L’ostracismo della Fiom mette a rischio gli investimenti Fiat in Italia

La sentenza “Pomigliano” mette a rischio gli investimenti di Fiat in Italia. La notizia è di ieri: il giudice di Torino ha deciso di ritenere accettabile la creazione della Newco, ma al contempo ha sentenziato che non è possibile escludere la Fiom dai nuovi contratti. Una sentenza che di fatto apre le porte ai ricorsi individuali da parte degli iscritti alla Fiom nel gruppo Fiat.
La risposta di Sergio Marchionne è stata immediata. L’amministratore delegato della casa automobilistica ha infatti deciso di congelare gli investimenti per la Nuova Panda che dovevano arrivare nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. L’investimento di Fiat in Campania non è di poco conto dato che per fare rientrare la produzione della “piccola” torinese erano stati programmati 700 milioni di euro. A questo punto non è solo il progetto Pomigliano d’Arco ad essere a rischio, bensì l’intero piano “Fabbrica Italia” che prevede un investimento totale per raddoppiare la produzione italiana pari a 20 miliardi di euro. Questo decisionismo è tipico di Marchionne, che non aveva avuto dubbi al momento di spostare la produzione della monovolume Fiat da Mirafiori alla Serbia, quando il governo serbo aveva messo sul piatto centinaia di milioni di euro per fare arrivare la casa automobilistica italiana.
Lo stesso affare Chrysler si può dire abbia seguito la via del sussidio. Il governo americano ha deciso di salvare la casa di Detroit nazionalizzando, di fatto, il gruppo automobilistico. Fiat ha saputo cogliere l’attimo ed è entrata in Chrysler spendendo ben pochi soldi e con un trasferimento tecnologico. Un’ottima mossa per l’azienda torinese che, attualmente, si ritrova ad avere una Chrysler in recupero nel mercato americano. Nel primo semestre dell’anno vi è stato un sorpasso significativo. Chrysler ha venduto più auto negli Stati Uniti di quante ne abbia vendute nello stesso periodo Fiat in Europa. Questo cambio è epocale, perché fa ben comprendere che l’azienda, guidata da Sergio Marchionne, è ormai un player internazionale.
La riorganizzazione aziendale di Fiat, avvenuta ieri, va proprio in questa direzione. La creazione di quattro macro-aree evidenzia che la casa automobilistica torinese non è più un’azienda solamente italiana. Le debolezze del gruppo si trovano nei mercati in più rapido sviluppo, Cina e India in primis. In questi due mercati, che sono il futuro dell’auto, l’azienda torinese quasi non vanta alcuna presenza. Le joint-venture con i cinesi e con gli indiani non hanno dato finora i risultati sperati e questa è la fonte di maggiore di preoccupazione. Fiat rischia di essere il quinto o il sesto player sia nel mercato europeo che in quello americano, senza quasi alcuna presenza nei grandi mercati del futuro.
Una buona parte della politica e del mondo sindacale italiano ancora non hanno compreso che Fiat non è più solo un’azienda italiana. È necessario un cambio culturale, dove si favorisce l’arrivo d’investitori esteri in Italia. Non è possibile che l’intera produzione di veicoli in Italia sia legata solo a Fiat. Questo è dovuto ad una politica miope che nel tempo ha favorito un’incentivazione alla domanda tramite il “doping” dei sussidi alle vendite. Così facendo il nostro Paese ora produce meno auto della Repubblica Ceca e un terzo di quante ne produca la Gran Bretagna, che da anni non vede un produttore nazionale sul proprio suolo.
Per attirare gli investimenti è necessario anche un cambio delle relazioni sindacali. Una parte del sindacato lo ha compreso, mentre la Fiom no. Il preseguimento di questa battaglia da parte del sindacato della Cgil avrà la sola conseguenza che Fiat uscirà dalla produzione italiana. Non è infatti un segreto che l’Italia sia una fonte di perdita per la casa automobilistica. La riorganizzazione contrattuale, il famoso “contratto Pomigliano”, permetteva di legare maggiormente il salario alla produttività aziendale. Un fatto positivo che faceva avanzare l’Italia. La sentenza non esclude la possibilità di accettare questa maggiore contrattazione di secondo livello, ma l’ostracismo della Fiom può invece bloccare gli investimenti italiani di Fiat.

hahahahaha!!! non ci crderete !!! So chi è Spider Truman !!

ARTICOLO TRATTO DAL SITO INFORMAREXRESISTERE.FR
Negli ultimi giorni, ha fatto tanto scalpore la vicenda di Spider Truman e la sua pagina facebook che prometteva di svelare i segreti più incredibili di Montecitorio.
Quasi mezzo milione di persone è oggi iscritto a I segreti della casta per leggere tutto sommato ciò che ogni cittadino con un pò di buon senso sa, capisce o immagina !! Montecitorio(http://www.facebook.com/pages/I-segreti-della-casta-di-Montecitorio/232643153433351) ed il blog collegato (http://isegretidellacasta.blogspot.com/) è letto e commentato da altrettante persone che, in buona fede, credono di essere ad un punto di svolta nella storia moderna dell’Italia.
In realtà,  si tratta di un ennesimo bluff architettato da chi è politicamente morto e cerca in qualche modo di uscire dal dimenticatoio perchè sì, la casta fa schifo, ma soldi e potere sono un po’ il sogno di tutti.
Passiamo ora a scoprire chi è il poveretto (e credetemi: mi sono cadute le braccia nello scoprire la sua identità).
Per prima cosa, ringrazio la pagina So chi è Spider Truman (http://www.facebook.com/pages/So-chi-%C3%A8-Spider-Truman/129856753769135?sk=wall) per i piccoli consigli di “ingegneria sociale” che ha fornito a tutti quelli interessati, come me, a scoprire chi è questo pseudo rivoluzionario.
Il procedimento per “smascherare” Spider è assai banale per chi ha una discreta dimestichezza con internet:
I. Accediamo al blog:
 http://isegretidellacasta.blogspot.com/
II. Clicchiamo sul profilo di Spider Truman 
http://www.blogger.com/profile/09581394345918430480
III. Passiamo il mouse su EMAIL. In basso a sinistra comparirà l’indirizzo di Spider:[email protected]
IV. Se siete interessati, cercate l’indirizzo su Google. Non usciranno risultati interessanti, se non uno scambio di mail con un tizio della rete internazionale di hackers Anonymous.
V. Passiamo a Libero Mail 
https://login.libero.it/?service_id=beta_email&ret_url=http%3A%2F%2Fmailbeta.libero.it%2Fcp%2FWindMailPS.jsp%3FrndPrx%3D1315477172
avviamo il procedimento per recuperare la password
VI. L’unica opzione disponibile è inviare una mail ad un indirizzo collegato (in parte oscurato):fro•••••••••••@libero.it
VII. A questo punto sfruttiamo un bug a dir poco clamoroso di Libero. Clicchiamo su Se hai problemi, visita la nostra sezione di assistenza.
VIII. Come per magia, la mail fino a pochi secondi fa oscurata diventerà completamente visibile:[email protected]
IX. Copiate l’indirizzo ed inseritelo nella ricerca di Facebook.
X. Scoprite chi è Spider Truman.
XI. Ridete fino allo svenimento.
PS: se siete interessati a degli screenshot, fate riferimento al sito 
;
(con cui non ho nulla a che fare)
PPS: semmai il demente in questione si accorgesse di essere stato scoperto in una maniera così ridicola e decidesse di cambiare mail o oscurare il suo profilo, vi dico subito che Spider Truman è
FRANCESCO CARUSO
 http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Saverio_Caruso
Qui l’articolo originale: 
http://informarexresistere.fr/2011/07/21/ho-scoperto-chi-e-spider-truman-e-la-cosa-non-vi-piacera/
da questa è la sinistra Italiana

Comunicato ufficio stampa On. Rainieri Fabio

SEQUESTRO ATTREZZI DA LAVORO CONTRAFFATTI: RAINIERI (LEGA): CHIUDERE I COLPEVOLI IN CELLA E BUTTARE LE CHIAVI
“Adesso stiamo davvero superando il limite. E’ evidente che qualcuno si crede al di sopra di qualsiasi norma e legge o che gli imprenditori del falso disposti a guadagnare mettendo a rischio la vita di chi compra i loro prodotti sono davvero senza scrupoli. Per queste persone pensavo di proporre i ‘lavori forzati’ ma comincio a ricredermi. Forse sarebbe solo meglio chiuderli in una cella e buttare la chiave”.
Così Fabio Rainieri, capogruppo della Lega Nord nella speciale commissione parlamentare contro la Contraffazione interviene a seguito del sequestro di circa 300 attrezzi da lavoro tra i quali martelli pneumatici, motoseghe, cassette utensili, e altre attrezzature, sprovviste della certificazione prevista dalla normativa Ue.
“Mentre in ogni modo il Governo e gli enti preposti fanno di tutto per difendere la vita delle persone, ecco che qualche imprenditore senza scrupoli cerca di immettere sul mercato attrezzi da lavoro privi delle regolari certificazioni europee. E chissà che cosa sarebbe accaduto se attrezzi come questi fossero stati venduti e utilizzati da ignari lavoratori in qualche cantiere. Per questo, se da una parte rinnovo i miei complimenti agli uomini delle forze dell’ordine e nello specifico ai finanzieri del Gico di Napoli e dello Scico di Roma, dall’altra non posso che augurarmi una modifica in tempi brevi della norma che preveda pene severissime per questi criminali che meritano davvero di restare a lungo a riflettere al fresco”.
GIOCATTOLI CONTRAFFATTI: RAINIERI (LEGA), BENE NUOVE NORME. NEL 2010, 950.000 SEQUESTRI
“Nel 2010 l’Agenzia delle Dogane ha sequestrato 950.643 giocattoli contraffatti”. Così Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della Lega Nord e capogruppo della lega nella speciale commissione di Montecitorio contro la Contraffazione interviene a seguito dell’attuazione del Decreto Legislativo 54 del 12 Maggio 2011 sulla sicurezza dei giocattoli.
“Nel periodo gennaio-marzo 2011 – spiega Rainieri – i sequestri di giocattoli sono stati pari a 249.830 pezzi, a cui vanno aggiunti quelli effettuati dalla Guardia di Finanza nel primo trimestre 2011, pari a 3.360.471 (pezzi) di cui 1.129.495 prodotti contraffatti. E proprio guardando a questi numeri non posso che esprimere la mia massima soddisfazione per l’attuazione del decreto. Una norma – continua – che di fatto si dimostra un alleato in più per il settore, poiché sancisce l’allargamento delle responsabilità nella filiera di immissione dei giocattoli sul mercato, fino ad assegnare al negoziante il compito di verificare la correttezza delle marcature, delle avvertenze e la presenza delle istruzioni in lingua italiana”.
“Nei giorni scorsi – riprende – avevo chiesto maggiore coordinamento tra il nostro Paese e l’Ue. Avevo sollevato la necessità di giungere in tempi brevi a normative condivise che ci permettessero di raggiungere un solo obiettivo: difendere i consumatori. Specialmente in questo caso quando i consumatori sono i nostri figli, ai quali abbiamo il dovere di garantire un futuro certo. Da oggi – conclude – ci auguriamo che, grazie anche a questo giro di vite, l’attenzione sul comparto sia ancora maggiore a difesa non solo dei produttori, ma anche e soprattutto, dei piccoli consumatori”.

Arresto autorizzato a Papa (PdL), negato a Tedesco (Pd). Purtroppo non è Scherzi a Parte

Sembra incredibile, ma oggi, 20 luglio 2011, la “casta dei parlamentari”, come è chiamata in questo periodo, l’ha fatta davvero grossa. Nello stesso giorno, la Camera ha autorizzato l’arresto di Alfonso Papa, deputato in quota PdL, il Senato l’ha negato ad Alberto Tedesco, del Pd, ex assessore alla sanità della giunta pugliese targata Vendola.
Mentre a Montecitorio la Lega manteneva la promessa di votare Sì per l’autorizzazione all’arresto di Papa, a Palazzo Madama il partito di Bersani, forte dello scrutinio segreto, ha fatto il furbetto: alcuni senatori del Pd, da identificare, hanno salvato Tedesco, che l’ha spuntata per soli 24 voti. I sì all’arresto, in base alle dichiarazioni di voto dei capigruppo, avrebbero dovuto essere 170 (Pd compreso), ossia la maggioranza dei senatori. Sono stati solo 127.
Questo nonostante i proclami e le promesse di “votare compatti per l’arresto” da parte degli esponenti del Partito Democratico. La moralità e la legalità tanto sbandierate dal Pd si sono oggi sbriciolate sotto gli occhi di tutti. Davvero una pessima figura, ammesso e non concesso che gli italiani ne tengano contro. C’è da sperarlo.
A sinistra avranno ancora il coraggio di parlare di questione morale dopo una giornata del genere?