el mar/Fantasma en la ciudad/Mi vida va prohibida/Dice la autoridad
Solo voy con mi pena/Sola va mi condena/Correr es mi destino/Por no llevar papel
Perdido en el corazón/De la grande Babylon/Me dicen el clandestino/Yo soy el quiebra ley
Mano Negra clandestina/Peruano clandestino/Africano clandestino/Marihuana ilegal

                                                      Clandestino (trad.)

Solo vado con la mia pena
Sola va la mia condanna
Il mio destino ? correre
per burlarmi della legge
Perso nel cuore
Della grande Babilonia
Mi chiamano clandestino
Per non avere documenti

In una città del nord
andai a lavorare
La mia vita la lasciai
Tra Ceuta e Gibilterra
Sono un confine nel mare
Un Fantasma nella città
La mia vita va proibita
Dice l’ autorità

Solo vado con la mia pena
Sola va la mia condanna
Il mio destino ? correre
per burlarmi della legge
Perso nel cuore
Della grande Babilonia
Mi chiamano clandestino
Sono colui che spacca la legge

Mano Negra clandestina
Peruviano clandestino
Africano clandestino
Marijuana illegale


e te pareva che non usciva anche il diritto alla marijuana, 
e il diritto a “spaccare la legge” nella nazione d’altri?  
Lo dice pure la canzone.

E nessuno a cui venga in mente di chiedere ai cittadini italiani 
se pensano di poter ancora sostenere nuovi arrivi di miriadi?

Josh

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Mentre il Governo Letta abolisce l’IMU, il Comune di Bologna ne approva oggi l’aumento

Mentre a Roma la nuova compagine governativa tenta di abolire GIUSTAMENTE la disumana tassa espropriativa IMU, 
il Comune di Bologna approva l’aumento dell’IMU dal 4 al 5 per mille, 
incurante delle direttive nazionali, e con un pelo sullo stomaco lungo così

IL Partito delle TASSE (PD & soci) non si smentisce mai.


 La notizia è ancora più grave perchè:
_il territorio è già provato dal terremoto dell’anno scorso, con scosse ripetute che si fanno sentire finora e per cui le famiglie non hanno ancora ricevuto un centesimo di quanto stanziato, ma gli si chiede di pagare, pagare, pagare una tassa sulla ….”casa” e impresa;
_Le nuove frane per tutta l’area causa piogge destabilizzano sempre la casa e l’impresa, ma si chiede di pagare, pagare, pagare una tassa sulla “casa”;
_La tromba d’aria di pochi giorni fa ha scoperchiato case e aziende, -si medita giustamente di dichiarare un’ulteriore emergenza- ma si chiede ancora ai privati già vessati in ogni modo di pagare, pagare, pagare
e imperterriti PD, sindacati, Comune ci si sbraccia a chiederci TASSE! TASSE! TASSE!

Che ricada su di voi in eterno il peso di cui caricate i poveracci !

Reclamano denaro da spendere in gran parte NON in servizi, ma anche in politiche culturali inutili, propagandistiche, autoincensatorie, anti-italiane e di dubbio gusto come queste, mentre la gente si suicida o razzola nei bidoni dell’immondizia:

“Nomadizziamoci” e la cultura Tuareg nella 700esca Villa Aldrovandi Mazzacurati 

oppure

il porno-alfabeto

Josh

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Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento

Il Cardinale Pietro Bembo (Venezia 1470-1547, poi vissuto a Padova, a Roma) fu scrittore, grammatico, umanista. La sua opera fu vastissima, dall’elaborazione di una importante fase della lingua italiana, che fissò sui maggiori scrittori toscani del Trecento, alla diffusione del modello poetico di Petrarca, alla rielaborazione in musica della forma del madrigale del XVI secolo, alla rivalutazione

La Caritas, Marx & Engels, Profughi in famiglie private e Dottor Zivago

Ai tempi di K. Marx (alias Mordechai Levi) e F. Engels si volle affrontare il tema case. Ne scrisse il sodale di Marx nell’opuscolo “La questione delle abitazioni”, 3 articoli del 1872 pubblicati a Lipsia che si richiamano allo scritto “La situazione della classe operaia in Inghilterra”.
Gli scritti si rivolgevano contro le tesi dei socialisti utopistici alla Proudhon, che riteneva sbagliato l’affitto e ne proponeva come soluzione l’abolizione, mediante riscatto dell’appartamento (creando cioè una proprietà).

Alla questione, Marx ed Engels risposero invece con l’abolizione della proprietà stessa, così come per loro si doveva abolire anche la proprietà di TUTTI i mezzi di produzione (macchine da cucire private delle sartine casalinghe comprese, in omaggio alla presunta “lotta di classe” e “lotta contro i padroni”, facendo poi gli interessi di tutt’altri veri padroni, come evidente in “Lenin a Zurigo” di Solgenitsin).
 
Con questo spirito tragico, 
in cui ogni problema è trasformato nella sua parodia,
in URSS furono così requisite le case di proprietà, 
e ad ogni “compagno” fu assegnata un certa metratura, circa 25 mq., attraverso l’istituzione di un’apposita Commissione, come è ricordato anche dal celebre romanzo “Il dottor Zivago” di Boris Pasternak.

Al termine della leva, anche nel romanzo Yuri ritorna a Mosca dove fa la conoscenza del figlio, ma la “rivoluzione” ha ormai modificato la società e lo stile di vita possibile della famiglia Gromeko: Tonya infatti, insieme all’anziano padre, può occupare solo due stanze del loro antico palazzo, gran parte delle proprietà sono state confiscate e date ad altri.
Questo avveniva allora, nell’immensa Russia, sotto il folle, espropriante e protervo Comunismo.  

L’Italia invece è un piccolo paese, non tutto abitabile perchè per lo più anche montuoso. Ha superato i 60 milioni di abitanti con una densità abitativa esosa di oltre 230 abitanti/kmq. La densità abitativa russa era ed è molto minore.

Possibile che dobbiamo accogliere popolazioni, incessantemente, e spesso mantenerle, fino a questo punto? Può la piccola Italia contenere tutta l’Asia, tutta l’Africa, tutta l’America Latina, tutto l’Est-Europa? 
Uno sguardo alle cartine geografiche no?

Il Cristianesimo apre giustamente la salvezza e la vita eterna a tutti. 
Gesù Cristo è morto e risorto per tutti senza distinzione. Tratta di salvezza spirituale, eterna, che dona a tutti, e quando possibile
aiuto anche materiale da parte dei fratelli, anche fino all’estremo sacrificio.
Ma ci siamo già all’estremo sacrificio!
Eppure il Cristianesimo non dice in nessun punto dei Testi Sacri nè nella Sacra Tradizione che tutto il mondo indistintamente debba trasferirsi in Italia (anche perchè non ci sta)

E’ possibile, 
in un’Italia con industrie e pmi che chiudono a raffica, a migliaia di migliaia, 
con operai, impiegati, quadri e imprenditori che si suicidano indistintamente, 
oberati di tasse, senza lavoro nè pensioni decenti, che dobbiamo continuare ad accogliere miriadi di persone?
Si tratta di genti cui va il mio rispetto umano, anche loro spesso usati dalla Finanza che ne ha distrutto la moneta o le nazioni nei paesi d’origine: ma è di altro, di area economico-gestionaleamministrativa, quel di cui si parla qui. 
E invece ecco un’altra proposta.

“Rifugiato a casa mia”

la Caritas presenta il progetto di accoglienza in famiglia per rifugiati e titolari di protezione internazionale.
Iniziativa sperimentale in 13 diocesi per 40 rifugiati.
 
“Rifugiato a casa mia”, promossa da Caritas Italiana, coinvolge 13 Caritas diocesane di tutta Italia al fine di sperimentare una forma di accoglienza diffusa in famiglie di rifugiati e titolari di protezione internazionale.
In una nota della Caritas si legge che nella consapevolezza che il sistema nazionale di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e rifugiati mostra diverse criticità sia in riferimento alla capienza che alla qualità dell’accoglienza, si intende intervenire con una proposta volta a sperimentare un approccio innovativo attraverso il coinvolgimento della comunità cristiana”.


Al di là del fatto che l’Italia è un paese che accoglie molto, e molto al di sopra delle proprie capacità, offrendo anche tantissimi servizi gratis come casa, sanità, mantenimento
a spese spesso molto alte dei soliti contribuenti, 
ora si mandano anche nelle famiglie privatamente, per farsene carico direttamente
con i chiari di luna che abbiamo?
“Criticità di capienza e qualità dell’accoglienza” non sono in calo, ma se lo fossero è perchè sono troppi. Non riusciamo numericamente ad accoglierne, a sostenerli e mantenerli tutti. 

Ci arrivate a capirlo?  Forse no, se sussistono troppi condizionamenti e forzature ideologiche, quelle della terra che deve essere di nessuno, che deve essere senza confine, senza proprietà.

Tanto più che in molte famiglie italiane medie ed ex benestanti c’è o il figlio, o un fratello o una sorella o un nipote o uno zio disoccupato o precario da aiutare prima 
e spesso da mantenere per anni,  
e chi non li ha in famiglia, sono nella cerchia degli amici stretti, ugualmente da aiutare, altrimenti finiscono in guai seri. A parte le pensioni da miseria degli anziani, addirittura ora si reintroduce il cumulo coniugale (con annullamento dell’assegno) anche per le pensioni di invalidità grave.
O ci vuol poco oggi a perdere il lavoro, o pur avendolo, restarsi in mano nulla tra Equitalia, Agenzia Entrate, Tasse esose.

Eppure la Caritas porta avanti l’ennesimo progetto di accoglienza di extracomunitari addirittura in famiglia, per richiedenti protezione internazionale e/o di rifugiati da attivare nel 2013
senza che i problemi degli italiani, sempre più gravi e diffusi, siano mai stati risolti.

Il progetto, dicono, è rivolto da un lato, ai richiedenti protezione internazionale e i rifugiati, ai quali si proporrà una forma di accoglienza alternativa ai circuiti istituzionali; dall’altro, alle famiglie che “potranno sperimentarsi nell’accoglienza di persone provenienti da contesti e culture diversi.”


 La notizia è QUI:
http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=005262

L‘accoglienza del rifugiato in casa propria è per ora su base volontariavorrei vedere fosse obbligatorio, stile esproprio da Soviet

Vien da chiedersi….la prossima sarà che saremo buttati fuori da casa nostra direttamente.
Magari ce lo chiede l’EurOOpa. O l’ONU.
E gli italiani …chi li mantiene e chi li ospita? Non è dato sapere. 
Infatti c’è una marea di suicidi a cadenza quotidiana.

Del resto anche l’IMU (e succedanei) è una tassa espropriativa volta ancora allo stesso fine, 
di distruzione della proprietà privata e contro l’inalienabilità del (salatissimo e ipertassato) bene denominato: “casa mia” (e sacrosanta libertà individuale nelle cose proprie).

E’ sempre lì che i mondialisti di ogni risma, mai paghi, 
vogliono venire a sottrarre, rosicchiare, erodere 
fino al diritto alla tua stessa esistenza.

Josh

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Ministri Emiliani PD nel Governo Letta e prime polemiche

Ci sono parecchi emiliani PD nel nuovo governo Enrico Letta, 
anche se si vocifera già di qualche polemica interna al partito per l’assenza diretta di rappresentatività di Bologna,  
mentre altre città emiliane (Modena, Ferrara, Reggio Emilia….) hanno in quota svariate figure.
Incredibile il PD che ancora abbia da discutere di faccende intestine che si snodano tra suoi rappresentanti di città emiliane in questa fase. 
Tanto il PD rappresenta interessi talmente “altri” che una città o l’altra non fa alcuna differenza.


Si possono infatti ricondurre all’Emilia:
da “esterna”, Anna Maria Cancellieri, già Commissario straordinario che ha amministrato Bologna (anche se non è originaria di Bologna) dopo lo scandalo PD Delbono; poi con il governo Monti presiedeva l’Interno, ora è alla Giustizia.

Su 21 ministri, quattro (più Cancellieri) vengono da incarichi zona Emilia.
Al governo nazionale il PD mette i frutti raccolti in loco dalla “lungimiranza” degli emiliani.


Per Rapporti con il Parlamento ecco Dario Franceschini, ferrarese, presidente del gruppo PD alla Camera fino alle ultime elezioni e già segretario del partito.
Quello che diceva di mollare le case di proprietà, “palla al piede” degli italiani, per andare a cercare lavoro precario senza tetto nè legge raminghi per l’Europa.


Sarà invece Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia ovviamente PD, presidente dell’Anci da due anni, il nuovo Ministro per gli Affari regionali. 


Ministro delle Pari opportunità e Sport sarà l’olimpionica della canoa Josefa Idem: non è proprio emiliana,
è di origine tedesca, unitamente alla vocazione, anzi alla “mission” “International” PD,
eletta a febbraio al Senato della Repubblica dopo essere stata capolista per l’Emilia-Romagna PD.


Infine il primo ministro di colore della storia italiana, che viene dal PD Modena, ma originaria africana.
Cecile Kyenge, signora 48enne medico oculista nata in Congo, a Modena è stata eletta consigliere provinciale PD nel giugno 2009 e poi è diventata responsabile regionale Emilia-Romagna per le politiche migranti del PD, infine portavoce nazionale della rete Primo Marzo a favore dei diritti degli stranieri e degli immigrati. 
Alle ultime elezioni pochi mesi fa era stata eletta deputata PD, e oggi dopo poche settimane è Ministro.

Qui un suo intervento agguerrito su Libera circolazione delle genti, 
auspicio di nuova Legge sulla Cittadinanza e desiderio di abrogazione della Bossi-Fini 
per fare dell’Italia una terra di tutti e di nessuno. 
Del resto la penisola italica è ormai un corridoio tra NordEuropa e popolazioni mediterranee.

Con lei fu eletto per il PD alle ultime elezioni anche Khalid Chaouki, responsabile Nuovi Italiani del PD.

Sempre a marzo la Kyenge è stata una dei quattro firmatari – con Pierluigi Bersani, Khalid Chaouki e Roberto Speranza – della proposta di legge depositata alla Camera sul riconoscimento della cittadinanza agli immigrati, uno degli otto punti che lo stesso Bersani nei 2 mesi di tentennamenti aveva proposto per il governo.


«Per me è una grossa soddisfazione», aggiunge la Kyenge, ricordando che il suo percorso «è merito di un lavoro svolto con Livia Turco e il Forum immigrazione del PD:
sono la portavoce di una politica fatta all’interno del partito, ma che è frutto di un lavoro comune che raccoglie anche le istanze e le forti richieste della societá civile che in questo momento chiede a gran voce una nuova legge sulla cittadinanza», conclude.

eh?
Non mi ero proprio accorto che la società civile italiana, 
in preda a fallimenti e suicidi, 
chiusure di migliaia e migliaia di industrie e attività, 
ipertassata,
afflitta da mancanza assoluta di lavoro e stabilità,
tagli alle pensioni, strozzinata dalla UE,
da Equitalia,
abbia come priorità per gli italiani, 
abbia come “forte istanza per gli italiani”
abbia come “forte richiesta”  
addirittura “a gran voce” la questione cittadinanza agli stranieri,
la riformulazione di ius soli  e abolizione dello ius sanguinis.

Per di più senza passare per una consultazione vera di tutti gli italiani, 
che sarebbero, casomai, gli unici a dover decidere di una questione così basilare. 
E’ tutto il popolo italiano che dovrebbe decidere chi può o non può entrare in casa sua,
e con quali regole. 
Invece ora è il migrante che decide, al posto del padrone di casa, le regole per entrare in casa sua. 
Ma visto che la nostra Costituzione, per Napolitano e per Benigni, è “la più bella del mondo”, non si vede perchè non debba continuare a valere lo Ius Sanguinis, come per il resto d’Europa, tranne sparute eccezioni.

La nuova Ministra desidera annullare le attuali leggi sull’immigrazione, ma insieme salvare l’occupazione per tutti, aprendo però le frontiere del mercato del lavoro a tutti i migranti. E’ impossibile, non essendoci lavoro.

Vorrebbe estendere la cittadinanza a chiunque, abbattendo i pochi paletti giuridici rimasti, col rischio di far saltare (ulteriormente) anche sistema pensionistico e contributivo.

Gli italiani razzolano oramai nei bidoni dell’immondizia per sopravvivere.
Può esistere un “Ministero dell’Integrazione” (sviluppo comunque del precedente ministero montiano affidato a Riccardi) guidato con le pretese su espresse?
Si potrà essere Ministra degli Italiani che già sono tali,
mentre si è impegnati a far diventare Italiani coloro che ancora non lo sono?
Si può giurare sulla Costituzione Italiana,
mentre si dichiara di volerne espungere alcuni principi assodati in essa contenuti, 
tra cui lo Ius Sanguinis? 
Si potrà mai fissare un numero chiuso all’immigrazione “sostenibile”, visto che il nostro territorio ha un numero di kmq chiusi e non così estesi?

Ma il mondialismo e l’NWO dovranno pur avanzare, e il PD s’è sempre fatto carico di quella agenda, gradita ai potentati esteri globalisti, fautori della dissoluzione di casa propria…
Ora anche con l’appoggio di Bonino (ECFR) e Boldrini (ONU Rifugiati), ben note per le loro posizioni assolutamente aperturiste a riguardo.


Per il PD daBolognaproprioBologna in effetti nessuno è Ministro, 
i bolognesi PD si rassegneranno.
In fondo nemmeno la Kyenge è proprio di Modena, 
infatti sta a Castelfranco, cioè giusto a mezza via tra Modena e Bologna.


alcune informazioni prese da qui

Josh

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IL PD e lo Spirito di Contraddizione

Abbiamo assistito in questi ultimi 2 mesi a una full immersion 24 ore su 24 in 
Bersani che riflette, Bersani che tergiversa, Bersani che si consulta, Bersani che pensa a voce alta, Bersani che tentenna, Bersani che prova, Bersani che si impunta, Bersani che si atteggia, Bersani che accetta, Bersani che tollera, Bersani che abbozza, Bersani che rifiuta, Bersani che sogna, Bersani che dice di non fargli fretta.

Poi al PD che propone Marini alla Presidenza della Repubblica e lo silura, 
il PD che propone il suo Prodi alla Presidenza della Repubblica e lo silura, 
alla Bindi che dopo dimessa, ammesso che si sia dimessa, pone il veto a Enrico Letta. 
Ai 5 Stelle che, alla faccia del nuovo propongono…Rodotà, vecchio ex PCI, di cui i pentastellati altro non sono che un riconfezionamento comunista in vetero-rosso e verde finto-ecologista per la decrescita coatta.

Uno spettacolo indecente, un partito diviso in se stesso in maniera incontrollabile, che ha la pretesa di governare tutto e tutti, compreso pensiero e memoria, e non ha in sè la stessa idea su nulla!
E boccia e riboccia le figure che lui stesso propone, mentre altro non sa fare che esibire le sue beghe interne.

Ah no, un’altra cosa ha fatto: la “Manifestazione contro la povertà”!
Ma si può? E la povertà se n’è andata? Che ha detto, a proposito, la povertà?
E il Monte dei Paschi con i suoi buchi come se la passa? 
E Goldman Sachs stavolta cosa consiglia?

La grande fortuna del PD è che il 50% degli italiani non vota più, per nausea fondamentalmente, 
e l’altro 50% è in parte cieco, disinformato, accomodante, ipnotizzato e fedele in in sæcula sæculorum al culto di qualcosa che non esiste più, ma che il  PD propala scientemente  dall’asilo alla fine dei corsi postuniversitari o fino alla tomba come “dover pensare”
Poi magari qualcuno talvolta si sveglia dal sonno.

Non molto diversamente dal nazionale, va nel PD bolognese, che prima rifiutò Marini alla Presidenza della Repubblica, poi in parte (sempre in parte viste le “correnti” piddine da cui potrebbero uscire altri 10 e più partiti) si esalta per Prodi, poi in parte è soddisfatto per Letta ma anche no. 

Eppure con solo lo 0,3% , come sempre, riesce a piazzare la Boldrini alla Camera (comunista onusiana mondialista immigrazionista), 
Grasso al Senato (contestato da parte del PD e dai sindacati, altra ennesima posizione comunista, anche ieri), 
di nuovo Napolitano il comunista preferito dagli AmeriKani della Rivoluzione Permanente alla Presidenza della Repubblica, 
ed Enrico Letta ora (Trilateral Commission, Bilderberg…generoso socio del redentore -degli affari di quei di fuori, cfr Fiscal Compact, MES- Goldman Monti a cui mandava pizzini pochi mesi fa, offrendogli completa disponibilità al governo distruttore d’Italia, tra suicidi e imprese chiuse, in omaggio all’euroburocrazia cieca e latrocinante dei beni privati degli stati ex-sovrani).
E’ chiaro che le “scelte” interne, da noi, sono sempre volute da potentati esteri. 

Tanto più che lo stesso Enrico Letta nel suo “Euro Sì. Morire Per Maastricht” ed. Laterza, Collana “Il Nocciolo” affermava: “Non c’è paese che abbia, come l’Italia, tanto da guadagnare nella costruzione di una moneta unica. Abbiamo moltissimi imprenditori, piccoli e medi che, quando davanti ai loro occhi si spalancherà il grandissimo mercato Europeo, sarà come invitarli a una vendemmia in campagna, è impossibile che non abbiano successo..”
S’è visto cosa l’Europa prima, la stessa gestione euro, e la collaborazione di Gold-Monti poi, han fatto dell’industria e pmi italiane. Altro che vendemmia!

Da Bologna, Donini ammette che “Il PD è da rifare”
il Sindaco Merola afferma che “I dirigenti nazionali del partito sono inadeguati”
ma i Renziani notano colpe anche nei vertici locali
E’ la prima volta che sono d’accordo sia con Donini, sia con Merola, sia con i renziani, tutti assieme! 
Ovviamente nessuno risolve nè almeno menziona il problema nè interno nè quello italiano nè quello dello strapotere dei potentati internazionali sulle cose nostre, alla radice.

A vedere bene, già si aggirano nel PD locale altri nuovi 4 punti di vista  almeno in parte conflittuali tra loro. 
Come sempre.

E i ‘ggggiOvani del PD?  Loro “Occupy PD”. Si auto-occupano. E’ tutto Occupy oggi…le rivoluzioni tarocche hanno i loro Occupy, anche DJ Television con i video musicali ha mille trasmissioni che si chiamano “Occupy”. 
Che noia, che barba, che scontatezza, che smania di non produrre nulla eppure sempre autodefinirsi, che autoreferenzialità…

Josh

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Teodoro Buontempo è scomparso stanotte

Per quanto questo blog si occupi di solito di Bologna o al più di cronache emiliane,
non si può non ricordare Teodoro Buontempo, spentosi questa notte.
Il Presidente de La Destra era stato colpito da una grave malattia ed era ricoverato presso una clinica romana.


Nato a Carunchio, in provincia di Chieti,  il 21 gennaio 1946, Teodoro Buontempo ha vissuto per molti anni ad Ortona a mare, dove ha compiuto gli studi ed ha iniziato le prime esperienze politiche che lo portarono a dirigere le organizzazioni giovanili missine dell’Abruzzo. Si trasferì a Roma nel 1968 e partecipò alle lotte studentesche. Visse i primi anni nella capitale dormendo in macchina o alla Stazione Termini e vivendo di stenti. Per questo, da allora, è noto con il soprannome di ‘er Pecora’. Nel 1970 divenne il primo segretario del Fronte della Gioventù di Roma, dopo essere già stato dirigente della Giovane Italia.
Fondatore e conduttore di una delle prime radio libere negli anni ’70, “Radio Alternativa” con sede in Roma a Via Sommacampagna, diventò presto il fulcro e la fucina di decine di iniziative, contribuendo a mettere in contatto migliaia di militanti, e diffondendo tra le prime, la cosiddetta “musica alternativa”. Ne fu direttore per dieci anni.
Fu capocronista de Il Secolo d’Italia. Dirigente nazionale del settore stampa e propaganda, dal 1988 al 1992 divenne segretario della Federazione romana. Membro del Comitato centrale e della direzione nazionale del Movimento sociale italiano-Destra nazionale dal 1968. Ricoprì la carica di segretario regionale di A.N. nel Lazio e fu membro dell’Assemblea nazionale.
Incarichi istituzionali ed attività parlamentare. Nel 1992 fu eletto alla Camera dei deputati nelle liste del Movimento sociale italiano-Destra nazionale. Divenne membro della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici. Nel 1994 fu rieletto alla Camera, nelle liste di Alleanza nazionale nelle quali, nel frattempo, era confluito l’MSI-DN. Entrò a far parte della IX Commissione permanente (trasporti, poste e telecomunicazioni) e della Commissione speciale Infanzia. Nel 1996 venne rieletto alla Camera ed entrò a far parte della XIV Commissione (politiche comunitarie) e della Commissione bicamerale per l’Infanzia.
Nel 2001 e nel 2006 fu di nuovo deputato con il ruolo di vice capogruppo di Alleanza Nazionale alla Camera ed assunse la carica di segretario dell’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati, con i presidenti Casini, (governo Berlusconi) e Bertinotti (Governo Prodi). Nel 2006 venne nominato coordinatore regionale per l’Abruzzo. Il 26 luglio 2007 Teodoro Buontempo aderì al movimento La Destra nel quale rivestì il ruolo di Presidente.
L’impegno negli enti locali. Nel novembre del 1997 venne candidato come vicesindaco dal Centrodestra alle elezioni Comunali di Roma, per sostenere la candidatura a primo cittadino di Pierluigi Borghini. La mossa non ebbe successo e le urne riconfermarono Francesco Rutelli. Alle elezioni amministrative del 2006 fu il candidato presidente del XIII municipio di Roma (Ostia e dintorni), compattamente sostenuto dal centro-destra, e contrapposto al giovane Paolo Orneli, candidato dal centro-sinistra, ma alle elezioni del 28 e 29 maggio raccolse solo 41064 voti, pari al 39,33% (contro il 59,33% di Orneli).
Nell’aprile del 2008 si candidò a Presidente della Provincia di Roma per il movimento La Destra, raccogliendo il 4,5% dei voti. Fu comunque eletto consigliere provinciale. Al turno di ballottaggio appoggiò Alfredo Antoniozzi, candidato presidente per il Popolo delle Libertà. Successivamente si candidò per La Destra come presidente dell’Abruzzo.

Si battè molto per l’applicazione di una fiscalità monetaria al posto dell’attuale sistema. 
Fu accostata alla teorizzazione del Prof. Giacinto Auriti l‘idea di Buontempo nella proposta di legge presentata il 18 maggio 2006, che prevedeva la proprietà popolare della moneta con relativa distribuzione di un reddito di cittadinanza a tutti i cittadini.

Fu candidato come Presidente della Regione Abruzzo per le elezioni regionali del 14 e 15 dicembre 2008.
Dopo le elezioni regionali del 2010, Buontempo venne nominato Assessore alla Casa e alla tutela Consumatori nella Giunta del Lazio.

 (art. in parte da Carola Parisi, da “Il Giornale d’Italia”)

Di lui ricordiamo i valori, l’incredibile tenacia, il senso di autenticità che perseguiva nel leggere la realtà al posto di tanti inutili parolai, e l’ironia
Doti che mancheranno a molti, in un paese in sfacelo come il nostro.

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Tiffany, Gallé e i Maestri dell’Art Nouveau

TIFFANY, GALLÉ e i Maestri dell’Art Nouveau è il titolo della Mostra, con opere provenienti dal Museo di Arti Applicate di Budapest, che si tiene a Roma, Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli fino al 28 aprile 2013
(quindi per chi vuole…è il caso di affrettarsi)

Oltre 90 opere illustrano alcuni aspetti del movimento, per l’Anno Culturale Ungheria-Italia 2013.

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