Siparietti Bolognesi


Questa volta si tratta di un post che si propone unicamente di accennare in velocità ad alcuni fatti bolognesi, rimandando a links appositi, per informare e saggiare un “clima”.
Non ha ormai senso, in questo pazzesco luogo, tentare di dare una spiegazione razionale o mostrare nessi tra avvenimenti, data la notevole dose d’irrazionalismo dionisiaco costante che percorre le contrastate iniziative felsinee.

(in foto, il “Cristalis”)

Si comincia dalla notizia del fallimento ormai ultraconclamato del trucidissimo affaire Civis.
Spesi parecchi milioni di euro, messa per aria per intero la città, create postazioni (francamente orrende) e scomode banchine, messi a rischio palazzi storici e scorci di pregio, rimasti tutti per anni in ostaggio di costosi lavori, e ….ah ecco, proprio no, non si farà.
Come avremmo preferito fin da subito.
In compenso, è già in arrivo, il…..“Cristalis”.
No, non è un medicinale.
Sempre prodotto da Irisbus, sarà il cugino del Civis, ma si tratta solo di un filobus, non a guida ottica:
speriamo senza farci cacciare altri infiniti milioni di euro.

E come se la passa l’affare “People Mover”?
Mah forse salta anche quello. Ma anche no.


Nel frattempo Romano Prodi tiene conferenze sul “Mondo Che Verrà”.
Mondo che verrà, di cui, tra parentesi, abbiamo già avuto più di un sentore assistendo alle proposte progressivamente più psicotiche dell’UE, di Trichet e di tutta la compagnia cAntante (e cOntante, dato il continuo rapamento fiscale proposto), l’influsso dei vari Mr. Goldman Sachs, le assurde proposte dei giorni scorsi tra Amato, Monti, Monorchio e Salerno Aletta, e il MES, fondi salvastati che invece sono fondi salvabanche.
Chi non fosse del luogo, o come nel nostro caso, evitasse accuratamente, scientificamente e millimetricamente di andarvi, può comunque vedere le locali conferenze prodiane in TV.
Per parte mia, ricordo ancora con una fitta tremenda all’appendice la premiazione con dono di Laurea Honoris Causa allo speculatore su scala universale George Soros.

Il Presidente della Regione E/R Errani, dopo le peripezie dei nuovi ticket sanitari in base alla dichiarazione dei redditi, dopo la proposta modulo ISEE, ripiega su una proposta di riforma computo reddituale mista, che tenga conto delle famiglie più numerose in base al numero di figli. La proposta di computo precedente, penalizzava la famiglia tradizionale (sommando i redditi dei componenti), per promuovere fiscalmente con notevole sproporzione le coppie di fatto (non facendo la somma dei redditi dei componenti!). Si ravvisa un’umanità in tutto questo, anche se va detto che Bologna è per esempio città anziana di anziani: i figli non si fanno in gran copia non solo “per egoismo”, ma anche per i costi impossibili e impossibilità reddituale. Il rischio attuale è che singles, vedove/i senza figli verranno tassati di più.
Da un estremo all’altro. Sempre dopo aver comunque assommato nel computo tutti i beni mobili e immobili e redditi percepiti. Invece famiglie numerose (per lo più, statisticamente, extracomunitarie, e matematicamente per via di poligamia di fatto e figli ancor più numerosi) riceveranno con questo sistema ulteriori sgravi.


Nel frattempo in Comune, alla Consulta per la Famiglia, si apre l’accesso alle organizzazioni omosessuali,
che evidentemente diranno la loro nei nuovi seggi, sull’argomento Famiglia e scelte del Comune in proposito.
Ce lo spiega meglio al link Amelia Frascaroli, della lista Vendola (anzi, della lista “con Amelia per Bologna con Vendola”, che diede il suo appoggio al sindaco Merola).

Per chiudere, nel weekend si prevede a Bologna una mega-reunion con:
Rosy Bindi, Dario Franceschini, Vasco Errani, Nicola Zingaretti, Stefano Boeri, Michele Emiliano e Luigi De Magistris. Forse interverrà anche Bersani. Previsti anche Civati e la Serracchiani.
Tutti insieme!

L’Appennino, grazie a quella Sagesse che solo la Natura ha,
invece non è ossessivamente monocromatico, ma un tripudio di colorismi, anche con questo tempaccio.
Piuttosto che anche solo incrociare uno di questi signori, è preferibile darsi alla macchia.

Josh

Aggiornamento di Venerdì 21 ottobre: No, nemmeno sull’Appennino si starà in pace:
i lavori intrapresi sulla Variante di Valico Appenninica, pare aprendo gallerie in una zona franosa invece che in una solida,
hanno causato una pericolosissima frana a S.Cristina, Ripoli, frazione di San Benedetto Val di Sambro.
Il movimento della terra è enorme, si parla di oltre 200-250 abitazioni a rischio, e i movimenti franosi potranno mettere a rischio anche l’importante linea ferroviaria di S. Benedetto.
La società autostrade dichiara
«Affermare che l’alta velocità ferroviaria Firenze-Bologna e l’autostrada siano coinvolte da movimenti del terreno — conclude la nota della Società — è frutto di strumentalizzazioni per chi ha interesse allo stop di lavori speculando sul disagio di alcuni cittadini».
Ma la frazione di S. Maria Maddalena e l’abitato di Ripoli pare dall’articolo si stiano muovendo verso valle, ed è stato misurato un piano di scorrimento della frana profondo 50/60 metri.
Senza tregua.


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Denaro E Bellezza. I Banchieri, Botticelli e il Rogo delle Vanità.

Si tiene a Firenze, a Palazzo Strozzi, una mostra di notevole interesse, (cfr.titolo),indirettamente e curiosamente vicina a temi incandescenti di questo periodo nei nostri blog e nell’attualità. (Nella foto sopra, Jean Provost, “L’avaro e la morte” 1505-1515)Aperta dal 17 settembre fino al 22 gennaio 2012, nasce da un’idea di James M. Bradburne, curata da Ludovica

dacci oggi la nostra IRPEF ….


Ed ecco qualche piccolo aggiornamento bolognese: annunciato un nuovo aumento delle tasse.

Si pensa di ottenere Cinque milioni di euro dalla tassa di soggiorno, di piu’ dall’aumento Irpef dallo 0,7% allo 0,8%.
Lo ha confermato in Consiglio comunale il sindaco Virginio Merola. “Se saremo costretti a mettere la tassa di soggiorno almeno e’ una tassa che ha uno scopo chiaro – osserva- nel caso di Bologna e’ uno scopo importante, la promozione turistica alla cultura e alla riqualificazione del nostro centro storico. Poi – puntualizza- sempre cinque milioni di euro sono”.

Pero’ “e’ chiara la finalita’, ci permette di non togliere fondi alla promozione turistica e agli investimenti in cultura. E vedremo anche come e quando – aggiunge poi il sindaco- dovremo rassegnarci insieme all’aumento dell’Irpef. Ma si fa fatica parlare di scelta, o c’e’ un’ipotesi di 20 milioni di tagli, reggibile, oppure non vedo molte alternative”. A Palazzo D’Accursio hanno calcolato che con l’aumento di un punto di addizionale Irpef entreranno in cassa 6,5 milioni di euro in piu’.

Mi domando io, magari da spendere “in cultura”, ….maaaaa in che senso?

forse, cultura come _ cfr. post precedente_ nel caso della targa a Chet Baker,

o del concerto turcomanno in centro dell’altra settimana, omaggio alle ceramiche turche in occasione del Cersaie.

(Burhan Öçal & Trakya All Stars , percussionista turco in concerto in Piazza Maggiore, in collaborazione con Turkish Ceramic Promotion Group)

Al contempo, dopo le tanto decantate magnifiche sorti e progressive, dopo inenarrabili spese e disservizi, dopo proteste di cittadini e di commercianti, indagini della procura e infine sventramenti di intere strade,
è in atto una trattativa con il governo per….. rottamare definitivamente il Civis.

E tutto sommato anche il “People Mover” non pare passarsela molto meglio.

Josh

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Giorgio Vasari, 500 anni

(Giorgio Vasari “Autoritratto”)

Il Giardino delle Esperidi non poteva non occuparsi, almeno brevemente, di questa importante e variegatissima figura, nel cinquecentesimo della nascita, importante per l’arte italiana, europea e mondiale, anche se, come spesso accade, non sono in molti a ricordarsene al di fuori dell’ambito degli studiosi e specialisti di Storia dell’Arte.
Giorgio Vasari (Arezzo, 30 Luglio 1511-Firenze, 27 Giugno 1574) è stato in qualche modo “Artista totale”, pittore, architetto rinascimentale dalle fittissime invenzioni, scenografo e architetto teatrale, e scrittore prolifico, e in quanto tale, fondatore della moderna Storia dell’Arte, a struttura biografica ma con notazioni critiche e metodologiche-interpretative.
Per la sua formazione pittorica furono importanti gli influssi del primo Manierismo, Raffaello, Michelangelo, ma frequentò anche Andrea del Sarto, Baccio Bandinelli, Rosso Fiorentino, Francesco Salviati. La sua pittura è stata talvolta accusata di velocità d’esecuzione (da Michelangelo stesso), si tratta di uno stile che riassume i maestri locali spesso per sfociare in un elegante manierismo, anche se rimane particolare il suo senso della prospettiva: la sua abilità architettonica rimase proverbiale e ha segnato un’epoca, e palazzi che hanno fatto la storia.
Fonda nel 1563 l'”Accademia e Compagnia delle Arti e del Disegno”, (tra i primi rettori, lo stesso Cosimo I, e Michelangelo) sotto la protezione del Granduca Cosimo I, prima tra questo tipo di istituzioni in Europa.

Scrittore di Storia dell’Arte, critico sistematico: Qui l’edizione online completa delle famose e importantissime “Vite” (per esteso “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, da Cimabue insino a’ tempi nostri”) del 1550, rieditato con aggiunte nel 1568, presso l’editore ducale Torrentino.
L’opera, preceduta da un’introduzione di natura tecnica e storico-critica sulle tre Arti Maggiori (architettura, scultura e pittura) è un testo fondamentale della storiografia artistica, con vita e opere di oltre 160 artisti. Uno dei concetti base dell’opera, che lo rende interprete del proprio tempo, è la consapevolezza che gli artisti fiorentini hanno fatto rinascere l’arte dopo il Medioevo attraverso una rivoluzione estetica totale.
Molti artisti toscani devono la loro celebrità internazionale all’opera di valorizzazione di Vasari, prima che si cominciassero ad individuare altre scuole, ed è dovuta al Nostro la fissazione del termine “Rinascita” per definire il momento storico-artistico privilegiato, anche se se ne parlava fin dai tempi di Leon Battista Alberti.

(Vasari, Pala “L’Assunzione della Vergine”)

Per l’occasione, ad Arezzo, nei mesi scorsi si è tenuta l’iniziativa “Vasari, 500 anni. Una finestra sul restauro” assistendo in diretta al restauro della Pala “L’Assunzione della Vergine” della Badia del Monte San Savino, del 1539, presso la Corte d’Onore del Palazzo Comunale.
In programma nella seconda parte di quest’anno anche una mostra negli Stati Uniti (o al Metropolitan Museum a NY o alla National Gallery di Washington DC).
Per rimanere informati su tutte le iniziative vasariane, con appuntamento in luoghi svariati, è stato creato un sito apposito.
Per chi ama i repertori esaurienti, è stata molto saggiamente pubblicata qui l’opera omnia (figurativa, con ben 585 schede) di Vasari, che invito a sfogliare, di facile e immediata consultazione.

(una veduta degli Uffizi)

Tra le rassegne di questo periodo,“Vasari, gli Uffizi e il Duca”alla galleria degli Uffizi a Firenze, fino al 30 ottobre 2011, spiega la fondazione del museo come un complesso architettonico a scala urbana, una collaborazione tra il DucaCosimo I de’Medici, e il Vasari architetto. La mostra si concentra sulla personalità dei protagonisti, il Duca e l’artista, studia l’assetto urbano fiorentino tra Palazzo Vecchio e l’Arno prima della costruzione degli Uffizi; poi illustra le tappe della costruzione del complesso, il cui cantiere è il più impegnativo del Cinquecento a Firenze.
Si noterà che Cosimo I pensò gli Uffizi come luogo per le istituzioni di governo, le Magistrature o Arti. L’intesa tra il Duca e Vasari condizionò un’epoca della storia e tutta la città di Firenze, insieme ai pittori e scultori sostenuti dal mecenatismo di Cosimo I, Pontormo, Bronzino, Cellini.
Vasari architetto fu però all’opera già nel 1552 anche per Villa Giulia a Roma, commissionata da Papa Giulio III; per la cupola della Madonna dell’Umiltà a Pistoia, e Le Logge ad Arezzo.

(Casa Museo Vasari ad Arezzo, magnificamente decorata, e sotto nella stessa,
Sala del Trionfo della Virtù)

Altri luoghi sono segnati dalla presenza di Vasari (in realtà sono molti di più): la Casa Museo Vasari ad Arezzo, (sopra) decorata da Vasari in persona con opere proprie;
Il Monastero di Camaldoli a Poppi (Ar) ornato da tele vasariane.
Sempre a Firenze invece, vanno ricordati a Palazzo Vecchio gli splendidi affreschi nel Salone dei Cinquecento:

Per la sua particolarità, va almeno menzionato sempre a Palazzo Vecchio lo Studiolo di Francesco I (sotto), punta del Manierismo fiorentino, a cura di Giorgio Vasari e sue maestranze con Vincenzo Borghini.
Si tratta di un ambiente piccolo, dedicato a Francesco I de’ Medici, dove il granduca si ritirava per coltivare la passione scientifica, e chimico-alchemica, poi destinato alle collezioni, e ricoperto di opere.

Ancora affreschi vasariani sono nella Cupola di Santa Maria del Fiore; da ricordare anche il Corridoio Vasariano(detto “Percorso del Principe”, il suggestivo cammino che da Palazzo Vecchio conduce fino al Giardino di Boboli: il corridoio progettato da Vasari e costruito in cinque mesi nel 1565, su commissione di Cosimo I de’ Medici, permise alla famiglia granducale di muoversi da Palazzo Vecchio alla residenza di Palazzo Pitti senza essere perennemente in vista).

(Interno della Cupola di Brunelleschi di S. Maria del Fiore a Firenze, con affreschi di Giorgio Vasari e Federico Zuccari)

Seguono “Battaglia di Lepanto” (Roma, Sala Regia Musei Vaticani), “Gesù, Madonna con Angeli: Pietà”, e “Ritratto del Duca Alessandro de’ Medici”



Aggiungo in chiusura che in occasione dei 500 anni vasariani, il Vaticano ricorda l’artista con l’emissione di un aerogramma da 2 euro, su fondo azzurro, che rappresenta l’affresco della Battaglia di Lepanto. Vasari dipinse tre cappelle in Vaticano: la Cappella di San Michele, San Pietro Martire e Santo Stefano; contemporaneamente avviava la decorazione della Sala Regia.

Curiose (o tremende, a seconda di quanto amiate l’arte) invece le notizie dopo le vicissitudini che hanno impegnato la cronaca per anni sulla telenovela dell’archivio Vasari.

Josh

Affinità e divergenze. Bologna: il sindaco Merola dice no ai redditi online, ma il PD con Donini lo smentisce


Nelle fasi convulse della cangiante manovra, Tremonti in pochi giorni ha proposto tra le altre cose l’idea di mettere i redditi online come Visco, poi ancora online ma per categorie e in modo in parte anonimo, poi la norma in quei primi termini almeno pare saltata.

(nella foto, Tremonti e Visco)

Come si comporteranno i Comuni?
Per Bologna, il sindaco Merola si dice contrario anche se propone uno stretto monitoraggio dei conti correnti in relazione alla dichiarazione dei redditi.

Dal Corriere:

” Niente pubbliche gogne, almeno a Bologna. Il sindaco stronca l’emendamento alla manovra del governo che permetterebbe ai Comuni di pubblicare sul web i redditi dei contribuenti. «Le misure demagogiche non mi piacciono», dice Merola, che per migliorare la lotta all’evasione insiste nel chiedere pieno accesso all’anagrafe di patrimoni e conti correnti, con la creazione di un’agenzia di riscossione metropolitana.
Una linea che non convince il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Gentili: «Più che sovrapporre poteri di indagine, bisogna rafforzare le azioni congiunte contro l’evasione già in atto»

Non è difficile immaginare cosa succederebbe sotto le Due Torri (come nel resto d’Italia) se i redditi dei bolognesi finissero on line. Accadde già nell’aprile del 2008 con il governo Prodi, quando la pubblicazione dei redditi sul web fu ritirata dopo una manciata di minuti tra polemiche e interventi del Garante della privacy. «Quando lo fece l’ex ministro Visco venne massacrato — ricorda infatti Merola. (….) «Io non ho chiesto di mettere alla gogna nessuno, ma solo strumenti per accertare e riscuotere», spiega il sindaco (…..) «La pubblicazione dei dati online ha senso solo se accompagnata da provvedimenti concreti — insiste Merola — e io mi muoverò solo se quegli strumenti contro l’evasione arriveranno, altrimenti non esporrò il Comune di Bologna con attività inutili».
La richiesta di Merola è ormai chiara da tempo: l’accesso libero all’anagrafe dei patrimoni e dei conti correnti, a cui affiancare un’agenzia metropolitana di riscossione dei tributi. Un progetto che permetterebbe di trasformare Palazzo d’Accursio in una macchina autosufficiente per la caccia agli evasori e la riscossione.
Una prospettiva diversa da quella che ha invece in mente il direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Gentili, convinto della bontà del patto antievasione già attivo con i Comuni. E della necessità di un suo potenziamento, piuttosto che di una sostituzione. «Il patto finora ha funzionato bene e i risultati sono molto positivi — spiega Gentili — il Comune di Bologna in particolare è uno dei Comuni più collaborativi». (…)

Il patto antievasione, insomma, funziona. Mentre l’accesso diretto ai conti bancari, secondo il direttore dell’Agenzia delle Entrate, rischia di rivelarsi tutt’altro che pratico. «L’accesso ai conti, attualmente attribuito all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza, non è uno strumento di controllo di massa — spiega Gentili —. Per legge serve una preventiva autorizzazione del Direttore regionale per accedere all’anagrafe e acquisita l’autorizzazione, l’anagrafe dei conti correnti consente di vedere se ci sono conti aperti e, in caso di accertamento, di chiedere i movimenti agli istituti di credito». Ci sono troppi passaggi e procedure da rispettare, dunque, perché l’accesso ai conti venga fatto in modo generalizzato. Meglio dunque seguire «la via giusta che abbiamo già trovato — conclude il direttore delle Entrate — Nei prossimi giorni conto di incontrare sia il sindaco sia la vicesindaco per riprendere l’attività sotto questo profilo e migliorare ancora».

Siamo “lieti” di apprendere che “l’accesso ai conti correnti privati non è uno strumento di controllo di massa, anche se ci inquieta già l’idea dell’ “accesso libero all’anagrafe dei patrimoni e conti correnti : se il problema è l’evasione fiscale, un conto è elaborare tasse in base al reddito annuo, un conto è misurare e schedare anche tutto il patrimonio mobile e immobile che uno si ritrova, per es. di famiglia o da risparmi pregressi.

E cosa significa esattamente “accesso libero” ?

MA

(nella foto, Donini e Merola)

A due giorni di distanza dalle parole del sindaco, il segretario Pd Raffaele Donini interviene sul tema, correggendo in parte la linea intrapresa dal primo cittadino:-

“Merola ha ragione quando dice che pubblicando online i redditi dei cittadini si rischia la gogna. Devo dire però, francamente, che non sono contrario a questa misura. È una questione di trasparenza, senza contare che il fatto che si possa esercitare un controllo sociale sulla fiscalità, di questi tempi, potrebbe essere utile”.
La posizione del segretario Pd appare quindi lontana da quella espressa dal sindaco alla Festa dell´Unità , di assoluta bocciatura del provvedimento. “

Chi vivrà vedrà, ma è la gogna che è preparata per i cittadini, più che la trasparenza.
Infatti sfugge detto che ciò che si cerca è il “controllo sociale sulla fiscalità”.
Come se, pubblicando online ciò che è già stato dichiarato e firmato in trasparenza per l’Agenzia delle Entrate, cambiasse qualcosa fiscalmente,
solo per il fatto di essere anche online.

Essere online dà di per sè un sovrappiù anche alle dichiarazioni dei redditi, a quanto pare….

Del resto, siamo da sempre nel Soviet, non se n’è mai andato.
In più, tutte le forze paiono ormai coalizzate alla mietitura dei cittadini, al computo di conti correnti e redditi, beni mobili e immobili,
e alla rivelazione al mondo dei patrimoni anche medi e piccoli, anche leciti,
mossa dai padroni di Eu e BCE.
Protervia del controllo, tassazione estrema, minaccia alle libertà personali e alla privacy, rastrellamento fiscale e reddituale.
Probabilmente i redditi individuali non andranno online tout court, ma siamo già al secondo tentativo in questa direzione: comunque, allo stato attuale, la pubblicazione sui siti dei Comuni delle dichiarazioni dei redditi riguarderà solo le categorie e gli aggregati e non più le persone fisiche.
Ma “le categorie e gli aggregati” sono poi composti da persone, lavoratori e contribuenti.
Sempre di stato di polizia fiscale e tributaria si tratta.
La condotta è anche soprattutto la schedatura, la tracciatura universale dei privati cittadini, un monitoraggio totale di ogni mossa dei privati che va ben oltre il controllo dell’evasione fiscale, che, se si vuole, si sa bene in quali settori si concentra e in che modalità (riciclaggio, aziende di comodo, delocalizzazione, conti esteri, settori privilegiati).
Siamo oramai alla FACEBOOKizzazione di Stato dei redditi e delle vite private.

Ci domandiamo anche:
E a quando i rendiconti del numero dei coiti settimanali e dei peli superflui pubblicati online?

Josh


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Le peripezie del ticket in Emilia Romagna

E’ appena entrata in vigore la nuova norma per il ticket emilianoromagnolo, che la Regione ha già annunciato un altro cambiamento. Cose “serie”, come sempre.

Da ora, entro al massimo il 18 settembre, bisogna compilare un modulo che certifica il reddito come nucleo familiare fiscale e stabilire così le varie fasce di esenzione. I Caf, i patronati sono già stracolmi, anche perchè non è immediatamente chiara la modalità della dichiarazione:

le coppie regolarmente sposate fanno cumulo con i propri redditi, e dichiarano reddito cumulativo e su quello è calcolato il ticket sulle prestazioni, ma le coppie di fatto e conviventi non fanno cumulo fiscale tra loro, dichiarano come single i redditi anche se dividono tutto e convivono, e ci si trova in situazione di palese 2 pesi e 2 misure a parità e disparità di reddito, le coppie di fatto figurano avere più diritti .

In pratica un marito e moglie con reddito lordo di 18000 e 19000 euro (sforando il tetto dei 35000) dovranno pagare circa 5 euro in più ogni ricetta. Ma due conviventi ANCHE con un reddito di 35000 euro a testa, che non viene cumulato, non pagheranno nessun ticket.

Dopo le proteste della curia e di vari settori della politica locale, si è decisa una soluzione differente, che però invece di risolvere introduce nuovi problemi, stile Toscana, che affianca a questa dichiarazione anche il calcolo tramite il modulo ISEE.

A mio avviso dopo la dichiarazione dei redditi ..era sufficiente un riscontro per desumere la fascia di reddito pro-capite da associare alla tessera sanitaria. PUNTO!

Invece prima la Regione aveva detto che la manovra era ingiusta, e il rincaro dei ticket non lo avrebbero applicato; poi sono tornati sui loro passi e hanno applicato il ticket ripartendolo per fasce di reddito; infine accorgendosi che in questo modo era ancora più ingiusto hanno inserito il calcolo dell’Isee, per renderci ancora più monitorati.

Con l’Isee saremo obbligati a rendere pubblico non solo il reddito ma anche quanto giace sul conto corrente, gli investimenti, il valore di mobili e immobili.

Su ogni ricetta o richiesta di esami sarà scritto a quale categoria di reddito così calcolata tu appartieni.

La nostra radiografia “valoriale” con la sommatoria di tutti i dati, tutti i redditi e tutte le proprietà sarà alla portata di tutti. Immagino tra breve tutto andrà in una card, e poi in un microchip magari sottocutaneo. Non m’invento nulla, anzi:



dal Carlino minireportage:

“Bologna, 30 agosto 2011 – PARTITI ieri con qualche disagio e un picco di 1.900 telefonate in un’ora al call center informativo, i ticket sanitari dell’Emilia Romagna cambiano già volto. Come anticipato domenica dal Carlino, infatti, la Regione ha deciso di modificare il parametro su cui calcolare le fasce di reddito: non più solo il ‘nucleo familiare fiscale’ — che, nei fatti, penalizza le coppie sposate, visto che i coniugi sono costretti a sommare i propri redditi, mentre i conviventi no —, ma anche l’Isee, indicatore economico che tiene conto del reddito lordo annuo di una famiglia, dei beni mobiliari (azioni, conti correnti, titoli di Stato…) e immobiliari, e della composizione del nucleo familiare.

UNA modalità già scelta dalla Toscana e sulla quale la giunta ha deciso di accelerare dopo le polemiche politiche, arrivate dal mondo cattolico, ma anche dall’interno del Pd e degli alleati dei democratici. L’introduzione dell’Isee non ha ancora una data certa, e dovrebbe affiancarsi al metodo già in vigore da ieri: per ora, infatti, l’unico modo per mettersi in regola con i ticket e definire la fascia di reddito cui si appartiene resta il modulo dell’autocertificazione.

La Regione sta lavorando «per individuare strumenti più puntuali di valutazione della situazione economico-patrimoniale di ciascuna famiglia, partendo dallo strumento Isee» ha dichiarato l’assessore alla Sanità, Carlo Lusenti, promettendo che viale Aldo Moro continuerà il suo impegno «per mettere a punto modalità più avanzate di valutazione del reddito» che introducano «ancora maggiore equità».

L’idea di adottare l’Isee era già emersa lo scorso 23 agosto, quando la Regione ha siglato un’intesa con i sindacati e le associazioni di categoria sulla contribuzione alla spesa per i soggetti non esenti. È possibile che l’introduzione di nuove modalità per la certificazione del reddito comporti anche una revisione delle fasce su cui sono stati rimodulati i ticket, ma per saperlo bisognerà aspettare tempi e modi di introduzione del nuovo sistema.

INTANTO, i cittadini emiliano romagnoli devono tenere a mente una data ben precisa, il 18 settembre: da questo giorno, infatti, chiunque si presenterà in farmacia con una ricetta per acquistare medicinali o in un centro di prenotazione per una visita specialistica dovrà presentare, se non l’ha già fatto, l’autocertificazione. In caso contrario pagherà il ticket massimo. I due mesi di tolleranza per mettersi in regola riguardano infatti il pagamento di quelle prestazioni di cui si è usufruito entro il 17 settembre senza pagare alcun ticket.

SUL piano politico, infine, la polemica non si ferma. Il deputato dell’Udc, Gian Luca galletti, chiede alla Regione di bloccare immediatamente l’applicazione dei ticket, bollandola come «un gran pasticcio» e annunciando di avere già dato «mandato ai nostri legali di presentare ricorso al Tar» sulla rimodulazione (che oggi, a Roma, dovrà avere il via libera definitivo del Governo). Il consigliere regionale del Pdl Galeazzo Bignami ha depositato un’interrogazione alla giunta regionale, mentre anche la Cgil dell’Emilia Romagna, per bocca del suo segretario Vincenzo Colla, chiede a viale Aldo Moro «in prospettiva rapida, il passaggio all’Isee, considerato più equilibrato».

I PARAMETRI ISEE

Questo indicatore tiene conto di quattro differenti parametri per stabilire la ricchezza effettiva di un nucleo familiare: la somma dei redditi, il 20% del patrimonio mobiliare, e di quello immobiliare, e la composizione della famiglia

DOVE SI FA

Compilare l’attestato Isee non è un’operazione semplice. Per questo ci si affida a tutti quei professionisti o società che si occupano di dichiarazione dei redditi: centri di assistenza fiscale e commercialisti.”

Un solo dubbio.

Potrà essere davvero “più equilibrato” rendere obbligatorio
l’Isee e abbinarlo al ticket,

rendendo palesi tutti i nostri dati in dettaglio, un indicatore economico che pubblica il reddito lordo annuo di singoli e famiglie, rendendo conto anche di beni immobiliari e fino mobiliari (azioni, conti correnti, titoli di Stato…e il segreto bancario è saltato, anzi lo pubblicheranno sulla ricetta della Novalgina) ….
?



Auguri!

Josh

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Settembre, di nuovo…

(foto mia)

E rieccoci a Settembre,

uno dei miei mesi preferiti, con i suoi colori, ricordi, il distillato del pieno dell’estate appena trascorsa, il suo sentire dolceamaro. Non c’è miglior modo di riaprire il Giardino che una breve rassegna di immagini e poesie.

(foto mia, “L’Angelo della Vendemmia”, affresco murale, Dozza Imolese)

I Pastori

Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.

Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori

lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

scendono all’Adriatico selvaggio

che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti

alpestri, che sapor d’acqua natía

rimanga ne’ cuori esuli a conforto,

che lungo illuda la lor sete in via.

Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,

quasi per un erbal fiume silente,

su le vestigia degli antichi padri.

O voce di colui che primamente

conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina

la greggia. Senza mutamento è l’aria.

il sole imbionda sì la viva lana

che quasi dalla sabbia non divaria.

Isciacquío, calpestío, dolci romori.

Ah perché non son io co’ miei pastori?

(Gabriele D’Annunzio, da “Alcyone”)

(foto mia)

Settembre

Già l’olea fragrante nei giardini

d’amarezza ci punge: il lago un poco

si ritira da noi, scopre una spiaggia

d’aride cose,

di remi infranti, di reti strappate.

E il vento che illumina le vigne

già volge ai giorni fermi queste plaghe

da una dubbiosa brulicante estate.

Nella morte già certa

cammineremo con più coraggio,

andremo a lento guado coi cani

nell’onda che rotola minuta.

(Vittorio Sereni, da “Frontiera”)

Chiudo con un breve (splendido) brano, “September” di David Sylvian, tratto da “Secrets Of The Beehive” del 1987 (nell’immagine soprastante, fotografia e set a cura di Nigel Grierson e Vaughan Oliver).

“September’s here again….”

(foto mia, albero di fico)

Josh

L’Occidente

L’ultimo mio post della stagione.
Sempre in sintonia con la mia semi-pausa estiva, propongo un brano degli italiani IANVA,
“L’Occidente”, in linea con alcuni degli ultimi nostri post.
Magistralmente scritto, ci sono alcune particolarità rispetto ai canoni consueti neofolk:
se permane l’influsso military pop, da notare la presenza di sonorità tradizionali italiche, quasi mediterranee rispetto al glaciale del neofolk delle nazioni più a Nord come Germania o UK,
e un uso magistrale della tromba, l’italiano retrò, poetico e dannunziano, e una strumentazione particolarmente accurata più vicina al folk noir cantautoriale quasi orchestrato.
Seguono audio e testo:

“Come genti del Nord, dai barbarici Numi
Che scambiarono per Roma i marmi di Luni,
O gli Altaici dell’Est, errabondi e ferini,
Fondatori d’imperi per pascolarvi ronzini

O i predoni del Sud, autoeletti Signori
Inventandosi un dio da servi-pastori,
Abbiamo stomaci esausti, ma appetiti da iene,
Tutti incontro alla sera che viene

Dove va a cadere il sole, sepolcreto di tramonti:
Quando s’alza il fortunale, si sa, chi avanza
Per primo affonderà

Deleghiamo ogni cosa, anche l’esser violenti,
Ma la guerra dei ventri ci scopre impotenti,
Sempre sotto tutela di un corretto pensare
Che ci castra quel tanto da tirare a campare

Dentro a questo circuito, senza ieri o domani,
Per leccar quattro ossa come s’addice ai cani:
Non ho più alcuna voglia di fare il possibilista,
Guardo solo la notte che è in vista

Dove va a morire il sole, l’orizzonte inghiotte i giorni,
La stagione del Maestrale, lo sai, dispero che torni
Dove va a sfinirsi il vento, l’orizzonte incontra l’onda,
Sono oltre al mare aperto e più in là, ma non vi è sponda

Tra Vladivostok, la propaggine estrema
E le Orcadi che sono d’Occaso il diadema,
Suggestivo, lo so, ma a che pro ci si crede,
Se il tenerci alla pelle resta l’unica fede?

Ci ostiniamo a pensarci quali punti d’arrivo,
Ma il più morto di loro è pur sempre più vivo
Di chi ormai ha di sacro giusto un osso sul culo
E d’un tratto la notte è già un muro

Muro che non sente pianti, muro che recinge il niente:
Solo un punto cardinale e nulla più quest’Occidente

E se il sole vi si spegne, e se ora è giunto il tempo,
Quella fiaccola di Atene che tu sai, difendila dal vento
Che verrà…”

se il video non si vedesse o sentisse, andare qui

qui invece sito degli Ianva

Arrivederci a Settembre, e Buona Estate a tutti!

Josh

I "professionisti della protesta" antiTav bolognesi





La protesta antiTAV andata in onda in Val di Susa in questi giorni è stata particolarmente pesante. Erano presenti anche “protestatari bolognesi” organizzati, come gente proveniente dall’estero.

Nella mia limitatissima e relativa opinione, mi sento di dire che la TAV per un verso ci serve, per non restare tagliati fuori dal nuovo sistema di comunicazione e spostamento-collegamento europeo. I vari governi succedutisi l’hanno votata, per cui andrà fatta e portata a termine. Ugualmente il progetto nasconde la macabra idea di trasformare la pianura padana e dintorni in un immenso scalo commerciale, senza agricoltura e nessuna salvaguardia del territorio, e non c’è da stare allegri.

Da cittadino attento non faccio salti di gioia, anche qui, nemmeno nel vedere COME viene realizzata….:

le sorgenti d’acqua pura e gelida dell’Appennino Tosco Emiliano, zona Mugello, prosciugate, “grazie” a lavori TAV non eseguiti al meglio;

mi chiedo perchè la TAV in Francia sia costata 1/3 che in Italia, ed è durata pochi anni, poi tutto era pronto quasi subito, qui invece tra un po’ sono una ventina d’anni e nulla è finito;

(il ponte di metallo inutilizzato e mollato lì da una 15ina d’anni a Bologna, zona S. Ruffillo)



resto male, da bolognese, nel notare lo schifo che Comune e Provincia e gli enti “competenti” hanno lasciato dopo la fine dei lavori sotterranei, nella gestione degli spazi pubblici a cielo aperto che dovevano ritornare dei cittadini:

la zona salesiani e Sacro Cuore, Via Carracci e dintorni (BO) in pratica “sprofondata” di un piano,

la zona S. Ruffillo e Savena (di cui si vantò d’essere Presidente del Quartiere e comunque Assessore all’Urbanistica proprio l’attuale Sindaco PD & co. Merola) lasciata con un orrendo, immenso, lunghissimo ponte metallico a mezz’aria (cfr. foto sopra), per scarico carrellini di terra, usato sì e no due volte, fermo lì da oltre 15 anni inutilizzato,

un orrore di giganteschi piloni arrugginiti assolutamente inutile e visibile anche dalla Via Toscana e dalla piazzetta S. Ruffillo con la tradizionale chiesa, ancora l’inaccessibilità al vecchio borgo Ponticella per la scorciatoia usuale, in aggiunta l’inaccessibilità alla stazione di S. Ruffillo se non dopo chilometrici peripli.

Questo, dopo quasi 20 anni dall’inizio lavori,

ma anche dopo anni che si sono conclusi i lavori sotterranei effettivi della TAV,

a dimostrazione che le colpe degli scempi esterni sono dell’incuria degli enti locali,

che dovevano risistemare le zone a vista in superficie e non l’hanno fatto,

nonostante millantino se stessi e vengano, ad ogni consultazione elettorale,

inspiegabilmente ri-votati in gran copia,

come un caparbio vizio assurdo,

o la perpetuazione sorda di un antico errore.


Infatti, c’è chi (…) si vanta di aver lasciato, però, lì, due rotonde.

Peccato che tutto il resto non sia stato fatto.

Ma bisognava ormai distruggere nuovamente la città

con i poco limpidi e assolutamente inutili Civis e People Mover:

nuove commesse, nuovi appalti, nuove CoopCostruzioni,

nuove strategie per beneficare annessi e connessi.

Aaaaah beh, grazie assai.

Motivi validi di protesta ne avrei anche io, altro che.

Poi tutto dipende da COME si protesta.

Una parte degli attuali protestatari per la TAV in Val di Susa sono stati arrestati, vengono dall’Emilia, alcuni sono di Bologna, altri di Modena. Ne parla il Carlino qui.

Si tratta di anarco-insurrezionalisti pluripregiudicati, dice il giornale, antagonisti resistenti dei centri asociali (a testimonianza che l’Emilia sforna ancora BR, para-guerriglieri, violenti d’ogni sorta, agitatori di professione, infoiati postideologici, o al limite, certo, anche indefessi costruttori seriali di rotonde, a seconda dell’uopo, della serie “facciamoci sempre riconoscere”).

E’ noto che talvolta i Tribunali possono essere ideologizzati e a loro volta militanti, ma stavolta oltre alla Questura, i giudici stessi hanno parlato apertamente di “Professionisti della Protesta”, a dimostrazione che l’humus emiliano paraterrorista è sempre “attivo”.

Non c’è limite al peggio.

Josh

Entra ne

Death Of The West

Con la settimana entrante, mi congedo dal Giardino in vista dell’estate, personalmente ritornerò su questi schermi più avanti. Colgo l’occasione per salutare tutti gli Esperidi e i lettori/commentatori, e augurare a tutti una serena estate.
Seguiranno adesso questo e un altro post, non scanzonati, ma di breve riflessione.

Non servono molte parole per capire il testo fortemente critico di questo vecchio ma a mio avviso splendido e profetico brano dei Death in June (Douglas P.), non lontano dai significati degli ultimi post qui pubblicati.
Il brano fu composto in occasione dell’album “Burial” (1984), poi coverizzato e reso famoso anche dai Sol Invictus.
Di seguito anche il testo, su cui consiglio di soffermarsi, alla luce degli ultimi nostri post.

They’re making the last film
they say it’s the best
And we all helped make it
It’s called the death of the West

the kids from Fame will all be there
Free cocacola for you!
And all the monkeys from the zoo
Will they be extras too?

They’re making the last film
they say it’s the best
And we all helped make it
It’s called the death of the West

A star is rising in our northern sky
And on it we’re crucified

A chain of gold is wrapped around this world

We’re ruled by those who lie

(nel caso il video caricato non funzioni, cliccare qui per sentire e vedere)

qui invece il sito dei Di6

Josh