Rircordatevi la Tasi

Si parla poco o nulla, soffocata dai tanti temi di “alta” politica mondiale, della tasi, l’ignobile tassa voluta da Letta, confermata da Renzi che poi, con un doppio salto mortale, ne rivendica la cancellazione (futura).
Eppure la tasi c’è (ancora) e vive insieme a noi.
La scadenza è per il 16 dicembre, mancano poco più di dieci giorni.
E’ uno dei tanti prelievi predatori che lo stato effettuerà in questo mese di dicembre.
Oltre quattrocento tasse, cinquanta pagine per elencarle, per tutti, nessuno escluso.
Poi ci sono le tasse di cui non ci accorgiamo, quelle che ci vengono estorte alla fonte (sugli stipendi) o sul conto corrente (quelle sui risparmi che Renzi ha aumentato fino al 26%).
Inviterei tutti, appena riceveranno l’estratto conto al 31 dicembre, a fare la somma di quanto ci è stato depredato nel corso del 2015 solo con prelievo sul conto corrente.
Probabilmente tutti coloro che faranno questo calcolo non voteranno mai più per la sinistra, anche quella in doppio petto di Renzi.

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Nessuna deroga sui simboli e i riti

Credo che gli Italiani di buona volontà siano stufi di sentir parlare ogni anno di maestre troppo elementari che bandiscono presepi e alberi di Natale, canti e addobbi natalizi dalle scuole,  nel nome del rispetto di cosiddette “altre culture”. O di zelanti presidi come quello di Rozzano che vogliono spostare addirittura il calendario dal 25 dicembre giorno di Natale, al 21 gennaio 2016 per celebrare la cosiddetta festa dell’inverno, in luogo della tradizionale recita natalizia. Ma dove l’ha pescata una simile idiozia? Il solstizio invernale, cade, di solito il 21 dicembre (quest’anno il 22), sicché festeggiare l’inverno quasi a fine gennaio è per lo meno da… “asini”. Quell’asino che si ostinano a bandire insieme al bue, alla Sacra Famiglia e a tutta la greppia, dal presepe, manco fosse il nuovo babau.
E’ vero che alcune forze politiche ne hanno approfittato per mettersi in mostra – quelle stesse che dovrebbero cercare di impegnarsi di più  per garantire in primis decoro e pulizia alle scuole in molti casi ridotte a baracche sgangherate e fatiscenti con servizi igienici che fanno pena (e quella di Rozzano la è),
Ma è altrettanto vero che  quando tutto va a rotoli, rotolano anche valori, riti, simboli, culture, liturgie. Perciò dobbiamo fare qualcosa per fermare questa deriva.
Vengo al dunque. 
Innanzitutto si devono eliminare le condizioni oggettive per non creare disomogeneità sociale, etnica, confessionale e culturale nelle scuole e nella società. E cioè rimandare a casa quel surplus di immigrati che accedono ai nostri servizi socio-educativi e che pretendono privilegi che al loro paese non oserebbero mai richiedere. Ma è altresì  assodato che spesso le forze laiciste all’interno della sinistra si servono delle “minoranze religiose” (nella fattispecie, gli islamici) quale pretesto per mettere in atto i loro scellerati propositi iconoclasti, di svuotamento delle nostre tradizioni, costumi e sentimenti religiosi. In altre parole, li usano come “scudi umani” per regolare vecchi conti contro la cristianità. 
In un momento così drammatico, nel quale ci vorrebbe una guida spirituale d’ alta levatura,  ci mancava un personaggio mediocre come  Bergoglio! E’ lui che ha fatto la nomina di quel mons. Cipolla, vescovo di Padova  (foto sopra) il quale suggerisce un codardo appeasement e una marcia indietro sui nostri simboli nel nome della “pace”, nei confronti degli islamici. Che significa “sono pronto a fare marcia indietro sulle tradizioni”?  E per che cosa? Per vivere in pace con i musulmani? Si potrebbe capire se fosse in missione alla Mecca o alla Medina. Ma il vescovo si trova in Italia, un paese dal sentimento cristiano diffuso, dove semmai sono le minoranze a doversi adattare al Paese ospitante. Si è forse dimenticato di tutti i martiri  cristiani che in passato hanno testimoniato per quella religione del quale si dice “pastore“? Per non dire del martirio di tanti poveretti in zone come il Darfur, la Nigeria, il Pakistan…Complimenti davvero per il coraggio manifesto!

Bergoglio non ne azzecca una. E questo vale anche per la “Mata Hari” Francesca Immacolata Chaouqui infiltratasi tra mille intrighi in Vaticano, già imputata per spionaggio e sottrazione di documenti, un’altra sua scelta felice ed oculata.

Presepi, Crocefissi, Alberi di  Natale, Canti,  Poesie, Recite, Dipinti  devono continuare ad essere esposti, ricordati, rappresentati ed esibiti nelle varie ricorrenze. Non è ammissibile alcuna deroga, al riguardo.
Dobbiamo tenere alti i nostri valori, i nostri simboli, le nostre usanze e i nostri riti per sottolineare e difendere la nostra cultura e identità.

Alla faccia di prelati relativisti, pavidi e pusilli che hanno abdicato alle loro funzioni. 

Il coraggio, se non ce l’ha, uno non se lo può dare

Il vescovo, neonominato da Bergoglio, di Padova si dimostra emulo del manzoniano don Abbondio.
Mi ha fatto veramente schifo sentirlo dire di essere disposto a rinunciare alle tradizioni per vivere in pace con i musulmani.
Capirei se fosse ospite in Arabia Saudita e, come dovrebbe fare qualunque ospite, cercasse di rispettare usi e costumi locali.
Ma qui siamo A CASA NOSTRA ed a mostrare rispetto per le nostre tradizioni devono essere i nuovi arrivati, non noi a rinunciare per evitare che si turbino.
Belle nomine che fa Bergoglio, come possiamo vedere anche dal processo sulla sottrazione di documenti vaticani.
A maggior ragione confermo che Presepe, Crocefisso, Albero, Canti e carne di maiale (componente fondamentale del ripieno dei tortellini) devono essere esposti, ricordati ed esibiti.
Per rimarcare la nostra appartenenza, la nostra Identità, anche alla faccia dei vescovi come quello di Padova che è la rappresentazione più evidente del perchè non posso più dirmi cattolico.

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E’ proprio necessaria la corte costituzionale ?

Ennesima fumata nera per l’elezione di tre dei cinque giudici costituzionali scelti dal parlamento.
E se cancellassimo questa corte ?
Qual’è la sua utilità ?
E’ squilibrata sotto il profilo geoterritoriale, quindi non rappresenta gli Italiani, ma solo una parte di essi.
Il sistema di nomina/elezione è quanto mai farraginoso (e ne abbiamo un esempio anche oggi).
Un terzo della corte viene nominata da un signore avulso dal tessuto sociale e produttivo della Nazione, trattandosi di un politico di carriera, per giunta eletto dal parlamento e non dal Popolo.
Più che risolvere i problemi, tracima intervenendo nella vita politica, interferendo anche nella gestione delle leggi senza un mandato popolare.
L’incremento della vita media ci ha riempito di “emeriti” , visto che si danno il turno per poter diventare tutti presidente, con aggravio di costi per il pubblico e un aumento esponenziale di Soloni che si credono oracoli.
Cancelliamola e ci guadagneremo tutti, anche la politica che non dovrà più assoggettarsi ad equilibrismi contro natura come il patto tra comunisti e Forza Italia (e che tanto non funziona perchè una simile aberrazione non può funzionare).

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Una domanda sul clima

A Parigi la conferenza sul clima, anticipata da catastrofici messaggi di terrore, neanche si trattasse dell’ultima trovata dell’Isis.
A me viene solo da chiedermi chi è che guadagna dalla pervicacia con la quale si pretende di cambiare il nostro modello di sviluppo, con la scusa del clima, per utilizzare nuove fonti di energia … più costose per i cittadini ?

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Se la Turchia entra in Europa

Da un mio post del 20 settembre 2006 dal titolo “E adesso…fuori la Turchia dalla Ue“. 

Ai tempi in cui era ancora cardinale, Joseph Ratzinger parlò chiaro contro l’ingresso della Turchia in Europa. E giustamente. Oriana Fallaci, dedica una buona parte della sua auto-intervista a farsi delle domande e a darsi delle risposte sul perché la Turchia non deve entrare nell’Ue (suo ultimo libro “L’Apocalisse). Nell’Ue, la Turchia non la vuole nemmeno Ida Magli ( la quale, addirittura, non vorrebbe nemmeno l’esistenza di una Ue). Poi ci sono alcuni elementi che, ai superstiziosi e agli scaramantici, NON dovrebbero fare optare per l’ingresso turco: ben due papi minacciati di morte. Papa Wojtyla venne ferito gravemente e per poco gli costò la vita proprio per mano del turco Ali Agca, e la Turchia invece di favorire le indagini, cercò di osteggiarle con il teorema del solito “pazzo”.
Papa Benedetto XVI, deve proprio alla Turchia (oltre che ad Hamas nei territori) la scintilla che ha attizzato l’oscena Jihad della Mezzaluna messa in piedi contro di lui, l’indomani del suo discorso a Ratisbona. E ora ad Ankara minacciano pure di arrestarlo, se viene in visita per novembre. L’anno scorso a Trebisonda c’è stato un assassinio a sfondo religioso: don Andrea Santoro, il quale perse la vita per mano di un fanatico musulmano, caricato d’odio per l’affaire vignette danesi: come se le vignette le avesse disegnate il povero sacerdote. Ma vai a far ragionare questa gentaglia!
In quell’occasione la nostra classe politica cercò di minimizzare l’assassinio a sfondo religioso, per paura di ostacolare i cosiddetti “buoni rapporti” con Ankara. Sono tre importanti accadimenti che ci fanno capire che dalla Turchia finora, non ne abbiamo ricevuto che del Male.
RecepTayyip Erdogan chiede al Papa che si inginocchi davanti ai suoi muezzin dai berci sgraziati solo per aver tenuto una dotta lezione (Lectio Magistralis)  che nemmeno lui si mai è preso la briga di leggere. 
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Questo ieri. E oggi a distanza  di quasi dieci anni
Le cose vanno addirittura peggio. E  ragioni per non volerla in Europa, ce ne sono ancora più di ieri. Dopo essere stata tenuta fuori dalla porta dal 1962, sembra che ora gli eurocrati abbiano fretta di accoglierla nel consesso. Proprio ora che la governa un leader come Erdogan,  capo di un partito islamico confessionale. In Turchia ammazzano i Curdi, e  più in particolare si uccide il Capo degli avvocati curdi, incarcerano i giornalisti,  abbattono un aereo russo uccidendone uno dei piloti, scaricano bombe umane di profughi sulla Grecia nelle isole Sporadi, hanno un bel contenzioso con Cipro,  mantengono il muro di divisione con la parte greca dell’isola senza che da Bruxelles, si levi un solo  “beh” come invece fanno istericamente con Orban il quale ha il solo torto di difendersi dalle invasioni migratorie;  finanziano e aiutano i terroristi dell’Isis in Siria e Iraq, il figlio di Erdogan, Bilal, fa  addirittura l’intermediario di compra-vendita del petrolio Isis… E la Ue cosa fa? Li premia pure. Bene, bravo, bis!

Il summit del 29 novembre sull’ingresso della Turchia in Ue

L’Europa è morta perché afflitta da un gravissimo cupio dissolvi. Oltre a ciò c’è lo  stanziamento di  3 miliarducci, pagati con i nostri soldi “per la gestione dei profughi” (Erdogan ne pretende di più e questi sono solo una tranche d’acconto). Abbiamo ben visto come li ha gestiti finora! I media mainstream (Corriere in testa)  si limitano a dare la notizia asciuttamente e   acriticamente del summit appena avvenuto ieri 29 novembre, senza batter ciglio. Non un commento di contradditorio, non un dissenso. Eppure il 29 novembre sarà considerato una data storica. Il famigerato capitolo 17, quello relativo all’ingresso formale della Turchia in Europa, è previsto nel nuovo summit del 14 dicembre. Che è domani.
Ma perché tanta fretta?
La Nato ha bisogno di estendere le sue piattaforme belliche, in caso di un possibile conflitto con la Russia, eventualmente cacciata dai suoi presidi siriani e di una Siria fatta implodere e ridotta a spezzatino da bande jihadiste.  Ankara si è mostrato un fidato cane da guardia. Gli Usa vogliono mantenere costantemente l’Europa sotto il suo tallone di ferro anche attraverso spese pazze militari, migrazioni selvagge, sanzioni commerciali che la penalizzano (vedi le recenti contro la Russia), trascinandola in guerre e guerricciole contro i suoi stessi interessi. Oltre a ciò, c’è l’incompatibilità a carattere etnico-confessionale che grava soprattutto sulla convivenza pacifica dei cittadini europei, a fronte di una religione fanatica e pervasiva.
Resta da capire perché in Europa nessuno si sveglia e si ribella.

Presepe.Non per la chiesa di Bergoglio ma per la nostra Identità

Come ogni anno, avvicinandosi il Natale, torna la smania di protagonismo del fondamentalismo buonista e politicamente corretto che si traduce nel rinnegare la nostra Identità, vietando gli addobbi della Tradizione  (Presepe e Albero) , i suoi Canti, le sue espressioni, dopo aver combattuto la presenza del Crocefisso nei luoghi pubblici.
In questo 2015 si aggiunga che sono ben poche le ragioni che mi ispirano a “sentirmi cattolico”, non avendo alcuna empatia con quello che esprime il vescovo pro tempore di Roma,
Paradossalmente coloro che vogliono vietare i segni della Identità Cristiana (ma soprattutto della Tradizione) sono gli stessi che si sdilinquiscono in elogi per il signor Bergoglio che, da parte sua, non li ostacola nel loro talebanismo al grido di “chi sono io per giudicare ?“.
Allora cerco di spiegare perchè io, agnostico e certamente distante da questa chiesa di Bergoglio, sostengo il Presepe (ma anche il Crocefisso, l’Albero, Stille Nacht, Tu vieni dalle stelle, White Christmas etc.).
Da un lato abbiamo una chiesa bimillenaria, in profonda crisi esistenziale, in preda ad una deriva relativista (“chi sono io …”) e pauperista.
Dall’altro una chiesa recentissima, fondamentalista, costruita ad hoc per sostituire la vecchia chiesa comunista diroccata e senza più credibilità ed è la chiesa del politicamente corretto, dell’ateismo dogmatico, del buonismo ad ogni costo.
Alle porte spinge (e ci sono già degli infiltrati tra di noi ) una terza chiesa assolutista, crudele, estranea alla nostra Civiltà, quella islamica, il cui ingresso è favorito dalle prime due chiese per dabbenaggine, debolezza, perdita di Valori e di Identità.
Allora noi dobbiamo rivalutare quei simboli abbandonati dalla chiesa bimillenaria, proprio per quegli stessi motivi per cui gli adepti della seconda chiesa ateista vorrebbero cancellarli.
Non per un motivo religioso, per ripercorrere un evento storico che ha creato una religione, bensì per riaffermare la nostra Identità, le nostre Tradizioni, la nostra Civiltà in contrapposizione con la terza chiesa che preme alle frontiera.
Perchè solo recuperando la coscienza di quello che eravamo, da dove veniamo, le nostre Radici, potremo salvarci da una invasione che, oggi, si propone come inevitabile e senza resistenza.
Il Natale era festeggiato ancor prima della nascita di Cristo, anche se si chiamava Saturnalia.
E’ un periodo, quello più freddo dell’anno, quello in cui la Terra “dorme”, che veniva celebrato dai nostri Antichi con festeggiamenti propiziatori, riposo e ritrovi in famiglia e con la cerchia di vicini.
Il Cristianesimo non ha fatto altro che sostituire simboli e immagini ad una Tradizione già esistente, che ci appartiene e rappresenta la nostra Identità.
Può essere un Presepe, un Albero, un Canto, un Crocefisso come una rinnovata rappresentazione dei Lari e dei Penati, ma è la NOSTRA Identità ed è forse questo che spaventa chi vuole aprire le porte della nostra Patria all’invasione che porterebbe ad annullare e cancellare Tradizioni e Radici.
E’ quindi per tale motivo che ben venga il Presepe ovunque.

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Ci sono morti e morti…

Valeria, i morti di serie A e il diritto di odiare di Francesco Maria Del Vigo

I genitori di Valeria Solesin, la ragazza ammazzata da dei bastardi lo scorso 13 novembre a Parigi, hanno deciso di fare un funerale politicamente corretto. Che non è una cerimonia laica, ma devota alla religione del politicamente corretto. Tra le religioni, una delle più fondamentaliste. Perché disprezza l’altro da se. Una scelta legittima. Sono loro ad aver subito il lutto. E Valeria – sostenitrice di Emergency – molto probabilmente avrebbe voluto queste esequie. Hanno fatto bene. E tutte le più alte cariche del governo – dal presidente del Consiglio Renzi a quello della Repubblica Mattarella – hanno apprezzato, elevando questa cerimonia a un esempio. Ma se la vittima fosse stata – chessó – una leghista e i genitori avessero giurato vendetta ai fondamentalisti islamici ci sarebbe stata tutto questa partecipazione? Ci sarebbero stati Mattarella, Renzi e la Boldrini? Suvvia, non scherziamo. Per le vittime italiane al Bardo (e già il fatto di piangere solo le nostre vittime è una meschinità!) c’è stato lo stesso interesse? Temo di no. Spero di sbagliarmi. Altrimenti ci sarebbero morti di serie A (quelli socialmente impegnati e chiaramente di sinistra) e morti di serie B (quelli che erano lì per caso, ai quali non si può dare una medaglia d’impegno perché magari erano in vacanza). Legittimo celebrare con un Imam, un patriarca e un rabbino queste esequie. Ma non toglieteci il diritto di odiare chi ci odia. Perché a forza di porgere l’altra guancia questi ci sottomettono.

Il figlio del Commissario Calabresi dirigerà Repubblica

Ho letto che il figlio del Commissario Calabresi, assassinato da alcuni elementi di Lotta Continua sotto la responsabilità di Adriano Sofri condannato, nonostante ben otto tentativi sotto forma di reiterati processi, di garantirgli l’impunità che comunque ha conseguito essendo, da oltre dieci anni, scarcerato per una grave malattia che, tuttavia, non gli impedisce di ridere, andare a vedere le partite di calcio, scherzare, mangiare, in una parola di VIVERE come invece non è stato permesso al Commissario Calabresi, il cui figlio, dicevo, dirigerà il quotidiano della sinistra snob, Repubblica.
Il quotidiano dove, fino al suo arrivo, ha scritto proprio quell’Adriano Sofri condannato per l’assassinio di suo padre.
A me farebbe schifo prestare la mia opera per chi avesse dato sostegno e credibilità a chi fosse stato condannato per l’assassinio di mio padre.
Evidentemente il giovane Calabresi non la pensa così.

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