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Alla fine ha vinto la Magistratura

Tanto tuonò che piovve. Berlusconi dovrebbe smetterla di parlare sempre e solo di magistratura. Combatterne strenuamente le iniquità, certo, ma non nominarla mai, perché porta jella. Dove ha vinto la toga rossa? A Napoli senz’altro, con un pm come De Magistris che non si dichiara comunista, ma che è peggio che se lo fosse. Un Masaniello arruffapopolo più autoritario e arrogante di Di Pietro, al quale i napoletani si sono affidati anema e core come fanno con S. Gennaro. 
E a Milano? Un avvocato legato al Soccorso Rosso e legato da rapporti amichevoli con Magistratura “democratica” (aggettivo sempre più sputtanato). Insomma, pur sempre di togati trattasi. 
Sulla scarsa attrattività elettorale della Moratti se ne è già discusso abbondantemente. Il PdL poteva e doveva sforzarsi di trovare un/una candidata capace di conquistare i cuori e le menti dei milanesi. Ma  è  altresì vero che Milano non è una “Casalpusterlengo” qualsiasi e io non insisterei più di tanto solo sul profilo amministrativo legato alla  città. Milano può essere il banco di prova di qualcosa di ancora più grave ancora tutta da venire, poiché è evidente che è Berlusconi che si è voluto punire. E lo si è punito proprio  nella sua città natale.  
Io sono tra quelli che fingere di far vedere che si tratta solo di un test amministrativo e, muro o non muro,  tirèm innanz, è un po’ da minus habentes. Le roccaforti si espugnano sempre dall’interno, passo su passo, comune per comune,  e l’assalto alla diligenza è appena iniziato con due importanti città chiave: del Nord e del Sud. Spero che chi ha ricevuto
la sonora sberla se ne renda conto.

Temo che ne vedremo delle belle e fingere di non vedere che quei poteri forti che è un ventennio che cercano l’assalto all’arma bianca (dal Britannia nel ’92 a oggi),  ora hanno guadagnato postazioni importanti, è coltivare dell’ottimismo  ottuso e  a buon mercato. Molto a buon mercato.

 Ma chi sta dietro a Pisapia? I salotti buoni della Milano-bene, il gruppo Corsera RCS, la Confindustria, l’altra metà della famiglia Moratti (Massimo, Milly e tutta la squadra Inter), De Benedetti (di cui Pisapia è stato il legale) e il suo giornale Repubblica, Giulia Maria Crespi (ex patròn del Corriere),  e altri poteri forti.

Chi sono stati i vero vincitori di questo ballottaggio elettorale? Ma è evidente, sono stati proprio i togati. A forza di nominarli e di lamentarsene, eccoli al potere di due città. Per il tramite di due esponenti di spicco: l’avvocato Pisapia, amico di MD ed esponente di Soccorso Rosso. E  il pm De Magistris o’ Masaniello “antisistema”. Sembra una pena di contrappasso. Toga, toga, toga!