Comune Bologna in probabile default, e montagne che crollano

_CIVIS:
E’ di queste ore la notizia che, visto il fallimento del costosissimo progetto Civis,

se si determinasse l’impossibilità finale di utilizzare il sistema a guida ottica, a seconda della decisione di Atc e Comune di Bologna – utilizzo del Civis solo come filobus o risoluzione contrattuale –
il Ministero, con Passera, “valuterà un eventuale deprezzamento del sistema, o la revoca del finanziamento”


La revoca del finanziamento, oltre all’enorme spesa per le nevicate e altri sprechi a Bologna, porterebbe al probabile default del Comune di Bologna, già in disavanzo. Se ne parla in dettaglio QUI

Ora, per quanto io stesso non gioisca affatto per l’attuale governo “italiano” di non-eletti, al loro posto in questo caso farei uguale.
Perchè dopo l’enorme sperpero (si parla di 160 milioni di euro, altre note al link) per (non realizzare) il (progetto fallito e già vecchio prima del suo inizio) Civis, lo Stato dovrebbe anche dare altri aiuti visto che il Civis non si farà, non sarà operativo, è progetto abortito, e se proprio proprio …si trasformeranno in pullmann qualunque, e dovrebbe dare altro denaro agli sperperatori?
Più saggio invece far rimpinguare le casse del Comune direttamente da chi ha causato gli scempi, ovvero tutti i sindaci e l’amministrazione coinvolta dell’ultimo decennio e passa.

Comunque nel 2001, il ministero assegnò al Comune di Bologna oltre 222 miliardi di lire per il progetto Civis, ovvero quasi 115 milioni di euro.

Sempre dall’art. :

(…) “Passera ricorda poi che “il Civis, inteso come veicolo filoviario senza l’installazione dei dispositivi di guida ottica, è stato oggetto di omologazione da parte del ministero” già in passato. Il ministro precisa anche che “le perplessità sull’uso della guida ottica erano già state esposta da questa amministrazione in sede di istruttoria premilinare”. Ad ogni buon conto, ricorda Passera, “l’1 giugno 2011 la commissione di sicurezza ha redatto una propria relazione istruttoria sui lavori svolti, evidenziando che il sistema funzionante con guida ottica non presenta le necessarie condizioni di sicurezza, in quanto il tracciato a Bologna si sviluppa prevalentemente su sede promiscua con altro traffico veicolare e pedonale. Pertanto il veicolo non potrà utilizzare la guida ottica e dovrà essere condotto con guida manuale”.

Insomma tutt’al più sarà un filobus qualunque, ma dal costo stratosferico, e dagli inusitati scempi per le vie della città. Per cui lo Stato non darà altro denaro, oserei dire, in questo caso, ovviamente.

Servirebbe ora una cacciata definitiva di certi figuri locali, che sappiamo non avverrà mai.

Quindi allo stato attuale la cattiva realizzazione, il non tener conto di tutte le condizioni, il fallimento del progetto è già segnato, con tutte le conseguenze del caso, come il non finanziamento. Per l’occasione bloccherei d’imperio anche Christalis e People Mover e ogni progetto simile, assolutamente inutile per Bologna e per la viabilità.

_SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO, VARIANTE DI VALICO, AUTOSTRADA DEL SOLE E FRANA:

Non sta andando, per nulla, meglio l’impresa per la costruzione della Variante di Valico. Dopo aver proceduto a forza, DENTRO LA FRANA, fatto che ha riattivato le frane adiacenti, e ha fatto “scendere a valle” un’intero paese (Ripoli), il rischio è che la frana faccia spostare anche i piloni dell’Autostrada del Sole.

“Un movimento del terreno che, spiegano i geologi della Regione nel rapporto stilato lo scorso 12 marzo, ha accelerato negli ultimi mesi a causa dei lavori per la realizzazione della galleria Sparvo e ora arriva a interessare uno dei piloni dell’attuale A1 “

Certo che m’incuriosisce chi ancora andrà blaterando che Bologna e l’Emilia Romagna sarebbero all’avanguardia per chissà che, con queste premesse. O più che di premesse, sarebbe il caso di parlare di postfazioni, nel senso proprio dell’arrivare dopo i disastri, sulla pelle degli altri, pagati con i soldi delle ipertasse di tutti.

Se ne parla QUI , da tempo anche qui ,

ma la situazione ogni giorno ha aggiornamenti : molte persone comunque sono già state sloggiate dalle loro abitazioni, ora pericolanti, e il danno al patrimonio immobiliare personale è notevole. C’è un intero paese che frana, strade e autostrade, e la Procura indaga per disastro colposo.


Josh

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Wildt

Adolfo WildtIl puro folle (Parsifal), 1930 La mostra in corso a Forlì su Adolfo Wildt (Milano, 1868-1931) “Wildt. L’Anima e le Forme da Michelangelo a Klimt” offre l’occasione di spendere qualche parola su questo notevolissimo scultore, tra i massimi del Novecento.Nonostante la cattedra di scultura all’Accademia di Brera, e la nomina ad Accademico d’Italia, la critica nei suoi confronti ha

Sigillum Magnum

(Jean-Claude Juncker)

No, non è il nome di qualche saggio di Ermete Trismegisto,
ma il Sigillum Magnum è un’onorificenza, la più alta,
dell’Alma Mater Studiorum di Bologna.

E può anche darsi che Sigillum Magnum
non faccia obbligatoriamente nè rima nè assonanza con “Nuntio vobis gaudium magnum”.

Conferita a chi?
Oggi, 13 Marzo 2012,
a Jean-Claude Juncker, a Romano Prodi, a Helmut Kohl.

Per aver inventato l’€uro e l’€uropa.



Lungi da me forme di telepatia e premonizione, ma ripeto e vale ancora quanto detto in questo precedente post.

La cerimonia era ovviamente blindata, ma si sono visti striscioni eloquenti: “No all’Europa delle banche”.
Al di là del fatto che le proteste di piazza sono spesso pilotate, lo slogan contrario è la pura verità.

Premiamo chi ci ha ridotti in mutande. E insistiamo a premiarli tutti, uno a uno, ma proprio tutti.


(Helmuth Kohl)

(Sempre dal Corriere) Si è trattato di “una giornata per riaffermare la centralità dell’Europa e l’importanza dell’euro come moneta unica, nonostante i diversi scossoni causati dalla crisi della Grecia e non solo. E non è un caso che proprio l’Alma Mater si faccia interprete nel riaffermare questi principi, data la sua appartenenza all’Europaeum, un consorzio tra le università di Oxford, Leiden, Bonn, Bologna, Parigi-Sorbona, Ginevra e Praga. Obiettivo è la cooperazione tra questi prestigiosi atenei nella costruzione di un comune background per la classe dirigente europea del futuro…”

Come ricorda anche il Corriere al link sotteso ai nomi poco sopra, l’Alma Mater aveva già premiato Jacques Delors,
Simone Veil; diversamente anche Giorgio Napolitano e George Soros.

Sostiene l’articolo, ” Tra Romano Prodi e l’Ateneo esiste poi un legame che travalica il fatto che il primo sia stato uno dei suoi più illustri docenti. Il presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli è stato infatti delegato di recente dal rettore nella firma di un accordo importante con la Nankai University di Tianjin, uno dei dieci migliori atenei della Cina, per lo scambio di studenti e docenti e la creazione di progetti collaborativi nel campo della didattica e della ricerca.”

Ancora su Prodi e Cina, un interessante articolo qui:

Prodi fa declassare l’Italia dall’agenzia di rating cinese. Ora le imprese italiane costano meno.

Adesso sì che sappiamo quanto siamo stati fortunati (…)

Josh

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Miseria e Splendore della Carne

(Caravaggio, “Ragazzo morso da un ramarro”)Il titolo del post, che ricorda “Splendori e Miserie delle Cortigiane” di Honoré de Balzac, è anche il titolo della Mostra organizzata dal MAR di Ravenna,con esattezza “Miseria e Splendore della Carne. Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon… Testori e la grande pittura europea”.(Caravaggio, dettaglio del dipinto precedente)Si tratta prima di tutto di una

Neve, Immagini, Poesie

Una breve rassegna di poesie e immagini su Inverno e Neve,anche se poi molti di noi …ne hanno già avuto abbastanza … (Pieter Bruegel il Vecchio “I Cacciatori nella Neve”)Fr. 338 Voigtὔει μὲν ὀ Ζεῦς, ἐκ δ’ ὀράνω μέγας χείμων, πεπάγαισιν δ’ ὐδάτων ῤόαι … [ἔνθεν] [ … ]κάββαλλε τὸν χείμων’, ἐπὶ μὲν τίθεις πῦρ ἐν δὲ κέρναις οἶνον ἀφειδέως μέλιχρον, αὐτὰρ ἀμφὶ κόρσαι μόλθακον ἀμφι[ ..

Premi e Cotillons


In data 31 gennaio, nella città universitaria per eccellenza, terra dei glossatori, è stata conferita la Laurea Honoris Causa al Pres. Napolitano a Bologna.

Il titolo onorifico in genere va inteso anche come approvazione nettamente culturale e politica, in linea quindi con l’idea di pensiero e gestione del potere che va per la maggiore, come approvazione assoluta e santificazione laica del pensiero e dell’azione di qualcuno, in un periodo particolare.L’Università più antica del mondo, per tanti versi (anche da me, col cuore) amata, con appassionati docenti,
e per altri versi con alcuni docenti noti negli anni anche al di fuori dell’Ateneo, assolutamente politicizzati a senso unico, prende un’altra volta posizione in maniera che …potrebbe non piacere poi proprio a tutti quanti,
per quanto televisioni servili, alcuni quotidiani in particolare, e media mainstream abbiano colto in questo evento solo un trionfo e martellato secondo questa MIOPE dinamica:
*i buoni: le brave persone sono tutte acriticamente e passivamente SEMPRE d’accordo con qualunque cosa facciano e dicano Napolitano, Monti (prima detto supermario, ora acclamato Nonno Mario anche da cortei di infanti) , l’UE & co;
*i cattivi: le persone non d’accordo, sarebbero tutte come i ragazzi dei centri sociali, circoli anarchici, okkupanti, lanciatori di uova e similia.
E pensare che razza di abbonamento e tasse paghiamo per sentirci insultare quotidianamente dal piccolo schermo e da numerosi quotidiani.
Il Quirinale costa 228 milioni di euro l’anno, il Palazzo tra i più cari al mondo.

E che tempismo con i premi! Bisognava anche questa volta fare in fretta per creare approvazione del nuovo governo di filobanchieri non eletti. Specie quando il paese stava mostrando segni evidenti di insofferenza per le nuove “norme” di Monti, del…LA Fornero, Passera & co, e così è stato premiato il Presidente ideatore dello stesso governo, che ha operato la scelta “ad alta caratura tecnica” senza passare per le urne.

Qui un resoconto della cerimonia.

In senso lato, invece quel che accade è una procedura nota: anche in Grecia, è stato rimosso il Presidente del Consiglio eletto e sostituito con un altro, con esperienza anche nella Goldman Sachs (come Monti, ma anche Draghi, Prodi…) gradito ai giusti poteri internazionali e alla finanza, quelli che decidono ormai cosa e come debbano essere le nazioni e i popoli.
Che poi la Grecia, prima di tanto, entrò in Europa con l’economia a sua misura, e a taroccare i conti fu la stessa Goldman, pare una questione accessoria: l’importante sembra debba essere che sia la finanza apolide a governare..ma si ostinano a chiamarla democrazia.La stessa “democrazia” stanno tentando di importarla nell’attuale Ungheria di Orban, che ha il torto di esser stato eletto, di avere una Costituzione votata, che comprende 2 cose che non possono piacere alla UE/BCE dei finanzieri: rispetto per la sacralità della vita dell’individuo (quindi niente aborti seriali e pacchetti eutanasici per far vendere le multinazionali del farmaco, niente immigrazione massiva col pretesto dei troppi aborti) e la Banca Nazionale ancora in parte sotto controllo del governo eletto, e non una summa di banche private che decidono loro i governi, come piace all’EU.

Un’altra volta, un exemplum, fu la Laurea Honoris Causa attribuita sempre a Bologna al filosofo-filantropo-speculatore George Soros, per ringraziarlo per il suo affossamento alla lira e aiutarci/”obbligarci di più” ad entrare nell’euro, sempre senza consultare i cittadini, e con le pezze, secondo le teorie di Prodi.
In altri Stati, Soros per le medesime manovre speculatorie è stato fortemente inviso;
era chiamato “L’Uomo che distrusse la Banca d’Inghilterra” per aver venduto allo scoperto 10 miliardi di dollari in sterline (1992), mentre la Banca Centrale Inglese non voleva aumentare i propri tassi di interesse in relazione all’allora SME. Tanto il geniale filantropo fece, che la Nazione Inghilterra/Banca d’Inghilterra fu costretta a fare uscire la sterlina dallo SME (!), svalutare la propria moneta nazionale mentre il nostro spuntava 1,1 miliardi di dollari.
In Malesia non è andata molto diversamente (c’era una taglia addirittura su di lui), e nemmeno nel grave attacco contro la lira poco prima del nostro ingresso nell’euro, che fu accompagnato da precedenti numerose speculazioni internazionali contro la nostra vecchia moneta. Siamo sempre noi comuni cittadini a non guadagnarci, ma gli altri…
Ci vuole del genio, indubbiamente, per essere in grado di fare queste manovre. Ma ci vuole anche molto coraggio. L’Università di Bologna non gli fece mancare il suo premio.

Si tratta dunque, da osservatori esterni, di riconoscimenti volti a sigillare un “già avvenuto”, in momenti topici; approvazione richiesta, anzi dovuta, per indirizzare il pensare comune, per insegnare cosa dobbiamo farci piacere, e cosa no;riconoscimenti indiretti anche a una forma di mondialismo, o verso fautori della finanza espropriante, o a pro di banche che giocano su scala mondiale, anche contro l’Italia, ma che noi siamo obbligati e resi quindi illustremente edotti a vedere sempre come grande regalo ai cittadini.

Per esaminare l’excursus del Pres. Napolitano consiglio il pezzo di Massimo.

Alcune varie dichiarazioni, per intendere un clima, o cosa si deve pensare, si sono susseguite anche nella settimana precedente al prestigioso riconoscimento a Napolitano, che riassumiamo solo come spunti di riflessione.
Il Rettore Prof. Dionigi a Bologna ammoniva gli studenti oppositori, centri sociali e simili, a non prendersela più di tanto con Napolitano perchè era lui, a suo avviso, la figura istituzionale con cui parlare per i fondi all’Università. Insomma “non prendiamocela con Napolitano perchè..ci concede dei fondi, ed era l’antiGelmini”.

Se riesce a concedere fondi, e se i fondi saranno bene impiegati, saremmo tutti contenti in un’epoca di tagli, per lo più imposti dall’esterno.
Ma…tutti i problemi di oggi gennaio-febbraio 2012 …sono ancora la Gelmini e Berlusconi?!
Si riporta, con questa chiave di lettura, tutto, al solito teatrino automatico “sinistra-che-dà-fondi-alla cultura VS centrodestraignorantone-con-la-gelmini-cattivi-che-tagliano-soldi-alla-créme-della-cultura”.

Ci si ostina a non sapere che molte norme, piaciute o meno, della riforma Gelmini, e dello scorso governo Berlusconi, non erano nemmeno tutte loro, ma erano obblighi europei gradatamente inseriti…ma avendoli (questi e ben altri obblighi Ue) inseriti troppo “gradatamente”, il governo è stato cacciato;
poi senza elezioni, ma grazie all’appoggio Napolitano, è disceso dalle cataratte celesti il camminatore sulle acque Monti a fare in fretta il lavoro delle elites europeiste-mondialiste (è questo il vero motivo del premio, adesso?), che Berlusconi non faceva abbastanza, e il PD & co si sarebbe perso a mezza strada, anche se, tranquilli, la sinistra italiana è sempre stata prona ai poteri forti, finanza apolide e vari potentati internazionali-mondiali (ha ricollocato così il suo “internazionalismo”) come ricorda la geniale Nessie qui.Si vuole non sapere che molte delle iniziative Gelmini erano già nelle proposte riforma Mussi dello scorso caduto governo Prodi, ma non erano neanche allora tutte di Mussi, ma in parte imposte dall’Ue.
E così in tutti gli ambiti, non solo scolastico-universitario.
Tagli, tagli, tagli e tasse, tasse, tasse per mantenere il carrozzone Ue e aggiungere un tassello in più al…”Nuovo Ordine Mondiale” in cui saremo tutti uguali, ma con alcuni ancora più uguali.
In Italia, come altrove in Eu, da tempo non c’è un governo locale o nazionale vero, ma solo una ‘governance’ eterodiretta europea (tra l’altro sempre prona anche agli Usa, che continuano anche a decidere le guerre per noi), loro stessi o loro sostituti, quella verso cui ci spingono, o incarnano entusiasti, proprio i Monti, i Napolitano e i Draghi ma anche i Prodi, gli Amato, e non troppo dissimili nemmeno certi centrodestra più o meno fallimentari, ognuno secondo il ruolo che ha storicamente avuto in questa direzione.
Non è infatti un caso che tra i concetti espressi da Monti, comunque frutto diretto delle scelte di Napolitano, in questo periodo ci fosse l’idea che se di progresso e futuro si deve parlare, va inteso solo in senso europeo e non più nazionale,
e va inteso nettamente come progressiva cessione di sovranità (le poche rimaste) nazionale e controllo di territorio e risorse da qui (Italia) a là (Europa).
E’ questo dunque che è stato premiato, più che altro, questo sistema.

Val la pena notare ancora altro, rispetto all’idea di Lauree Honoris Causa, Cultura, Università e Dittatura Europea (si badi bene, non Europa di Nazioni, di cui anche chi scrive sente di far parte, ma di un’Unione artificiosa fatta solo di beghe fiscali ed errori monetari, imposizioni assurde in ogni settore, agricolo e alimentare compreso, esproprio del nazionale verso il globale, pezzo di quel Nuovo Ordine Mondiale che tanto ossessiona anche teoreticamente e in pratica i nostri non eletti governanti):
a causa dell’incremento babelico delle lingue per l’allargamento dell’Unione Europea si considerano lingue di redazione degli atti formali solo tre principali lingue europee (l’inglese, il francese e il tedesco) ma non l’italiano.
Questo, per puristi della cultura e della lingua, ma anche della comprensibilità democratica di atti e norme,
è uno smacco alla democrazia, uno smacco ai nostri studiosi, che non possono amare un’Europa siffatta, che è una caricatura d’Europa;
uno smacco all’Università, alla cultura italiana, ma anche alla cultura latina (le altre lingue sono al più neolatine) ripiena di letteratura base del pensiero e culla del diritto di cui facciamo parte e da cui derivavano le Costituzioni serie di mezzo mondo; uno smacco perchè tutte le nazioni non sono considerate uguali (e questo non solo in funzione del loro debito pubblico interno accumulato ad arte, i cui interessi sono quotati in borsa).
Quindi alla fine….i premi vengono però dati a chi è parte attiva dei processi di delegittimazione culturale e materiale autoctona e nazionale, che di solito, mentre opera questo, intesse anche sonori e scenografici inni nazionali proprio quando la delegittimazione della Patria e la cessione di ogni potere in casa nostra è al massimo grado.
Tengo anche a sottolineare che il processo è talmente evidente, che parecchie riviste di cultura geopolitica statunitensi, riferendosi all’Europa anche in modo neutro, non parlano da anni più di nazioni o stati europei, ma di aree: area italiana, area francese…dopo la distruzione effettiva degli Stati Nazionali, che non possono nemmeno più decidere il bilancio interno, c’è poco di che cantare inni mamelici, casomai babelici.

Le Scienze Politiche e le relazioni internazionali: anche l’equilibrismo politico è una scienza politica. Si può essere veterocomunisti sfegatati prima, tifare URSS ma poi passare a tifare USA e neoliberismo-darwinismo sociale in economia, come l’enorme parte della sinistra nostrana, alla faccia di tutti i poveracci che questo sistema crea.
O c’è anche L’European Council on Foreign Relations
tra i membri (rigorosamente “tecnici apolitici” eh, ma apolitici ovviamente di una certa area)
Giuliano Amato, Emma Bonino, Massimo D’Alema, Gianfranco Fini, Emma Marcegaglia….

Altre varie cose sono state affermate e riaffermate da più parti (Monti e Napolitano) nella settimana passata e fanno riflettere. Ecco le nuove XII Tavole.

Sempiterno l’obolo all’Euro, che è una nuova religione a cui s’intonano litanie:
_Non si può uscire dal Santo Euro, non si può criticare l’Europa, anzi guai a chi lo fa.
_L’Euro (moneta fallita) sarebbe una garanzia democratica (sic)
_L’Europa sotto l’Euro sarebbe garanzia democratica (!) e la vecchia idea di Stati Nazionali è anzi pericolosa,
causa le guerre, per cui le sovranità (minime, restanti) dei singoli Stati Nazionali devono essere cedute all’Eu (un superstato dittatoriale con maggioranze non elette, tanto ormai non sono eletti nemmeno i governi nazionali)
_L’Europa siffatta è garanzia contro il “pericoloso concetto” di identità nazionale e contro i totalitarismi nazionali (infatti il totalitarismo lo è lei direttamente)

 L’Italia è in realtà un paese a base tuttora enormemente comunista e le Sinistre (lo si vede da chi le compone, ma non è che in altri settori politici si sia messi molto meglio) sono le vere complici dell’Europa/EURSS mondialista dei banchieri, relazione pericolosa che va verso una dittatura non solo finanziaria sui sudditi.

Allora, in generale PREMIARE PERCHE’ ? Napolitano a Bologna, ma anche premi a Draghi “orgoglio italiano” , e anche premi a Monti
_e che premio quest’ ultimo, il “Trombinoscope” (si chiama proprio così, ma i trombati siamo noi)_
è un modo di dirci: è così che deve andare, anche se non li avete scelti voi.

Loro, governo non eletto degli “altocarati” savi, sanno cos’è meglio per noi,
e tra istituzioni di lignaggio, si premiano l’un l’altro.
Non è nemmeno più necessario passare per consultazioni elettorali, e lo confermano anche i sondaggisti.
Anche se fossimo andati al voto, li avremmo votati lo stesso, dicono, quindi inutile andarci.
E premiamoli.
E’ così che si festeggia il Fiscal Compact, l’EuroGendFor, l’ESM e i prelievi forzosi…da Libero, poco sopra citato:

“….Le uniche cose certe, approvate dal governo, sono: la riforma delle pensioni e l’aumento delle tasse più pagate dagli italiani, benzina e Iva su tutte. E fra un mesetto sarà nero su bianco anche la cessione di sovranità, firmata il 9 dicembre scorso e confermata l’altra sera da 25 capi di Stato, che tuttavia non hanno il debito come quello italiano. È il famoso fiscal compact, che prevede l’obbligatorietà per gli Stati del pareggio di bilancio. Un vincolo quasi costituzionale.
… Il problema è che i Paesi con debito pubblico oltre il 60% del Pil (e noi siamo sopra il 117%) dovranno ridurlo di un ventesimo l’anno. A conti fatti l’Italia sarà costretta a varare manovre da 45 miliardi l’anno per accontentare la Merkel. La quale, per mettere soldi veri nell’Esm, cioè l’erede del fondo salva-Stati, vuole vedere sacrifici veri e non più a parole. Monti e i suoi collaboratori sono riusciti a portare a casa delle attenuanti: prima di punire uno Stato non virtuoso bisognerà tener conto del ciclo economico, del risparmio del settore privato, del saldo primario e dell’evoluzione della spesa. La sostanza tuttavia non cambia: il fiscal compact mangia una manovra l’anno. Quindi ne serviranno altre.”

Questi premi hanno dunque la valenza di benedizione data ai fautori di questa visione e impresa,
quando nel paese infuria la protesta.   Personalità in grado di passare da una carica all’altra, da un premio all’altro, a volte dal privato al pubblico, di alta caratura in alta caratura.  

Sono premi educativi delle masse e diretti all’ammaestramento del popolino bue, per farci ingurgitare per buoni gli errori commessi, e farcene presto ingurgitare altri.
 
Un pensiero di Napolitano dopo la premiazione “non facciamo pagare il nostro debito nazionale
pregresso ai giovani” è un’utopia e una presa in giro di proporzioni immani, perchè sono generazioni che già lo stanno pagando, e da un pezzo: i 40 enni di oggi, i 30 enni e i 20enni, e dopo la riforma delle pensioni, pagheremo e strapagheremo dalla culla alla tomba e non percepiremo mai.

Se il premio a Napolitano significa senza dubbio anche un’affinità con la sua visione della realtà e della politica, oltre che un riconoscimento per aver spodestato senza elezioni un governo sgradito alle sinistre e all’EU, e per aver fatto discendere dai cieli Monti, l’incontestabile gradito alla Germania e a certi mercati speculativi (ma allora il governo lo scelgono i mercati…),
i contemporanei premi a Monti e Draghi nel ruolo attuale (che rivestono da un paio di mesi) risultano ancora più eloquenti. Il punto in comune è che, pur differentemente, rappresentano una stessa concezione e uno stesso progetto.
Quando il consenso non c’è, (e del resto, non lo si è nemmeno chiesto),
un tempo lo si creava con panem et circenses. Oggi panem ben poco.
Rimangono i circenses.
O prelievi forzosi (anche) di stima e consenso.

I premiati piacciono a Obama, a Mrs. Merkel, a Sarkozy, alla UE e all’ONU, alla Nato, ai mercati, alle Università.
Che piacciano o non piacciano ai cittadini, non ha evidentemente importanza alcuna, e infatti non siamo nemmeno stati consultati.

Josh

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Rodgers & Hart

E’ un piacere poter parlare in breve di questo piccolo “team” di Autori.Dietro a questa apparente ‘sigla’,si cela un duo di geniali compositori dell’era del jazz, ovveroRichard Rodgers (1902 – 1979), compositore, e Lorenz Hart (1895 – 1943), il paroliere.La premiata squadra è coautrice di uno dei più riusciti songbooks di standards molto noti nel jazz e nella musica internazionale di classe, con

A Natale, Georges De La Tour

Un breve post di clima natalizionon può non soffermarsi su un evento,e rifuggire dalla noiosissima tragi-cronaca delle eurofregature a scoppio continuo di questi giorni.Georges De La Tour è il personaggio, abbastanza misterioso per le scarse notizie sul suo conto, le cui opere sono in mostra stavolta a Milano, a Palazzo Marino , Sala Alessi, in collaborazione con Eni e il Louvre fino all’8

Les Feuilles Mortes

Come da titolo, la dubbia stagione altro non può ispirare se non un breve percorso legato a queste sensazioni, a questo immaginario.”Les Feuilles Mortes” ha una sua storia affascinante che in minima parte percorreremo.In principio, si trattava di un componimento di Jacques Prévert.Joseph Kosma nel 1945 ne compone la musica.Più in dettaglio, in origine, le note di Kosma dovevano essere solo un

Il Faro

(Edvard Hopper, “Lighthouse Hill”, 1927)

L’immagine, l’idea del faro è un elemento che ritorna numerose volte in svariati ambiti.
Ne abbiamo esempi in letteratura, in funzione reale o simbolica, e ovviamente in pittura.

(Claude Monet, “Molo di Le Havre”, 1868)

Per la vita, e per la battaglia intellettuale, abbiamo bisogno di “fatti che lampeggino”, e di autori che mettano gli oggetti in